giovedì 25 gennaio 2018

Scrittura nuragica. ‘Pone in bertula’: altre sette lettere arcaiche protosinaitico - protocananaiche per il ‘corpus inscriptionum’ dei segni antichi sardi. Il solito mix del pittografico e del lineare. La lettera fallica yod.



di gigi  sanna 

   Fig. 1

     La pietra basaltica iscritta è stata rinvenuta, alcuni anni fa,  in un sito nuragico in località D. (1) del centro ovest della Sardegna. Così come altre scritte su pietra, reca pochi segni - in tutto sette - dei quali alcuni profondamente incisi e altri meno. Come ognuno può vedere sono tutti facilmente ascrivibili al system nuragico arcaico di ispirazione semitica protocananaica (2), ovvero a quel codice semitico siro - palestinese che usava riportare in mix i segni fonetici consonantici , ora usando il pittografico ora il lineare (3). I simboli grafici sono disposti su due linee immaginarie (la seconda lievemente obliqua) con lettura bustrofedica a partire dalla prima che risulta destrorsa. In alto si trovano due segni, uno pittografico e l’altro schematico lineare, in basso cinque segni dei quali due pittografici.

martedì 23 gennaio 2018

Paule S'Ittiri - Geometria, astronomia e culto del toro solare


di Sandro Angei



Fig.1



    Paule S'ittiri è una località del Sassarese lungo il corso del “Riu Mannu”, dove  si trova un particolare insediamento nuragico. Poco lontano si ergono nuraghe Oes di Giave, che dista circa 1400 m, e il Santu Antine di Torralba, che dista circa 1700 m.

sabato 20 gennaio 2018

La storiella mediatica del "Dna svela, fenici amici antichi sardi": peccato che i dati parlino d'altro

di Atropa Belladonna

C'è cascata perfino "Le Scienze", con un titolone che sembra fatto apposta per essere trasposto all'epoca attuale: L'integrazione riuscita delle antiche colonie fenicie. La notizia è stata lanciata a lettere cubitali da ANSA, e poi via via tutti dietro. Ma i giornalisti non hanno del tutto colpa (quelli de Le Scienze sì però), perchè riportano ciò che hanno detto loro gli autori, gli scienziati autori, di un recentissimo articolo apparso su PloS ONE (1): articolo eccellente dal punto di vista della raccolta e analisi dati, ma pessimo-dal punto di vista scientifico- il modo con cui è stato presentato ai media e come conclusioni riportate nell'abstract. Quando si fa scienza non è lecito rimescolare le carte, neppure per "nobili" motivi, tantomeno per un modello che si ha in testa e di cui si cercano conferme. E un sintomo molto chiaro che qualcosa non va, è il silenzio totale dell'archeologia sarda su questo articolo: perchè l'archeologia sarda sa bene che l'archeogenetica in questo caso si riferisce non all'epoca della pacifica interazione tra sardi e fenici, ma all'epoca successiva di dominio e distruzione cartaginese. 


venerdì 19 gennaio 2018

L'omaggio a Ercole Contu

Bellissime le parole scherzose del grande archeologo nel finale del filmato realizzato da ArcheoFoto Sardegna e andato in onda durante l'omaggio dedicato da 40° parallelo a Ercole Contu, pochi giorni dopo la sua scomparsa:
[..]Anche io credevo e avevo scritto prima di trovare questa tomba, che le tombe sarde assomigliano tanto a quelle dell'Etruria, e non avevano e non hanno nessun rapporto, perchè la data è troppo lontana, è troppo diversa. Casomai dovevano essere stati gli Etruschi  furbastri che..."ehhhh, adesso me la faccio anche io e glieli frego questi Sardi!"[..]

Immagine da questo sito. "Trovare una cosa coì..Qualunque archeologo del continente si metterebbe a urlare, e io ne ho trovati diversi" (Ercole Contu, parlando dei vasi tetrapodi dalla tomba omonima.) 


martedì 16 gennaio 2018

I documenti ‘etruschi’ di ‘Allai’. Falsi? Proprio per niente. Anzi illuminanti in quanto nuragico -etruschi. Vediamo perché.

di Gigi Sanna
   
Fig.1                                                                                                      Fig.2

    A molti è nota la vicenda dei documenti di Allai (1) rinvenuti dal cartografo Armando Saba nel lago Omodeo quando questo, per la siccità, si trovò ad essere in secca. Tra i documenti spiccano i due ciottoli che il giudice A.Enna, indotto dalla 'super perizia'  dell’etruscologo M. Torelli, sentenziò essere, insieme agli altri,  dei falsi ma mandando assolto il Saba per non aver commesso il fatto, cioè per non essere lui il falsificatore. Altri evidentemente li avevano spacciati per autentici. Ma chi? Non si sa.

mercoledì 10 gennaio 2018

IL DEBITO

Un racconto di Francu Pilloni

Una Brigitte Bardot giovanissia (Blog di Cleo)

Lena fu la prima a essere interrogata in filosofia.
Se la cavò discretamente raccontando la vita ed enumerando alcune delle opere di Kant.
La prof, una giovane di città appena laureata, non solo le assegnò un otto, ma lo proclamò con orgoglio, con l’intenzione evidente di stupirci, per farci intendere di che pasta era fatta.
Io sobbalzai: si era al primo trimestre e, per giunta, Lena era ripetente.
Sedevo al primo banco e, nell'agitarmi, con la punta della scarpa urtai la tavola che chiudeva anteriormente il banco. 
(L’accorgimento era stato montato per i primi banchi delle tre fila allo scopo di negare al professore la vista delle gambe e di eventuali scorci di coscia delle studentesse). 

lunedì 1 gennaio 2018

Dio, per i nuragici, era scritto in cielo? Due lettere acrofoniche consonantiche speciali del system arcaico sardo. I segni lunati della yod e della hê. Anche gli scribi etruschi, in qualche modo, li adottarono

di Gigi Sanna

  


B. Sass e Y. Garfinkel nel 2015 si chiesero (1) quale significato mai potesse avere la lettera a trattino orizzontale rinvenuta in un coccio di Lachish. Rispondemmo (2) a quella loro domanda facendo notare il numero cospicuo di volte in cui essa è attestata nella scrittura nuragica di antica origine protocananaica. Ma non è quello il solo segno consonantico, assai comune, nel system sardo arcaico e, viceversa, scarsamente o per nulla attestato in Sirya -Palestina. Ci sono ancora altri segni e in particolare due che fanno parte dell’alfabeto consonantico sardo e che, per quanto ormai sicuri circa la loro fonetica, non trovano, almeno per ora, riscontri in altri documenti di area mediterranea: uno è il segno a yod lunata con gobba crescente  e l’altro è il segno a con gobba decrescente (a levante) . Il primo segno è attestato nei noti documenti di Tzricotu, nella scritta della Grotta Verde di Alghero e ancora, cosa questa della massima importanza (3), in un apografo (fig. 2), dove sta scritto il nome semitico di ‘ALI, lasciatoci dal maestro P. Lutzu nel dattiloscritto riguardante la sua breve ma significativa indagine sulla scrittura adoperata dai sardi in periodo arcaico (nuragico).