Dialoghi della memoria - 60 - La scrittura nuragica
lunedì 23 ottobre 2017
sabato 21 ottobre 2017
CARO SERGIO (FRAU) CI SIAMO PERSI DI VISTA. O MEGLIO TU HAI PERSO DI VISTA ME. IL MIO ‘LATINO DEI PREDICATORI’ NON C’ENTRA. VERO. E LO SCRIVI. MA ERANO COSE DEL DUEMILA E POCO PIU’. NON MOLTO TEMPO DOPO (GRAZIE AI TANTI DOCUMENTI) ABBIAMO DETTO ALTRO. TANTO ALTRO!
di gigi sanna
Caro Sergio, dopo la lettura del tuo ponderoso volume ti prego di
leggere (ora) i due piccoli miei
interventi pubblicati nel blog di Gianfranco
Pintore (1) nel 2010 sulla questione della lingua ‘sarda latina’ sia sulla scorta del saggio di Mario Alinei sia
sulla base dei documenti nuragici rinvenuti prima del 2004 (anno di pubblicazione di Sardōa Grammata) e successivamente. Troverai, tra l’altro, che in essi è citato il (fondamentale) saggio di Vittorio Angius, lo studioso sardo dell’Ottocento precursore
della teoria del latino ‘autoctono’ e per nulla figlio del romano. Credo che ti
avrebbe fatto immensamente piacere leggerlo e collezionarlo dato quello che
affermi circa la teoria di un sardo di cui gli etruschi sarebbero figli e i
romani, addirittura, nipoti (2).
giovedì 19 ottobre 2017
sabato 14 ottobre 2017
Settimo San Pietro. Nel graffito di Cuccuru nuraxi il segreto della funzione dei pozzi sacri. Il calendario sacro della primavera e la potenza sessuale taurina astrale dell’androgino yh.
Gigi Sanna
figg 1 e 2

figg 1 e 2


Così scriveva (1) E. Atzeni più di trenta anni fa: [Il pozzo] conservava, su un piano inclinato
fangoso ed essiccato, tra la ghiera e la parete sotto il vano di scala, il
disegno riprodotto a Tav. VII, graffito a V e raggi obliqui laterali,
forse un segno sessuale femminile di valore simbolico magico-religioso.
martedì 10 ottobre 2017
I bronzi da Monte Prama
#Monte Prama-Maimoni
#Giants of Monte Prama-MontePramaBlog
di Atropa Belladonna
I vaghi di collana della tomba 25 (quella del sigillo a scarabeo di tipo egizio) (1); il pendaglio a mini fiaschetta del pellegrino, anche detto "a pendolo"(2); la fibula (3); il pendaglio con decorazione e zig-zag (4); un pugnaletto (fig.1) e adesso arriva questa bellissima manina. Ecco i bronzi -finora-usciti da Monte Prama. La manina l'hanno portata gli ultimi scavi, quelli ancora in corso di quest'anno. Assieme ad altre 40 tombe: siamo a 142 tombe sul lato est e, grande novità, una a ovest della cosiddetta "strada".
Fig.1. In alto, Sin: dalla pagina facebook di UNO-L'Università a Oristano; Dx: "Pugnale in bronzo della Prima Età del Ferro ( IX- VIII sec. a.C) recuperato a Mont'e Prama durante lo scavo del 2016 nel settore Nord-Ovest.Il pugnale si trovava all'esterno di un lungo muro rettilineo costruito con blocchi di basalto, lastre e conci squadrati di arenaria. Probabilmente il muro appartiene a un recinto che delimitava uno spazio la cui estensione e funzione non possono essere ancora stabilite." (dalla pagina facebook del Museo Civico "G. Marongiu di Cabras). In basso, la fiaschetta del pellegrino (2)
Secondo Raimondo Zucca la manina in bronzo, con braccialetto, rimanda al famoso sacerdote-guerriero, bronzetto sardo -finora un unicum nei suoi particolari-trovato in una tomba datata al IX sec. a.C., a Vulci (6); assieme ad altri bronzi sardi. Richiamandosi così all'iconografia della due statue con "scudo avvolto" trovate a Monte Prama, nella zona sud, durante gli scavi del 2014 (7).
Ma in realtà richiamano i rapporti con l'Etruria di Bronzo Finale-Primo Ferro, anche i rari pendagli con decorazione a "zig-zag" e le mini "fiaschette del pellegrino" ( o pendenti a "pendolo") in bronzo (8). Questi due reperti da Mont'e Prama sono inediti, ma menzionati in pubblicazioni ufficiali (2,4)
#Giants of Monte Prama-MontePramaBlog
di Atropa Belladonna
I vaghi di collana della tomba 25 (quella del sigillo a scarabeo di tipo egizio) (1); il pendaglio a mini fiaschetta del pellegrino, anche detto "a pendolo"(2); la fibula (3); il pendaglio con decorazione e zig-zag (4); un pugnaletto (fig.1) e adesso arriva questa bellissima manina. Ecco i bronzi -finora-usciti da Monte Prama. La manina l'hanno portata gli ultimi scavi, quelli ancora in corso di quest'anno. Assieme ad altre 40 tombe: siamo a 142 tombe sul lato est e, grande novità, una a ovest della cosiddetta "strada".
Fig.1. In alto, Sin: dalla pagina facebook di UNO-L'Università a Oristano; Dx: "Pugnale in bronzo della Prima Età del Ferro ( IX- VIII sec. a.C) recuperato a Mont'e Prama durante lo scavo del 2016 nel settore Nord-Ovest.Il pugnale si trovava all'esterno di un lungo muro rettilineo costruito con blocchi di basalto, lastre e conci squadrati di arenaria. Probabilmente il muro appartiene a un recinto che delimitava uno spazio la cui estensione e funzione non possono essere ancora stabilite." (dalla pagina facebook del Museo Civico "G. Marongiu di Cabras). In basso, la fiaschetta del pellegrino (2)
Secondo Raimondo Zucca la manina in bronzo, con braccialetto, rimanda al famoso sacerdote-guerriero, bronzetto sardo -finora un unicum nei suoi particolari-trovato in una tomba datata al IX sec. a.C., a Vulci (6); assieme ad altri bronzi sardi. Richiamandosi così all'iconografia della due statue con "scudo avvolto" trovate a Monte Prama, nella zona sud, durante gli scavi del 2014 (7).
Ma in realtà richiamano i rapporti con l'Etruria di Bronzo Finale-Primo Ferro, anche i rari pendagli con decorazione a "zig-zag" e le mini "fiaschette del pellegrino" ( o pendenti a "pendolo") in bronzo (8). Questi due reperti da Mont'e Prama sono inediti, ma menzionati in pubblicazioni ufficiali (2,4)
mercoledì 4 ottobre 2017
Amuleto aureo etrusco da Bolsena in scrittura
metagrafica. La forza ciclica immortale della luce di Tin e di Uni. L’iterazione
logografica e la numerologia mutuate dal nuragico.
Gigi Sanna
Un paio di mesi fa abbiamo illustrato e
commentato (1) lo spillone (c.d. affibbiaglio), di destinazione e di
significato mortuario, della tomba detta dei cinque sedili di Cerveteri. In
esso e con esso abbiamo confermato (2) l’uso del metagrafico (cioè della
scrittura non lineare, basata sull’acrofonia, la numerologia e l’ideografia)
nella scrittura etrusca. Uso di chiara ascendenza nuragica (3).
lunedì 2 ottobre 2017
mercoledì 6 settembre 2017
1973
Era il
1973, una ciurma di aspiranti si accingeva a diventare geometra.
Momenti spensierati di due decine di ragazzi uniti da una stessa
aspettativa di studio, poi forse, di lavoro.
1978 anno
del diploma; qualcuno del '73 si perse per strada, ciononostante la
coesione del gruppo rimase.
Dopo, le
combinazioni della vita portarono molti di quei giovani a prender
strade diverse; ma gli uomini che sostituirono quei ragazzi erano ancora
uniti dal quel 1973, tanto che alcuni di essi condivisero momenti
felici di nuove famiglie riunite, tappe religiose, compleanni e
anniversari o semplicemente una cena assieme.
Abbiamo
trascorso momenti felici.
Ciao
Antonello
lunedì 4 settembre 2017
Il pozzo sacro di Sant'Anastasia di Sardara
Ovvero, finiamo il lavoro
lasciato a metà...
di Sandro Angei
L'architetto Borut Juvanec, che ha studiato il pozzo di
Sant'Anastasia di Sardara[1],
ha il merito di aver individuato in quel monumento un fantasmagorico spettacolo luminoso
composto da luci riflesse e luci dirette. Un gioco di luci che ha dell'incredibile, data l'epoca
di costruzione del monumento.
giovedì 31 agosto 2017
Buon compleanno Gianfranco
Non mi azzardo a scrivere il suo nome in sardo, ma a fargli gli auguri sì. Avrebbe compiuto oggi 78 anni. La sua biografia essenziale è su Wikipedia. La sua biografia estesa è il suo blog: http://gianfrancopintore.blogspot.it/, uno dei più belli tra quelli dedicati alla Sardegna.
Per motivi che non so Gianfranco ha scelto su facebook questa copertina, una foto che dà il senso della pace. Buon compleanno da tutti noi.
Per motivi che non so Gianfranco ha scelto su facebook questa copertina, una foto che dà il senso della pace. Buon compleanno da tutti noi.
venerdì 25 agosto 2017
Pietra su pietra - settima parte
Il ciclo virtuale di
vita, morte e rigenerazione
di Sandro Angei
e Stefano Sanna
segue da: Pietra su pietra - sesta parte
Nuraghe Crabia di
Bauladu
Nuraghe Crabia è accessibile da un viottolo
che si dirama dalla ex S.S. 131 all’altezza di Bauladu.
Arrivati alla torre, proseguendo in
direzione Nord Ovest, già a poca distanza dal nuraghe si incontrano i primi
cumuli di pietra di forma circolare; le dimensioni variano dai 2.00 m ai 3.00 m
di diametro e la loro altezza dai 70 cm a 1.50 m; proseguendo ancora e
percorrendo in lungo e in largo l’intera area ci si imbatte infine in un limite
geografico che fisicamente divide il sito in due parti ben distinte: il rio Funtana
e si
domenica 13 agosto 2017
Kommos (Creta) e le sue 53 "cose" nuragiche del XIII sec. a.C.
di Atropa Belladonna
Etichette:
Archeologia,
Nuragico,
Vacanze,
Viaggi
venerdì 11 agosto 2017
Pietra su pietra - sesta parte
Gli altari di
primavera
di Sandro Angei
Fig.1
domenica 6 agosto 2017
CARA MAMMA, TI SCRIVO… La lettera mai recapitata di Antonio Gramsci alla mamma.
dI
Francu Pilloni
Andò proprio così, come me l’hanno
raccontata.
Il maresciallo Nieddu entrò nella cella
del prigioniero:
- Signore, raccolga le sue cose. Domani
mattina alle cinque vengo a prenderla per portarla a Roma, perché
possa presenziare al processo.
Luigi Nieddu era alto 175 centimetri su
cui ripartiva i 68 chili di ossa, muscoli e nervi. Era il comandante
della squadra traduzioni, incarico che, nel gergo dell’Arma, non è
riservato a chi conosce le lingue, soltanto
perché le traduzioni si concretizzano nel
trasferimento di prigionieri da una prigione all’altra. Il metodo e
l’esperienza del maresciallo
Nieddu gli consigliavano
di incontrare sempre
il detenuto prima di prenderlo in
carico, per
capirne l’indole e la eventuale pericolosità. Anche se Gramsci era
un detenuto speciale (politico, gli aveva raccomandato il
colonnello), non fece gran colpo sul maresciallo, almeno quanto a
possibilità di fuga ed eventuale evasione.
- Avrei bisogno di scrivere a casa –
disse Gramsci – per avvertire la
famiglia di non scrivermi più a Milano.
- Le faccio portare un foglio - assicurò
il maresciallo.
venerdì 4 agosto 2017
THARROS-LAGUNA DI MISTRAS: IL PORTO DE " IS FASSONIS"
di Stefano Sanna
e Sandro Angei
prima parte
vedi anche L'ORO BIANCO DI THARROS
e Sandro Angei
prima parte
vedi anche L'ORO BIANCO DI THARROS
La continuità dei sistemi di pesca in uso nel mondo antico e arrivati fino ai nostri tempi, è particolarmente evidente nelle località costiere in prossimità di lagune e stagni; in questi ambienti la presenza di acque salse e le particolari condizioni biologiche, ottimali alla riproduzione del pesce, diedero modo di ideare e perfezionare sistemi assai ingegnosi per la cattura delle varie specie ittiche. Stagni e lagune salse, d’altra parte, favorendo anche l’impianto di saline, creavano un rapporto simbiotico pesce/sale importantissimo in funzione della lavorazione e commercio del pesce; essendo la salagione uno dei sistemi di conservazione ab antiquo più collaudati per sfruttare una importante risorsa alimentare: il pesce, che come è noto, è velocemente deperibile.
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