lunedì 13 agosto 2018

I MISTERIOSI PETROGLIFI DELLA DOMUS DE JANAS DI "CORONGIU"

di Stefano Sanna

La domus de Janas di Corongiu è situata nel territorio del comune di Pimentel, in provincia di Cagliari.
Si trova sul ciglio della stretta stradina che porta a Guasila , privo di qualsiasi cartello segnaletico, in uno stato di abbandono assoluto .

mercoledì 25 luglio 2018

Scrittura nuragica. Antonella Lutzu: nonno Pietro e la ricerca sulla scrittura arcaica (nuragica) dei sardi alla fine dell'Ottocento e all'inizio del Novecento.




 (Oristano, Teatro San Martino. 30 Giugno 2018. Convegno interdisciplinare su 'LA MANO DESTRA DELLA STORIA'. Prima giornata, ore 11, 30) 
(trascrizione dall'immagine del  dattiloscritto )
      [...] La curiosità e lo spirito della ricerca spinse nostro nonno, il maestro Pietro Lutzu,  ad interessarsi, negli anni della fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, di un argomento oggetto di qualche pronunciamento da parte degli studiosi sardi di allora ma mai trattato scientificamente: l’esistenza di una qualche documentazione sulla scrittura arcaica dei Sardi. Un’impresa assai difficile che avrebbe dovuto contare su mezzi (anche economici) adeguati se estesa al territorio di tutta l’Isola. Per questo lo studioso pensò di limitare l’indagine archeologico - epigrafica al territorio che meglio conosceva, ovvero quello dell’Alto oristanese, forse con la speranza che essa venisse in seguito accresciuta dalla sovrintendenza di allora guidata dall’archeologo Antonio Taramelli.

venerdì 20 luglio 2018

Il cerchio, l'ovoide, le geometrie nuragiche e... il rito di fondazione

di Sandro Angei 

   E' giunto il momento, finalmente, di approfondire lo studio del sito di Santa Marra[1] di Busachi.
   Nell'articolo Pietra su pietra parte 5°, glissai sulla descrizione del recinto megalitico che circoscrive il sito cultuale costituito dal possente nuraghe polilobato, le muridinas e vari altri segnali cultuali. In quell'occasione l'oggetto di studio erano le muridinas, per tanto il mio obiettivo era rimarcare aspetti archeoastronomici ad esse legati ed ero ben lungi dal voler essere esaustivo. Ancor oggi sono lontanissimo dall'esserlo, esaustivo; però con questo saggio presenterò delle nuove acquisizioni, spero interessanti, per le quali fino a poco tempo fa non avevo termini di paragone da esporre.
   In seguito alla pubblicazione del saggio sul sito di Giorrè di Florinas[2], posso ora proporre la continuazione dello studio del sito di Santa Marra. Studio che cerca, come già detto, di completare ed arricchire di nuovi particolari quello già pubblicato (nota 1), ma cosa più importante: fa emergere con grande evidenza il dato geometrico che darà modo in futuro di studiare altri siti archeologici con nuovi occhi e nuovi dati.
   La particolare conformazione “ovale” del recinto di Giorrè di Florinas mi ha dato modo di valutare la possibilità che pure a Santa Marra il recinto che racchiude il possente nuraghe e le muridinas fosse concepito in maniera simile.

Fig.1 - Il recinto ovale di Giorrè



martedì 3 luglio 2018

I SHARDANA DI ENNIO PORRINO


07 settembre 2018
anfiteatro di Tharros
opera lirica


 Nel 2009, edito da Giovanni Masala Verlag, fu pubblicato il libro “I SHARDANA, GLI UOMINI DEI NURAGHI, dramma in 3 atti del compositore sardo Ennio Porrino, a cura di Giovanni Masala.
L'opera rappresentata per la prima volta al Teatro San Carlo di Napoli nel 1959, e nel 1960 al Teatro Massimo di Cagliari, fu riproposta sempre a Cagliari nel 2010 in forma di concerto e nel 2013 sempre a Cagliari, questa volta come opera al Teatro Lirico.
  La rappresentazione, a cura ancora una volta del amico Giovanni Masala, quest'anno sarà ospitata in uno scenario del tutto particolare, quale è l'anfiteatro di Tharros.

lunedì 2 luglio 2018

Sardegna. La mano destra della storia. Brevi considerazioni a caldo sulla 'due giorni' di relazioni e di dibattito al Teatro San Martino di Oristano.

di Gigi Sanna


      Credo che si possa dire che quello di ieri  e di avantieri, il Convegno organizzato dall'Associazione 'Aleph' di Oristano, è stato il primo incontro di ' intellettuali sardi', studiosi di varie discipline,  che non ne possono più della storia 'negata'. E necessariamente reagiscono, si trovano, dibattono, si confrontano. E stavolta quella storia è stata trattata a più voci non in un Convegno di 'rivendicazionisti' sterili, adusi a chiedere con il cappello in mano dei diritti culturali più che politici (che sono poi la stessa cosa),  ma di studiosi che impietosamente hanno denunciato come, quando e perché una storia cosiddetta 'nazionale' di continui tentativi di coesione, tramite una martellante simbolistica di persuasione, tenda a controllare prima ed ad annichilire poi altre storie 'nazionali' periferiche.      

mercoledì 27 giugno 2018

CONVEGNO DI ORISTANO SULLA STORIA 'NEGATA' DELLA SARDEGNA. BENISSIMO! UNA VERA CHICCA! TRA I RELATORI ANCHE LE NIPOTI DEL MAESTRO PIETRO LUTZU, IL PIONIERE CIRCA LA RICERCA DELLA SCRITTURA ARCAICA SEI SARDI.

di Gigi Sanna

  


Ci saranno anche le nipoti di Pietro Lutzu, Natalina e Antonella, al Convegno di Oristano per parlare del nonno come uomo, come studioso e come singolare ricercatore. E parleranno ovviamente (sarà questo il compito di Antonella) della scoperta dell'eccezionale dattiloscritto sulla ricerca della scrittura nuragica attraverso documenti dell'alto oristanese rinvenuti tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento. Un dattiloscritto che, seppure composto di una decina di paginette, è sufficiente a dichiarare che il maestro Pietro Lutzu fu il pioniere della ricerca scientifica sulla scrittura arcaica dei Sardi. Noi tutti, i ricercatori di questi ultimi venti anni, siamo venuti quasi un secolo dopo ( ciò è doveroso dire e affermare il più possibile!). Ricercatori per i quali è stato comodo ergersi sulle spalle dell'attuale affermata disciplina epigrafica e paleografica mondiale, per dire di più e meglio circa l'identità della scrittura singolarissima (in mix e a rebus) usata dai nuragici.
      Naturalmente la storia del dattiloscritto si inserisce nella costante accusa che facciamo ai cocciuti negazionisti (oggi, come si sa, sempre più deboli e in difficoltà) di ignorare volutamente, di 'negare storicamente', i dati scientifici emergenti. Di negare la verità storica. Infatti, costituisce  davvero uno scandalo immenso che nessuno ne parli nonostante il fatto che il rinvenimento del dattiloscritto e l'informazione su di esso risalgano a cinque anni fa.

    Il dattiloscritto con le trascrizioni dei documenti dimostra che i 'segni' scoperti dal Lutzu (o da altri) sono esattamente gli stessi di quelli che si trovano oggi. Persino segni rari del nuragico come la 'Yod lunata' (v. figure in incipit) si trovano attestati con assoluta chiarezza.
Per chi vuole saperne di più si veda il nostro  breve saggio informativo, pubblicato qualche anno dopo la scoperta di detto dattiloscritto.

http://monteprama.blogspot.com/2013/12/buon-natale-da-pietro-lutzu-1859-1935.html

sabato 23 giugno 2018

Vandalizzato un cartiglio di Tharros

di Stefano Sanna

Il cartiglio era affiorato  da sotto la sabbia nell'inverno del 2014 dopo una forte mareggiata nel costone roccioso adiacente le rovine di Tharros.


giovedì 14 giugno 2018

Tombe di... Giganti

Tomba di giganti  coddu vecchiu
Di Valeria Putzu

Stiamo assistendo in questi giorni a una serie di polemiche in risposta all’iniziativa della sovraintendenza per l’eliminazione del termine "Giganti" riferito alle statue di monte Prama. Tralasciando lo spreco di soldi pubblici , utilizzati nella demolizione delle anteriori campagne di marketing che funzionavano, invece che nella valorizzazione della Sardegna, come perfettamente evidenziato da Vito Biolchini:

mercoledì 6 giugno 2018

QUALE IL NOME DEI GUERRIERI DI MONTE PRAMA?

di Gigi Sanna
O NEPHILIM O SHARDAN. OPPURE GGHNLOY (od. GIANGALLOY) CIOE  GIGANTI (ZIGANTES).
 
Era nell’aria da diverso tempo. I ‘Giganti’ come nome ‘rompevano’. E molto. Per i ‘giacobini’ intellettuali illuminati è nome mitopoietico, di un modesto passato gonfiato dall’esaltazione, foriero di creste ‘sardiste’ troppo sollevate e di chi sa quali disastri razzistici per l’avvenire. Meglio le statue dei Giganti chiamarle semplicemente ‘statue di Monte Prama’  da parte dell’archeologia ufficiale. Quindi, a ben pensarci,  un vero e proprio rimbrotto per il curatore del volume (2012)  di Bedini, Tronchetti, Ugas e Zucca intitolato ‘Giganti di pietra’. Addirittura con sottotitolo ‘MONTE PRAMA. l’Heroon che cambia la storia della Sardegna e del Mediterraneo’. Troppa enfasi per i modesti soggetti e troppa storia per un’isola senza storia, senza immagine definita e senza ‘gloria’ per definizione. Da allora e per sempre.

Francesco Masia presenta il sul libro a Sassari


domenica 3 giugno 2018

Una stele con un uccello-pesce in ‘Su Lisandru’ di Aidomaggiore. L’iconografia ideografica nuragica della ‘mostruosità che ispirò la scrittura metagrafica astrale etrusca.



di Gigi Sanna

               

              Fig. 1                                       Fig. 2                                                          Fig. 3       

   Il piccolo ma massiccio betilo (h  1,10 X l  0,50) venne rinvenuto negli anni ottanta del secolo scorso (1) in Aidomaggiore. Affatto compreso circa la sua originaria collocazione e lasciato capovolto (fig.1) è rimasto per tanto tempo trascurato come pietra enigmatica davanti ad una rete metallica di una fattoria agropastorale, non lontano dal sito archeologico del Nuraghe Lisandru (fig.4).