venerdì 13 luglio 2018

CACCIA ALLA CINCIA MORA

di Francu Pilloni



Cincia mora (Parus ater)



Quand’ero ragazzo, l’estate iniziava il giorno dopo che le scuole chiudevano.
Al mio paese nessuno aveva date precise, meno che mai ore e minuti, come sentiamo dire oggi nei bollettini meteo a proposito di equinozi e di solstizi. Al massimo ci si spingeva a dire “questa notte gira la Luna”, ma si capisce che il fatto era spalmato sulle ventiquattro ore dato che la Luna sarebbe stata invisibile anche di giorno e comunque nessuno l’avrebbe vista girare. Suppongo che tutto ciò accadesse a causa dell’ignoranza delle persone, ma specialmente perché certe nozioni non portavano alcun giovamento pratico.

martedì 3 luglio 2018

I SHARDANA DI ENNIO PORRINO


07 settembre 2018
anfiteatro di Tharros
opera lirica


 Nel 2009, edito da Giovanni Masala Verlag, fu pubblicato il libro “I SHARDANA, GLI UOMINI DEI NURAGHI, dramma in 3 atti del compositore sardo Ennio Porrino, a cura di Giovanni Masala.
L'opera rappresentata per la prima volta al Teatro San Carlo di Napoli nel 1959, e nel 1960 al Teatro Massimo di Cagliari, fu riproposta sempre a Cagliari nel 2010 in forma di concerto e nel 2013 sempre a Cagliari, questa volta come opera al Teatro Lirico.
  La rappresentazione, a cura ancora una volta del amico Giovanni Masala, quest'anno sarà ospitata in uno scenario del tutto particolare, quale è l'anfiteatro di Tharros.

lunedì 2 luglio 2018

Sardegna. La mano destra della storia. Brevi considerazioni a caldo sulla 'due giorni' di relazioni e di dibattito al Teatro San Martino di Oristano.

di Gigi Sanna


      Credo che si possa dire che quello di ieri  e di avantieri, il Convegno organizzato dall'Associazione 'Aleph' di Oristano, è stato il primo incontro di ' intellettuali sardi', studiosi di varie discipline,  che non ne possono più della storia 'negata'. E necessariamente reagiscono, si trovano, dibattono, si confrontano. E stavolta quella storia è stata trattata a più voci non in un Convegno di 'rivendicazionisti' sterili, adusi a chiedere con il cappello in mano dei diritti culturali più che politici (che sono poi la stessa cosa),  ma di studiosi che impietosamente hanno denunciato come, quando e perché una storia cosiddetta 'nazionale' di continui tentativi di coesione, tramite una martellante simbolistica di persuasione, tenda a controllare prima ed ad annichilire poi altre storie 'nazionali' periferiche.      

mercoledì 27 giugno 2018

CONVEGNO DI ORISTANO SULLA STORIA 'NEGATA' DELLA SARDEGNA. BENISSIMO! UNA VERA CHICCA! TRA I RELATORI ANCHE LE NIPOTI DEL MAESTRO PIETRO LUTZU, IL PIONIERE CIRCA LA RICERCA DELLA SCRITTURA ARCAICA SEI SARDI.

di Gigi Sanna

  


Ci saranno anche le nipoti di Pietro Lutzu, Natalina e Antonella, al Convegno di Oristano per parlare del nonno come uomo, come studioso e come singolare ricercatore. E parleranno ovviamente (sarà questo il compito di Antonella) della scoperta dell'eccezionale dattiloscritto sulla ricerca della scrittura nuragica attraverso documenti dell'alto oristanese rinvenuti tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento. Un dattiloscritto che, seppure composto di una decina di paginette, è sufficiente a dichiarare che il maestro Pietro Lutzu fu il pioniere della ricerca scientifica sulla scrittura arcaica dei Sardi. Noi tutti, i ricercatori di questi ultimi venti anni, siamo venuti quasi un secolo dopo ( ciò è doveroso dire e affermare il più possibile!). Ricercatori per i quali è stato comodo ergersi sulle spalle dell'attuale affermata disciplina epigrafica e paleografica mondiale, per dire di più e meglio circa l'identità della scrittura singolarissima (in mix e a rebus) usata dai nuragici.
      Naturalmente la storia del dattiloscritto si inserisce nella costante accusa che facciamo ai cocciuti negazionisti (oggi, come si sa, sempre più deboli e in difficoltà) di ignorare volutamente, di 'negare storicamente', i dati scientifici emergenti. Di negare la verità storica. Infatti, costituisce  davvero uno scandalo immenso che nessuno ne parli nonostante il fatto che il rinvenimento del dattiloscritto e l'informazione su di esso risalgano a cinque anni fa.

    Il dattiloscritto con le trascrizioni dei documenti dimostra che i 'segni' scoperti dal Lutzu (o da altri) sono esattamente gli stessi di quelli che si trovano oggi. Persino segni rari del nuragico come la 'Yod lunata' (v. figure in incipit) si trovano attestati con assoluta chiarezza.
Per chi vuole saperne di più si veda il nostro  breve saggio informativo, pubblicato qualche anno dopo la scoperta di detto dattiloscritto.

http://monteprama.blogspot.com/2013/12/buon-natale-da-pietro-lutzu-1859-1935.html

sabato 23 giugno 2018

Vandalizzato un cartiglio di Tharros

di Stefano Sanna

Il cartiglio era affiorato  da sotto la sabbia nell'inverno del 2014 dopo una forte mareggiata nel costone roccioso adiacente le rovine di Tharros.


giovedì 14 giugno 2018

Tombe di... Giganti

Tomba di giganti  coddu vecchiu
Di Valeria Putzu

Stiamo assistendo in questi giorni a una serie di polemiche in risposta all’iniziativa della sovraintendenza per l’eliminazione del termine "Giganti" riferito alle statue di monte Prama. Tralasciando lo spreco di soldi pubblici , utilizzati nella demolizione delle anteriori campagne di marketing che funzionavano, invece che nella valorizzazione della Sardegna, come perfettamente evidenziato da Vito Biolchini:

domenica 10 giugno 2018

Su CONNOTU, questo sconosciuto


di Francu Pilloni


Ecco che su connotu – con una o con due ti – ovvero “il conosciuto”, vale a dire tutto ciò che abbiamo conosciuto, visto e imparato dai genitori e dai nonni, viene percepito spesso come pura tradizione, intesa come tributo alla saggezza e all’autorevolezza de is mannus ai quali sarebbe dovuto il massimo rispetto e l’obbedienza che poi sfocerebbe nella irriflessiva replica dei modi di agire già noti per ogni situazione, col risultato insito che tenderebbe a cristallizzare nel tempo la vita di un’intera comunità, tagliandola fuori dal progresso e dalla vivacità del confronto con gli altri.
Pastore che riversa il latte munto da su casiddu al bidone
da Sardinialinks - Altervista
Questo punto di vista de su connotu è un modello interpretativo largamente diffuso e ben basato sull’osservazione dei fenomeni popolari, sia nella quotidianità che nella singolarità delle manifestazioni legate a eventi particolari, come le sagre.
Se mio zio, che era pastore, da una vita indossava per prima la
calza sinistra, anzi la pezza da piedi sinistra perché alle calze non si arrese mai, convinto che la procedura lo preservasse dal mal di denti – e in effetti, per caso e per buona sorte, morì ottantenne con in bocca i suoi trentadue denti, non uno cariato –, non c’è chi non abbia osservato, nel proprio paese o nella città, i cerimoniali delle feste che si ripetono “da sempre” con gli stessi comportamenti rituali, sia da parte dei singoli che dell’intera comunità. Si pensi alla sagra di sant’Efisio a Cagliari, ma anche e sopra tutto alla vestizione de su Componidori per la Sartiglia di Oristano, che apparentemente si configura come un tratto di un laicissimo carnevale, ma è intrisa di religiosità quanto nessuna più di essa.