Di Maymoni blog
Vogliamo qui riproporre in forma integrale un articolo comparso in questo blog ormai quattro anni fa. Lo riproponiamo a festa consumata, perché nel tripudio chiassoso di eventi solstiziali di giugno, l'evento di Monte Baranta sarebbe passato, negletto, senza che alcuno fosse lì a cercarlo. A mala pena è stato cercato il solstizio d'estate a Santa Cristina, e lì poteva essere un tripudio di visite. Ma a quanto pare fà più effetto un evento voluto solo dalla fisica; tipo la riflessione dell'ombra che si capovolge nel medesimo pozzo, non per effetto voluto dall'uomo, ma per semplice principio fisico facilmente visualizzabile in qualsiasi tinozza addossata ad un muro. Oppure fa più scalpore la chiusura dell'orifizio apicale del nuraghe "Is paras" di Isili benché, anche lì, il solstizio d'estate sia pura casualità, almeno quanto lo è la Luna nel pozzo di Santa Cristina al lunistizio maggiore (se qualcuno ben ricorda la prova di ciò la esposi nello studio del pozzo sacro di Funtana coberta di Ballao). E questo perché, se consideriamo la sezione zenitale di un qualsiasi nuraghe troviamo che la cupola ogivale di gran parte di essi ha una forma tale che i raggi solari al mezzogiorno del solstizio d'estate illuminerebbero (vi fosse in tutti il pertugio apicale) il cerchio di base. E questo non perché si volesse creare una ierofania luminosa quel giorno, ma semplicemente (con buona probabilità) per quel rigore geometrico riscontrato nello studio del pozzo di Santa Cristina, dettato da uno strumento, il cosiddetto "mòdano", atto alla standardizzazione architettonica.