lunedì 15 febbraio 2016

AMEN

di Francu Pilloni

Francesco Gabbani da www.rai.tv
Credo che tutti abbiamo sentito, anche senza metterlo in memoria, che Amen è il titolo della canzone che ha vinto la sezione giovani del Festival di Sanremo. 
In pochi hanno acquisito il significato del testo, scritto da Fabio Ilacqua, attratti specialmente dalle contorsioni del cantante, Francesco Gabbani, che visivamente dava conto di quello che stava cantando.
Se Amen significa il “Così sia” o il “Così è” del finale delle preghiere cristiane, in illo tempore Gesù lo usava spesso all'inizio dei suoi discorsi, anche ripetuto forse per attirare l'attenzione, oggi tradotto da quel “In verità, in verità” vi dico, ecc., allo stesso modo la canzone ammonisce che, seppure le affermazioni appaiano contraddittorie e mutile come un susseguirsi di SMS, si sta leggendo il mondo attuale come esso è in realtà e non come vuole apparire.

Ecco dunque i versi di Amen, in corsivo come io ho interpretato:
Alla porta i barbari (i migranti?), nascondi provviste e spiccioli / sotto la coda (di paglia), sotto la coda, sotto la coda / E i trafficanti d’organi, e le razzie dei vandali (i vari furbetti) / sono di moda (affari quotidiani a cui ci siamo abituati), sono di moda, sono di moda / Un visionario mistico (uno dei maître a penser che periodicamente alzano la voce, dal Sessantotto in poi?) all’università /mi disse l’utopia ci salverà / Astemi in coma etilico per l’infelicità (noi che ci abbiamo creduto, ubriacati dalle parole e oggi disillusi) / la messa ormai è finita figli, andate in pace cala il vento (della protesta), nessun dissenso (oggi i profeti di ieri hanno un seggio in parlamento?), di nuovo tutto tace / E allora avanti popolo / che spera in un miracolo / elaboriamo il lutto con un Amen / Dal ricco in look ascetico, al povero di spirito / dimentichiamo tutto (via le illusioni, le speranze di cambiamenti sostanziali, badiamo piuttosto all'apparenza: il nuovo verbo è “APPARIRE”) con un Amen (una parola sola, come un taglio netto col passato)/ Il portamento atletico, il trattamento estetico / sono di moda, sono di moda, sempre di moda / Ho l’abito del monaco, la barba del filosofo / muovo la coda, muovo la coda, colpo di coda”.
La seconda parte della canzone ricalca la prima e ripete le stesse parole, iniziando così:
Gesù s’è fatto agnostico, i killer si convertono / qualcuno è già in odor di santità / La folla in coda negli store dell’inutilità / l’offerta è già finita amici andate in pace / cala il vento, nessun dissenso, ecc.”.
Ecco, se anche Gesù non ha più le idee chiare e non prende posizione, cosa possiamo pretendere, ad esempio, da un Mauro Peppino Zedda che nel suo blog insulta gratuitamente Aba Losi, rea, a suo insindacabile giudizio, di continuare a “sostenere le bufale paleo epigrafiche del Sanna”?
Sì, perché tutte le cose scritte e dimostrate da Gigi Sanna sono per MPZ solamente bufale e corbellerie, oppure corbellerie e bufale, come ripete in continuazione, alternando i termini, ma non deviando dal concetto. Uno potrebbe chiedersi perché MPZ se la prenda con la nuora perché suocera intenda, quando ha sempre, ma sempre sempre detto che di epigrafia non sa niente e dunque, in attesa che qualcuno di quelli importanti si pronunci, egli, MPZ lo scettico, scientificamente restava in attesa. Perché dunque è così assertivo nel suo post?
Ora, mi si dirà, così va il mondo: e se Gesù stesso s'è fatto agnostico, non se lo può permettere anche MPZ?
Un buonista, di quelli che aspettano il miracolo, dirà che MPZ ha avuto soltanto una caduta di stile. Sarebbe forse pensabile se quest'uomo uno stile che non sia proprio terra terra l'avesse, ma è difficile cadere se si è da sempre con le natiche per terra. Dove vuoi che si cada? In un pozzo?
Tenetelo a portata di mano questo distillato del pensiero di Mauro Peppino, perché non passerà molto tempo che glielo potrete riproporre sotto il naso.
E allora il pozzo gli servirà. Per nascondersi.
Una caduta di stile mi è sembrata invece quella di Franco Laner che ha postato una trappola perché ci cascassero tutti quegli stupidi che seguono il blog di Maymoni oggi, come quelli di MP ieri e di GFP ieri l'altro. È vero che intendeva “Semplicemente verificare se, assecondando i desiderata dei più, ripetendo le corbellerie dell’archeologia ufficiale, gli insulti avessero un picco di flessione. …. nemmeno mia madre se la cava bene!

Mi colpisce come Laner mostri una spiccata contiguità con Mauro Peppino Zedda, oltre che nei giudizi, anche nel vocabolario. Quel corbellerie, termine noto ma non usuale, porterebbe a credere che l'uno scriva sotto dettatura dell'altro. Laner viene spesso in Sardegna e ci apprezza volentieri. Credo però che impari subito che in Sardegna - e il suo amico glielo può confermare non ostante il suo agnosticismo cosmico - indichiamo come fillus de bagassa i furbi e gli scaltri, senza minimamente pensare al mestiere delle loro madri, siano casalinghe o filosofe, mentre chi propende a divertirsi escogitando certi giochini anche piuttosto stupidini, lo chiamiamo indefessamente paraculo. Come in italiano.

59 commenti:

  1. Voglio avvertire tutti coloro che scrivono e commentano in questo blog di fare attenzione a ciò che scrivono perché se né assumeranno tutte le responsabilità.

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  2. Mi fa estremo piacere che il post di Francu sia riapparso.
    Ho guardato cosa significhi esattamente paraculo, perché so che è riduttivo pensare ad uno che si para, difende, il culo. Infatti il primo significato, in sintonia con quanto si discute al Parlamento, sta per omosessuale passivo e poi più in generale, persona scaltra e opportunista, poi anche meretrice. Francu è molto attento al lessico e un vocabolo -corbelleria- non gli suona bene detto da MPZ e quest'indizio, gli indizi sono importantissimi, lo fa risalire a me che uso questo termine. Mi sta bene perché da Conan Doyle in poi per scoprire gli assassini si devono raccogliere indizi, indizi e poi ancora indizi e alla fine ecco risolto il caso, se uno è bravo, ben inteso.
    Ancora una premessa. Non prendetela come invocazione di clemenza. E' per me un brutto periodo, capita, ma poi torna il sereno. Lavoro, ma non pagano, mi muovo poco e con le stampelle, ma ora mi rimettono le mani per la quarta volta, per non dire d'altro.
    Ecco che leggere e scrivere sul blog è la miglior medicina. Otium speciale! Il post di Francu mi ha divertito, tanto che mia moglie mi ha guardato preoccupata. Quando le ho detto che qualcuno pensa che io sia in grado di plagiare o condizionare Mauro ha riso anche lei. Oh Francu! Che cavolo dici? Caduta di stile di Mauro? Non avrà mai cadute di questo tipo! Stile è un altro vocabolo che non gli appartiene! Eppure, se dici che MPZ ed io abbiamo cose, molte cose in comune, ti do pienamente ragione. Ho imparate molte cose da lui e spero qualcosa anche viceversa. Mi interessa anche la sua schiettezza e mancanza di freni inibitori, lo rende sardo. Forse per questo può dar fastidio più ai sardi, perché incarna un aspetto genuino, secco, non conformista. Perché non gli rispondi nel merito di ciò che, formalmente malissimo, sta sostenendo?
    Mi piacerebbe saper raccontare in due parole una storia che Sebastiano (?)Satta, quello di Gavoi, non il Salvatore de Il giorno del giudizio, fra 10' in lettura da Servillo su Rai 3, Servillo che sbaglia come me tutti gli accenti (Nuoro, Masala, ecc).
    Racconta dunque Satta, che subito dopo la seconda guerra anche in Sardegna è arrivata come in continente, la modernità, su cambiamentu!. Segno della modernità erano anche i pavimenti di piastrelle con la cera. Ovviamente al marito che rientrava con le scarpe sporche, era obbligato a togliersele. Nemmeno poteva più sputare in terra. Peggio che peggio non era decoroso portare le fascine per il forno sottobraccio. Per questo fu trovato un rimedio: le portava dentro una grande valigia di cartone. Ma ad alcune novità non si sapeva adattare. E così la madre e la figlia che studiava da maestra, andarono dal sindaco per farlo internare in manicomio. Era evidentemente uscito di senno. Il sindaco fece chiamare Cischeddu e le confidò la richiesta di figlia e moglie. Al ché rispose: "preferisco il manicomio che continuare a vivere nella mia casa!" Ho visto un bel quadro, ma non ricordo il pittore. Su di un'asina è raffigurato un contadino che si protegge dal sole con un ombrellino rosso. Altro bell'esempio di su cambiamentu! Lo interpreto però come cedimento di dignità!
    L'analogia è sottile, ma sono sicuro che sotto sotto la condividi e tutto sommato, preferisco essere un paraculo che un sepolcro imbiancato!
    Vale!

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  3. Bada che tutto fila e filerà liscio, caro Sandro. Sai bene che i toni non si alzano se uno non li alza. Oltre misura. E soprattutto se uno sa stare nella modestia in cui deve stare dopo certe figure rimediate, davvero barbine. E non sto certo a snocciolare quali siano fresche fresche come sono. La tristezza e il dolore per i suoi errori clamorosi (non ho mai visto uno andare a sa macconatza e pasticciare così) sul Nuraghe Santa Barbara non si attenuano certo con il furore, scazzottando l'aria o pugnalando il cielo, ma con la prudenza del silenzio reiterato e, soprattutto, con l'abbandono dell'arroganza. Anche di un refolo di essa. Altrimenti, senza che lo avverta, paga un dazio molto più salato di quello che gli ha procurato un'incauta sortita pseudo dialettica e pseudo scientifica. Se uno se la cerca ostinatamente diventa facile obiettivo di coloro che, in questo blog (ma non solo)o ti mandano a quel paese privatamente con un muso così oppure reagiscono, sentendosi moralmente in dovere di opporsi pubblicamente a quella stolta incapacità di autocontrollo. Franco Pilloni è stato uno di questi ultimi. E quindi gli rimprovera la linea stupida e infantile di condotta con il solito garbo. E gli dice, tra l'altro, molto seccato che chi ha 'gridato' (gridato non detto!)per anni e anni di non poter intervenire e di non sapere niente su un certo argomento, 'urli' ora di saperne tantissimo, così da ergersi a indiscutibile censore. Non può. per la 'contraddizion che nol consente'. E se lo fa il motivo è un altro. Molto chiaro. E in questo 'altro' il sottoscritto ed Aba Losi non c'entrano nulla. Ma è meglio chiudere. Satis superque!

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  4. Mi fa piacere, caro Franco Laner, che ti sia tornato il buon umore, almeno per un quarto d'ora, vista la situazione non invidiabile in cui versi attualmente. Spero di farti sorridere ancora se ti dico che non ho pensato a te come come plagiatore di Mauro Peppino, ma il contrario: in quel “uno detta e l'altro scrive”, l'altro sei tu, altrimenti sai quante e congiunzione con l'accento!
    Concordi con me sull'impossibilità di caduta di stile di MPZ, infatti era un'eventualità proponibile solamente da un buonista, mentre non ci trova d'accordo la considerazione che un vero sardo, come sarebbe il solito MPZ, manchi di freni inibitori: io ne conosco tanti da poterti dire che, purtroppo, noi sardi ne abbiamo anche troppi di quei freni. È il lato caratteriale che ci rimproverano in tanti, Aba Losi compresa.
    Mi dispiace che siano spariti i commenti a questo post di MPZ, ti prego però di spiegargli che vi è una certa differenza, neanche tanto sottile, fra insulto e calunnia e, se trovi il tempo, di incanalarlo nel discorso in cui, se si parla di metodo scientifico con la Losi, divaghi pure nel campo della Biofisica, come con te può discutere di architettura e con me praticamente di nulla.
    Chiedigli anche, in tutta confidenza, perché ha preso il piglio del personaggio a cui si comanda “va e uccidi” nei peggiori film, quello a cui resta sempre in mano la pistola fumante, ma non ha scampo e fa di solito una brutta fine per mano della giustizia che, pur arrivando all'ultimo momento, sbuca sulla scena giusto in tempo.
    Anch'io, come te, considero una perdita di dignità, una sorta di resa senza condizioni del popolo sardo di fronte all'ondata di novità del dopo guerra: è come se uno stomaco abituato a digerire tutto piano piano, a un tratto si sia trovato strappieno e mancante di succhi gastrici così che solo no è riuscito a digerire, ma non è stato capace neppure di rimettere tutta quell'esagerazione.
    Quanto al contadino che viaggia sull'asina riparandosi dal sole con l'ombrellino rosso, non conosco il quadro ma m'incuriosisce per due motivi: primo, gli ombrelli tipici dei contadini erano enormi e verdi (al massimo blu stinto); secondo, mi avrebbe fatto pensare a un contadino nepalese oppure a un sogno, naturale o indotto. Certo che, se davvero il pittore ne vide uno così, fu fortunato oltre ogni dire.
    I sardi, molti sardi, hanno più paura del ridicolo che del fuoco.

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  5. Non cambia molto chi sia o meno il plagiatore. Abbiamo entrambi un minimo di autonomia.
    Sull'e congiunzione con l'accento c'è una doppia possibilità: quel giorno che il maestro l'ha spiegato era assente o il maestro non si è spiegato bene, l'altra, più vera, è che quando usa il tablet, e ed è sono lo stesso tasto!
    MPZ penso conosca bene la differenza fra insulto e calunnia. Forse la differenza è più sottile fra calunnia e diffamazione e mi par di ricordare che su questa differenza indugi Seneca.
    Il quadro che ho descritto è di un pittore sardo e l'ho visto nell'ufficio del Sindaco di Ozieri. Proverò a chiedere a qualche amico se mi fa una foto!
    Grazie del corso accelerato di sociologia, anzi antropologia sarda. Il dopoguerra ha davvero spazzato, anche qui in Veneto, la cultura contadina e la modernità non ha avuto pietà. Però la modernità ha dato in cambio molte cose, ad esempio anche a noi, a tutti noi che scriviamo sul computer, la possibilità di studiare, di conoscere, di curarci...Qualcosa si è perso, ma niente è mai gratis!

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  6. Ho cancellato l'ultimo commento di MPZ perché per l'ennesima volta pubblicizza un articolo dove infierisce su Aba Losi e questo non posso permetterlo! Chiaro!

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    1. Voglio chiarire che col termine “infierire” non mi riferivo al contenuto dell’articolo, perché non necessariamente si infierisce con uno sproloquio, a volte, come in questo caso, basta solo il titolo.

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    3. Sei tu che devi spiegare perché sono "corbellerie" visto che hai sempre detto che tu di epigrafia non ne capisci nulla. Come fai a giudicare?!

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    4. Io non ho detto che di epigrafia non ne capisco nulla ho detto che non sono uno specialista.
      Ho sostenuto l'esame di epigrafia e quello di diplomatica, ho appena appena i rudimenti, che penso bastino a stabilire la natura di un epigrafe

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  8. 'GLI'!
    V. sussidiario di Prima elementare. Però, però! In un post di un Blog arcaico della regione toscana (facciamo 1550 d.C.) si può cercare e trovare la forma femminile antica.

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  10. Un apostrofo? Refusi? Ma sa, esimio Zedda, cos'è un refuso? E' un errore di stampa non di ignoranza della grammatica. Bella corbelleria da antologia! Zedda, Zedda, testardo come una cozza di scoglio, le do un buon consiglio: al suo posto io non scriverei mai in 'ITAGLIANO', lingua di cui non conosce grammatica e lessico: userei solo, da specialista indiscusso, l'esperanto delle sigle degli spasimanti delle scogliere. Ma metta i punti, mi raccomando. Così appariranno più sigle e tutti si chiederanno stupiti chi è quel magnifico specialista in 'siglistica', ultima delle discipline umanistiche. Altro che sostenere esami di epigrafia e diplomatica! Di 'rudimenta' c'è ben altro prima, se neanche si riesce ad essere, almeno un po', epigrafisti di se stessi.

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  13. Beh, ora sono commosso sino alle lacrime. E non lo dico tanto per dire. Perché quella scuola l'ho sempre combattuta come sanno bene i miei alunni che sono gli unici di tutta la Sardegna a cui è stato insegnato il sardo al classico (anni '60 -70 -80 -90!). E indovini perché lo insegnavo! Proprio per far apprendere l'italiano e non lo ITAGLIANO'. So bene la sofferenza di quegli alunni di quel tempo rispetto ai figli della borghesia istruita! Ma detto ciò, anche facendo appello a tutta la sociologia in nostro possesso, cioè a tutte le giustificazioni possibili, bisogna capire che chi è ignorante come un caprone deve non solo imparare la grammatica e l'epigrafia vicino a lui ma soprattutto imparare ad essere umile. Molto umile e non arrogante. Altrimenti fa grossi ruzzoloni e diventa lo zimbello di tutti. Un ignorante non può insegnare mai nulla. Gli egiziani antichi che in fatto di lingua e grammatica furono e restano insuperabili detestavano più di ogni altra cosa l'ignorante ovvero il KHEM. Questo (stia molto attento) non è solo quello che 'ignora', non solo non sa (noi da 'caproni' diciamo 'caprone' offendendo le capre)ma è anche quello che, per colpa di quella ignoranza, 'DISTRUGGE, FA DEL MALE, ODIA, ESCLUDE'. Ed è 'SECCO' E 'ARIDO'. Vede Zedda, io in vita mia non ho mai pensato che la forma sia la sostanza (tutti sanno quanto fosse asino Pirandello, mica Zedda!) e mai avrei sottolineato i suoi strafalcioni se non fossi stato tirato con violenza ad intervenire. Quindi ho, una volta tanto, dato, malvolentieri, retta al saggio Ptahhotep: 'Allo 'ID' ovvero al 'bambinaccio' ignorante e per giunta arrogante bisogna 'APRIRE L'ORECCHIO CHE E' NEL SUO DORSO'. Se poi non lo apre e fa il testardo e il 'maleducato' magari è pronta la frusta del sottoscritto, di Franco Pilloni e di tutti coloro che detestano i bambinacci, addirittura attempati. Vede se lei usa reiteratamente la voce 'corbelleria' non solo è uno 'ID' DISTRUTTORE E CHE FA CASINO ma è anche uno che non ha pietà e riguardo alcuno neppure per quello stato sociale da cui proviene. Che va rispettato, anche quando si parla senza riflettere di 'corbellerie' (che vuol dire 'coglionerie'). Ha mai sentito parlare di 'picciocus de crobi'? Quei picciocus non portavano certo in Cagliari 'coglionerie' nei loro corbelli. Ohi, ohi! Portavano per vivere e sopravvivere i prodotti dei campi e dell'umiltà della civiltà contadina. Proprio quella che lei non ha e di cui mi accusa. Quella della sua cara nonna analfabeta . Detto ciò, tutti sanno, perché leggono: abbiamo parlato ad abundantiam del pozzo di Mistras facendo vedere, anche con un pronto saggio illustrativo per i testoni, un SECONDO POZZO SCRITTO in MISTRAS. PRECISO PRECISO AL PRIMO. Che ROMANICO NON E', CHE SIGLE NON HA, CHE E' ANTICHISSIMO CON VOCI DEL II -I secolo a.C. Proprio come il pozzo numero uno. DOV'ERA quando ne abbiamo parlato? Discusso e ridiscusso? Dormiva o faceva finta di dormire e di non sentire? Bisogna forse, in qualche modo, 'svegliare' l'orecchio che sta nel suo dorso'?
    Comunque, devo confessare quanto a stile di 'ITAGLIANO' che 'granchio' va già meglio di 'corbelleria'. E' di gran lunga meno classista.

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    1. Caro Sanna ho provato per 10 anni a capire se la sua proposta paleoepigrafiche sia verosimile,HO ATTESO INVANO CHE SI PRONUNCIASSE QUALCHE ESPERTO MONDIALE DELLA MATERIA,con cui lei si sarà confrontato presentandosi le sue tesi. Ma nessuna autorità mondiale le ha dato ragione.
      Non mi dica che lei non ha presentato le sue tesi a chi ha gli strumenti scientifici per giudicare. Se così fosse le devo sottolineare che lei non ha capito come funziona la ricerca scientifica! O pensa che basti che gli faccia i complimenti Francu Pilloni? Detto questo, le ripeto che io sono interessato a comprendere le motivazioni che spingono la professoressa Losi a sostenere le sue tesi

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  14. Una premessa:
    Non devo nessuna spiegazione a chi si sta comportando come un persecutore che sta cercando di creare una sorta di commedia a puntate su di me. E sta perfino-incredibilmente- cercando di piscanalizzarmi, con una becera curiositá sui miei processi mentali e le mie motivazioni.

    Detto questo: come e perché ho capito e condivido (non supporto, né appoggio o altro) le tesi di fondo di Gigi Sanna sulla scrittura nuragica-senza per questo ritenere che abbia ragione sempre e su tutto- : lo sto spiegando dal 2010 almeno, con decine di post, prima da Gianfranco poi su Monte Prama.

    Per il resto: quelle di Gigi sono ipotesi di lettura, appoggiate dalla filologia, ma sono ovviamente ipotesi, come ha ripetuto piú volte durante il convegno a Cabras di fine maggio; nessuno puó a priori escludere, quando si tratta di iscrizioni su roccia, che non siano ció che sembrano o che viceversa lo siano; nessuno senza il supporto di analisi geologiche e chimico-fisiche. Neppure il piú grande tra gli epigrafisti. Analisi che sono sempre stata in prima linea nel richiedere, SEMPRE: l´ho fatto per i geroglifici di Tharros, l´ho fatto per la rotella di Palmavera (che si trova in un museo, rinvenuta in stratigrafia), l´ho fatto per il pozzo di Mistras, l´ho fatto per la navicella di Teti ecc.: LO FACCIO SEMPRE! O non é forse cosí?

    Che le lettere siano simili, anche negli alfabeti piú antichi e in misura maggiore o minore, alle lettere latine é la scoperta dell´acqua calda: perché le lettere di oggi derivano dal proto-cananaico. E´per questo che a tutti gli epigrafisti di semitico il dubbio rimane, sempre: ma non é certo un buon motivo per non mostrare le scritte. Forse non ci si ricorda della citazione che feci a proposito di Wimmer e di quello che lui scrisse riguardo una iscrizione nellla valle di Timna: "We expect that, in spite of this argument, doubts on the authenticity of this discovery will persist into the future, and the most plausible scenario is that experts will be split on this question, just as on many aspects of this and other fields in research. The possibility that the inscription may indeed be authentic not only justifies presenting it to the public, but also requires its publication; only then can others form their opinions and react accordingly." ( A Proto- Sinaitic Inscription in Timna/Israel: New Evidence on the Emergence of the Alphabet Stefan Jakob Wimmer, University of Munich, Journal of Ancient Egyptian Interconnections, 2010, 2: 1–12.)

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  15. E CUSTA TI DA NAU IN SARDU SCHIETTU SCHIETTU: 'NON MI TOCCHISTI SA PIPIA DE S'OGU'! NON NDA PONGIASTA IN SA VETRINA DE SU MUNDU PO D'IMBRUTTAI PO DE BADAS CA EST SA MELLUS DE IS FEMINAS CHI APAT CONNOTTU SA SARDIGNA. SI A S'AMIGA NOSTRA D'IMBRUTTAS, SI DI FAIS UMBRA MALA, CI PERDEUS TUI E DEU,CI PERDINT TOTUS IS SARDUS CHI DE DIORA ASPETTANTA UNU SCANTU DE LUXI PO BATALLAI CUN S'ISCIENTZIA GIACOBINA MITOPOIETICA 'A S'IMBESSE'. S'ISCIENTZIA DE IS MARGIANIS DE SU 'ITAGLIANO' DE s'ARISTOCRATZIA DE SA CIBUDDA! CUN ISSA IN CAMPU IS CALLONATZUS NON FRUCINT! CUSTU DU CUMPRENDIS O NON DU CUMPRENDIS? DE IMI PODIS NAI TOTU CUSSU CHI OIS E PENSAS, TOSTURRUDU COMENTI SESI, MA DE ISSA NOU! DEGHINOU TI FATZU BI CHI SA PINNA PO BOCCI' IS ATRUS DA SCIDEUS IMPREAI TOTUS! TI D'ARREPITTU: LASSADDA IN PAXI CA NON MERITAT IS TRODDIUS COSA TUA.

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  16. Ti dirò, cara Aba, che nonostante quell'ipocrita di Wimmer (che speriamo venga chiamato dal magistrato!) abbia trescato con il club dei delinquenti, nel quale c'era un archeologo grande amico di Ainis (alias Abis Sergio, di Cagliari) quella scritta è più che autentica. Perché? Per ora non lo dirò. Per ora. Non lo merita proprio. Si faccia aiutare dagli amici epigrafisti della Domenica sardi!

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  17. La professoressa Losi dice che io la starei perseguitando, non capisco proprio perché? Io sto cercando di mettere al centro dell'attenzione il fatto che una docente universitaria italiana sostiene le tesi di Sanna! Lei dovrebbe essere orgogliosa! Insomma se Sanna ha ragione come lei pensa ci sarà gloria anche per lei!!!

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    1. Le mie ragioni le sono state spiegate 10000 volte in via pubblica e privata; si occupi di altro, é piú che evidente che il suo interesse verso la mia persona é morboso, o comunque io lo recepisco come tale. Mi sta molestando, la capisce questa parola? E non si preoccupi: non mi interesso piú di nessuno degli argomenti che la turbano. Il mio contributo é finito: non intendo rivivere un incubo, ho giá dato. So bene che Gigi capisce e capirá.
      Della gloria non me ne frega nulla; né intendo diventare l´eroina delle sue telenovelas.

      Un saluto a tutti i lettori. Torno al mio amato laser.

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    2. Aba mi ha preceduto, ma comunque posterò ugualmente questo commento.

      Sono i modi e i toni che usi che non vanno bene, e questo è uno di quelli.
      Aba Losi non si merita quel che tu le stai facendo. Non puoi screditarla in questo modo davanti alla comunità scientifica, solo perché ha una viva passione che coltiva con grande professionalità usando i metodi a lei congeniali. E bada bene, non sto difendendo Atropa belladonna, che ha l’hobby dell’archeologia e quant’altro inerente e neppure Aba Losi la ricercatrice, non né ha bisogno, io difendo Aba Losi la donna che si è sentita umiliata fino all’inverosimile fino a poco tempo fa, subendo un duro attacco da parte dei “nascosti”. Ora questo tuo atteggiamento, benché sia o possa essere solo di sfida, suscita in lei quei tristi ricordi e le paure ad essi connesse. Ti sembra poco? Ti sembra giusto? Ti sembra leale? Avresti potuto dire le stesse cose e fare le stesse richieste in altro modo e altro linguaggio e nessuno, davvero nessuno ti avrebbe censurato né aggredito.

      A questo punto Mauro, ti chiedo solo di fare un passo indietro e chiedere scusa con la stessa umiltà che traspariva dalle ragioni di quei tuoi limiti culturali.
      Io penso che il valore di un uomo risieda anche in questa difficile capacità.

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  18. Franco Laner e MPZ (sigla), vi prego di non nascondervi! Ho chiesto e chiedo con insistenza : cosa vuol dire RF? Coraggio! Cosa c'è scritto?

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    1. Gentile professoressa Losi, lei ha citato dei reperti trovati in questi anni, bene, scritto un articolo sulla questione, e l'ho fatto prendendo uno scritto di uno dei più bravi archeologi sardi. Gli oggetti da lei citato trovano un esatta collocazione storica nell'inquadramento cronologico proposto da Stiglitz.
      http://archeologianuragica.blogspot.it/2016/02/stiglitz-vs-losi.html?m=1

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  20. Mi pare sia il caso di calare il sipario su questa ultima perla.
    Potrei inibire i prossimi commenti, ma non lo faccio.
    AMEN

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  21. Proseguilo allora il 'gioco' scientifico, esimio epigrafista Zedda dei semplici ‘rudimenti’ ! Cosa ti dice quel RF in caratteri latini? Sai, la gente vuole praticità, vuole toccare con mano, vuole carne arrosto e non aria fritta. Mica sentire ciò che ti 'affascina' e di quando in quando ti mette prurito. La gente vuole sapere una cosa sola: quanto tu sia esperto in 'siglistica'. Coraggio: RF.
    Quanto a quella porcheria che hai scritto nel tuo Blog (una porcheria di cui oltre al resto fai finta di non essere consapevole) sempre la gente sa (o pensi davvero di farla fessa!) che tu hai scritto (facendoti correggere malamente il testo!) per un semplicissimo motivo. Per stornare l'attenzione sulla tua catastrofica figuraccia rimediata dopo post e post chilometrici, dopo insulti su insulti a tutti, dopo i tuoi spudorati interventi di anni e anni (mica giorni) durante i quali hanno cercato con infinita pazienza di farti ragionare sui lunistizi e su quant'altro. Sono furbizie che non pagano le tue. Come non ha pagato il goffo tentativo di scaricare gli errori addirittura sul fatto che ti sei basato sui dati scientifici di controllo di misurazione del GRS! Pazzesco! Furbizie che inevitabilmente si sommano alla meschinità. In tutta questa vicenda squallida che ti riguarda, Gigi Sanna e Aba Losi non c'entrano nulla. Quegli articoli niente hanno a che fare con il gioco scientifico (che non sai neppure lontanamente cosa sia!). C'entra invece il fatto che Sandro Angei ti ha fatto fesso, tremendamente fesso, impietosamente fesso ed il tuo sederino si trova ancora dolorante per terra. E non sai proprio come rialzarti. O forse non è così? E poi. Mica hai ringraziato il sottoscritto che, come ha scritto Francesco Mascia, ha insolitamente tollerato. Tollerato tollerato.

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  22. Mica hai apprezzato il mio garbo: cioè che il sottoscritto avrebbe potuto cogliere la palla al balzo, farti fuori definitivamente, sbattendo prontamente nel Blog, un GUARDA GUARDA; 'ARCHEOASTRONOMO FARLOCCO' QUANTO ANALFABETA. Io queste cose te le dico qui, commentando, solo commentando e non mettendoti alla berlina perché conservo pur sempre un briciolo di pietà anche per chi non lo merita proprio. O forse non è così? Forse pensi che non sappiamo tutti tutti cosa vuol dire un titolo di testata che va in un decimo di secondo in giro per il mondo? Che danni morali e materiali faccia per la buona reputazione? Cosa questa, un fenomeno tanto negativo, che sta facendo meditare la legislazione di mezzo mondo. Per cosa pensi che Aba Losi sia incazzata come cento bufali messi assieme? Lei, come sai bene, ha toccato da vicino, molto da vicino, il Premio Nobel per la biofisica. Sono i giornali che ne hanno parlato mica i soli bollettini accademici. Chi glielo fa fare di stare in un merdaio, con brutte persone che non hanno un minimo di cautela, di discrezione e sono capaci di trascinare nel fango anche Dio per meschino opportunismo? Per far dimenticare quanto poco sono 'scienziati' e invece molto pasticcioni? Quando è troppo è troppo! C'era riuscito Ainis ad 'allontanarla' e ora ci riesci tu! Complimenti! Ma attento. Anche a te (e a chi sta dietro di te e ti fa i compitini) ha dato una ulteriore lezione di stile. Se si vuole avere a che fare con lei bisogna stare attentissimi a quel famoso 'modus in rebus'. Cara Aba, Gigi non solo ‘capisce’ ma ti fa anche l’applauso. Commosso. Ce lo meritiamo il tuo sdegno!

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  23. Ho letto ora la "discussione". Vengo chiamato in causa da Gigi per dire cosa vuol dire RF. Forse delle lettere del pozzo di Mistras? Non ho voglia di rivedere la questione che ho cancellato. Mi è stato detto che non è come la vedo e mi sta bene. Ho criticato, perché non rientrava nel mio comprendonio i fori del brassard, ho detto che sulla pietra dello scoglio ho visto lettere. Non è così? Bene, non ho altro da dire e sto zitto. Penso che qualcuno ne sappia più di me, altrimenti ribadirei.
    Ma ancora vien fuori che io sia dietro o davanti, non capisco, perché non è così, a MPZ. Ma se volete pensare che sia così, padroni. Come sono padrone di dire che le vostre beghe, non mi interessano. Se avrò qualcosa da dire lo proporrò a MPZ, così almeno darò la soddisfazione a qualcuno di dire "vedi che sono cul e braga!"
    Infine devo dire che comunque sono stato bene, benissimo, sia nel blog di Pintore sia in quello di Angei e soprattuto ho imparato! E' stato bello, peccato rovinarlo. Per ultimo, spero di incontrarvi, o qui o lì, ad uno ad uno, e potervi abbracciare, come segno di amicizia, che nessuna ipotesi, per le quali ci siamo battuti, potrà cancellare

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    1. Ci sono simpatiche canaglie, dove il primo aggettivo stempera benevolmente il secondo, e ci sono canaglie antipatiche, dove i due aggettivi si rinforzano. Mauro Peppino Zedda ha deciso (chissà se per puro diletto) di incarnare schiettamente la canaglia antipatica, perciò gli farà anche piacere il riconoscergli che ci riesce benissimo, che ci sembra nato. Non sarà certo colpa della santa mamma Teresa, che il caro amico Laner ci induce a guardare con sincero affetto; quindi chi è stato a rovinare Mauro Peppino? Nemmeno il suddetto Franco, ma a lui chiedo se davvero non si accorge della deriva che ha preso il suo amico, proprio al suo fianco (quasi trascinandoselo; davvero inconsapevole?). Hai capito, Franco, che MPZ con l’aria del finto tonto (ma tu dici che non è un finto, che è uno verace) non fa che godere del fatto di infilare nei titoli degli articoli sul suo blog il (vero) nome di Atropa Belladonna, quel nome che tutti capiscono lei non vuole dare in pasto alla rete? Avrà il diritto, Atropa, di salvaguardare il proprio nome, almeno rispetto ai titoli dei pezzi che, sappiamo, finiscono tra i primi all’attenzione dei motori di ricerca? Lo capisci tu, Franco, che l’Untore giocava su questo per renderle la vita professionale un inferno? Ma ti pare che ora il tuo amico si sveglia con la stronzata della sfida scientifica (ma sì, diamogli il modo di dire che gli sprovveduti non capiscono, tra le altre cose, le sfide scientifiche) per infilare, guarda un po’, tre titoli con il nome di Atropa? Puoi riconoscere che il tuo amico si sta comportando da miserabile (stempera quanto puoi), senza nessuna valida attenuante? Vorresti spendere una parola su questo, prima di tornare a commuoverci con le tue prospettive di fraterni abbracci tra tutti? Perché c’è un tempo per gli abbracci, ma c’è anche un tempo, quando i miserabili se li cercano, per i calci in culo (figuràti, figùrati).

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    2. Bella questa dei miserabili!
      Dal sacco esce sempre il suo contenuto!

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  24. Grande solidarietà ad Aba e tanto dispiacere per queste squallide diatribe.Incavoliamoci,con ragione,per la vendita fatta dal bulletto rignanese delle acque sarde alla Francia.Il nuovo mussolini dispone della Sardegna come sua proprietà personale.

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  25. E dunque il problema non sarebbe il contenuto ma i titoli dei miei articoli? Invece a me non piacciono né i suoi articoli né il fatto che non abbia il coraggio di mettere il suo nome nei suoi articoL, ma può fare come le pare è piace.
    Io le ho già spiegato che a me piace la storia è la filosofia della scienza, mi piacerebbe scrivere un saggio di come il dibattito archeologico si è svolto in Sardegna negli ultimi 25. Lei è una dei protagonisti.
    Quei titoli hanno un senso epistemologico, vedrete, e cercate di moderarvi, vi ho già spiegato che sui miei studi potete esprimere tutti i giudizi che volete ma quelli sulla mia persona ...

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  26. E comunque tranquilli , usate la logica, se la vera causa del fatto che la professoressa Atropa Belladonna abbia deciso di mollarvi, ritornerà certamente sui suoi passi, preso atto che gli articoli sono lì, consolidato il fatto che il duo nome è collegato a quello di Sanna, prenderà atto della situazione, e tornerà tra voi!
    Mentre se il suo ritiro definitivo e non provvisorio allora le cause sarebbero altre, vedremo.e non disperate mamasarda non vi lascerà orfani!!

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  27. Sulla tua persona? E che fai la vittima? Minacci? Non è sulla tua persona che si discute ma sulle azioni che fai con estrema maleducazione. Con la follia che non è di una 'persona'. Abbiamo notato tutti che ora non usi più il tuo solito linguaggio violento alla Ainis e che ti sei calmato. Ma lo fai perché sai che non puoi usarlo perché qui ti fulminano all'istante e non puoi replicare e difenderti. Questo vuol dire che non è vero, come dice Laner, che è il tuo stile rozzo che nessuno può togliere dalla tua pelle. Se vedi che c'è qualcuno 'che sveglia l'orecchio che è nel tuo dorso', ti calmi e agisci come un bravo bambino. Bravo, così si fa. Sei sulla buona strada. E se ti sarai calmato del tutto e avrai anche appreso che i saggi non si scrivono in 'itagliano', leggeremo con piacere tutto tutto del tuo sapere epistemologico arricchito di scienza popperiana.
    A proposito del 'miserabile' proferito (ma con infinito garbo) da Francesco Mascia. Sai cosa vuol dire lo schiaffo di una mamma? Di uno che in fondo ti vuol bene? Nonostante le tue bizze? Di uno che infinite volte ti ha fatto ragionare? Che te lo sei meritato. Perché, quando ci vuole civuole!

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  28. Dice MPZ: "sui miei studi potete esprimere tutti i giudizi che volete ma quelli sulla mia persona ..." lasciate che li esprima solamente io, perché "io sono immensamente meglio di come lei (Sanna, ndr) mi immagina".
    A prima vista, sembrerebbe una tipica espressione del delirio da onnipotenza, invece è solamente la semplice ricorrente incongruità di chi ha difficoltà a guardarsi allo specchio.
    Risulta più facile osservare lateralmente il viso degli altri con lo specchio dei nostri pregiudizi, anzi che metterlo dritto davanti e scrutarci per quello che siamo, non per quello che vorremmo e ci piacerebbe essere.
    A volte parliamo e ci sembrano, le nostre, parole degne di un Giudizio Universale; ma se gli ascoltatori ridono, abbiamo difficoltà ad ammettere che siamo a Carnevale. E recitare una farsa senza essere comici è davvero una tragedia.
    "Gesù si è fatto agnostico, il killer si converte, qualcuno è già in odor di santità... Dal ricco in look estetico, al portamento atletico, elaboriamo il lutto con un Amen".

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  29. RF, caro Zedda, RF. Cosa vuol dire? Te lo abbiamo detto! Te lo hanno detto tutti. Te lo dice 'Africa Romana' cosa vuol dire, te lo dicono persino i giornalini di provincia e i libretti delle guide turistiche. Paleoepigrafia da scogliera! E come no? Sei l'unico al mondo che non sai che cosa è RF. Ripassa RF, cerca di capire cos'è RF, medita su RF. Fa parte dello studio di introduzione alla scrittura nuragica. Solo così si capisce cosa vuol dire ST'A + serpente. Con l'ignoranza crassa non si capisce. Gli scarponi non danno scienza.

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  30. ora basta. Credo che basti. Non lo si può uccidere a bastonate. L'orecchio 'che è nel dorso' non sente? Pazienza. I dolori portano alla riflessione. I greci dicevano stupendamente: PATHEI MATHOS (con il dolore l'apprendimento). Rifletterà, rifletterà

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  31. Oh c'è Oh ci fa il nostro MPZ!!??Andate a vedere il suo collage di immagini e vedrete le locandine dell'untore su Leonardo Melis che il nostro pone con orgoglio tra le sue icone!!Faisi pena!!

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    1. Tonino metti l'indirizzo web altrimenti cancella il commento.

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    2. Controllate sul motore di ricerca di google immettendo il nome di MPZ e vi apparirà il collage di icone tra cui si vede la locandina tra quelle immagini,comunque l'indirizzo è questo:https://www.google.it/#q=mauro+peppino+zedda

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    3. Tonino, quello non c'entra con MPZ: rimanda ad uno dei tanti blog untore-like, e ti viene fuori solo perchè nel blog stesso viene denigrato anche MPZ. Non perchè abbia composto lui la locandina. Se ci clicki sopra arrivi ad una parodia del nostro ex-blog, fatta dal solito simpaticone ma non da MPZ.

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    4. Se non centra,come mai continuano a girare certe immagini??Non andrebbero censurate??

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  32. Mauro Peppino Zedda sbaglia (inconsapevole?) toni e modi (e titoli), ma insieme a Franco Laner (devo ora riconoscere, detto quel che andava detto) non sta dicendo, nello stretto merito, nulla di nuovo e di indicibile, almeno a mio parere (e sarà subito chiaro perché non mi sia possibile giudicare diversamente). Ora nel pagliaio che è l’archivio del Blog Monte Prama non saprei dire in quale discussione riposino i commenti che ricordo, ma fui già io (guarda caso) a proporre anzitutto a Gigi, coram populo, di catalogare in partenza gli articoli sui documenti epigrafici con indici (aggiornabili) chiarificatori della loro reputata attendibilità e solidità, di modo che fosse chiaro agli scettici che esercitarsi sugli articoli con indice di attendibilità/solidità minimo è voler vincere facile, mentre per confutare seriamente le tesi qui sostenute si dovrebbero cimentare a smontare gli articoli con indice più elevato. La mia proposta fu giudicata più o meno bislacca, ammettiamo con ragione, e pace; ma procedere nel modo che proponevo (fosse stato possibile) avrebbe reso tra l’altro più semplice rispondere alle rodomontate del Mauro Peppino di turno, forse addirittura le avrebbe scoraggiate.
    Forse, riformulando le loro obiezioni in altri termini, Mauro e Franco sarebbero per riconsiderare quella proposta? Immagino che potrebbero porsi in termini radicali a sostenere che certe ipotesi tanto esili e criticabili nemmeno andrebbero sostenute, in quanto danneggerebbero la causa di chi le propone. Ma questo è un blog, appena un blog, dove possono raccogliersi anche pagliuzze, pagliuzze che potrebbero volare via col vento o che potrebbero, facendo massa e unite da un eventuale sicuro collante, costituire un piccolo o grande baluardo. Chiarire, però, magari, che per intanto, al cospetto di altri oggetti, sono pagliuzze (con tutto l’apprezzamento per chi anche sulle pagliuzze pazientemente si piega e studia) …

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  33. Per dirla tutta, sempre vicino alla discussione sul blog Monte Prama in cui per gli articoli sui documenti epigrafici proponevo l’adozione di un indice di affidabilità/solidità come sopra, avevo pure proposto uno strumento che magari, in questo Febbraio, avrebbe sottratto al nostro Rodomonte anche le sue pretese di sfida scientifica a gettone. Mauro Peppino si dice interessato a comprendere le motivazioni che spingono la nostra professoressa a sostenere le tesi di Gigi. Proviamo ad ammettere che sia vero, che non lo sostenga semplicemente per metterla in difficoltà (sbattendo il suo nome sui titoli e sfidandola a giocarsi la reputazione accademica direttamente sui reperti possibilmente più azzardati tra quelli considerati da Gigi Sanna, per fregiarsi magari di una eventuale dissociazione anche parziale da lui). Consideriamo, allora, che “le motivazioni che spingono la nostra professoressa a sostenere le tesi di Gigi” non sono altro che la prima ragione sociale di questo blog; e la ragione sociale di un blog, di un gruppo, il chi siamo e cosa sosteniamo, in cosa ci riconosciamo, è quello che normalmente un sito rende facilmente disponibile con un evidenziato collegamento a un testo-manifesto. Questo era appunto lo strumento di cui già proponevo di dotare il blog Monte Prama, un testo-manifesto aggiornabile, introduttivo ma anche con gli opportuni rimandi ordinati a ciascun approfondimento già disponibile. Atropa aveva trovato che per chi volesse farsi un’idea il blog presentava l’indice degli articoli per argomento, a suo giudizio sufficiente (uno clicca su epigrafia e legge). È in sostanza la stessa risposta che gira oggi a Mauro Peppino: “lo sto spiegando dal 2010 almeno, con decine di post (prima da Gianfranco e poi su Monte Prama), come e perché ho capito e condivido le tesi di fondo di Gigi Sanna sulla scrittura nuragica” (una risposta rispetto alla quale proprio chi è abituato a rimandare ai suoi libri per spiegare le proprie posizioni non dovrebbe fare mezza piega).
    Sbaglierò, ancora, eppure continuo a pensare che un testo-manifesto richiamato sulla home-page che non lasci i neofiti (come Mauro Peppino??) nel pagliaio degli articoli stratificati e delle pubblicazioni sarebbe un ottimo strumento. Gigi ha da poco annunciato la pubblicazione ormai non lontana (se ho capito bene) di un manuale completo ed esaustivo dei suoi studi a oggi sulla scrittura nuragica: potrebbe essere quella un’opera utilissima da condensare in questo manifesto, che a sua volta rimanderebbe puntualmente a quella (se non anche ad altro) per iniziare ad approfondire.
    È però sempre possibile che anche questa proposta venga di nuovo giudicata più o meno bislacca.
    E, un’altra volta, pace.

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    1. Francesco, il blog Monte Prama non si riconosceva in nessun testo-manifesto: non è nato per sostenere le tesi di Gigi Sanna o di altri. L’unico testo-manifesto in cui ci riconoscevamo era la “Lettera a un amico” http://monteprama.blogspot.it/2012/10/lettera-ad-un-amico.html , solo quello. Monte Prama era nato per studiare e condividere svariati argomenti, di cui uno erano i documenti scritti della Sardegna antica, ma anche i suoi simboli (macro e micro) e problemi archeologici aperti: con un occhio particolare a Monte Prama. Siamo state ingenue forse, potevamo tutelarci meglio e subire così meno attacchi: ma non mi sarei mai e poi mai imbrigliata in un testo-manifesto, per me la libertà di ricerca è sacra: anche quella fatta per hobby. E Gigi lo sa bene, tant’è vero che io dai suoi studi ho deviato mettendomi a studiare gli scarabei e i rapporti tra Sardegna ed Egitto.

      Ma se non sono riuscita a farlo capire a te, in diversi anni, come faccio a farlo capire a MPZ? impossibile. Gli ho spiegato per esempio decine di volte che il nomignolo Samamasarda non l’ha ideato Gigi, ma Mikkelj Tzoroddu e che è ben lungi da mandarmi in brodo di giuggiole (troppo impegnativo). Non so davvero quante volte glielo ho detto, e Gigi mai mi chiama così. E MPZ che scrive in data 15 febbraio? “Aba Losi va in un brodo di giugiole soprattutto quando i fan di Gigi Sanna la chiamano sa Mamasarda, titolo onorifico conferitogli da Esso.” Quindi cosa posso concludere? Che fornirgli qualsiasi spiegazione diversa da quella che vuole sentire è inutile perché non mi crede, evidentemente assume come caso “epistemologico” che io sia bugiarda, oppure è sordo, non lo so.
      Gli ho detto decine di volte che io non sono la colonna portante di Maimoni: mi dice che non è vero, è convinto che io sia la leader carismatica di questo blog e siccome si è messo in testa di distruggerlo, intende farlo minando la trave portante. Con tanti saluti al suo affascinante gioco scientifico.

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    2. Anzitutto averti dato spunto per scrivere questo commento mi fa felice, comunque. Quanto al mio non capire la tua libertà di ricerca non imbrigliabile in alcun manifesto siamo a quelle che tu con altri vedrete come questioni capitali e io, forse da solo, finisco per vedere come sottigliezze, alla fine sofismi controproducenti. Ho parlato di manifesto, che ha certamente accezioni impegnative, ma chiamiamolo Giuseppe, chiamiamolo come vi pare, parlo di qualcosa di utile, per gli altri, che non vincolerebbe nessuno e cui ciascuno potrebbe mettere le sue note distintive. Certo si può sfuggire a questo in nome della assoluta libertà, anteponendola all'utilità di rendersi meglio comprensibili e avvicinabili da tante più persone.
      Io non avrei tutta questa paura (tu mi dirai che non hai paura, io sono pronto a riconoscere che stendere questo documento e aggiornarlo sarebbe impegnativo e delicato, e potremmo così andare avanti; ma non penso di non averti capita).
      Quanto all'essere tu colonna di questo gruppo, lo penserebbe chiunque, qualunque ammiratore come qualunque sabotatore, per cui non arrivo a riconoscere per questo a MPZ un particolare acume.

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  34. Che nel suo blog fa sparire tutti i commenti a lui non graditi!!

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  35. Veniamo al sodo. caro Francesco, di cosa ti preoccupi? Non sarai anche tu testardo (sia pur per una causa che ritieni giusta e santa) e continuerai a suggerirmi ciò che devo e posso scrivere e ciò che non devo scrivere perché non attendibile? Ma un ricercatore e uno studioso, se è tale, non si fa 'imbragare' (ti ricordi di questo termine?)da nessuno. O dobbiamo riprendere una discussione su di un argomento che pensavo che si fosse superato? Io vado per la mia strada e lo sto facendo dai tempi dei bellissimi sigilli cerimoniali di Tzricotu che io reputo (ma tra poco vedrai la certezza) importanti sotto il profilo scientifico quanto le statue di Monti Prama, mentre gli altri li disprezzano. Alcuni visceralmente da sempre. L'accusa di essere uno spericolato parte da quel momento mica dai documenti di invocazione recenziori che solo gli ignoranti 'rudimentali' e gli analfabeti anche della propria epigrafia, vedono sigle di innamorati. Ti ho già detto e te lo ripeto per l'ultima volta di prenderti i libri sulla scoperta della scrittura e troverai i Zedda, spesso i Zedda, gli irriducibili ignoranti e maldicenti Zedda, che danno addosso, che infastidiscono, che blaterano, che sputano che sporcano che tentano di denigrare quanto più possono. Con puro stile Ainis, consapevoli o inconsapevoli che sia. [tra parentesi ieri il Blog delle meraviglie è stato chiuso dalla polizia di stato per procedimento penale delle procure di Cagliari ed Oristano] Quindi né tu né altri riuscirete ad imbragarmi. Me ne infischio della vostra amicizia che rompe tremendamente le bottarghe. Io vado da solo, so fare attenzione massima e non ho minimamente paura del vuoto. Io presuntuosamente sono sicuro del fatto mio. Sono sicuro e sono contento sempre, perché sono ben consapevole che la ricerca e la comunicazione sulla ricerca contengono rischio e talora altissimo E rischio tanto più elevato quanto più si toccano strade mai percorse e uno sostiene ad esempio, sulla base di altre numerose prove (e non da pazzo: c'è la dimostrazione continua, continua, continua, persino fastidiosa quanto è puntuale!) che certe sigle non sono sigle di innamorati ma ben altro

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  36. Nessuno, per quanto faccia, riesce ad intimidirmi e se mi dice 'prudenza', dopo tutte le più piccole regole del gioco che rispetto, dopo tutta la filologia di mestiere che metto in campo, non fa altro che infastidirmi, quasi quanto quelli che adoperano, da meschini, peti e rutti non per fermarmi ma per farmi cadere; anche se non lo merito affatto, non fosse per altro perché, da quando è partito Sardoa Grammata, finalmente tutti si sono messi a studiare la scrittura nuragica. E a pubblicare! Ognuno dice la sua ma se ne parla! Perché essa c'è, 300 documenti dicono che c'è e con questi ormai si può, addirittura,fare la 'storia' della scrittura arcaica in Sardegna. Certo, per una scienza tapina passa RF e non invece sht'a o 'ASh o IAI? E chi se ne frega? Che mi tange? Solo i Zedda (malati di protagonismo e analfabeti) possono pensare stupidamente alla gloria mia o di altri! Tant'è che poco m'importa dei riconoscimenti internazionali. Proprio nulla. Mi bastano i riconoscimenti di chi umilmente, come Aba prima e Sandro dopo (ma naturalmente non solo loro) mi ha seguito e ha tratto profitto dell'avventura di un 'pazzo' scalatore solitario. Ma vedo che mi sto ripetendo. E sono stanco di ripetere e ripetere! Se mi volete sono fatto così. Ma attenzione non permetto a nessuno che mi si denigri (e tanto meno lo facciano nei confronti di chi apprezza e segua le mie ricerche) proprio mentre tento di scalare pareti terribili. Non faccio male a niente e nessuno. Solo per il mio coraggio e la mia fatica mi si dovrebbe rispettare. Quindi rispettatemi, vedrete altri picchi (caspita se ne vedrete!) dove arranco scorgendo cose stupende e non presunte sigle di innamorati. E la scienza, state sicuri, ne trarrà benefici. Come in tutti questi anni ne ha tratto, a mio giudizio, semplicemente perché ho scalato e gettato il sasso in palude. Nell'immobilità immensa, come tutti sanno, della palude e nel nulla nero. Pertanto, posso chiedere umilmente una cosa piccola piccola, che non costa nulla a nessuno? E neppure a te Francesco? LASCIATEMI (ANZI LASCIATECI) LAVORARE! IN SANTA PACE! Perché è in arrivo un'altra di sigla di 'innamorati' e poi un'altra e ancora un'altra. Non so neppure quante siano. Basterà un velocissimo click e non una malevola denuncia al mondo (perché poi? Chi sono io?) per mostrare tutto il disprezzo nei miei confronti.

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  37. Giá Gigi , chi sei tu e chi sono io? perché questo interesse morboso, non conto nulla, conto meno che zero nel panorama archeologico, quindi? Anche io vorrei dire lasciatemi in pace: ma non sono nella posizione per farlo, sono una vittima troppo golosa e appetibile. E´facilissimo e godibilissimo mettermi in piazza, con un gusto sadico, di cui non finisco di stupirmi.

    @Francesco
    tanto per accontentare te e altri, ti faccio un solo esempio:
    nel 2004, pg 193 di Sardoa Grammata Gigi Sanna parla del pugnaletto distintivo nuragico, quello a elsa gammata; fa vedere che non é solo un simbolo, ma un simbolo-segno, con valori fonetici che forte degli altri documenti lui legge in un certo modo; non é importante dire come, l´importante fu,a llora, capire che era un segno, addirittura compost e disarticolabile; bene, che succeed 6 anni dopo? Viene fuori la barchetta fittile di Teti, dove il pugnaletto é inciso a crudo, su un manufatto nuragico autenticato come tale e datato al IX-VIII sec. a.C..In mezzo a segni che nessuno puó negare essere di scrittura, rendendolo anch´esso inquivocabilmente tale. Il pugnaletto é addirittura disarticolato, come aveva capito e pubblicato Gigi Sanna. La storia la trovi qui: http://monteprama.blogspot.it/2014/06/dieci-anni-di-sardoa-grammata-e-di.html
    Allora: poiché la pubblicazione di Gigi é precedente, delle due l´una: o é un miracolo di Padre Pio, oppure Gigi con metodo analitico e comparativo l´aveva capita giusta. E forse forse tanto farlocco non é.

    E fui io a indicare a Gigi: guarda che giá Lilliu aveva parlato dei pugnaletti sul doppiere bronzeo come di ideogrammi. E adesso, come per miracolo, altano furoi da tutte le aprti, assieme al segno a forcella. Perfino a Monte Prama (anche se non ce li fanno vedere, ci dicono che ci sono http://monteprama.blogspot.it/2014/11/l-inedito-di-monte-prama.html ).

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  38. Sarebbe dovuto bastare solo quello per metterli in guardia, per far capire che spesso i 'pazzi' sono quelli che lo dicono. Macchè! Mi sono fatto una schiera di nemici e una banda di mascalzoni persecutori permanenti. Ma l'ho detto tante volte e lo ripeto. A me non frega nulla che la categoria della sigla MPZ possa pensare negativamente di me e anche peggio. Non lo tollero invece quando da quel pensare (e anche 'dire' legittimamente) si passa agli insulti pubblici, alla Ainis delinquente, solo per il semplice gusto di farmi del male. E ripeto anche:
    Se qualcuno insisterà', cara Aba, a metterti nel motore di ricerca denigrandoti e infangandoti, se qualche amichetta sua o di altri non la finirà di correre qui e là per infangarti continuamente, allora questa mia pazienza finirà. Sarà pagato di uguale precisa moneta. Io che scrivo da tanto tempo, so usare con efficacia la lingua della comunicazione; anche io so bene che la penna uccide più della spada (come si diceva una volta!). Pertanto quelli e quelle che scrivono in 'itagliano' (guarda caso accomunati nella loro abissale ignoranza grammaticale) non avranno scampo. E' una minaccia molto diretta la mia: non velata. Perché ne ho piene le scatole. Ho scritto qualcosa (che spero non sia sottovalutato) in uno di questi post e l'ho detto a denti stretti e non a caso in lingua sarda. Per i farabutti e per coloro che da stolti dovessero infastidire ancora ripeterò al plurale, più o meno quello che ho detto al solo MPZ:

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  39. 'NON MI TOCCHEAS SA PIPPIA DE S'OGU'! NON DA PONGEAS IN SA VETRINA DE SU MUNDU PO D'IMBRUTTAI MANCU UNU PIU PO DE BADAS CA EST SA MELLUS DE IS FEMINAS CHI APAT CONNOTTU SA SARDIGNA. CA SI A S'AMIGA NOSTRA D'IMBRUTTAIS, SI DI FADEIS UMBRA MALA, CI PERDEUS OSATRUS E DEU, CI PERDINT TOTUS IS SARDUS CHI DE DIORA ASPETTANTA UNU SCANTU DE LUXI PO BATALLAI CUN S'ISCIENTZIA GIACOBINA MITOPOIETICA 'A S'IMBESSE'. S'ISCIENTZIA BECCIA E PUDESCIA DE IS MARGIANIS BECCIUS DE SU 'ITAGLIANO' DE S'ARISTOCRATZIA DE SA CIBUDDA! CUN ISSA IN CAMPU IS CALLONATZUS BARROSUS NON FRUCINT! CUSTU DU CUMPRENDEIS O NON DU CUMPRENDEIS? FORTZIS DE IMI PODEIS NAI TOTU CUSSU CHI OLLEIS E PENSAIS, MA DE ISSA NOU! DEGHINOU SI FATZU BI CHI SA PINNA PO BOCCI' IS ATRUS DA SCIDEUS IMPREAI TOTUS! SI D'ARREPITTU: LASSAIDDA IN PAXI CA NON MERITAT IS TRODDIUS DE NEMUS! NON SCETI IS DE AINIS DILINQUENTI!

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