- Confronto tra reale e virtuale
Lo spunto per questo
articolo mi è stato dato dal recente incontro avvenuto a
Villanovaforru in occasione dell'ArcheoMeet – incontri e scontri
sull'archeologia sarda - di domenica 28 luglio. In particolare la Dr.
Marina De Franceschini, archeologa votata all'archeoastronomia, ha
posto l'accento sulla necessità di constatare in loco le
manifestazioni luminose (ierofanie) legate al sacro. Concordo in
pieno con questa asserzione che è indice di metodologia seria e
corretta, che si presume tutti gli archeoastronomi debbano praticare.
Non basta la misurazione angolare più o meno precisa di un evento
legato ad un particolare momento del moto degli astri; e ancor meno
basta per eventi luminosi che anziché limitarsi ad orientamenti del
primo tipo, sono inquadrabili in quelli del secondo tipo.
Ora, aprendo una
parentesi, le due categorie appena citate ho avuto modo di descriverle nel mio
saggio sul pozzo di Santa Cristina, ma è bene qui riproporre la
spiegazione su cosa si intenda per orientamento del primo o del
secondo tipo: