mercoledì 6 settembre 2017

1973

Era il 1973, una ciurma di aspiranti si accingeva a diventare geometra. Momenti spensierati di due decine di ragazzi uniti da una stessa aspettativa di studio, poi forse, di lavoro.

1978 anno del diploma; qualcuno del '73 si perse per strada, ciononostante la coesione del gruppo rimase.

Dopo, le combinazioni della vita portarono molti di quei giovani a prender strade diverse; ma gli uomini che sostituirono quei ragazzi erano ancora uniti dal quel 1973, tanto che alcuni di essi condivisero momenti felici di nuove famiglie riunite, tappe religiose, compleanni e anniversari o semplicemente una cena assieme.

Abbiamo trascorso momenti felici.
Ciao Antonello


lunedì 4 settembre 2017

Il pozzo sacro di Sant'Anastasia di Sardara

Ovvero, finiamo il lavoro lasciato a metà...
 di Sandro Angei


   L'architetto Borut Juvanec, che ha studiato il pozzo di Sant'Anastasia di Sardara[1], ha il merito di aver individuato in quel monumento un fantasmagorico spettacolo luminoso composto da luci riflesse e luci dirette. Un gioco di luci che ha dell'incredibile, data l'epoca di costruzione del monumento.

giovedì 31 agosto 2017

Buon compleanno Gianfranco

Non mi azzardo a scrivere il suo nome in sardo, ma a fargli gli auguri sì. Avrebbe compiuto oggi 78 anni. La sua biografia essenziale è su Wikipedia. La sua biografia estesa è il suo blog: http://gianfrancopintore.blogspot.it/, uno dei più belli tra quelli dedicati alla Sardegna.
Per motivi che non so Gianfranco ha scelto su facebook questa copertina, una foto che dà il senso della pace. Buon compleanno da tutti noi.

venerdì 25 agosto 2017

Pietra su pietra - settima parte

Il ciclo virtuale di
vita, morte e rigenerazione

di Sandro Angei
e Stefano Sanna 




Nuraghe Crabia di Bauladu

   Nuraghe Crabia è accessibile da un viottolo che si dirama dalla ex S.S. 131 all’altezza di Bauladu.
   Arrivati alla torre, proseguendo in direzione Nord Ovest, già a poca distanza dal nuraghe si incontrano i primi cumuli di pietra di forma circolare; le dimensioni variano dai 2.00 m ai 3.00 m di diametro e la loro altezza dai 70 cm a 1.50 m; proseguendo ancora e percorrendo in lungo e in largo l’intera area ci si imbatte infine in un limite geografico che fisicamente divide il sito in due parti ben distinte: il rio Funtana e si

domenica 13 agosto 2017

Kommos (Creta) e le sue 53 "cose" nuragiche del XIII sec. a.C.

di Atropa Belladonna


Uno dei 53 contenitori nuragici rinvenuti nella città portuale di Kommos (Creta) in strati del XIII sec. a.C. (1). In origine classificato come "italian import", fu poi riconosciuto come manufatto sardo. Proviene dalla Hilltop, Court 2 (cima della collina, Corte 2), deposito 82 (2,3), reperto nr. C 847. 

venerdì 11 agosto 2017

Pietra su pietra - sesta parte

Gli altari di primavera

di Sandro Angei

Fig.1

   Il percorso intrapreso con Stefano, per suo flusso naturale avrebbe dovuto portarci nei pressi di Bauladu; ma il vasto territorio attorno a Santa Marra ha attirato la mia attenzione tanto da obbligarmi ad una disgressione  per descrivere un sito visitato di recente, posto in un territorio sconosciuto a wikimapia, Tharros.info, Nurnet...

domenica 6 agosto 2017

CARA MAMMA, TI SCRIVO… La lettera mai recapitata di Antonio Gramsci alla mamma.


dI Francu Pilloni

Andò proprio così, come me l’hanno raccontata.

Il maresciallo Nieddu entrò nella cella del prigioniero:
- Signore, raccolga le sue cose. Domani mattina alle cinque vengo a prenderla per portarla a Roma, perché possa presenziare al processo.
Luigi Nieddu era alto 175 centimetri su cui ripartiva i 68 chili di ossa, muscoli e nervi. Era il comandante della squadra traduzioni, incarico che, nel gergo dell’Arma, non è riservato a chi conosce le lingue, soltanto perché le traduzioni si concretizzano nel trasferimento di prigionieri da una prigione all’altra. Il metodo e l’esperienza del maresciallo Nieddu gli consigliavano di incontrare sempre il detenuto prima di prenderlo in carico, per capirne l’indole e la eventuale pericolosità. Anche se Gramsci era un detenuto speciale (politico, gli aveva raccomandato il colonnello), non fece gran colpo sul maresciallo, almeno quanto a possibilità di fuga ed eventuale evasione.
- Avrei bisogno di scrivere a casa – disse Gramsci – per avvertire la famiglia di non scrivermi più a Milano.
- Le faccio portare un foglio - assicurò il maresciallo.

venerdì 4 agosto 2017

THARROS-LAGUNA DI MISTRAS: IL PORTO DE " IS FASSONIS"

di Stefano Sanna
e Sandro Angei
prima parte
vedi anche L'ORO BIANCO DI THARROS 


La continuità dei sistemi di pesca in uso nel mondo antico e arrivati fino ai nostri tempi, è particolarmente evidente nelle località costiere in prossimità di lagune e stagni; in questi ambienti la presenza di acque salse e le particolari condizioni biologiche, ottimali alla riproduzione del pesce, diedero modo di ideare e perfezionare sistemi assai ingegnosi per la cattura delle varie specie ittiche. Stagni e lagune salse, d’altra parte, favorendo anche l’impianto di saline, creavano un rapporto simbiotico pesce/sale importantissimo in funzione della lavorazione e commercio del pesce; essendo la salagione uno dei sistemi di conservazione ab antiquo più collaudati per sfruttare una importante risorsa alimentare: il pesce, che come è noto, è velocemente deperibile.

lunedì 24 luglio 2017

Pietra su pietra - quinta parte

di Sandro Angei e Stefano Sanna

Segue da : Pietra su pietra - quarta parte


Fig.1

Sito n° 5 – nuraghe Santa Marra di Busachi

   Nuraghe Santa Marra, completamente nascosto dalla vegetazione, sembra voglia lasciar la scena a quei cumuli di pietre che lo attorniano. Girando attorno al nuraghe si contano poco meno di 20 muridinas, alcune di esse presentano una piccola rampa (fig.2a e 2b) , che consente l'accesso in sommità; alcune di esse presentano la depressione riscontrata in altre muridinas (Fig.3).

giovedì 13 luglio 2017

mercoledì 12 luglio 2017

Pugilatori o Gladiatori?

Nuove scoperte sulle Statue di Mont'e Prama
di Alessandro Atzeni

Vedi anche:


La necropoli di Mont'e Prama, a Cabras (OR), nel Sinis della Sardegna, è ormai conosciuta per le incredibili statue di origine nuragica, scoperte negli anni ’70 del secolo scorso. A lungo si è dibattuto sull’identità dei personaggi di queste statue. Gli ultimi studi antropologici fatti, uniti alla pratica dell’archeologia sperimentale, forse possono aiutare in questo processo di identificazione. Per

giovedì 6 luglio 2017

DODDORI EST MORTU; BIVAT DODDORI!


de Francu Pilloni

Se per Philip Sheridan “un indiano buono è un indiano morto”, chi dirà per primo che “un indipendentista buono è un indipendentista morto”?
Avendone parlato anche la BBC, mi sento in dovere di mettere in italiano quanto ho scritto in sardo. 
In italiano, si capisce, con caratteri minimi.

Chini fut Doddori Meloni?
No ddu sciu. No isco.
Sciu chi immui est unu, s’unicu puru, chi s’est lassau morri po is ideas suas.

No hia a sciri comenti ddu paragonai a Gramsci, candu chi no m’hiat a toccai a poni impari Mussolini cun Gentiloni e Mattarella. No inci renesciu.

Dd’hia connotu in s’ierru 1980/81, assumancu aici mi parrit de regordai

In Selargius ddoi fuant duas sezionis sardistas: una de anzianus militantis, accapiaus a manus e a peis cun is meris de sa DC, insaras potentis comenti mai; s’atera de giovunus sardistas, cun ideas autonomistas e indipendentistas.

mercoledì 5 luglio 2017

I signori di Monte Prama mangiavano i meloni e i muggini di Sa Osa ed erano parte dei famosi Shardana? Per me sì

#Sherden
#Monte Prama-Maimoni
#Giants of Monte Prama-MontePramaBlog

di Atropa Belladonna

Le loro cronologie si stanno parzialmente sovrapponendo (fig.1): sono quelle che riguardano due tra i più importanti siti archeologici nuragici, entrambi nel Sinis di Cabras, a 13 km di distanza l’uno dall’altro (fig.2). La radiometria sugli inumati di Monte Prama restituisce un quadro che prendendo i valori medi degli intervalli di incertezza (cioè i valori più probabili) va da dal 1225 al 804 a.C. circa (1-9); valori cui, occorre precisare, devono aggiungersi alcuni dati che per ora appaiono anomali: in particolare la datazione dell'inumato nella tomba J "Bedini" (402-352 a.C. (3)), che Usai considera inquinata; e una certa probabilità (22.4%) di una datazione tra 642 e 554 a.C. per la T.7/2014 (1).
Il quadro cronologico delle poche ceramiche di corredo è consistente, pur con qualche discrepanza tra gli archeologi, essendo inquadrate tra il Bronzo Recente e il I Ferro (fig.1): per il frammeno di olla rinvenuto nella T. B/2014 Usai parla esplicitamente di ceramica tipo Sa Osa del Bronzo Recente, pozzo N (1, nota 25).




Figura 1. Datazioni associate a Monte Prama e Sa Osa (radiometriche su reperti organici; lo scarabeo è stato datato in base a analisi formali e di metodologia di fattura; l'ittiofauna di Sa Osa è datata in base alle associazioni ceramiche e stratigrafia); lo schema di suddivisione tra epoche (in alto) è preso da:  Depalmas, Anna (2009) Il Bronzo finale della Sardegna. In: La preistoria e la protostoria della Sardegna: atti della 44. Riunione scientifica: vol. 1: relazioni generali, 23-28 novembre 2009, Cagliari - Barumini - Sassari, Italia. Firenze, Istituto italiano di preistoria e protostoria. p. 141-154


domenica 2 luglio 2017

Pietra su pietra - quarta parte

di Sandro Angei e Stefano Sanna

vedi: Pietra su pietra- terza parte

Muridina nei dintorni di nuraghe Zroccu

Sito n° 3 - nuraghe Zroccu di Paulilatino

   Nuraghe Zroccu è nascosto alla vista; non si vede dalla strada provinciale che da Bonarcado porta a Paulilatino, né dall'alto, essendo nascosto da fitta ed alta vegetazione.

venerdì 30 giugno 2017

Caro Museo Nazionale di Cagliari perché non ti attivi (nonostante le reiterate richieste) perché si veda e si legga? C’è un bronzetto nuragico quasi al buio e una scrittura nuragica nascosta che aspettano di esistere per noi e per il mondo.

di Gigi Sanna

 
E’ da tempo ormai che abbiamo pubblicato (1) il breve saggio sul bronzetto ‘musico e ballerino’ (2), ovvero (per noi) sul sacerdote discendente di Aaronne con il diadema della santità (3). Amici, appassionati di archeologia e di epigrafia, anche archeologi ci comunicano che il diadema scritto con la voce ‘santo [al signore yhwh]’ non si riesce a leggerlo data la non buona collocazione del reperto nella bacheca museale (posto al centro tra altri bronzetti  e in zona poco illuminata). Non parliamo poi dei segni di scrittura del mantello che, piccoli come sono, risultano ancora più difficili da individuare.

   Sul detto bronzetto, di chiaro influsso cananaico – israelitico, si tenne, come non pochi ricorderanno, un vero e proprio seminario nella facoltà teologica di Oristano (Istituto di Scienze Religiose) alla presenza del noto semitista prof. Antonio Pinna che non ebbe nulla da obiettare sulle perfette concordanze tra ‘diadema’ del V.T. e diadema del bronzetto sardo. Sulla stessa presenza della scrittura con i tre segni della sade della ‘ayin e della nun ci fu un sostanziale accordo, così come per la voce ‘santo’.

 E gli ‘altri’ cosa dicono? Dopo giorni, mesi ed anni e anni come la pensano? Perché ancora non si interessano a qualcosa di stupefacente e di straordinario stante anche il fatto che la composizione dell’oggetto ‘diadema’ del bronzetto nuragico tende ad illuminare il passo, in qualche punto oscuro, del V.T? Perché il singolare sacerdote levita di YHWH (dello yhwh sardo) non lo si fa vedere, analizzare e studiare dal punto di vista non solo archeologico ma anche letterario, epigrafico e religioso?

 Non si fa altro che dire, da parte di alcuni cocciuti che vogliono opporsi in ogni modo all’idea che i nuragici scrivessero, che i documenti non ci sono, oppure che sono dei falsi o che siano inservibili perché fuori contesto ecc. ecc. Un indecoroso bla bla bla di decenni, ormai!  

 Ebbene il nostro documento c’è, eccome! Per la non falsità e per l’irrilevanza del contesto garantisce per tutti  il sommo Lilliu. Cosa si vuole di più? Non c’è invece quella scrittura? Lo si dica (si abbia il coraggio di negarla). Aaronne e il diadema non c’entrano un tubo? Lo si dica?  E’ solo un musico e un ballerino sardo del tempo nuragico del VIII secolo come dice Lilliu? Lo si confermi scientificamente.

 Caro Museo  Nazionale di Cagliari, alla mostra non lontana  ‘Parole di segni’ hai messo addirittura una lente per far vedere certi segni (nuragici non compresi tra l’altro!) di documenti poco individuabili a occhio nudo. Perché non collochi il bronzetto come Dio comanda: perché non ci fai vedere e piastra e mantello del bronzetto agevolando gli occhi di tutti con una bella lente di ingrandimento?

    Chiediamo troppo o chiediamo invece, data la struttura pubblica finanziata con i soldi dei contribuenti, qualcosa che ci spetta di diritto?  

1.        Sanna G., 2011, Yhwh e la scrittura nuragica: un successore di Aaronne con il 'diadema della Santità' nel Museo Archeologico Nazionale di Cagliari ; in Gianfrancopintore blog spot.com (18 dicembre).

2.        Lilliu G., 2008, Sculture della Sardegna nuragica (ried. con saggio introduttivo di Alberto Moravetti), Illisso, Nuoro.

3.        V.T. , Genesi, 30 -31: Fecero la lamina, il diadema sacro d’oro puro, e vi scrissero sopra a caratteri incisi, come un sigillo, ‘santo al Signore’./ Vi fissarono un cordone di porpora, per porre il diadema sopra il turbante come il Signore aveva ordinato a Mosè’.