martedì 5 gennaio 2016

Il tecnicismo della luce del Toro

Il tecnicismo della luce del Toro:
Nuova linfa vitale negli studi archeoastronomici sui Nuraghi,
Nonché una nota critica sull’orientamento degli ingressi dei nuraghi
A cura del G.R.S. Gruppo Ricerche Sardegna
(Tonino Mura, Sandro Garau, Alessandro Atzeni)



Senza entrare nel merito dei metodi di studio utilizzati dagli altri archeoastronomi auto titolati, magari basati unicamente su calcoli teorici senza alcuna conferma visiva, abbiamo formulato in maniera del tutto eccezionale questo articolo per offrire ai lettori interessati la nostra chiave interpretativa utile alla comprensione del fenomeno luminoso noto come “La luce del Toro”, da noi scoperto e battezzato con la pubblicazione omonima del 2011.

Il nostro modo di operare in questi studi è basato solo ed esclusivamente sulla documentazione in loco, “in golden hour” (l’ora d’oro) secondo una locuzione inglese utilizzata dai fotografi, cioè appena dopo l’alba o prima del tramonto, quando appunto possiamo osservare di persona come il sole (o la luna) si relazionano al monumento, e sulla registrazione dal vivo dell’evento in tutti i suoi contenuti (dati tecnici, documentazione fotografica, osservazione delle variabili architettoniche e misurazione, ecc). Tutti i nostri rilievi sono rivolti a valorizzare il singolo monumento, poiché esso contiene intrinsecamente una moltitudine di variabili strutturali ed architettoniche delle parti interessate agli eventi, come: porte, finestroni, finestrelle d’architrave, disposizione delle nicchie, senza poi parlare dello studio relativo allo stato conservativo del monumento, l’analisi del paesaggio circostante (skyline) e molto altro. Quindi ci risulta perlomeno inappropriato, che archeoastronomi auto titolati ed autoreferenziali, che eseguono misure unicamente a bussola magnetica, talvolta neanche di persona, vengano a “mettere i puntini sulle I” in eventi archeoastronomici scoperti da altri studiosi, e che stando comodamente seduti davanti ad un computer, come leoni da tastiera, ruggiscano prepotentemente appropriandosi di scoperte rilevate da altri e cercando di imporre la propria idea. 

Nel complesso, la nostra è una ricerca che si protrae per lungo tempo, perché sono necessarie più visite sia al singolo monumento sia ad altri simili prima di concludere con successo, nei giorni di effettiva rilevanza astronomica, il verificarsi dei tecnicismi luminosi. Non si tratta, quindi, di semplice fortuna, ma di scoperte ottenute tramite un'attenta preparazione.
Riteniamo doveroso sottolineare che abbiamo monitorato moltissimi di questi nuraghi all’alba del solstizio d’inverno per pura e semplice comparazione, oltre che per una maggior accuratezza nella ricerca. Il proposito che ha mosso il nostro operato è stato quello di comprendere il valore ed il ruolo del finestrino d’architrave, in rapporto con gli interni del monumento, avendo chiaro come sia proprio il sole il “motore propulsivo” del fenomeno, che oggi possiamo riconoscere in un vero e proprio tecnicismo, battezzato da noi come “La luce del Toro”. Facciamo notare che nei nuraghi in cui non si presentano tali condizioni, o fuori dal contesto di orientamento verso le più importanti stazioni apparenti del moto del sole, il lento percorso della figura taurina stilizzata tenderà sempre a vagare nel piano di calpestio del corridoio o della camera, in maniera distorta (allungata) e priva di alcun significato.
Il fattore che ci ha spinto a scrivere questa lettera chiarificatrice non sono i continui e immotivati attacchi, che a volte raggiungono i toni di pura e semplice minaccia di untuosi blog condannati in maniera unanime anche dagli stessi astiosi personaggi che vedono il proprio campo di studio minacciato da altri appassionati di archeoastronomia. Scriviamo questa lettera per liberare il campo e chiarire, speriamo una volta per tutte, le argomentazioni del tutto infondate che ci vengono attribuite. Partiamo dalla premessa che noi non ci consideriamo degli archeoastronomi, ma dei semplici ricercatori mossi dalla passione per questa tipologia di studio, e tuttavia, cerchiamo di verificare sempre con linearità e scientificità tutti i nostri rilievi, utilizzando metodi e terminologie già in uso in questo campo, non terminologie desuete, conosciute o coniate solo da noi stessi, cosa che invece sembrano fare alcuni (pochi per fortuna) archeoastronomi sardi autotitolati che scambiano un lunistizio estremo o intermedio inferiore o superiore (terminologia adottata anche da A. Gaspani, archeoastronomo dell’osservatorio astronomico di Brera, Milano) con un lunistizio minore o maggiore meridionale o settentrionale (terminologia loro), pur avendo sotto gli occhi i dati necessari, che di per sé basterebbero a dissipare qualsiasi dubbio (“Zigantes de Pedras, Tomo Terzo, 2015, pp-227-228.). Teniamo quindi a precisare che tutti i dati archeoastronomici inseriti da noi, ovvero dal G.R.S. Gruppo Ricerche Sardegna, diretto dagli attuali autori, comprendono data e ora sempre riscontrabili da chiunque volesse cimentarsi in quest’affascinate disciplina.
In ultima istanza vogliamo parlare di alcune incongruenze emerse dalle letture di scritti, quali pubblicazioni o post sul web con annessi commenti, in riferimento agli orientamenti degli ingressi dei nuraghi. L’archeoastronomo M.P. Zedda, in varie sue pubblicazioni, ha prodotto un nutrito campionario di tabelle sugli orientamenti dei corridoi d’ingresso delle torri nuragiche, inserendo per ciascuno di essi, azimuth, altezza e latitudine per il conseguente calcolo della declinazione. Di questo gli rendiamo merito dei suoi risultati statistici, ma dobbiamo dissentire sul fatto che, ai fini di studio dei singoli eventi, tali tabelle non hanno alcun utilizzo pratico, risultando alla verifica sul campo durante gli eventi archeoastronomici, meramente soggettive o puramente indicative. Per maggior rigore scientifico, è opportuno che il ricercatore che fornisce tali dati indichi, per ciascun nuraghe, una planimetria di base su cui contrassegnare il punto in cui ha rilevato le misure, affinché altri ricercatori possano convalidare o confutare i dati raccolti. Per quanto riguarda i nostri rilievi, pur non avendo segnato alcun punto di rilievo, questo dato è sempre visibile nelle foto degli eventi (assieme alle misure classiche) poiché è evidenziato dal punto in cui batte il raggio luminoso, volendo ribadire per l’ennesima volta che i nostri dati non sono mai dei numeri astratti, teorici, ma sono sempre relazionati nella pratica con il dualismo Monumento=Sole.

La ricerca condotta con la sola bussola magnetica tenuta instabilmente in mano, nell’intento di trovare un punto preciso all’interno della sala di un nuraghe (peggio ancora come fanno alcuni, ponendosi immediatamente fuori la struttura o direttamente dalla porta del monumento) ci lascia alquanto dubbiosi, specialmente quando non è dato sapere quale sia il punto di rilievo, visto che abbiamo sperimentato come le misure acquisite esclusivamente tramite bussola con questo metodo, sono soggette a grossolani errori, come sfasamenti magnetici dati dal contenuto ferroso dei conci del nuraghe e molte altre problematiche, come il disassamento della camera o lo sfasamento tra porta e corridoio, o addirittura lo sfasamento tra porta e finestrino! Di fatto, in molti dei dati e delle tabelle pubblicate dallo Zedda, almeno per quanto riguarda i nuraghi (nostro oggetto di studio), abbiamo riscontrato molte imprecisioni, e nel caso del nuraghe Santa Barbara di Villanova Truschedu il caso è davvero eclatante: non crediamo di certo alla “favoletta”, riportata nei commenti al post di Sandro Angei “Il toro sull’altare” di domenica 27 dicembre 2015 sul blog “Maymoni, il canto dell’acqua”, e pubblicato dallo Zedda in data 30 dicembre 2015, ore 8:25 AM che si riferisce ad una mala trascrizione eseguita dallo stesso Zedda, dell’orientamento d’ingresso del Nur. S. Barbara di Villanova Truschedu, notizia stranamente uscita quando abbiamo parzialmente convalidato la tesi esposta da S. Angei.

 

Allo stesso modo, crediamo che il signor Mauro Peppino Zedda non debba nemmeno essere considerato come apportatore di alcun ché in questa nuova tipologia di studi archeoastronomici elaborata sui “finestrini di scarico” delle torri principali dei nuraghi, senza parlare poi delle “torri aggiunte” (o “Stanze del sole”) con le loro relative finestrelle, ricerche unicamente da Noi proposte e sviluppate. Non avendo mai svolto ricerche su questa tipologia di fenomeni, che allo stesso tempo corteggia e disprezza, il signor Zedda non può permettersi di proferire sentenze, quando da parte sua ha esposto unicamente un solo dato, oltretutto rivelatosi sbagliato, relativo ad un vastissimo ed approssimativo censimento sugli orientamenti degli ingressi nei nuraghi, e niente altro. Il discorso si applichi anche al suo collaboratore F. Laner, il quale ogni giorno non manca di ricordare di essere il vero scopritore di non si sa cosa, solo per aver visto e pubblicato una foto delle dimensioni di un francobollo (figura 28) con una didascalia striminzita in “Accabbadora” (1999) che testualmente, riporta: “il sole penetra nel nuraghe attraverso la finestrella che staglia la sua mobile figura nelle pareti della camera” (falso, non possono essere le pareti di camera, si veda sotto) mentre nel testo, in maniera assai sbrigativa, scrive in merito: “mi convinco che sia solo suggestione”, riferendosi ad una luce vagante decontestualizzata, senza orario, dati archeoastronomici o misure dell’interno del monumento o qualcos’altro di utile, oltretutto aggiunta solo dopo la pubblicazione del nostro libro del 2011, “aggiustata” in Sa Ena come “Ierofania” e come “sole-toro” o “testa taurina”, senza tuttavia associare dati sensibili, secondo una sua abitudine nel dilungarsi in monologhi intrisi di misticismo, coniando di continuo inutili neologismi, ma rimanendo comunque nel dubbio di una sua possibile suggestione (pag. 80 “Sa Ena” 2011, tuttavia successivo al libro “La Luce del Toro”, sempre dello stesso anno) e aggiungendo nozioni al tempo disponibili dopo la nostra pubblicazione ma non pubblicati da lui precedentemente (per quale motivo se l’aveva già scoperto?), riservandosi comunque di rimanere nel vago. Tale luce, riportata nei suoi due libri e prodotta dal finestrino d’ingresso del bastione di un nuraghe con ADDUZIONE FRONTALE, risulta essere in maniera inconfondibile, anche se non lo specifica lui stesso, originaria del nuraghe Orolo di Bortigali, il quale tuttavia non può essere certo considerato per lo studio del fenomeno “La Luce del Toro” (che noi identifichiamo solo nelle torri arcaiche dei nuraghi attraverso il/i finestrini di scarico al di sopra della porta), in quanto il finestrino e l’architrave della torre arcaica sono sepolti dall’addossamento del nuovo ingresso, che naturalmente non potrà mai arrivare ad illuminare il fondo della camera (informazione invece confermata erroneamente dal Laner sia in “Accabbadora”, 1999, che in “Sa Ena”, 2011). È questo il momento topico che, con immensi fiumi di inchiostro, abbiamo determinato sia l’espressione massima della manifestazione nota come Luce del Toro, da tutti equivocata come la ricerca a qualsiasi costo di una forma taurina luminosa da qualsiasi apertura del nuraghe, quando invece si tratta di un elaborato tecnicismo strutturale, geometrico e luminoso, che raggiunge il suo apice nel momento in cui un elemento interno della struttura come una nicchia (o un altarino nel caso del S. Barbara) viene illuminato da questo raggio prodotto dal finestrino dell’ingresso alla torre principale. Tutto questo è spiegato nel libro “La Luce del Toro”, ma forse non giustamente capito, e perciò da noi rispiegato nuovamente ed in maniera più ampia nel nuovo libro pubblicato nel 2015 autoprodotto dal nostro gruppo e chiamato “Zigantes de Pedras”, quasi mille pagine suddivise in tre volumi: “Insediamento”, “Architettura Sacra” ed “Archeoastronomia nuragica”, in cui tra l’altro sono stati evidenziati diversi, rimarchevoli errori prodotti da altri “esperti” auto titolati, ed in cui abbiamo puntualizzato i fatti relativi ad ipotesi o incongruenze a noi incolpevolmente attribuite da altri. Ma soprattutto in questo libro composto da tre volumi, viene ribadita la nostra paternità relativa al fenomeno della Luce del Toro, di cui ci prendiamo tutti gli onori e gli eventuali oneri della confutazione scientifica. Il tutto è dimostrato con un censimento veramente elevato di eventi inediti, tra cui il nuraghe Lobaos II di Aidomaggiore (Pag 259-261 , Tomo III di Zigantes de Pedras “Archeoastronomia nuragica” pubblicato nel novembre 2015) di cui oggi abbiamo notato un post successivo alla pubblicazione del libro su questo stesso blog, che assieme ad altri casi studiati ed esposti nel Tomo 3°, risulterà determinante nello sfatare il mito inaugurato dallo studioso Zedda, cioè che i finestrini di scarico abbiano una forma involontariamente prodotta, conseguente alla tipologia muraria adottata.
In conclusione, l’orientamento dell’ingresso delle torri nuragiche deve essere considerato in un più ampio prospetto archeoastronomico, poiché in specifici nuraghi si possono identificare più eventi archeoastronomici, che in questa sede non possiamo descrivere ma che abbiamo esposto nel già citato libro, Zigantes de Pedras, che vi invitiamo a leggere.
Che un nuraghe possa avere un preciso orientamento è un dato facilmente misurabile ed incontestabile, a patto di avere la giusta metodologia ed una buona attrezzatura, con le giuste conoscenze di architettura nuragica per posizionare la stessa nel punto esatto utile alle misurazioni. Questo perché sono sempre da considerare gli elementi variabili della struttura, influenzati dal paesaggio circostante, dipendenti dalla situazione orografica e dallo skyline; dallo stato di conservazione del monumento e dalle variabili architettoniche del monumento stesso (finestrini d’architrave decentrati o inclinati, come è strutturato e posato l’architrave, lunghezza del corridoio e della sala, posizione della sala rispetto all’asse del corridoio, disposizione delle nicchie nella sala, e quant’altro); tutti questi elementi e queste variabili dimostrano che il solo dato della direzione dell’orientamento dei corridoi d’ingresso delle torri nuragiche non può essere un fattore determinante, ed in definitiva risulta un dato di semplice riferimento.
Di fatto ci teniamo a precisare che non siamo interessati al semplice orientamento del corridoio-porta d’ingresso (se non come dato indicativo) ma a quello del finestrino d’architrave e come esso risulta relazionato rispetto al resto. Sebbene la luce della porta e la luce del finestrino appartengano al medesimo costrutto dell’archetipo della porta simbolica del nuraghe, questi elementi sono sempre da considerare e valutare in modo distinto, proprio perche di sovente si contraddistinguono anche per un diverso orientamento.
Questo è il motivo per cui il nostro gruppo di ricerca, nonostante sia dotato di normali strumentazioni, come bussola e teodolite, nonché di strumenti hi-tech e programmi software per precisi calcoli astronomici, esegue ancora oggi le ricerche in modo “tradizionale” e, soprattutto, empirico, osservando visivamente se nel singolo monumento (in relazione con il sole o la luna) i raggi prodotti dai due astri nelle particolari stazioni apparenti del loro moto, producono dei dati visibili e verificabili “dal vivo”. Una procedura che solo il più comico archeoastronomo isolano sembra non capire, divertendosi a definire gli altri studiosi (quindi la metà degli archeoastronomi mondiali che eseguono simili foto) degli “sciocchi che rimangono abbagliati da luci ed effetti speciali”; una presunzione che scientificamente parlando gli costerà indubbiamente cara, ed i cui risultati, con le relative ed imprecise misurazioni di anni di rilievi approssimativi e fatti in fretta e furia, stanno venendo a galla. Riteniamo invece che, la nostra metodologia, seppur più lenta e dispendiosa in termini di tempo, sia invece più precisa e ponderata, decisiva per sciogliere i dubbi dei più scettici, perché l’evento che viene documentato fotograficamente, se lo si sa riconoscere, si manifesta oggi come allora, e solo a determinate condizioni, quando tutte le variabili convergono fino a raggiungere il loro scopo, con un procedimento preciso e ripetitivo, con gli stessi tecnicismi identici anche negli altri monumenti. Non sarà certo un ritardo di 15 minuti, mezz’ora o un’ora ad inficiare un evento lunistiziale o solstiziale di tale portata, che coinvolge con i suoi scenari di luce i più importanti aspetti architettonici dell’interno delle torri nuragiche. Questo modo di lavorare ci ha permesso di accertare, e accettare, una scoperta nella scoperta: che i nuraghi orientati a 130° (alba del lunistizio estremo inferiore) sono pianificati per accogliere più tipologie di eventi, concretizzando il dualismo sole-luna nel profondo pensiero architettonico dei costruttori delle torri ciclopiche nuragiche.

Minuto per minuto Il tecnicismo della luce del toro del Santa Barbara

Il tecnicismo della luce del toro al nuraghe Santa Barbara ha una durata di oltre un’ora cosi documentata dalle fotografie e relativi dati astronomici:

Fase iniziale




Tra queste due fasi secondo i nostri calcoli è determinato l’asse di orientamento della porta corridoio stabilirsi a 135° di Azimut.



La proiezione della testa Taurina



Fase Finale dell’evento




In quest’ultima foto è comprensibile il perché la porta-corridoio del nuraghe non è orientato a 141°.

G.R.S. ( Gruppo Ricerche Sardegna)

119 commenti:

  1. Come al solito molto fumo e niente arrosto!
    Sulle misurazioni, ne ho fatto migliaia con bussola,nuraghi, tombe di giganti, dolmen, Domus de janas, ipogei punici,chiese romaniche.
    La mia bussola è stata tarata da Michael Hoskin in persona.
    Ho fatto misure col teodolite se mi serviva un dato più accurato, col GPS di un geometra amico (il suo nome risulta nelle pubblicazioni) se lo ritenevo opportuno, e infine con metodi solari.
    Non mi risulta che misurazioni fatte da altri me le sia intestate come mie!
    Ho chiesto in Facebook a che orario preciso passa il sole in asse con l'ingresso del Santa Barbara.
    E cosa c'è di male, nel chiedere dopo che Angei ha presentato una misura che non collimava con la mia, capire dove stava l'errore. Ho chiesto privatamente pure ad altri, e chi mi diceva le 9 e chi le 9,15, lo chiesi pure ad Alessandro Atzeni (alias Salvatore Lussu del blog di Pintore che tanto amava Sanna e Losi, sapevatelo per capire chi usa le false identità).
    Infine mi sono dovuto andate a rispolverare i miei Quaderni di appunti e dar ragione a Angei sulla misura.
    Voi citate che io sbaglio le misure, non dubito del fatto che ne avrò sbagliate tante, il,problema è quante? E sino a che punto possono falsare le mie interpretazioni.
    Fatto sta che voi in 5 o 6 anni che andate al Santa Barbara non vi siete accorti che l'orientamento che pure citavate era sbagliato, ci è voluto in rilievo di Angei

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    3. Signor Zedda,non le viene il dubbio che se Gianfranco Pintore "amava tanto" Aba Losi e Gigi Sanna era perché sono persone molto educate ed anche molto valide?La sua ironia da quattro soldi è veramente sgradevole.

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    4. Oggi ho avuto modo di consultare l'orribile (dal punto di vista scientifico) libro zigantes de pedras, dei grs a pag. 372 del II volume scrivono che l'orientamento del Santa Barbara sia 132 .
      Che dire l'altro giorno invece di dire la loro misura ovvero 132, hanno confermato la misura di Angei a 140, in questo articolo orribile parlano di 135. E invece la loro misura era 132.
      Questa loro posizione va oltre la semplice corbelleria, è una vera e propria disonestà intellettuale, disonestà intellettuale che emerge di continuo anche nel loro voluminoso libro.
      Fatto questo commento cancello tutti i commenti successivi in cui chiedevo a costoro di fare chiarezza.

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    1. Sì, lo sapevo già, S. Lussu, lo so molto bene. Stai certo che non me ne sono dimenticata.

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    3. "giocare da solo"E' tanto più stimolante giocare insieme agli altri bambini,ci si confronta meglio,però c'è il rischio di non risultare il più bravo.

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    8. Alessandro,
      veniamo ai contenuti del tomo III del vostro libro , lo sto cercando e non sono riuscito a trovarlo, vorrei capire se anche in quello date i numeri o finalmente li fornite.
      parlate di misure son proprio curioso di vedere le vostre misure tra dare i numeri e fornire i numeri c'è una bella differenza.
      prendiamo quella che presentate oggi sul santa barbara, mi viene il dubbio che sia fresca fresca, inedita direi.
      Dopo che ha pubblicato l'articolo Angei , tu hai confermato la sua misura, oggi uscite con un'altra misura.
      chiedo la misura l'avete pubblicata nel tomo III del vostro libro?
      o è fresca fresca? perche tu l'altro ieri hai dato una misura e oggi un altra?
      dove posso trovare il libro?

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    10. in quali librerie?
      e comunque non ti sto chiedendo di raccontarmi il libro , non l'ho mai fatto e mai lo farò i libri si leggono e poi si criticano,
      la domanda semplice è avete pubblicato l'orientamento del santa barbara? oggi parlate di 135, tu l'altro ieri parlavi di 140, insomma nel libro cosa avete messo nel libro? o niente?


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  10. Interessantissimo il contributo del GRS, come sarà di certo interessantissimo il migliaio di pagine dei tre tomi del 2015 (non voglio essere ironico, qui non lo sono), posso però chiedere agli autori (Atze. Ga. Mu.: in Sardo o in Sassarese varrebbe, curiosamente, "accechiamo"? ... chiedo perdono, ma per quanto scemo il giochino mi è già utile a memorizzare i vostri cognomi, prendetelo così) come ricostruirebbero loro le vicende costruttive, i tempi (e le relative logiche, riguardo ovviamente al tecnicismo del toro di luce), delle torri del Santa Barbara? La domanda era certamente implicita nella benemerita ricapitolazione compiuta stamani su questo blog da Angelo Ledda (da lì rivolta a tutti), semplicemente mi faccio carico di portarla al GRS in questo ("loro") spazio, sperando che non ritengano adeguato rimandare a uno dei loro tomi (ci ricorderebbero, così, qualcun altro).
    Capisco, per inciso, quanto debba essere spiacevole per qualsiasi autore affidare faticosamente (e con dei costi) a un libro la divulgazione di contenuti reputati importanti e poi dover accettare che se non li si regala altrimenti, in pillole, quei contenuti difficilmente avranno un minimo della diffusione già stimata consona. Tra noi lo vediamo con lo stesso Gigi, con Mikkelj, da ultimo con Giovanni Masala traduttore della "Sardegna paraninfa della pace"; tutti autori che, magari (chi più e chi meno) con qualche amarezza, di fatto poi propendono per la più larga diffusione dei contenuti loro cari (per quanto gratuita e pure richiedente l'impegno ulteriore di semplificazione e sintesi). Noi non possiamo che essere loro grati (fino, in qualche caso, all'acquisto riconoscente delle loro opere ... ma questa sembrerà blandizia).

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  11. E comunque la domandona per tutti gli archeoastronomi, se non già per tutti gli archeologi (e quindi, comunque vi consideriate, anche per voi), è quest'altra: se le cosiddette "finestrelle di scarico" non hanno poi funzione di scarico e avessero invece quella di formare un certo pennello di luce nella sacra camera oscura che sarebbe allora il nuraghe, come si spiegano le tante finestrelle (e quindi i tanti nuraghi) che, se non sbaglio, nemmeno voi abbinate ad alcun tecnicismo luminoso significativo?

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    1. Una bella Domandona signor Francesco. Aggiungerei anche: i moltissimi nuraghi che sono sprovvisti di finestra d'architrave?? Sembrerebbe la prassi(o pensiero comune) di alcuni che se i monumenti non richiamano i solstizi o i lunistizi si passi successivamente poi a cercare le stelle .Ma così non è. Molto semplicemente NON si può ogni volta tirare in ballo l'Archeoastronomia per giustificare tale orientamento di tale monumento. Perché magari proprio tale NURAGHE non è inficiato da nessun riscontro astronomico.Tutte le nostre ricerche portate alla ribalta come il Santa Barbara, Lo Zuras, il Caddaris, I ruju di Torralba e tanti altri sono davvero piccola cosa rispetto al numero dei nuraghi presenti nella nostra isola. Noi ci Muoviamo a piccoli passi e cerchiamo di promuovere il SINGOLO MONUMENTO e già di per se,questo, e una grande cosa.

      sandro garau G.R.S.

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    2. Grazie Sandro ... "moltissimi nuraghi che sono sprovvisti di finestra d'architrave" ... faccio finta che lo sapevo ... e stanotte carbone ...

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  12. Solo per curiosità, Mauro Peppino: tu hai detto e ripetuto che tu e Laner vi eravate accorti del fenomeno luminoso del Santa Barbara già negli anni '90. Ora tu l'hai chiamato e lo chiami Toro di luce, come credo l'abbia battezzato il GRS, ma all'epoca come lo indicaste nelle vostre discussioni?
    Vorrei capire se avevate individuato in quella luce la forma di una testa di vitello, oppure solamente una macchia luminosa, un topo di luce, come dicevamo da bambini quando con uno specchietto facevamo correre il riflesso sui muri?
    Dici che l'avevate derubricato come fenomeno assolutamente non intenzionale; ciò significa che qualcuno già allora parlava di intenzionalità costruttiva per ottenere quel fenomeno?

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  16. Grazie, ti ho capito, Mauro Peppino: mi hai detto che quando per la prima volta avete parlato della luce del toro non eravate a Villanova Truschedu ma al nord della Sardegna per altri nuraghi.
    Ho capito anche che nessuno aveva ancora parlato di intenzionalità costruttiva o di casualità. In poche parole, eravate tra i primi a discuterne.
    Va bene tutto, ma non te la prendere con la storia della derubricazione perché è risaputo e mai contestato che si può "derubricare" qualcosa da una rubrica o da un elenco solamente se qualcuno ce l'ha inserito prima.
    Allora, Mauro: o qualcuno l'aveva "rubricato" se non tu stesso, oppure non ti era consentito, a rigor d logica, derubricare un bel niente.
    Con questo mi sono conquistato il diritto a dire tutte le corbellerie che voglio. Ti va bene?

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  17. Ho verificato i dati delle fotografie proposte nell’articolo con il mio modello 3D, e sono in buon accordo, l’unica cosa che vorrei sapere dal G.R.S è la data di scatto delle fotografie, per avere una conferma definitiva.
    Già da subito però ho avuto l’impressione del buon accordo, vedendo la foto di chiusura che riporta le ore 9:38 con l’immagine del toro spostata rispetto al centro della sala vero destra; infatti quando MPZ mi chiese “A che ora, precisa, il sole in questo periodo attraversa l'asse d ingresso?” Risposi: “Il 21 dicembre alle 9:28”.

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  18. MPZ dimmi se sono nel giusto:a pg. 130 del tuo libro si calcols facilmente che tra nord e sud 81. 5% degli orientamenti dei 459 nuraghi che presenti cascano tra 121 e 195 gradi di azimut. E qui siamo in una zona che volere o volare di fenomeni luni-solari ne comprende solo due:alba del solstizio d'inverno e alba del lunistizio maggiore meridionale. Le altre albe e tramonti nei momenti clou sono molto trascurate, se parliamo di orientamenti di ingressi. É così?

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    1. Va bene però nel contesto di cui sopra io non capisco che differenza ti faccia 135 da 141, sul topic orientamento. Tanto quei valoiri non corrispondono a nessuno dei due-né solstizio né lunistizio. Senza l'osservabile quei numeri rientrano nella 'norma'.

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    3. Vista l'incertezza su questo numero, la scelta arbitraria dell'approssimazione "entro il range", il significato incertissimo del "range stellare", io proprio non ci giurerei su questa differenza.

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  20. Introducendo invece torri secondarie e le tangenti ai muri perimetrali l'orizzonte si completa e si complica l' analisi

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    3. Certo, non ho altro da fare che tradurre in inglese l'orientamento delle chiese romaniche. Soprattutto poi in questo periodo dove sono tutt'altro che tenera nei tuoi riguardi, visti gli assurdi post che mi dedichi-addirittura accusandomi di essere una burattinaia. Sandro qui fa quello che vuole e che crede, ma io ho tutto il diritto di dissociarmi da una eventuale sua scelta- non ho imposto nulla a nessuno.

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  21. Ai GRS bravi a dare i numeri piuttosto che a fornirli , vorrei chiedere l'altro ieri avete scritto che l'orientamento del Santa Barbara è 140 oggi dite che è 135, cosa avete scritto nel vostro libro in III tomi, nella luce del Toro avete giocato con gli effetti speciali, ora presentate due misure diverse e dite a me che ne ho sbagliato senza dire quali, la sbagliata era quella che avete fornito l'altro giorno? Quale avete messo nel libro? L'avete messa?
    Insomma piuttosto che gente che fornisce dati, sembrate gente che da i numeri!!!

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  22. Dunque, ho fatto una figura usando i dati che MPZ fornisce a pag 130, sugli orientamenti degli ingressi di 459 nuraghi. Spero sia visibile seguendo questo link : https://drive.google.com/file/d/0B9R6cDTXwUyeVlVobDFmZXJvYnc/view?usp=sharing

    Per la divisione in settori così fatta è naturalmente irrilevante il 130 0 il 135 o il 140 del Santa Barbara. Oltre il 90% degli orientamenti ingresso cadono nel settore 121°-215°, e fin qui ci siamo (anche se non so che significhi). C'è un picco in un settore che forse ha un significato stellare, lo direte voi; c'è una buona % (oltre 1/5) nel settore alba lunistizio maggiore merid.+ alba solstizio invernale (; e c'è una buona % (1/5) nel settore BOH 166-215°. E' vero che il settore lunistizio-solstizio è più piccolo e i dati andrebbero normalizzati, ma questo di 30° che significa? Per cui vanno bene le misurazioni e le tabelle, ma vista così -in modo complessivo- quella figura dice ben poco e statisticamente non si può concludere molto caro MPZ. E ha perfettamente ragione il GRS quando scrive, nel libro la luce del Toro, che i nuraghi li devi analizzare uno a uno, dal punto di vista anche fenomenologico.
    Perchè da quella figura puoi concludere solo una cosa: e cioè che c'era un grande interesse verso il quadrante sud/sud-est; la stessa identica cosa che è già stata conclusa per le "chiese dei Giganti" neolitiche della Finlandia. (https://www.academia.edu/15245181/Orientations_and_other_features_of_the_Neolithic_giants_churches_of_Finland_from_on-site_and_lidar_observations)
    Ma questi orientamenti, più o meno precise che siano le misure, non ti consentono di validare il tuo modello storico-archeologico, il tuo decantato capitolo 19. E' questo che io maggiormente ti contesto: l'uso dei semplici orientamenti per validare un tupo modello, mentre con quegli orientamenti di modelli ne puoi validare a piacere. Anche, assurdamente, che i nuragici sono discendenti dei Giganti finlandesi

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  23. Sulla conclusione di alcuni poi che ad un certo punto nella costruzione dei nuraghi si passò dalla adorazione della dea madre Luna a quella del padre Sole, o cose del genere, beh sicuramente quei dati non supportano nulla del genere.

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  24. Al Santa Barbara l'unico punto di discussione possibile (a parte le misure degli azimut su cui è sperabile che si raggiunga un accordo) è l'intenzionalità o meno della figura taurina: e questo converrai MPZ che non è argomento così facilmente liquidabile come tu vuoi far credere o col motivo che tu e Franco laner avete "derubricato" l'intenzionalità (che razza di argomento è?):
    1. la finestrella non è obbligatoria nè funzionale alla statica, come molti hanno notato e scritto;
    2. i massi che la compongono sono lavorati
    3. la figura è chiara ed evidente, forse è quella più evidente di tutti i casi che il GRS illustra nel libro; tanto che sono propensa a darti ragione sul fatto che in molti/alcuni casi non fosse intenzionale, ma i geni costruttori del Santa Barbara (e rimando a la Luce del Toro per i dettagli) la resero secondo me tale. "Lavorando" anche sulla forma della testa per rendere i cornini "giovanili".
    3. la scrittura: che ti piaccia o no e che piaccia al GRS o no(che in quel libro ha perso un'occasione scientifica, per futili motivi), i documenti hanno restituito in tempi non sospetti-cioè prima della pubblicazione del fenomeno luminoso- l'espressione NurAk, Luce del Toro o Toro della Luce. Il Santa Barbara è un caso in cui archeoastronomia e epigrafia deicono la stessa cosa.
    Ed è per questo motivo che tu osteggi l'intenzionalità della figura taurina-perchè altri motivi validi non ve ne sono. Anche un cieco vedrebbe che quella figura è intenzionale-forse il guizzo di un artista, più che di un astronomo- mentre concludere qualsiasi cosa (di tipo generale) dalla semplice statistica sugli allineamenti degli ingressi è impossibile.

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  25. Atropa, non si devono raggiungere accordi sugli azimut, quelli sono e quelli rimangono, non c'è mediazione; poi che li si riferisca a lunistizi, stelle o costellazioni, io quel dato angolare lo associo all'evento e verifico se è plausibile o no, basta!

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    2. E quale sarebbe questa costellazione tra le più significative del firmamento? e perchè sarebbe significativa? E non dire di andare a leggere il libro! sei su un blog, stai facendo una discussione aperta a tutti e le risposte devono essere leggibili

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    4. Ma se è una delle più significative del firmamento, come può essere un dettaglio?
      No, non concordo: per me l'unica cosa che chiaramente ha un significato in quel grafico è il quadrante 121°-215°. Lì dentro di fenomeni luni-solari ai punti chiave ne avvengono due, quanto alle costellazioni non so che dire.

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    5. La costellazione sarebbe quella del Centauro che ingloba quella della Croce del Sud che occupa, benché non più visibile, un settore circolare compreso tra 150° di “k Cen” (l’estrema stella in direzione Est), e 186° di A Cen (la stella estrema in direzione Ovest), per tanto un arco di 36°.

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    7. Grazie Sandro, era la stessa cui pensava Piero Zenoni e per la quale aveva iniziato a raccogliere materiale e dati.
      No MPZ non concordo: prima c'è il range, c'è da capire il perchè e il percome tutti i 14 eventi principalei di luna e sole (albe e tramonti di soltizi, equinozi e lunistizi), tranne 2, non cadono nel quadrante e frequenza maggiore; o viceversa perchè ci cadono proprio quei due. E al di fuori di quel quadrante che racchiude i picchi, nulla nega che se se ne trovasse anche uno o pochissimi rivolti al solstizio d'estate quell'uno o quei pochi si distinguano per significatività e potrebbero anzi essere quelli che spiccano e che danno i significati maggiori.
      Il picco verso Crux, viceversa, potrebbe essere solo una reminiscenza, una legacy di un'origine comune. Non dimostra nulla.
      Se vuoi studiare l'archeoastronomia nuragica, devi farlo nei nuraghi e con i nuraghi e con tutto quello ci sta attorno.

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    9. Mi spiego con un esempio: conosci questo? Castro, Belen Martin, Ioannis Liritzis, and Anne Nyquist. "Oracular Functioning and Architecture of Five Ancient Apollo Temples Through Archaeoastronomy: Novel Approach and Interpretation." Nexus Network Journal (2015): 1-23. https://www.academia.edu/19073709/Apollonian_oracles_Oracular_functioning_of_five_Ancient_Apollo_Temples_Through_Archaeoastronomy_Novel_Approach_and_Interpretation
      Ecco lì prendono in analisi non tanti, 5 templi. Non hanno certo la fortuna o sfortuna di averne a migliaia come i nuraghi. Ecco quello che si scrive nell'abstarct: "Abstract
      Five temples of Apollo on Mainland Greece and Ancient Ionia (AsiaMinor), namely Delphi, Didyma, Hierapolis, Delos and Rhodes, have been exam-ined regarding their functioning through astronomical orientation. Recent researchhas shown that the rise, setting, orbit and observation of certain constellations in thecelestial sphere, as well as the solar stands, can be directly related to the architectureof the temple, i.e. construction, orientation, and keeping a calendar of the mostimportant Apollonian oracular temple at Delphi. Here this lunar-solar-stellar con-figuration has been applied to other significant temples of Apollo. It is shown that atDidyma, Hierapolis and Delphi, the celestial pattern, as well as the landscape, localgeology and architecture are similar, but different in temples without oracular function (Delos and Rhodes). " Cioè nei templi con funzione oracolare i fenomeni osservabili erano diversi (legati alla posizione di Lyra e Cygnus al solstizio d'inverno, rispetto all'asse del tempio) da quelli senza funzione oracolare, per i quali la posizione di Lyra e Cygnus è scorrelata dal solstizio invernale.

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    11. Questa è un'intepretazione del tutto soggettiva: di cattedrali di san Pietro quante ce ne sono? l'unica cosa che ti dice la statistica è che l'occupazione di quel quadrante è intenzionale, non casuale; ma non ti dice nulla, proprio nulla, sull'interpretazione culturale del dato.

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    14. Forse non mi sono spiegata bene, riprovo.
      Allora immaginiamo i costruttori di nuraghi che-per qualche motivo-costruiscono per la maggior parte con ingresso rivolto in quel quadrante che sappiamo; con un picco corrispondente al gruppo Centaurus-Crux, orientamento che per quanto ne so salta fuori un pò il tutto il mondo archeoastronomico- so che tu pensi ai Talayot, ma uguale;
      Allora io sono un nuragico innovativo, ho girato il mondo, forse sono stato in Egitto e mi viene in mente per distinguermi di orientare al solstizio estivo o a vattelapesca. Per le mie notevoli doti divento un capo e raduno intorno a me una bella schiera di fans, nel mio piccolo sono un papa-guerriero. Sono decisamente fuori dal picco di Centaurus-Crux ma ugualmente il "mio" nuraghe è significativo. O forse no?
      Cioè il tuo dato statistico è importante, non dico di no, ma da solo non ti permette di giungere a conclusioni univoche; non ti dà nessuna spiegazione degli altri eventi, delle eccezioni, delle clamorose mancanze.
      Quell'articolo era solo un esempio del legame tra il dato culturale, la funzione speicifica del monumento e l'orientamento. E lì non si può parlare di picco, perchè sono solo 5 templi e si dividono in 3 oracolari e 2 non oracolari; ma cavoli se i significati sono chiari e precisi!

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  27. Ad Aba. NL'AC = TORO DELLA LUCE. Sardoa grammata (2004, cap. 14, pp.556 - 558).Ma oggi c'è il documento principe: la pietra di Terralba.
    http://gianfrancopintore.blogspot.it/2012/07/ed-ecco-finalmente-la-parola-nuraghe-in.html Chissà se il GRS ne ha tenuto conto!

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  28. Mauro Peppino, tu hai parlato dell'orientamento del Santa Barbara all'Alfa Crux della costellazione della Croce del Sud, ora declinata dal nostro orizzonte, ma allora visibile seppure molto bassa. L'asse dell'apertura presa in considerazione sarebbe il finestrone o finestra superiore. Ti giuro che io ho notato alcun cenno di finestra, ma dico pure che non ne stavo cercando. Ho rovistato nelle foto e in quelle numerose di internet e però non sono sicuro di averlo individuato.
    Posto che quasi sulla verticale dell'ingresso e della finestrella di scarico vi sono due grossi massi affiancati unici nella filiera, ti chiedo: la finestrella aveva per base proprio quei massi? oppure era subito a destra per chi guarda e i massi sono quel che rimane in piedi della fiancata del finestrone stesso?
    Infine, potrebbe essere anche a sinistra dei massi, anche se mi pare improbabile, pur non avendone motivo di pensarlo.
    Che mi dici?

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    1. Al nuraghe Santa Barbara del Finestrone della camera superiore NON ESISTE nessuna traccia che faccia intendere la sua probabile ubicazione.Nel panorama globale dei nuraghi dove si può osservare tale condizione mostrano nuraghi che presentano il Finestrone pressapoco in linea con la porta d'ingresso di base; ma è altrettanto vero che esistono nella stessa medesima quantità nuraghi dove il finestrone è completamente disallineato.

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    2. Granitu,
      Bene sul fatto che almeno hai compreso cosa si intende per finestrone!!
      Pessimo quando dici che non dovrebbe avere un orientamento pressoché coincidente con l'ingresso basale, nella gran parte gli orientamenti coincidono e in alcuni casi sono lievemente disassati ma di poco.
      Nel caso del Santa Barbara, per come è fatto il cortile è quasi certo che ripetesse l'orientamento dell'ingresso.
      Vedo che sei in onda dunque puoi dirci se nel vostro ultimo libro quale misura avete messo sul Santa Barbara, quella che presentate qui a 135, o quella di cui avete parlato l'altra settimana di 140, o niente?

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  29. Dico che sei meglio quando scrivi storielle, solo tu e Angei non avete capito che il finestrone è quello che stava nel piano superiore della Torre principale

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    1. Devi sempre essere così antipatico? o sei orientato sia all'alba che al tramonto che durante il giorno e la notte alla costellazione del Bifolco?

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    2. Ma dai Aba uno scrive di nuraghi e non sa dove è il,finestrone in alto o che i betili appaiono nel BF?
      Sono proprio curioso di leggere quanto hanno scritto i GRS sul presunto betilo...

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    3. Mauro Peppino, siccome io non ho visto finestrone al piano superiore, mentre tu sai dov'è, visto che ne hai preso anche l'orientamento, ti ho chiesto solamente di indicarmi dove lo vedi, o dove credi che fosse, o dove pensi che sarebbe dovuto essere.
      Scusa se ti confondo con i congiuntivi e con i condizionali, ma se vuoi ti faccio le stesse domande in sardo.

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    4. Se tu avessi una qualche idea di come sono fatti i nuraghi non faresti domande inutili. Oppure fattelo spiegare da Angei, penso che ora l'abbia capito anche lui la differenza tra finestrone e finestrino

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  30. Aiò, mi dd'ammostas aundi lampu bisi sa ventana?

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  32. Mauro Peppino, non ti riesce mai di dare una risposta diretta?
    Guarda, sotto il mio post, quello più sotto, ho messo una fotografia del nuraghe, perché qui, in mezzo ai commenti, non so farlo o forse non si può.
    Ci ho messo una freccia: dimmi se è lì che sta il finestrone, oppure in direzione delle due pietre che ci sono a fianco, oppure dimmi tu dove.
    Se continui a fare battute sulla mia ignoranza sui nuraghi, ti diverti ma mi fai venire il dubbio che tu abbia sbagliato nuraghe. Forse il finestrone è nel nuraghe Santa Barbara di Macomer, non in quello di Villanova Truschedu.
    Dai uno sguardo alle tue agende ed esci allo scoperto finalmente.

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    1. Il posto più probabile è che fosse perfettamente in asse con l'ingresso. Dunque hai messo la freccia in modo sbagliato

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    2. La verità è che tu non sai di cosa stai parlando. Cosa significa "Il posto più probabile è che fosse perfettamente in asse con l'ingresso"? Ci sono o non ci sono i segni di un finestrone sul nuraghe?!

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  33. Stiamo tutti, proprio tutti aspettando che MPZ ci dica un si o un no sulla posizione del finestrone indicato da Francu nella immagine in coda al suo articolo "IL TORO SULL'ALTARE: riflessioni sul S. Barbara di Villanova Truschedu". Quanto dobbiamo ancora aspettare?

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    1. Angei pensavo che questo post fosse dedicato a discutere dei temi posti dai Grs, invece scopro che tu, Aba, Francu, siete interessati a discutere suk posthttp://archeologianuragica.blogspot.it/2015/12/dai-nuraghi-ai-betili-torre-il-caso-del.html?m=1
      Bene, non c'è problema.
      Se tu leggessi bene quanto ho scritto e sapessi come sono fatti i nuraghi non avresti confuso il finestrone coi finestrini del mezzanino

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    2. Ci sono o non ci sono i Segni del finestrone nel nuraghe, un si o un no!

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  34. Grazie, Mauro Peppino.
    Anche io ho pensato che fosse più o meno sulla verticale dell'ingresso. Ma siccome il finestrone inizia sempre all'altezza del pavimento, mi pareva il posto in cui ho messo la freccia che fosse il più probabile. La verticale esatta passa infatti sopra i due sassi che, se fossero la base del finestrone, lo avremmo rialzato dal piano del pavimento della camera superiore.
    In definitiva mi pare di capire che io mi sono posto troppi problemi, tu invece ci vai d'istinto.
    Comunque ho capito che neppure tu sei sicuro e pertanto mi chiedo come avrai fatto a misurarne l'orientamento astronomico.
    Me lo chiedo, nel senso che lo chiedo a me stesso: da te, questa volta, non mi serve alcuna risposta.
    Mi basta quello che penso.

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    2. Francu ha messo nel suo articolo una figura con un freccia rossa, ma non capisco cosa sia; forse dove era il finestrone, o forse il minestrone! Dacci un'occhio.

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    3. Le tracce del Finestrone al Santa Barbara non si può trovare perché molto semplicemente il nuraghe è scapotizzato dal piano del mezzanino oggi a cielo aperto. Non è assolutamente vero che i nuraghi che presentano il finestrone disallineato sono "Rarissimi" cosi a mente ricordo il LONGU di Padria , LIGHEI di Sedilo ,SANTA BARBARA di Macomer ma se guardo nel nostro data base ne trovo molto di più. E per disallineamento si parla di ben 10 / 20 Gradi.

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  35. Le possibilità che non fosse allineato allo stesso modo sono pochissime, considerando come è costruito in asse con la Torre frontale , considerando che i corti!e è ristretto.
    Insomma i GRS hanno poca capacità astrattiva e si lasciano abbagliare dall'apparenza, e sono curioso di vedere se nel oro libro in tre tomi hanno messo l'orientamento del Santa Barbara, o si sono svegliati l'altro ieri quando io ho chiesto a che ora io,sole va in asse , per verificare la misura di Angei

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  36. La questione è a dir poco patetica. Stiamo discutendo di un finestrone che non c’è. MPZ ipotizza potesse esserci, sbeffeggiandomi nei commenti pregressi perché io non vedevo quel finestrone. Roba da matti.
    Andate a vedervi a questo indirizzo: https://it-it.facebook.com/permalink.php?story_fbid=10202346195409160&id=404947769631346 dove leggiamo: tratto dal suo libro“Astronomia nella Sardegna Preistorica”, 2013: Nel 2025 quando ricorrerà il prossimo lunistizio maggiore, andate al Santa Barbara il giorno in cui ricorre la Luna piena più prossima al solstizio d’estate, collocatevi nella porta finestra del primo piano della torre centrale del Santa Barbara (al piano terra la vista è impedita da una torre aggiunta). Quando il sole starà tramontando potrete osservare il sorgere della luna piena quasi opposta al sole, ma perfettamente in asse con l’ingresso della torre centrale.

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    1. Come cantava Claudio Villa, appunto:

      Affacciati alla finestra, o ricciolona,
      che dopo mezzanotte c'è l'aria buona!

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    2. Vedi Angei,che il finestrone ci fosse, non ho il minimo dubbio,solo un incompetente in Archeologia Nuragica può non avere gli occhi per vederlo

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  37. A questo punto sarebbe bello se la discussione si chiudesse con le parole di Sandro, le quali affidano definitivamente a Mauro (con quasi 10 anni di anticipo rispetto al 2025) una credibilità tale per cui se mi arrivassero i suoi auguri nel giorno del mio compleanno andrei a verificare la corrispondenza della data sulla mia Carta d’Identità. Il punto non è che Mauro dice inesattezze, il punto è che non gli importa nulla di dirle e di lasciarle credere, non gli importa di verificare e di essere rispettoso e cauto, sicuro come crede d’essere che tra il suo tanto scibile regalato al mondo qualche inesattezza non cambi sostanzialmente i debiti che il mondo avrebbe nei suoi confronti. Invece non funziona così e ora il credito è il suddetto, auguri per guadagnarsene di più (gli importasse mai qualcosa e, soprattutto, fosse capace di cambiare modalità; ricordo una vecchia barzelletta dove un Popper Uno era innocente perché non poteva far male a nessuno … ecco, lui deve essere tipo un Popper 2).
    La discussione, però, prescindeva da Mauro ed era sul Santa Barbara e ha coinvolto anche il GRS, ricercatori ai quali vorrei riprovare a chiedere come ricostruirebbero loro le vicende costruttive, i tempi (e le relative logiche, riguardo ovviamente al tecnicismo del toro di luce), delle torri del Santa Barbara.

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  38. Francesco da quando Angei ha presentato la sua stravagante ipotesi sul Santa Barbara, e poi la mia controproposta

    http://archeologianuragica.blogspot.it/2015/12/dai-nuraghi-ai-betili-torre-il-caso-del.html?m=1

    Leggendola non ha capito neppure cosa fosse il finestrone del primo piano, è andato a misurare i finestrini del mezzanino!
    Poi ha confuso il lunistizio medio con il lunistizio minore (che quel pasticcione di Adriano Gaspani definisce come intermedi, in contrasto con tutto il mondo).
    Infine cita quella mia frase in modo improprio, che li ci fosse un finestrone è certo, solo incompetenti in Archeologia possono non capirlo.

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  39. MPZ propone e L ri(Laner ) sponde nel suo blog,in armonia,bhe viste le derubricazioni degli anni 90,non si possono che osservare le coordinate dei due cooincidono tra le influssi lunari e i riflussi solari che incidono e coonfluiscono nel punto dato!!

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  40. Infine una cosetta i GRS definiscono Franco Laner un mio collaboratore! E lo definiscono pure mistico!
    Franco laner si è sempre occupato di sistemi costruttivi, antichi e moderni, sue le ipotesi su come costruirono il mausoleo di Teodorico, nel 1993 partecipa ad un convegno di storia dell'architettura a Saragozza illustrando una sua tesi sul nuraghe. Io ho pubblicato il,mio primo libro nel 1992.
    Ci siamo conosciuti,
    Quando laner ha scritto il suo primo articolo sui finestrini sopra architrave i GRS forse erano ancora all'asilo. I GRS non credono che lui abbia notato il fenomeno e che insieme ne abbiamo discusso e considerato come non intenzionale.
    Anche da lui ho imparato che non bisogna confondere l effetto con la causa. Quando da Pintore Tonino mura presentò la cosa , intervenni perché il problema lo avevo già considerato.
    Sono proprio ridicoli nel definirlo come mio mistico collaboratore!!!

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  41. Ma castia!!Non mi in di frigara nudda de le sue convegni di architettura!!Asi mai costruiu una cosa in vida tua!!??Deu si!!Cresias,Municipius,Domus,Campusantus,De itas sesis narendi!!Lassa perdi!!

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  42. Laner!!Diventa prolifico nel blog di MPZ!!Che coincidenza!!Bha!!In questo la sua verve diventa desertica da diverso tempo!!Nel mentre la sua è divenuta una fonte per MPZ!!

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  43. Il mio nik attuale è quello equivalente di Antiogu che mi è stato omesso!!

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  44. Voglio precisare una cosa: non mi piace come è stato confenzionata molta parte di questo post, con screenshots da facebook, nuvolette a coprire l'identità di chi parla, ed espressioni tipo "il più comico archeoastronomo isolano" e un' evidente impronta sul personalismo rancoroso. Io con MPZ ci litigo tutti i giorni, più o meno, ma non per questo approvo questo modo di fare. Come detesto il suo, in molte circostanze; lo trovo non etico. Trovo insopportabile che rimandi sempre ai suoi libri o articoli quando gli si fa una domanda, e qui ho trovato insopportabile non rispondergli quando ha chiesto se la misura a 140° di azimut è stata pubblicata sul nuovo libro o meno. Ci voleva tanto a dire NO, anche noi come MPZ abbiamo sbagliato? Tra non risposte, astii personali, e-confesso da parte mia un certo umore "leggero" e cazzeggiante - ne è venuto fuori il NULLA, un misto assurdo tra rancori personali, scavi nella psicologia dell'avversario e qua e là qualche informazione scientifica. Diamoci una regolata: se torniamo alla clava, mediatica o concreta che sia, ci vorranno secoli a tornare indietro. Io mi dissocio sia da come è stato scritto questo post, sia dal modo di fare di MPZ che mette il mio nome nel titolo di un post che lui trova divertente, io molto offensivo.
    A parte le divergenze sulle intepretazioni dei dati e delle osservazioni, che forse un giorno riusciremo a comporre ma non ha importanza, a me discutere così piace zero.

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  45. E questo è quanto per MPZ che pensa che io sia The pillar of maymoni: io sono pillar di nulla, perchè se avssi dovuto scegliere io non avrei pubblicato nè il suo post, nè questo fin che le due parti non fossero state disposte a discutere in modo civile.

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  46. Atropa ha ragione nel condannare questo modo di fare, che venga da Mauro Peppino Zedda, dal G.R.S, e forse anche il mio, lì dove forse ha calcato un po’ troppo la mano nei miei interventi (non so, a voi giudicare). Quando il G.R.S. mi ha inviato l’articolo, ho storto il naso nel leggerlo, ma in fin dei conti la firma è loro e se ne assumono tutte le responsabilità etiche e scientifiche. L’ho comunque pubblicato in modo integrale perché, benché in veste di amministratore avrei potuto censurare o rifiutare in toto il post, in qualità di redattore dell’articolo che ha scatenato il “putiferio”, non potevo esimermi dal pubblicarlo, avrei dato l’impressione che volessi evitare le obiezioni da parte di soggetti che ,in un certo qual modo, possono intravedere nel mio modo di estrapolare il dato scientifico una qualche pecca e in tal senso, metter lingua sul metodo topografico. Ciò non è stato evidentemente perché il dato è incontrovertibile.

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  48. Ho spiegato il perché ho pubblicato l'articolo in modo integrale. Ma sta tranquillo non succederà una seconda volta, non ho alcuna intenzione di far diventare questo blog uno scannatoio.
    Inoltre, che il G.R.S. abbia confermato prima l’azimut di 140° e poi lo abbia riportato a 135° a me poco importa, il dato da me rilevato è incontrovertibile, come ho sempre sostenuto e continuerò a sostenere; in ogni caso le stesse fotografie danno ragione al fatto che l’orientamento è a 140°, l’ultima in particolare essendo stata scattata alle ore 9:38 col fascio luminoso spostato in senso orario dal centro della camera per il quale passa alle ore 9:28, come già da me affermato in risposta alla tua domanda.
    Ma ora basta con le polemiche, che cali il silenzio fin quando non ci sarà qualcosa di nuovo da dire su questo argomento.

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  49. Anche la mia misura fu 141, poi divenne 131.
    Problema non è la misura.,una scegliere quale sia l'asse preciso in molti nuraghi non è facile, è un operazione soggettiva, come quella di altri monumenti preistori ed esiste un ampia bibliografia scientifica ,( vedi archaeoastronomy , Cambridge) , insomma non è che uno strumento più preciso possa dare una misura certa. L'errore si cela nell'individuazione dell'asse, insomma c'è uno scarto più o meno grande.
    Io a te non ho criticato né la misura, anche se chiedevo di poterla verificare con orario solare ne il tuo programma in 3D.
    Ho detto che il tuo programma è inutile, cercare una macchina astronomica in una camera di nuraghe è ....

    Ma un conto è un errore in buona fede che sia di tipo tecnico o interpretativo.

    I GRS si sono dimostrati disonesti intellettualmente, ma cosa c era da aspettarsi da uno come Alessandro Atzeni che insultava Aba sotto falso profilo?

    Nel loro libro , gigantes de pedras ,orribile da ogni punti di vista, l'orientamento che indicano è 132,
    Poi quando io ti ho chiesto l'orario in cui il sole va in asse hanno capito come potevano fare la misurazione col sole, di cui non c'è traccia nel loro libro.
    Questa è disonestà intellettuale, tutti possono sbagliare o dire corbellerie , ma il loro post è disonesto intellettualmente.

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    1. Disonesti Intellettualmente. Questo davvero è incredibile.
      Faccio nota che nel Zigantes de Pedras che oltre una Quarantina ( 40) di eventi archeoastronomici registrati in loco, SONO TUTTI CORREDATI SOLE ED ECLUSIVAMENTE COL LE MISURE IN RELAZIONE AL SOLE. Tutti quelli che hanno acquistato il libro possono confermare. Tanto quanto provvederò a recapitargli il libro a patto che in questa sede ci si chieda FORMALMENTE SCUSA di questa ennesima calunnia che ci stai affibbiando.
      Nel libro precedente è vero che l’unico dato registrato è quello dell’inizio evento, “ carta canta”. Ma si ricordi che dei monumenti da Noi studiati abbiamo sempre a disposizione tutta la documentazione si quella architettonica e astronomica.
      Abbiamo prodotto in questa sede gli altri dati sensibili in risposta al signor Angei usando la parola “Sostanzialmente” d’accordo. Di fatto attraverso la documentazione fotografica abbiamo parzialmente osteggiato anche i suoi dati fornendo quella di 135° come quella dell’asse centrale della porta corridoio. Che ribadiamo ancora una volta per Noi LA MISURA DELL’AZIMUTH DELLA PORTA- CORRIDOIO E’ UN DATO PURAMENTE INDICATIVO. Semmai come qui detto e ribadisco di nuovo, il dato per Noi importante e quello del Finestrino D’architrave,che ribadisco ancora una volta, in moltissimi casi non sono concordanti con la porta, come orientamento. Il tecnicismo della luce del toro non è un Flash ma ha una durata che può durare a seconda dei casi ( in riferimento agli aspetti architettonici ) dalla mezz’ora ad oltre un ora. Insomma bisogna leggersi il libro, non si puo spiegare qui per filo e per segno.
      Spero che il signor Zedda adesso abbia capito che del suo dato orientamento qualsiasi esso sia praticamente non ci interessa. E Tantomeno dobbiamo renderli conto. Questa è una materia astronomica di cui Lei non ha ancora capito tutto il contesto e dunque persona meno indicata ad interloquire. . E Basta di starci sempre addosso ogni qualvolta portiamo alla luce scoperte di eventi archeoastronomici come Il Santa Barbara Villanovatruschedu, Lo Zuras Abbasanta , Il ruju di Torralba… ecc .

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    2. La vostra disonestà intellettuale continua...
      A pag 372 del II volume indicate per il Santa Barbara 132 come azimut.
      Nel III volume dove parlate del Santa Barbara da pag 216 a pag 221 non fate nessun riferimento all'orientamento dell'asse di ingresso e non mettete nessun orario nelle foto.
      Il millantare misurazioni inesistenti è disonestà intellettuale

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    5. Granitu , se voi foste stati onesti intellettualmente avreste detto che voi in tanti anni che andate al Santa Barbara non vi eravate mai accorti che la misura 131 fosse sbagliata, ed infatti per voi era 132!
      Quando io ho chiesto l'orario in cui il sole passa in asse con l'ingresso sia in privato che in pubblico, per verificare la misura di Angei.
      Forse è li che avete capito come misurare col sole, e di cui nel vostro libro almeno per quanto riguarda Santa Barbara non c'è traccia.
      Voi invece vi site comportati con disonestà intellettuale. Ben più grave delle tante corbellerie che possiate aver scritto

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    6. Disonesti Intellettualmente. Questo davvero è incredibile.
      Faccio nota che nel Zigantes de Pedras che oltre una Quarantina ( 40) di eventi archeoastronomici registrati in loco, SONO TUTTI CORREDATI SOLE ED ECLUSIVAMENTE COL LE MISURE IN RELAZIONE AL SOLE. Tutti quelli che hanno acquistato il libro possono confermare. Tanto quanto provvederò a recapitargli il libro a patto che in questa sede ci si chieda FORMALMENTE SCUSA di questa ennesima calunnia che ci stai affibbiando.
      Nel libro precedente è vero che l’unico dato registrato è quello dell’inizio evento, “ carta canta”. Ma si ricordi che dei monumenti da Noi studiati abbiamo sempre a disposizione tutta la documentazione si quella architettonica e astronomica.
      Abbiamo prodotto in questa sede gli altri dati sensibili in risposta al signor Angei usando la parola “Sostanzialmente” d’accordo. Di fatto attraverso la documentazione fotografica abbiamo parzialmente osteggiato anche i suoi dati fornendo quella di 135° come quella dell’asse centrale della porta corridoio. Che ribadiamo ancora una volta per Noi LA MISURA DELL’AZIMUTH DELLA PORTA- CORRIDOIO E’ UN DATO PURAMENTE INDICATIVO. Semmai come qui detto e ribadisco di nuovo, il dato per Noi importante e quello del Finestrino D’architrave,che ribadisco ancora una volta, in moltissimi casi non sono concordanti con la porta, come orientamento. Il tecnicismo della luce del toro non è un Flash ma ha una durata che può durare a seconda dei casi ( in riferimento agli aspetti architettonici ) dalla mezz’ora ad oltre un ora. Insomma bisogna leggersi il libro, non si puo spiegare qui per filo e per segno.
      Spero che il signor Zedda adesso abbia capito che del suo dato orientamento qualsiasi esso sia praticamente non ci interessa. E Tantomeno dobbiamo renderli conto. Questa è una materia astronomica di cui Lei non ha ancora capito tutto il contesto e dunque persona meno indicata ad interloquire. . E Basta di starci sempre addosso ogni qualvolta portiamo alla luce scoperte di eventi archeoastronomici come Il Santa Barbara Villanovatruschedu, Lo Zuras Abbasanta , Il ruju di Torralba… ecc .

      FORSE HAI BISOGNO DI LEGGERE DI NUOVO. MA LEGGI BENE MI !!!

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  50. Caro Mauro Peppino, non so se gli appunti che muovi siano o no corretti, ma almeno capisco in base a quale ragionamento li hai fatti.
    Bravo, continua così!

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  51. Francu, in questo post hai lo stesso ruolo dei cavoli a merenda,!

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  52. Ho detto di smetterla con le polemiche o mi vedrò costretto a inibire i commenti.

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