di Stefano Sanna
Vedi anche Il Triangolo Sacro del Sinis. Mont’e Prama, Mont’e Palla e Mont’e Trigu : altari prima della pietra?
Sardegna-Il Triangolo Sacro del Sinis e il richiamo del cielo (Parte 2)
Ci sono luoghi che, una volta visitati, continuano a lavorarti dentro per anni.
Uno di questi, per me, è senza dubbio Monte d'Accoddi.
Quando visitai questo straordinario sito prenuragico della Sardegna settentrionale, ciò che mi colpì maggiormente non fu soltanto la sua forma monumentale — unica nel Mediterraneo occidentale — ma soprattutto il suo orientamento nel paesaggio.
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| Il monumento unico di Monte d’Accoddi, che si trova in una pianura , è un esempio di architettura prenuragica che ricorda le ziqqurat mesopotamiche |
Un’impressione rimasta nella memoria.
Un dettaglio apparentemente marginale… fino a quando non ho deciso di verificare.
E il risultato è sorprendente.
Tracciando una linea perfettamente nord-sud dal centro dell’altare di Monte d’Accoddi, questa passa incredibilmente attraverso il centro di due dei colli più enigmatici del Sinis:
- Mont’e Palla
- Mont’e Prama
- Monte d’Accoddi
- Mont’e Palla
- Mont’e Prama
condividono quasi lo stesso meridiano, cioè una longitudine estremamente simile:
- Monte d’Accoddi → 8°26’55.08” E
- Mont’e Palla → 8°26’55.74” E
- Mont’e Prama → 8°26’55.41” E
La differenza è minima, parliamo di pochi decimi di secondo d’arco. Questo significa che i tre siti risultano praticamente allineati lungo un asse Nord-Sud.
La parte affascinante è che:
- Monte d’Accoddi è uno dei più enigmatici complessi prenuragici del Mediterraneo;
- Mont’e Prama è il più grande complesso scultoreo nuragico conosciuto;
- Mont’e Palla, potrebbe avere una funzione rituale o simbolica legata al paesaggio sacro del Sinis.
Forse si tratta soltanto di una coincidenza geografica.
Forse no.
Ma quando un’antica struttura come Monte d’Accoddi, uno dei luoghi più enigmatici del Mediterraneo prenuragico, sembra proiettare il proprio asse verso il cuore del Sinis, attraversando quasi perfettamente Mont’e Palla e Mont’e Prama, allora il dubbio diventa inevitabile.
Non stiamo parlando di fantasia, ma di osservazione del territorio.
Di linee reali.
E se davvero quei colli del Sinis fossero stati modellati, adattati o scelti in epoche remotissime per funzioni rituali e simboliche, allora questa straordinaria coerenza geografica potrebbe non essere casuale, ma parte di una visione molto più ampia del paesaggio sacro della Sardegna antica.
Aggiornamento in data 02/06/2026
Diversi siti archeologici importanti della Sardegna occidentale si trovano molto vicini al meridiano di circa 8°26'55" E.
Forse non sapremo mai con certezza se questi allineamenti siano il risultato di un progetto intenzionale o di una semplice coincidenza.
Ma una cosa è certa: gli antichi osservavano il cielo con una attenzione che oggi abbiamo quasi dimenticato.










































