sabato 19 marzo 2016

La Sardegna sulle rotte marine del Neolitico: uomini, animali domestici, ossidiana, genomi, pietre e...lumache



L’island hopping nel Neolitico del Mediterraneo, e cioè il viaggiare via mare tra le grandi isole o tra isole e terraferma coprendo lunghe distanze, è oggi una realtà acquisita. Gli indicatori presi in considerazione dalla ricerca scientifica sono vari (1, 5) 1. nuove specie di mammiferi legati alle attività umane, soprattutto ruminanti: giunsero a Cipro dalla terraferma nel IX millennio a.C., passarono poi a Creta nel VII millennio, arrivarono in Sardegna e Corsica all’inizio del VI millennio a.C. e giunsero qualche secolo dopo sulle coste francesi e spagnole (fig.1) (1); 2. manufatti di ossidiana e analisi statistica mostrano che l’ossidiana sarda viaggiava sia per terra che per mare già dal tra il VI e IV millennio a.C, coprendo lunghe distanze (2) (fig.2); 3. una lumachina terrestre, la Tudorella sulcata, venne portata dalla Sardegna alle coste spagnole alle soglie del VI millennio a.C.: lo ha rivelato un’accurata analisi di filogeografia (fig.3) (3); 4. sempre attorno all’inizio del VI millennio, fioriscono in Sardegna le culture neolitiche ed iniziano a “privatizzarsi” caratteristiche genomiche tipiche della Sardegna (fig. 4) (4); ancora oggi gli archeogenomi spagnoli del VI millennio hanno le loro maggiori somiglianze con quelli dei Sardi attuali (5); 5. la cultura cardiale raggiunge nel VI millennio le coste spagnole, espandendosi con una rapidità tale da mostrare che il mare era un ostacolo minore della terraferma (fig. 5) (5); 6. a corollario dei dati paleogenetici, filogeografici e archeologici e delle loro sofisticate analisi statistiche a largo raggio, ci sono le asce in pietra levigata di origine esotica che compaiono in Sardegna VI millennio (a.C.) (fig.6) (6) e gli enigmatici anelloni neolitici in pietra, che configurano un rapporto diretto in questa epoca tra Sardegna e Italia peninsulare (fig.7) (7).

In conclusione, diversi approcci e diversi indicatori concordano oggi sul fatto che almeno dagli inizi del VI millennio a.C. la Sardegna faceva parte a pieno titolo delle rotte marine del Mediterraneo. In coda al post trovate la bibliografia scientifica e i link ad articoli di stampo divulgativo. 
Fig.1:  correlazione tra distanza dall'area core dell' Asia Minore e epoca di arrivo (BP = before present, cioè prima del tempo presente) delle specie addomesticate. Solo Maiorca cade fuori dalle correlazioni lineari e le specie considerate sembrano esservi arrivate in tempi più recenti (1).

Fig.2. In tratteggio: le nuove rotte "dirette" via mare proposte nello studio del 2014 per l'ossidiana sarda, sulla base della Social Network Analysis (SNA). Puntini: le vie dell'ossidiana sarda tradizionalmente proposte in letteratura (2).
Fig. 3: siti di distribuzione e campionamento per la Tudorella sulcata (3)
Fig. 4. Distribuzione spaziale di siti archeologici noti, in Sardegna, per l'epoca mesolitca e neolitica (modificato, dal supplementary material del rif. 4). La datazione dei siti di figura 1b, corrisponde alla prima grande espansione neolitica degli agricoltori-allevatori in Sardegna (data media 5700 a.C., 7700 anni  BP, before present). Nel lavoro di Francalacci et al. (4), tale espansione corrisponde alla "privatizzazione" sarda di alcune varianti del sotto-aplogruppo I2a1a, presente in ca. il 38% dei campioni analizzati, ma raro nel resto dell' Europa occidentale (4).
Fig. 5: Principali orizzonti culturali associati con le più antiche culture neolitiche dell'Europa centrale e occidentale (ca. 6000-5500 a.C. (da 5). LBK = cultura della ceramica lineare (Linearbandkeramik). I sei campioni da siti di ceramica cardiale, datati con sicurezza, provengono da:  1: Cova Bonica (CB13 e CB14); 2: Cova de la Sarsa (CS7675); 3: Cova de l'Or (H3C6); 4: Galeria da Cisterna-Almonda (G21 e F19). Per CB13 è stato possibile sequenziare l'intero genoma (5).
Fig. 6. Sin., gli insediamenti da cui provengono i manufatti neolitici studiati in (6). 1: Gribaia; 2: Conca Illonis; 3: Cuccuru is Arrius; 4: Su Pranu Mannu; 5: Interacquas; 6: San Ciriaco; 7: San Giovanni; 8: Serra sa Furca. Dx: una delle accettine litiche levigate da Conca Illonis (6).

Fig.7 Anelloni neolitici in pietra dalla Sardegna.  a.Sa Binza Manna 2, Ploaghe, verde (giadeite?); b. Sa Binza Manna 1, Ploaghe,  verde (giadeite?); c. Grotta Bariles, verde scuro (nefrite ?) d. San Pietro di Sorres. Pietra verde chiara (olivina?). Da (7)

Link ad articoli divulgativi: 

http://monteprama.blogspot.it/2014/09/9000-7000-ac-e-nel-mediterraneo-gia-si.html
http://monteprama.blogspot.it/2014/11/le-nuove-rotte-dirette-dellossidiana.html
http://gianfrancopintore.blogspot.it/2011/09/una-lumaca-ci-svela-le-rotte-della.html
http://monteprama.blogspot.it/2013/09/uno-studio-sul-cromosoma-y-di-1204.html
http://maimoniblog.blogspot.it/2015/09/il-genoma-di-cb13-una-migrante-del-5400.html
http://monteprama.blogspot.it/2015/03/gli-esotici-neolitici-delloristanese.html
http://monteprama.blogspot.it/2015/01/verde-come-un-anellone-neolitico.html

Bibliografia scientifica:
(1) Jean-Denis Vigne, THE ORIGINS OF MAMMALS ON THE MEDITERRANEAN ISLANDS AS AN INDICATOR OF EARLY VOYAGING, Eurasian Prehistory, 10 (1–2): 45–56, 2014.
(2) Kyle P. Freund and Zack Batist, Sardinian Obsidian Circulation and Early Maritime Navigation in the Neolithic as Shown Through Social Network Analysis, Journal of Island & Coastal Archaeology, 9:364–380, 2014
(3) Jesse R, Véla E, Pfenninger M (2011) Phylogeography of a Land Snail Suggests Trans-Mediterranean Neolithic Transport. PLoS ONE 6(6): e20734. 
(4) Paolo Francalacci et al., Low-Pass DNA Sequencing of 1200 Sardinians Reconstructs European Y-Chromosome Phylogeny, Science, 2013, 341, 565-569 , with free access supplementary material
(5) Olalde, Iñigo, et al. A common genetic origin for early farmers from Mediterranean Cardial and Central European LBK cultures." Molecular biology and evolution (2015): msv181.(Open Access)
(6) BERTORINO G., FRANCESCHELLI M., LUGLIÈ C., MARCHI M., COLUMBU S. (2002)–Petrographic characterisation of polished stone axes from Neolithic Sardinia: archaeological implications. Archaeometry and Classical Heritage. Periodico di Mineralogia 71, special issue, 87-100.N. Jb. Miner. Mh., 8:337-351
(7) Tanda, G. , "Gli anelloni litici italiani", Preistoria Alpina, vol. 13 (1977) , pp. 11-155.

1 commento:

  1. Potrebbero gli anelli essere fatti( visto che è interrogativo)con il diaspro verde,lo stesso minerale usato per gli scarabei sardi?

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