domenica 1 agosto 2021

Avviso ai navigatori terrestri.

 


Questo cartello da qualche tempo accoglie il visitatore del nuraghe Santa Barbara di Villanova Truschedu.

Non penso vi sia nulla da commentare se non il grande senso civico mostrato da Zuanne, Pastore che, dal modo professionale col quale apostrofa gli incivili, mostra grande senso del dovere e disponibilità a far rispettare le regole. Qualcuno potrà pensare che Zuanne abbia inviso il lavoro dell'operatore ecologico, ma non è così: chi di noi farebbe il raccoglitore d'aliga, come scrive Zuanne, solo ed esclusivamente per ripulire un luogo dal sudiciume lasciato da persone incivili che lasciano per ogni dove il segno disecologico del loro passaggio?! 

Ecco che Zuanne per scoraggiare il turpe malcostume mette in bella mostra il proprio cognome: Gorbu Deballa, che la dice lunga sul temperamento del nostro Pastore; cognome che da una spiccata valenza alla propria disponibilità ad aiutare gli "sbadati".

Naturalmente noi non approviamo il metodo spiccio che traspare dell'avvertimento, ma di certo una pulce nell'orecchio la lascia in chi, leggendo il cartello, si fa un bell'esame di coscienza. Dopo tutto ci si appresta ad entrare in un luogo sacro, come ben dice Zuanne.


6 commenti:

  1. Per qualche "disecologico" visitatore non perfettamente sardofono, sia chiaro che Zuanne Gorbu Diballa non è il cugino di Paulo Dybala, il numero 10 della Juventus.
    Gorbu Deballa, o più scopertamente Corp' 'e balla, è significativamente il soprannome di Zuanne, meritato per i suoi modi spicci. Corpu de balla significa schioppettata a balla sola o, come dicono quelli del RIS, a palla asciutta.
    Zuanne non sbaglia un colpo!
    Uomo "disecologico" avvisato ...

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  2. Quello affisso al nuraghe Santa Barbara probabilmente non è lo scritto di un pastore in carne ed ossa; è probabile sia stato scritto da un “Pastore dentro”, quell’anima pastorale che, in un modo o nell’altro, tutti noi possediamo. Il Pastore è il capo del gregge, lo amministra e lo conserva, come amministra, conserva e vigila sui pascoli, sulle chiudende e l’intromissione aliena. Vigila sull’uomo che avvicina il suo territorio, come il suo fido cane da pastore vigila per istinto senza condizioni. Il Pastore dentro, tiene al suo gregge, al suo cane, alla sua terra, la sua erba, le sue piante. Il Pastore dentro, mostra rudezza dove è necessario, ma mostra gentilezza e sensibilità nel momento in cui la pecora deve rilassarsi. E non importa se i suoi scarponi sono sporchi di merda, il Pastore e pulito dentro.

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    1. Tu la sai lunga sui pastori.
      E pensare che io pensavo ai pastori come agli uomini che mungono il latte delle pecore, ci fanno il formaggio e la ricotta, poi a maggio le tosano. Stop.
      Ora tu ci fai l'autopsia anche all'anima dei pastori e mi spiazzi.
      Che dire? Non si smette mai di imparare.

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  3. Caro Francu, a me non la dai a bere! Per quanto ne so e da quanto traspare dalle tue annose esternazioni, proprio tu sei stato tra i migliori "pastori" di cervelli in fiore; e di certo qualche fior di cervello, tra quelli condotti al pascolo, lo hai formato.

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  4. Tu insinui che io sia il Buon Pastore?
    Ti assicuro che non ho intenzione di fondare una nuova religione: quelle esistenti bastano e avanzano, sia per le guerre che, auspicabilmente, per la pace.
    Non sono un Crociato e non vorrei che, neppure da morto, mi mettessero le mani incrociate sul petto. Preferirei la mano sulla guancia, destra o sinistra non importa (sono ambidestro!), in segno di rilassamento o, al più, di leggera emicrania.
    Come sai, di qualcosa si deve pur morire e la morte è solo "qualcosa".

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    1. Io non insinuo, affermo che tu sia stato un buon Pastore di cervelli in fiore. Ora non sei più Pastore, ma guardi i cervelli pascolare. Non ho detto che tu sia Pastore di anime.

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