mercoledì 1 luglio 2015

Un mondo sul fondo: le meraviglie del lago di Monte Pranu

di Atropa Belladonna

Le case sono rettangolari allungate o, per lo più,  trapezoidali. Alcune sembrano quasi delle ville, con tante stanze: gli oltre 50 ambienti abitativi formano un grande complesso di cultura Monte Claro (ca. 3000/2900-2300 a.C.), conservato sul fondo del lago artificiale di Monte Pranu (CI, Tratalia-Villaperuccio-Giba) (fig. 1) e riemerso brevemente nel 2008 grazie ad una secca (1). Il vasto abitato eneolitico convive con una necropoli nuragica e tombe di tipo allée couverte (fig. 2-4); tutto attorno vi sono testimonianze insediative di età nuragica (con diversi nuraghi oggi sommersi), punica, romana, medievale.

Fig. 1. Lago artificiale di Monte Pranu, localizzazione geografica

Fig. 2. Lago artificiale di Monte Pranu al tempo delle secca 2008: veduta prospettica con la Tomba di Giganti n. 29 e la struttura Monte Claro n. 22 (1)


Il settore A occupa un'area di 16500 mq ed è formato da almeno 20 ambienti. Adiacenti e in parte sovrapposte, almeno 6 tombe di Giganti di epoca nuragica (fig. 2 e 3). Nel settore B troviamo almeno 30 ambienti, su un'area di ca. 24000 mq. In media le case o stanzoni  hanno un'area di 39 mq.

Fig. 3: in alto, l'insediamento eneolitico suddiviso in due settori A e B, frammisto ad altre strutture di epoca nuragica e prenuragica. In basso le tombe di Giganti adiacenti e parzialmente sovrapposte al settore A dell'abitato Monte Claro ( 1).

La parola d'ordine sembra essere "quadrangolare"  (rettangolare allungato o trapezoidale), come del resto è testimoniato anche in altre parti del Sulcis per l'epoca (fig. 4); solo che qui a Monte Pranu l'insediamento è decisamente grande e si estende su 700 metri in direttiva nord-ovest/sud-est, parallelamente all'antico corso del Rio Palmas (1).




Uno degli aspetti sorprendenti del sito è la sovrapposizione delle tombe dei Giganti nuragiche alle case Monte Claro. E non appare casuale, perchè è talmente sistematica da "suggerire la volontà di istituire un legame complesso e intenzionale" (1). Quasi che le comunità nuragiche di Monte Pranu volessero irmarcare un legame indissolubile con i Monte Claro, un nesso particolare, che è stato già più volte rimarcato (2). Non mancano certo ceramiche Monte Claro nelle tombe di Giganti della Gallura, addirittura alcune di esse sono state costruite partendo da allée couverte Monte Claro. Il rapporto tra Monte Claro e Nuragici, a parte l'ovvia considerazione della predilizione di entrambi per "costruire in grande", in modo ciclopico e megalitico, è stato di recente studiato e rimarcato da Anna Depalmas e Antonella Deiana (2). E uno dei particolari di questa intima associazione è sorprendente: le autrici suggeriscono che i templi a megaron della Sardegna derivino proprio dalla forma di alcune case di cultura Monte Claro (2), e non da qualche improbabile colonizzatore greco (fig. 5). Anche considerando che i templi a megaron della Sardegna nuragica si diffondono sull'isola a partire dal Bronzo Medio  (2)(XVIII-XIV sec. a.C.). Il megaron-style of building è già presente in Tessaglia, Anatolia e nel Vicino Oriente nel III millennio a.C., dove sono famosi quelli di Megiddo http://www.tau.ac.il/~archpubs/megiddo/revelations1d.html.   Oggi si presume che le prime costruzioni a megaron fossero abitazioni, a volte absidate (es. Troia, Karatas), nell'Anatolia occidentale della prima Età del Bronzo (3000-2500 a.C.), quindi contemporanee a o poco più antiche della cultura Monte Claro (3). Ma ce ne sono anche di forse più antiche, fine IV millennio, appartenenti all'area Danubiana (Vinca e Banjica). Il fatto che non si trovino in Anatolia centrale e orientale, suggerisce che questo tipo di architettura abbia avuto origine nell'Europa del sud-est e/o in Anatolia occidentale (3). 

Fig. 5. 1-2. Sa Sedda de Biriai di Oliena: capanne dell’insediamento Monte Claro; 3. Romanzesu di Bitti: tempio a megaron; 4. Malchittu di Arzachena: tempio (2)

E al lago di Monte Pranu non è neppure tutto qui, sebbene sia già tanto. Gli ingressi delle abitazioni Monte Claro sul fondo del lago sono roientati sistematicamente nel quadrante sud/sud-ovest, con il 75% tra 187 e 204° (fig. 5). Questo fa pensare agli autori che gli edifici fossero costruiti seguendo "un'embrionale pianificazione urbanistica" (1). Sì perché apparentemente gli ingressi pare si affacciassero su una strada principale, una "vasca" la chiameremmo oggi. Una pianificazione urbanistica che però, essendo in Sardegna, giocoforza deve essere embrionale: perchè non è neppure plausibile immaginare che in contemporanea con le grandi città cananee di inizio III millennio a.C., vi fosse in Sardegna qualcosa anche di lontamente simile ad una città 2000 anni prima che arrivassero i Fenici a portare la civiltà. Eppure i bravissimi autori del rif. 1 l'hanno vista, l'hanno misurata, l'hanno resa fruibile come conoscenza a tutti noi. 

Fig. 6. Gli ingressi delle case Monte Claro sul fondo del lago di Monte Pranu sono orientati sistematicamente a sud/sud-ovest, affacciandosi con ogni probabilità su un'antica via di cui ancora esistono le tracce (2)

(1) Manunza, Maria Rosaria, Patrizia Fenu, and Fabio Nieddu. "Approcci allo studio delle architetture domestiche di facies Monte Claro: l'abitato del lago di Monte Pranu-Tratalias/Villaperuccio (CI)." Quaderni 25 (2014): 33-56.
(2) Depalmas, Anna; Deiana, Antonella (2011) La Fase finale della cultura di Monte Claro e il rapporto con i successivi aspetti culturali dell’età del Bronzo. In: L’età del rame in Italia: atti della 43. Riunione scientifica: dedicata a Gianni Bailo Modesti, 26-29 novembre 2008, Bologna, Italia. Firenze, Istituto italiano di preistoria e protostoria. p. 135-142
(3) Warner, Jayne. "The megaron and apsidal house in Early Bronze Age western Anatolia: new evidence from Karataş." American Journal of Archaeology (1979): 133-147.

1 commento:

  1. Nei recenti scavi effettuati nel villaggio nuragico adiacente il nuraghe Tanca Manna di Nuoro sono state trovate capanne rettangolari sempre nuragiche che pare siano più antiche di quelle circolari, tant'è che una di queste è stata ricostruita nell'area antistante ed è estremamente somigliante al tempio a Megaron. L'ipotesi che queste abbiano fatto da ispirazione in qualche modo per i successivi templi mi sembra sia suffragata anche dall'archeologo che ci sta lavorando.

    RispondiElimina