sabato 12 maggio 2018

Il motivo ‘decorativo’ del recipiente per cereali della capanna 10 del Nuraghe Adoni di Villanova Tulo. Una lettera nuragica forte ‘complessa’ e un’olla come supporto della scrittura. Un segno rarissimo nella sua forma, forse un ‘unicum’.




di Gigi Sanna

 (da Canu -Leonelli)

     Durante gli scavi della capanna n.10 del Nuraghe Adoni di Villanovatulo venne rinvenuta (1), tra gli altri materiali fittili, un’olla contenente dei piselli e, dato ancora più singolare, recante sulla sua superficie, esattamente al centro, un ‘segno’ giudicato ‘decorazione a rilievo rappresentante una forcella’ (2).  Il cosiddetto segno ‘a forcella’, come si sa, non è nuovo nella raffigurazione nuragica in ceramica, in pietra e nello stesso bronzo, come si può vedere dai documenti seguenti nei quali esso appare apparentemente (3)  isolato (figg. 3 -4 -5 -6) oppure manifestamente  abbinato ad altri segni ancora (figg.   6 -7 -8 -9).

    

   Fig. 3                                                                Fig. 4                           Fig. 5                                  Fig. 6

 
 

                    Fig. 7                                                           Fig. 8                                                                         Fig. 9

 
Fig. 10. Muro del pozzo sacro di Cuccuru Nuraxi                                               Fig. 11. Scritta all’interno del pozzo di Cuccuru Nuraxi

di Villa S. Pietro  (da Atzeni)                                                                                  di Villa San Pietro  (da Atzeni)        
   Come si può notare però il segno dell’olla della capanna di Villanova Tulo è del tutto diverso dagli altri ‘segni a forcella’ e per forma può essere accostato, forse, solo al segno insistente, tra gli altri segni, nell’appendice ‘caudale’ del mantello ‘scritto’ (fig. 12) del cosiddetto bronzetto ‘musico e ballerino’ del CORPUS dei bronzetti del Lilliu (4).

 

Fig. 12

    Ora, per quanto facciano certi archeologi nell’attribuire decorativismo e  negare ‘alfabeticità’ al segno, che altro non è che rappresentazione (5) della consonante semitica ‘yod’,  acrofonica di yh, yhh, yhwh (la divinità nuragica unica androgina), gli stessi dati oggettivi presenti nel disegno dell’olla tendono a denunciare la forte connotazione ‘religiosa’ e ‘sacrale’ del segno e il certo riferimento concettuale alla divinità nuragica.

Vediamoli uno per uno questi dati:

Il rilievo

Come denuncia la stessa parola, l’unico ‘segno’ presente nel recipiente per contenere cereali, è caratterizzato dall’essere marcato non da una veloce incisione (è il caso della quasi totalità dei segni disegnati nella ceramica) pre cottura ma da un rilievo tendente a renderlo più  visibile e riconoscibile  nella superficie.

La centralità e la specialità

Il nuragico tende molto spesso a ‘nascondere’ i segni e la scrittura sacra, ma qui il segno acrofonico è collocato, ben visibile,  al centro del vaso, come nel caso del vaso del Nuraghe Iloi di Sedilo (fig. 3). Indizio questo della ‘specialità’ di esso.

Il geometrismo raffigurativo.      

Il segno si presenta manifestamente schematico  ‘geometrico’, realizzato attraverso i suoi perfetti segmenti in maniera tale da suggerire chiara intenzionalità di offrire senso  ‘numerico’ oltre che geometrico. Detti segmenti, due obliqui e uno verticale a gambo di  ‘calice’, si congiungono con un quarto segno che costituisce una sorta di  ‘base’.  

Il segno doppio legato (agglutinato). Segno a yod e base ad ’.  

Una delle caratteristiche più notevoli  dello scrivere dei nuragici è quello di legare spessissimo uno o più segni (6). In questo caso il segno ‘semplice’ schematico geometrico della yod si unisce a quello, ugualmente schematico geometrico (la linea), della ‘he’; consonante questa alfabetica e nel contempo numero notante il ‘tre’,  usatissimi dagli scribi nuragici.

Il significato ideografico del supporto: il grembo divino.

  In un articolo apposito, mirante a spiegare il significato della ‘cesta’ miniaturistica ( tomba di Cavalupo in Etruria), uno dei recipienti per cereali e derrate alimentari del nuragico, abbiamo visto che essa, con ogni probabilità alludeva al  ‘grembo’ della divinità (7). Ora, poiché,come si è detto tante volte sino alla noia, il supporto è sempre parte integrante del messaggio  ‘scritto’, sembrerebbe qui che l’olla, come ‘recipiente’ (‘accogliente’ grembo di eccellenze alimentari), vada collegata sintatticamente al segno.

  Se teniamo presenti tutti i dati suesposti possiamo tentare un’interpretazione di tutti i significanti  che ci sembra essere  questa:

Dal testo epigrafico logografico - ideografico  (il ‘grembo’) e consonantico alfabetico (yod + hȇ): olla di yh. Che diventa ‘grembo  di yh che dà la vita’ se, come spesso accade, yh viene letto palindromo (hy)

Dal testo numerologico:  3 + 3, ovvero i numeri sostitutivi della doppia ciclicità soli lunare yh  (fig. 13). Gli stessi oggetto di venerazione anche da parte  degli Etruschi essendo i simboli della divinità solare Tin e di quella lunare Uni (8).  

  Fig. 13.

     Naturalmente le due letture non vanno disgiunte e tutta la ‘scritta’ dovrebbe leggersi così: Grembo di yh sei (ciclico) che dà la vita. L’olla e la scritta della capanna del  Nuraghe Adoni offrono così un impensabile senso, con valore  di intensa religiosità, di ‘sacralità’ e di profondo ringraziamento e rispetto per il dio della vita (9), senso confermato dal contesto dei rinvenimenti cerealicoli e vitivinicoli (frumento, fave, piselli, orzo, vinaccioli) della capanna del Nuraghe Adoni. Tutto quel ‘ben’ ammassato è ‘ben di Dio’, è sostentamento dovuto alla sua luce continua e immortale. Non bisogna mai dimenticarlo, pena la reazione sua per risentimento. La scritta (il segno criptato doppio) quindi tende a sottolineare, a rendere ‘manifesto’, subito riconoscibile, il divino dell’olla. Nella scrittura nuragica ‘a tutto campo’ tutto ciò che appartiene alla sfera religiosa è scritto e ciò che di religioso non è scritto non è. Ché  ‘religio’ e ‘ litterae caelestes’ sono una cosa sola.    

 

Note ed indicazioni bibliografiche.

1. Nadia Canu, Valentina Leonelli, Il nuraghe Adoni di Villanova Tulo, catalogo de L' Isola delle Torri, Carlo Delfino ed., 2016, pp. 258-262, con fotografie di Nicola Castangia https://www.academia.edu/…/Il_Nuraghe_Adoni_di_Villanova_Tu…

2. Cosa significhi questa definizione così strampalata, ‘rappresentante (sic!) una forcella’ dio solo lo sa! Non sarebbe stato più logico e semplice (oltre che onesto)  dire? ‘ il segno ha uno schema, spesso usato dai nuragici nella produzione vascolare (e non solo), di cui nulla ancora si sa. Riteniamo che sia un semplice segno decorativo e non, come sembrerebbe, un segno di scrittura’ a ‘yod’.  Ma così non si può. Il coro è il 'coro', anche se va, come va da tempo, su note stridenti e insopportabili.

3. In fig. 3 che riporta il noto vaso di Iloi di Sedilo il segno si trova al di sotto del manico decorato, finto, non reale del vaso . L’espediente è frequente nella scrittura a rebus nuragica. Il decorativo, il distintivo  e ornamentale, dato dall’essere del manico (dal suo aspetto) in semitico si dice hdrhחדרה che è acrofonia di hê, consonante da aggiungere alla ‘yod’ (hy: che dà la vita). In fig. 7 è appena il caso di far notare  che i segni cosiddetti a zig -zag (i segni esprimenti il concetto di  continuità o immortalità) sono in realtà una serie di  yod agglutinate che la rottura del vaso impedisce di precisare nella quantità.  

4. Vedi Sanna G. https://it.paperblog.com/yhwh-e-la-scrittura-nuragica-un-successore-di-aaronne-con-il-diadema-della-santita-nel-museo-archeologico-nazionale-di-cagliari-761747/ I segni alfabetici del bronzetto del Museo Nazionale di Cagliari sono assai minuscoli;  così come quelli del diadema (la piastra che il sacerdote porta sul capo), fanno parte della scrittura di questo eccezionale bronzetto. Il segno a yod è abbastanza visibile a occhio nudo (come ognuno può constatare) ma solo una perizia mirata può far vedere se esso è identico a quello dell’olla della capanna del Nuraghe Adoni di Villanova Tulo.  

5. Il segno certamente è a ‘forcella’ ma è questa, la forcella,  che ‘rappresenta’ qualcosa, che distingue il segno, non il segno stesso. Essa è segno notante una chiara lettera alfabetica, per altro attestata nella documentazione epigrafica cosiddetta protosinaitica e cosiddetta protocananaica ( V. Attardo E, 2007, Utilità della paleografia per lo studio, la classificazione e la datazione di iscrizioni semitiche in scrittura lineare; in Litterae Caelestes, Center for Medieval and Renaissance Studies, 2 (1) p.  157 e p. 176). Ben attestata nel nuragico, essa è omofona del segno a yod lunato (con ‘gobba’ a ponente) e del segno a yod ad asta verticale (o leggermente obliqua). Più tardi il nuragico si serve alche sel segno fenicio  a ‘zeta’ con trattino. V. tabella seguente:

     

6. Sanna G., I geroglifici dei Giganti. Introduzione allo studio della scrittura nuragica, PTM ed. Mogoro, 4. pp. 89 - 109.
7. Sanna G. http://maimoniblog.blogspot.it/2018/03/bronzi-sardi-della-tomba-di-cavalupo-il.html

8. Si vedano, tra i nostri non pochi articoli in proposito:



9. Il significato di YH/HY, data anche la sua radice (da היה),  è soprattutto (c’è anche la simbologia dell’androginia) questo. I nuragici, come il V.T., nel tributare lodi al dio, insistono tantissimo nell’aspetto ‘grandioso’ della creazione vitale. Non è un caso che la ‘religio’ loro  sia così manifestamente fallico/taurina, a partire dagli stessi ‘tre’ monumenti architettonici ‘simbolo’: nuraghi, tombe di Giganti e Pozzi sacri.    

 

  

2 commenti:

  1. Quel "solo Dio lo sa" cosa voglia dire la "decorazione a rilievo rappresentante una forcella" è farina del tuo sacco.
    Se l'avesse detto Nadia Canu o Valentina Antonelli avremmo capito che erano sulla buona strada, visto che il segno è parte di una giaculatoria.
    Per quanto riguarda le figg. 10 e 11 relative al pozzo sacro di Cuccuru Nuraxi, non si tratta di Villa S. Pietro, ma di Settimo S. Pietro.

    RispondiElimina