martedì 14 marzo 2017

STELLE E SALUMI

di Francu Pilloni

Quando si parla di una stella - di luce, d'argento o di latta, non importa - a molti viene in mente la Stella Polare se non il Sole medesimo, oppure l'Alpha Centauri che è quasi vicina a noi. A chi sa o
vaneggia di Piramidi e di esoterismo, si allinea con la Cintura di Orione che di stelle ne conta almeno tre ben lucenti, di cui non riferisco il nome perché poco importa a me e a molti come me.
Ad altri, più terra terra, la stella fa pensare allo sceriffo degli Western, a una malinconica canzone di Gino Santercole, a un insaccato che è rappresentato da una stella tra milioni di milioni.
La stella poi ha molteplici colori e significati: è bianca nella bandiera turca che, quando sventola, sembra sfuggire alle chele di una falce di luna attualmente stralunata, anch'essa pallida e bianca su fondo rosso; era gialla su sfondo rosso nella bandiera della Russia comunista; era rossa nelle bandiere di molte società sportive, chiamate appunto Stella Rossa; è bianca su sfondo azzurro nella bandiera USA, una per ogni stato rappresentato, ancor più di quante siano le stelle della bandiera UE, stelle tra le quali qualcuna appare cadente.


Tutte queste stelle presentano cinque punte e sembra che sia l'ordinario, mentre quelle della NATO ne hanno solo quattro e sono bianco-blu su sfondo azzurro. Una, tra le più antiche e anche più tristemente nota, è gialla e presenta sei punte, ottenuta non dai vertici di un pentagono, ma da quelli di due triangoli equilateri giustapposti: è la stella di David e di Salomone, la stella dei Giudei, quella cucita dai Nazisti sugli abiti degli Ebrei dei ghetti e dei campi di sterminio.
Evito di parlare delle stelle sulla spalla o al bavero delle divise dei militari, anche perché in effetti sono solamente "stellette".
Con una o più stelle si definisce più sobriamente la qualità delle infrastrutture e del servizio dei locali pubblici, specialmente se si parla di alberghi e di ristoranti.
Non conosco esattamente il regolamento col quale vengono attribuite tot stelle ai singoli esercizi, né sino a quante stelle sia possibile arrivare ad accordare. So che, a parlare di ottima qualità di un albergo, si afferma che tale albergo è a 3, 4 o 5 stelle, con maggior entusiasmo quanto più alto è il numero delle stelle.
Mi è venuto da pensare, o forse l'ho sentito in giro, che quando Beppe Grillo pensò di fondare un movimento politico-sociale, lo abbia fatto in albergo, in quelli che lui ha frequentato durante gli spostamenti da città a città per i suoi spettacoli, e che ci abbia ragionato sopra usando la carta che l'albergo mette a disposizione del cliente per appunti o comunicazioni che volesse redigere.
Non so se il nome dell'albergo fosse Miramare, Miravalle, Mediterraneo, Milano, Merano, Modiano, Maestrale, Mortinpaxi o altro, so dire di certo che iniziava per M e aveva 5 stelle.
Il suo ragionamento fu semplice e diretto: se scrivo Movimento a 5 stelle, significa che è un movimento con le palle, insomma qualcosa di lusso che però si possono permettere tutti, al contrario degli alberghi. Insomma, quel M5S appare come una bella sigla, specialmente associata al suo nome. I giornali poi ci hanno ricamato sopra, designando gli aderenti non solamente Grillini, ma anche Cinquestelle o Pentastellati, che sarebbero i corni della singola stella al quadrato.
Quella fase di costruzione di una via italiana alla liberazione del popolo dai poteri oziosi fu un lavoro
di un'unica mente o forse di due, ma non si è capito quale fosse la seconda, neppure per la coniazione degli slogan, delle parole d'ordine, delle modalità propagandistiche attraverso le quali si doveva far capire al popolo la via per la definitiva liberazione dai partiti.
In tanti ci siamo illuminati alla luce tiepida e accogliente di quelle 5 stelle. Andarci appresso poi, non è difficile. Specialmente per chi non ha tempo, modo o tendenza a spremersi inutilmente la mente per questioni che stanno lontano, a Roma e dintorni,, più precisamente. Ci è bastato andare a uno solo dei Vaffaday per comprendere tutte le novità della politica “Anni 2000”, i percorsi razionali su cui s'incanala la nuova democrazia, persino le espressioni verbali con cui far fronte alle ammuffite ragioni dei vecchi, avariati, spossati politicanti.
Certo, le parole d'ordine, gli slogan - direi anche le cazzate, se solo facessero rima coi vaffanculo -, non sono efficaci con tutti e tutti non confacenti sulla bocca di molti, ma hanno la proprietà di essere sopra e fuori da ogni fattispecie di reato, per quanto offensivi, inattendibili e fuorvianti possano apparire.
Non incrimininabile è chi le inventa, l'uno perché non parla, l'altro perché strapparla come comico e la satira, si sa, non ha limiti, neppure di buon gusto, come il Charlie parisien diseduca.
Non è punibile neanche chi le ripete, come Di Maio o quegli altri, perché sono vaccinati dall'immunità parlamentare; neppure io o te, a ben vedere, corriamo il rischio di finire sotto processo, perché le banali boutades, per quanto ingiuriose, sono logore, le abbiamo sentite o lette, mandate a mente e poi solamente ripetute, più volte certamente, ogni volta che serve, pur non avendo un'opinione precisa nel merito.
Questo, tutto questo in definitiva, si guadagna a essere fra i 5 Stelle: la libertà di parola, anche di mala parola, senza dover subire conseguenze penali. E senza la noia di dover essere obbligati a pensare a quanto di intelligente ci potrebbe essere da dire.
E dimmi tu se è poco!
Non la faccio lunga perché altrimenti dovrei parlare anche della libertà di voto per le decisioni interne, dove a far la conta spetta a chi di dovere, certo non a un minchione estratto a sorte che non distinguerebbe un filo da un file; dovrei parlare, senza lamentarmi, dell'assoluta libertà di non dissentire, perché ogni grillino che si rispetti, per povero che sia in carne e spirito, è libero integralmente di poter non eccepire. E non una sola volta all'anno, come d'uso nel carnevale dell'antica Roma, ma per ognuno e per tutti i giorni dell'anno.
Anche più volte al dì, se gli va, come prescritto per i farmaci placebo.

In fine, a inseguire le stelle, siamo passati da quella di David a quelle delle bandiere e degli sceriffi, sino ad approdare a quella dei salumi e dei salamini i quali ultimi sono di lusso e possono essere anche a 5 stelle, standardizzati per come sono fatti in serie. E capita che, ne fiuti uno ed è come se li avessi odorati tutti, ne ascolti un altro ed è come aver sentito una cover, ne metti uno all'opera ed è come se avessi rivisto le comiche a Natale o Techetechetè.

Se poi non ti andasse il modo di essere un salamino, non prendertela con nessuno, se non con i partiti politici, della Prima o della Seconda Repubblica – si peschi pure a caso - , e alza pure la testa e la voce di fronte a essi, perché sai che tutti i salamini sono senza colpa, né macchia, probabilmente non tutti incensurati, ma sicuramente incensurabili, cvd.

7 commenti:

  1. Che dire signor Francu,la sua analisi,come sempre ironica ed anche un po amara,è giusta ma il guaio grosso è che ,nonostante le cavolate dei 5 stelle,il movimento continua a crescere ed alle prossime elezioni rischiamo di essere governati da loro;ed il comportamento del PD al governo non è certo encomiabile.Il povero Gentiloni che,all'inizio , mi aveva sollevato dalla sfrontata arroganza del rignanese,ora mi delude per la sua scarsa incisività.Colui che aveva promesso di uscire dalla politica in caso di sconfitta del referendum,ha ripreso ad imperversare con i suoi falsi sproloqui e la gente,stufa,si riversa sui 5 stelle.Per risollevare lo spirito è meglio rivolgere lo sguardo notturno al cielo ammirando le miriadi di stelle vere.

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  2. Paolo Gentiloni, sul teatro del governo d'Italia, è arrivato come sagrestano, quello che tiene il secchiello dell'acqua santa. Lei si aspettava i miracoli? Sarà già tanto se riesce a scacciare qualche diavolo.
    Quanto ai 5 stelle al governo, niente di male se governassero, io dico anche alla meno peggio.
    Forti dell'esperienza che hanno conosciuto i Romani, quanto tempo darebbe loro per completare la lista dei ministri? Due mesi? Due anni?
    Sempre che non si trovi qualcuno con la lista già pronta. Da confermare on line, naturalmente, come esempio di democrazia diretta.

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  3. Gentiloni,mi aveva tranquillizzato,all'inizio,perchè non invadeva le televisioni come il suo predecessore,per il resto mi aspettavo poco,viste le sue precedenti esperienze come presidente della RAI e come ministro.Per quanto riguarda il completamento dei ministri mi auguro siano un tantino più svelti,l'importante è non avere la lista già pronta e che Dio ce la mandi buona.

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  4. Che dire Francu… i grillini potevano scegliere una stella a tre punte, ma li avrebbero chiamati “tristellati”, che i soliti pigri avrebbero troncato in “tristi”; avrebbero potuto scegliere quella a quattro punte ma li avrebbero chiamati “tetrastellati” e qualcuno solo “tetri”. Hanno scelto la stella a cinque punte perché “pentastellato” non da modo di giocarci su. Di certo non potevano scegliere una stella con sei punte perché sarebbe stata esa-gerata e poi, non esistono alberghi a sei stelle!

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  5. Ti sei dimenticato della stella della Sartiglia a cinque, sei o otto punte. Ma non dirlo a Grillo e ai grillini altrimenti la Sartiglia, con il prossimo governo, diventa festa dello stato. E sarà una festa 'rompi' perché il folklore governativo si sommerà a quello oristanese. Non so se il Grillo bruttissimo vorrà sfilare dietro ad Eleonora bellissima. Ci sarà certamente un referendum via web e vuoi vedere che ci fregano anche il carnevale? Prima Grillo nel corteo e poi Eleonora perché si sa che era bruttissima. E il dato storico finalmente avrà soddisfazione.

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  6. Una stella soltanto, caro Sandro, ci avrebbe ricordato quella delle BR, un movimento che non sembra mai morto, a stare attenti alle manifestazioni di Napoli e di Roma. Sarebbero andate bene due stelle, visto che se la giocavano proprio da due poltrone che pare abbiano tutte le caratteristiche dell'ereditarietà dei "per grazia di Dio".
    Alle stelle della Sartiglia mi veniva difficile accostarli, perché sono stelle da infilare di corsa, mentre questi infilano solamente perle, di grammatica e di sintassi, per non parlare di storia e i geografia.
    Non so se ho capito bene il telegiornale di Mentana ieri sera, ma mi pare che Mr Grillo, alle accuse di calunnia verso il PD, abbia prodotto in tribunale una memoria difensiva in cui sta scritto che Lui, Mr Grillo, non può essere ritenuto responsabile di ciò che si scrive sul suo blog, neppure delle cose dietro alle quali sta la sua firma.
    Lasciate che mi dia del bravo, almeno una volta.
    Cosa avevo scritto, giù prima della notizia del telegiornale?

    "Certo, le parole d'ordine, gli slogan - direi anche le cazzate, se solo facessero rima coi vaffanculo -, non sono efficaci con tutti e tutti non confacenti sulla bocca di molti, ma hanno la proprietà di essere sopra e fuori da ogni fattispecie di reato, per quanto offensivi, inattendibili e fuorvianti possano apparire.
    Non incrimininabile è chi le inventa, l'uno perché non parla, l'altro perché strapparla come comico e la satira, si sa, non ha limiti, neppure di buon gusto, come il Charlie parisien diseduca.
    Non è punibile neanche chi le ripete, come Di Maio o quegli altri, ..."

    Avrei dovuto scrivere "calunnie al posto di "cazzate", e per il vero proprio questo avevo fatto, solo che ho cambiato all'ultimo per non far sembrare troppo seri il mio e i loro discorsi.
    In finale ho pure ribadito il concetto.
    Caro Sandro, procura non di moderare, come nella canzone di Francesco Ignazio Mannu, ma di impadronirti della memoria difensiva di Mr Grillo, non sia mai che ti possa suggerire qualcosa in tua difesa, visto che anche tu sei titolare del blog su cui scrivono in molti, molto liberamente devo ammettere.

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  7. Ieri sera avevo sentito bene. Ecco cosa raccontano i giornali:
    http://www.lastampa.it/2017/03/15/italia/politica/il-pd-lo-querela-grillo-non-centro-col-blog-wLdCRYQya3i7oQZ5KxTtgO/pagina.html

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