di Francu Pilloni
Non
c’è dubbio che la pandemia abbia per primi disorientato i bambini, privati da un giorno all’altro della compagnia
degli amichetti e delle maestre, dei giochi all’aperto e di tutto
quello che comporta la frequenza della scuola dell’infanzia.
Costretti
in casa, a volte poco capiente, spesso senza l’alternativa della
visita ai nonni e agli altri parenti, hanno sofferto
il malumore dei “grandi”, genitori e fratelli/sorelle maggiori,
anch’essi ristretti e privi di sfogo, se non virtuale.