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venerdì 11 giugno 2021

Una precisazione sul saggio di Tzricotu

di Sandro Angei

 Su Facebook da qualche tempo è rinvigorito il tema circa i sigilli di Tzricotu; tant'è che cercando sul web una pubblicazione che a suo tempo usai per il saggio, mi sono imbattuto in un testo dove è ritratto il famoso puntale preso quale esempio da P.B. Serra per dimostrare che quello di Tzricotu non è un reperto di epoca nuragica ma altomedievale.

L'immagine è tratta dal saggio della Dr. Marilena Casirani - Un puntale di cintura Longobardo da Camisano (Fig.1).

 In quel saggio la Dr. Casirani  pubblica l'immagine, descrive il puntale da Castel Trosino e

sabato 29 febbraio 2020

A Monte Prama il sigillo era la patente del Gigante


Considerazioni sul foro cieco dello specimen di Tzricotu



di Sandro Angei

vedi ➽ articolo correlato di G. Sanna

  Il recente articolo del Prof. Gigi Sanna sul sigillo “specimen” di Tzricottu, mi ha fatto molto riflettere.

 Un articolo nel quale si mette in evidenza un particolare di altissima valenza probatoria che colloca in maniera risolutiva quel reperto dal punto di vista religioso e cronologico sulla scorta dei dati che scaturiscono dal mio studio sulle modalità di confezionamento dello “specimen” e dei successivi sigilli cerimoniali1. Quei sigilli che il Prof. Sanna già in Sardōa Grammata (Salvure Ed. 2004) associa alle statue dei Giganti di Monte Prama e che in “I geroglifici dei Giganti” (PTM ed. 2016 cap. 10.2) riprende e ribadisce mettendo l'accento sulla “serie” di sigilli che va di pari passo alla “serie” di statue... e lì si ferma. Non riesce a collocare in maniera precisa quei sigilli.

mercoledì 7 novembre 2018

Il 12° anello al solstizio d'estate nel pozzo di Santa Cristina


21 aprile e 21 giugno
e l'anello di congiunzione




solstizio d'estate 2016

16. Il solstizio d'estate nel pozzo di Santa Cristina

L'evento che qui descriviamo a nostro giudizio è parte integrale di un rito che aveva inizio il 21 di aprile, aveva il suo culmine il 21 di giugno e terminava il 21 di agosto. Possiamo affermare questo sulla base delle evidenze architettoniche, che suggeriscono una continuità rituale nel momento in cui il concio α accoglie, rimarcato dal concio β, due diverse ierofanie a cadenza bimestrale (Fig.55).1

lunedì 29 ottobre 2018

Luce, acqua e olio nel pozzo di Santa Cristina per un raccolto copioso


Particolari costruttivi a confronto
inquadramento cultuale e culturale del 21 aprile
il toponimo e le sue implicazioni cultuali
di Sandro Angei


21 di aprile 2018


11. Monumenti diversi, caratteristiche diverse, orientamenti diversi. Concetto di base sempre lo stesso
Dal punto di vista tecnico nel pozzo sacro di Santa Cristina si ripresentano i particolari che, a quanto pare, contraddistinsero l'architettura luminosa in età nuragica. La ierofania di luce è costruita con elementi architettonici fisicamente disgiunti tra loro, distanti anche svariati metri l'uno dall'altro1, che in modo “miracoloso” concretizzano una immagine e la veicolano in un determinato modo2. La ierofania nel caso del nuraghe Santa Barbara di Villanova Truschedu indica un luogo ben preciso legato all'evento: l'altare3; nel caso della porta riturale di Murru mannu in Tharros indica la data rituale direttamente con la dimensione della ierofania: il triangolo equilatero4; nel caso del pozzo di Sant'Anastasia di Sardara la duplice ierofania si manifestava con ogni probabilità sulla parete del tempieto superiore e contemporaneamente nel bacile. 

sabato 13 ottobre 2018

Ierofanie nel pozzo di Santa Cristina


La ierofania del 21 di aprile

di Sandro Angei



 21 aprile, 15 minuti prima dell'evento
di Sandro Angei

6. L'evento ierofanico
   Nel pozzo sacro di Santa Cristina si ripete due volte l'anno il “miracolo della risurrezione”1. I giorni attorno al 21 di aprile e di conseguenza anche il 21 di agosto2, avviene lo stesso “miracolo” che avveniva nel pozzo sacro di Sant'Anastasia di Sardara3.

mercoledì 10 ottobre 2018

Le geometrie del pozzo di Santa Cristina


Le misure, i numeri,
i cerchi, il glandoide, il segno del culto  dell'acqua

di Sandro Angei

Salvador Dalì - L'aurora
   Ho scelto "L'aurora" di Salvador Dalì, quale immagine iniziale, perché nel suo insieme ritroviamo nel dipinto surrealista tutti gli elementi primordiali della vita nascostamente enfatizzati nel pozzo di Santa Cristina. L'unica differenza (a parer mio) sta nel diverso significato da attribure alla figura geometrica ovoidale che nel nostro sito non evoca l'uovo ma un elemento legato alla taurinicità androide della divinità solare.

2. Alcune misure e alcuni numeri
Il pozzo di Santa Cristina è orientato in modo che la direzione

domenica 7 ottobre 2018

21 aprile al pozzo sacro di Santa Cristina 1

Antefatti,
quel che si sa del monumento,
studi effettuati ed obiezioni
di Sandro Angei



Fig.1
Sommario
Il presente saggio intende dimostrare che il pozzo di Santa Cristina fu costruito per celebrare un rito legato ad una data ben precisa: il 21 di aprile.
Cercheremo di dimostrare che questo pozzo sacro fa parte di una categoria di templi dedicati ad un medesimo rito e lo faremo comparando il monumento ad altri edifici già studiati e documentati.
Cercheremo, tramite la ricerca bibliografica, di inquadrare la data del 21 di aprile.
Saremo possibilisti (in parte e con riserva) verso la tesi del Prof. A. Lebeuf sul carattere lunare del tempio1; al riguardo ipotizzeremo la possibilità di celebrare il rito lunare similmente a quelli solari nel medesimo edificio.
Avanzeremo una chiave di lettura del toponimo, che a nostro giudizio è legato al rito che si celebrava in età nuragica in quel pozzo sacro.
Avanzeremo una “lettura” del recinto che circonda il pozzo sacro... e altro ancora.

giovedì 27 settembre 2018

Santu doxi, Santu Jaku, Sant'Ephisi, Santu Gaini, Santu Bachisiu, Santu Antine. SECONDA PARTE

Eh Santu Giorre?!
di Sandro Angei

prima parte


יאר יאר
fiume sacro lucente


 L'ultima tessera del puzzle è stata trovata, quella di San Giorgio non si adattava alle altre

   Abbiamo considerato GIORRE di Allai, quale appellativo dedicato ad uno specifico rito propiziatorio dell'acqua e della luce, diventato, forse, nome proprio di persona.

 Dall'elenco non esaustivo di A. Rubattu abbiamo appreso anche che il nome in alcuni casi è insignito del titolo di santità.
   Il santo in questione: Santu Giorzi e tutte le sue varianti, potrebbe, però, non essere di ascendenza cattolica. 

martedì 18 settembre 2018

Cerchi, ovali e ovoidi…


o forse glandoidi! 
di Sandro Angei

- vedi prima parte

 
Questa è l'immagine planimetrica didascalica che normalmente è offerta al pubblico


Avvertenza
   Se il nostro lettore ritiene che l'immagine qui sopra riportata sia mostrata nel verso corretto, è meglio non continui a leggere, né osservi le immagini che seguiranno.

sabato 8 settembre 2018

Santu doxi, Santu Jaku, Sant'Ephisi, Santu Baingiu, Santu Bachisiu, Santu Antine. PRIMA PARTE

Eh Santu Giorre?! 

di Sandro Angei


Sommario
   Il presente saggio vuol far luce sulla parte meno studiata della lastra funeraria di Allai; ossia quelle tre righe di scrittura in caratteri latini: GIORRE VTV VRRIDV.
   Indagheremo nel lontano passato alla ricerca di indizi, se non prove, che legano la Sardegna ad Ugarit attraverso il Vecchio Testamento, assemblando i pezzi di un puzzle sparsi per ogni dove nello sterminato oceano di studi e pubblicazioni. Cercheremo di dare un significato a tutti e tre i lemmi attraverso la comparazione lessicale, attingendo a studi di carattere accademico, consci del fatto che la civiltà nuragica, attraverso il culto della luce e dell'acqua, venerava un dio potente, fallico, taurino e solare al contempo, al quale si chiedeva l'acqua. Cercheremo indizi nei toponimi, benché ciò possa essere pericolosamente fuorviante; ma l''opportunità di ricucire un pezzo di storia sarda è troppo grande per lasciar fluire nel silenzio della dimenticata memoria tutti i dati che verranno esposti.
***
   A volte il fato, quello che alcuni negano e io tra quelli, sistema gli avvenimenti in modo strano. All'inizio programmi di disporre le cose e gli eventi in un certo modo, convinto di poterli controllare e inanellare nel modo corretto, ma quando un agente di disturbo si inserisce nel meccanismo, lasci perdere il programma stabilito e bruci le tappe; e ciò che pensavi di mettere dopo, lo metti avanti e viceversa; ma il bello, che poi è ciò che stupisce, è che ti rendi conto che sia giusto che i primi “preventivati” eventi siano lasciati "in ultimo", benché nella tua mente pensassi di disporre tutto per benino, incominciando da lontano (forse troppo lontano) per cercare di capire se Giorre di Allai e Giorrè di Florinas siano due calzini spaiati o gemelli.

venerdì 20 luglio 2018

Il cerchio, l'ovoide, le geometrie nuragiche e... il rito di fondazione

di Sandro Angei 

   E' giunto il momento, finalmente, di approfondire lo studio del sito di Santa Marra[1] di Busachi.
   Nell'articolo Pietra su pietra parte 5°, glissai sulla descrizione del recinto megalitico che circoscrive il sito cultuale costituito dal possente nuraghe polilobato, le muridinas e vari altri segnali cultuali. In quell'occasione l'oggetto di studio erano le muridinas, per tanto il mio obiettivo era rimarcare aspetti archeoastronomici ad esse legati ed ero ben lungi dal voler essere esaustivo. Ancor oggi sono lontanissimo dall'esserlo, esaustivo; però con questo saggio presenterò delle nuove acquisizioni, spero interessanti, per le quali fino a poco tempo fa non avevo termini di paragone da esporre.
   In seguito alla pubblicazione del saggio sul sito di Giorrè di Florinas[2], posso ora proporre la continuazione dello studio del sito di Santa Marra. Studio che cerca, come già detto, di completare ed arricchire di nuovi particolari quello già pubblicato (nota 1), ma cosa più importante: fa emergere con grande evidenza il dato geometrico che darà modo in futuro di studiare altri siti archeologici con nuovi occhi e nuovi dati.
   La particolare conformazione “ovale” del recinto di Giorrè di Florinas mi ha dato modo di valutare la possibilità che pure a Santa Marra il recinto che racchiude il possente nuraghe e le muridinas fosse concepito in maniera simile.

Fig.1 - Il recinto ovale di Giorrè



giovedì 14 giugno 2018

Tombe di... Giganti

Tomba di giganti  coddu vecchiu
Di Valeria Putzu

Stiamo assistendo in questi giorni a una serie di polemiche in risposta all’iniziativa della sovraintendenza per l’eliminazione del termine "Giganti" riferito alle statue di monte Prama. Tralasciando lo spreco di soldi pubblici , utilizzati nella demolizione delle anteriori campagne di marketing che funzionavano, invece che nella valorizzazione della Sardegna, come perfettamente evidenziato da Vito Biolchini: