sabato 29 aprile 2017

Dna Srd

La risibile presunzione dei genetisti, circa il momento in cui la Sardegna iniziò ad essere realmente abitata
sa ‘e unu (namuli)


di Mikkelj Tzoroddu


1- pro cominzare

Fra le persone oneste (che saran certo poche nel generale novero di quelle qui considerate, ma davvero molte se conteggiate quelle di ciascun ambito, essendo il presente discettare indirizzato a quelle ed a queste tuttavia) non ven’ha alcuna che abbia l’ardire di indicare la vile tendenza nasconditrice assunta, in una sorta di giuramento, da una composita élite ormai disperata!
La quale, nel pervicace obiettivo di perpetuare la generale incompletezza della conoscenza del passato, vien posta in essere invocando il dio della Menzogna, SENTI UN PO’ CARO LETTORE, proprio nei riguardi del plurimillenario trascorso storico, d’una grandissima Entità del tempo più remoto:

LA POPOLAZIONE DELLA SARDEGNA, CHE SI FECE UNIVERSALITA’, NEL CONDURSI PER TUTTE LE CONTRADE DELL’ORBE TERRACQUEO!
Come dimostrano, ben oltre 250 toponimi ed elementi lessicali, distribuiti su oltre 70 Paesi, che alla Sardegna rimandano[1], essendo ciò, nella unicità del fenomeno, una davvero incontrovertibile realtà!
Ben al di là del defunto Lilliu Baruminese Giovanni, che fra i primi in tempi recenti (senza dover rifarsi all’avvocato arpinate) comprese il grave pericolo, per lo immobile statu quo, rappresentato dal terribilmente nuovo su Sardegna e Sardi ch’esso andava disperatamente celando e, ben oltre il disfare di tutti (quasi) i locali esponenti le discipline storia ed archeologia, v’ha ben altro!
Si è da tempo parata dianzi, ad ostacolo dell’onesto incedere anelante il Vero, la nuova categoria (di certo pericolosa assai) che, presentandosi cinta di corona aurea, fu cooptata al condurre e trovare definitiva sistemazione a questo insano esercizio del nascondimento professionale.
Essa categoria nomasi: “genetica”!    Ahinoi!
La genetica, per altro verso magnifica e indispensabile disciplina, ci rese di nuovo edotti circa la sua disdicevole tendenza verso il mentire, attraverso la inopinata cancellazione di tutto ciò che portava sé stessa a prendere atto ed esprimersi positivamente circa i dati che dimostravano la ormai ineludibile universalità dell’antico “movimento socio-culturale, nonché basato su un ardito senso di lungimirante imprenditoria” che posero in essere i Sardi, certamente coprendo tutta la estensione di quell’area geografica oggi conosciuta come Europa!
Fu propio quella sua chiara decisione negazionista, che gettava alle ortiche il genuino raccolto  di cento suoi propri scienziati, che ci spinse a scrivere il contributo cui demmo il titolo:
«”Antichi Agricoltori Europei simili agli abitanti di Sardegna”! Esclamano i genetisti».
Pubblicato su Maimoniblog, il 10 Marzo 2016[2].
Ci aspettavamo una decisa alzata di scudi perché, nella realtà, tale titolatura si discostava palesemente dal testo che esprimeva il concetto fondamentale espresso nel lavoro:
« Ancient human genomes suggest three ancestral populations for present-day Europeans » di I. Lazaridis ed altri.
Consegnato per la pubblicazione il 23 dicembre 2013 ma (poiché respinto), ripresentato con correzione il 5 aprile 2014 ma (accettato in data 11 luglio 2014, non sappiamo con quale versione), esso fu poi pubblicato con versione ancora differente, il 18 settembre 2014, su Nature, v.513, n.7518: 409-413).
Ecco cosa accadde, alla significativa porzione di testo che catturò la nostra attenzione, posta alla fine della pagina 6 (sei) del consistente testo edito. Il quale, consegnato primariamente, era stato così sapientemente congedato dal gruppo facente capo al Lazaridis:
«Stuttgart clusters with two early farmers (the ~5,300 year old Tyrolean Iceman and a ~5,000 year old southern Swedish farmer from the Funnel Beaker Culture) suggesting an “Early European Farmer” (EEF)  meta-population similar to present-day Sardinians». 
Con nostra traduzione: «Stoccarda è posta nello stesso insieme di cui fanno parte due antichi “agricoltori” (Oetzi e Gok4), suggerendo la presenza di una “meta-popolazione di Primi Agricoltori Europei” (EEF),  simile ai Sardi d’oggigiorno».[3]
Quello qui appresso è il corrispondente testo, corretto, e riconsegnato dagli autori per la pubblicazione, il 5 aprile 2014:
«An “Early European Farmer” (EEF) cluster includes Stuttgart, the ~5,300 year old Tyrolean Iceman and a ~5,000 year old southern Swedish farmer, and is near present-day Sardinians». 
Con nostra traduzione: «Un insieme di “Primi Agricoltori Europei” (EEF) include Stoccarda, il famoso Oetzi di circa 5300 anni fa e l’agricoltore Svedese meridionale risalente a circa 5000 anni addietro, ed è (geneticamente, ndr) vicino ai Sardi di oggi».
Chiunque può vedere come sia scomparso il concetto, razionalmente derivato dal risultato della ricerca, che riferisce di «meta-popolazione simile a quella che vive oggi in Sardegna»! Ma, la commissione giudicante respinse anche questa seconda versione. Infatti, il lavoro, accettato per la pubblicazione su Nature il 18 settembre 2014 risulta, “ereticamente”[4], così ridotto ai minimi termini!  Eccolo, caro lettore, e meditaci su!
«An ‘Early European Farmer’ (EEF) cluster includes Stuttgart, the 5,300-year-old Tyrolean Iceman and a 5,000-year-old Swedish farmer».
Con nostra, mesta, traduzione: «Un insieme di “Primi Agricoltori Europei” (EEF) include Stoccarda, Oetzi e Gok4»!
Come l’attento lettore può rendersi conto, è sparito, per comando dei propugnatori della nuova eresia, ogni riferimento ai Sardi! Accidenti! Avete compreso l’assurdità nel declinare l’esposizione dei concetti che pare aver preso piede nelle commissioni genetiche? Quello esposto è un concetto che è la negazione stessa del concetto espresso!
Dal momento che i soggetti che lo compongono: la Signora di Stoccarda, Oetzi e similmente il giovane Svedese,  SONO DA TUTTI I GENETISTI CONCORDEMENTE  DEFINITI  
« S I M I L S A R D I »!
Specificandone, sempre, anche la Professione di Agricoltori, sulla quale essi basavano il sostentamento continuativo della più o meno loro estesa comunità proveniente dalla Sardegna. Pur tuttavia, la eretica, nonché insulsa nuova legge, emanata dalla “genetica”, vieta di ricordare antichissimi Sardi insediati in tutta l’Europa!
Ma, volete davvero vi si renda edotti, lettori tutti, su quanto chimerico sia il mondo che si son ritagliati questi signori, aventi la pretesa di nascondere perfino quella realtà che viene messa in luce all’interno della propria area disciplinare?  Eccovi accontentati!
Nel mentre quei sussiegosi commissari si dannavano l’anima per togliere di mezzo Sardegna e Sardi dalle conclusioni cui era giunto il lavoro consegnato il 23.12.13 ebbene, senza che essi se ne avvedessero, ma proprio nel campo di cui dovrebbero avere la più rigorosa consapevolezza, stava avvenendo qualcosa che avrebbe punito clamorosamente la loro presunzione negazionista!
D’altronde, l’attento lettore che avesse coscienziosamente letto ed appuntato quanto dicemmo in questo proposito nel nostro contributo su Maimoniblog il 10 Marzo u.s., rammenterebbe come i «Similsardi» individuati in Europa dai genetisti, fossero ben più che i tre, ai quali vennero volte le insane attenzioni che narrammo testé!  
Ed, a rigor di logica, vi possiamo aggiungere il Similsardo bulgaro, definito P192-1, di 2.650 anni addietro, presentato in «Population Genomic Analysis of Ancient and Modern Genomes Yields New Insights into the Genetic Ancestry of the Tyrolean Iceman and the Genetic Structure of Europe», pubblicato nel maggio 2014, ma ricevuto per la pubblicazione il 14 dicembre 2013, quindi persino nove giorni antecedenti la data di prima spedizione del lavoro firmato dal Lazaridis!  Nel lavoro citato, a firma M. Sikora ed altri, all’interno della “Discussione”, si dichiara testualmente: «Nonostante le loro differenti origini geografiche sia Gok4 che P192-1 assomigliano strettamente ad Oetzi nella loro parentela con i Sardi»![5] 
Ed, a rigor di verità, vi possiamo aggiungere il giovane Similsardo ungherese, NE7 vissuto circa 6.400 anni fa, trovato (55 km a NE di Budapest) in località Apc-Berekalja I, che trovasi a 15 km a N di Hatvan, sul rio Zagyva affluente destro del Tibisco, località che trovasi “anche” a 6 km a Sud di altra la cui pronuncia suona Surdo-kpuspoki ed “anche” a 50 km ad Ovest di altra che si pronuncia Sar-vasko.  L’articolo che ne riportava i dati, con prima firmataria C. Gamba, fu inviato alla pubblicazione il 4 aprile 2014, quindi reso noto più di cinque mesi prima della pubblicazione del lavoro del Lazaridis ed altri! In tale contributo, «Genome flux and stasis in a five millennium transect of European prehistory», si dichiara nel capitolo dei “Risultati” ed in riferimento alle figg. 2 e 3: «I nostri genomi neolitici, tutti (sono riferiti a sette individui, ndr) vanno a raggrupparsi per  affinità  con  gli  individui  del  Mediterraneo  meridionale,  particolarmente con  i  Sardi,

I resti (ben conservati ma parzialmente frammentati) della Signora Similsada, di età compresa fa 20 e 30 anni, furono trovati nella metà meno antica di un esteso cimitero di cultura LBK, a seguito di scavi condotti dal 1977 al 1982 nel sito Viesenhäuser, che trovasi a Mühlhausen, periferia settentrionale di Stoccarda. La cronologia relativa delle sepolture fu confermata dalle date calibrate (5.100-4.800 BC) della stratigrafia. La nostra Similsarda fu sepolta secondo le modalità in essere in quel momento, giacente in posizione seduta sul lato destro, con testa orientata al Nord. L’analisi genetica ebbe luogo, previa estrazione del molare  2 inferiore destro ((lo testimonia l’immagine), con la rimozione del necessario materiale sottostante, che divenne campione per il laboratorio.
 
 Il cranio della Signora Similsarda di Germania

Eh sì, pur nella difficoltà di ricordare il sesso del contenitore assunto (buttiamo a caso) 50 reincarnazioni prima, ammesso che un’anima ponga in essere una simile retrospettiva ebbene, l’anima del Similsardo svedese si sarà innervosita un poco quando gli archeologi attribuirono i suoi resti ad una donna! Chiamato (orribilmente) Gok(hem)4 perché vissuto 5.000 anni or sono, superati i vent’anni  abbandonò il suo corpo ed ebbe sepoltura in luogo oggi detto parrocchia di Gokhem (ov’è una chiesa dell’anno 1000) che dista 8 km dal comune di Falkoping, nel sud del Paese. Questa qui a fianco è tomba, certo simile alla sua, il cui più antico esemplare pare datarsi a 500 anni prima, dicendosi destinato a personaggi ritenuti di rilievo sociale, forse perché portatori di sistema rivoluzionario atto ad avere il cibo: l’agricoltura. Si rimarca a 12 km ad E di Gokhem, la presenza di Karleby, sito ove si rinvennero ossi di pecora datati a circa 5.500 anni fa.

La tomba del Signore Similsardo di Svezia
               
                                                           
Facendo eco ai risultati ottenuti da precedenti analisi indirizzate direttamente a genomi europei neolitici e post neolitici»![6] E, quasi a rimarcare l’aiuto che può venire dal ripetere concetti già espressi, anche si dichiara: «The Neolithic genomes reported here accord with prior German, Scandinavian and Alpine early farmer genomes in showing an immigrant signature of Southern Mediterranean affinity». Ovvero: «I genomi neolitici qui riportati, si accordano con i precedenti genomi dei primi agricoltori, quello Tedesco, quello Scandinavo ed Alpino, nel mostrare una parentela con il marchio dell’immigrato dal Mediterraneo meridionale (leggasi dalla Sardegna, ndr)»!
E qui, quale davvero gustoso “dulcis in fundo”, ci piace riportare una considerazione del Dienekes Ponticos, rilasciata nel suo sito il 21.10.2014 e posta proprio a commento del lavoro firmato dalla Gamba: «I Neolitici ungheresi sono intimi ai Sardi (ciò è stato replicato in studi dopo studi, cosicché non è più una sorpresa, il trovare Neolitici europei che assomigliano ai Sardi)»!
Ma, lo studioso greco, vuol mettere in luce dell’altro: «È interessante notare che l’individuo NE7, che sembra avere capelli chiari ed occhi azzurri, è “proprio” come altri agricoltori Similsardi del Neolitico e possiede anche l’mtDNA aplogruppo N1a1a1a, che è ultra-tipico della gente neolitica dell’Europa». 
Ed anche, a rigor di verità, non possiamo tralasciare la Similsarda catalana CB13, di 7.400 anni fa, in riferimento alla origine della quale, gli autori espressamente dichiarano:
«[…] CB13 costituisce un unico insieme con tutti i primi agricoltori europei precedentemente sequenziati ed i Sardi odierni»![7] Ma proprio qui, ci corre l’obbligo, per il sovrano vincolo impostoci da una elementare legge etica, di rimarcare come quella dichiarazione dell’Olalde e dei suoi diciannove colleghi facenti capo a venti Istituti di ricerca, stia a rappresentare la pietra tombale atta a seppellire definitivamente l’alterigia di quella élite d’oltremanica!
Rimarchiamo, però, il fatto che questo lavoro: «A common genetic origin for early farmers from Mediterranean Cardial and Central European LBK cultures», di cui fu primo firmatario I. Olalde, fu pubblicato a settembre del 2015. Con tale richiamo intendiamo affermare che certo, “gli eresiarchi di Nature” non fossero nella condizione di prender visione del lavoro dell’Olalde et alii, perché pubblicato un anno dopo! Ma, tale richiamo ci permette di dichiarare a gran voce come, la commissione, che giudicò improvvidamente il lavoro del Lazaridis e dei suoi 120 colleghi, sia stata clamorosamente smentita di bel nuovo!  

1.1 – e goi sikimus

Abbiamo, quindi, scoperto la esistenza disgraziata di una azione (quanto antica?) che tende ad uccidere il progresso delle idee ove esso si scontri con gli interessi e le “certezze acquisite” di quella nomenklatura (composta anche da Nature) che ritienesi la testa pensante del mondo scientifico e, in definitiva, del mondo intero! 
Il nostro modo di leggere gli avvenimenti, ci fa credere che le pressanti forzature imposte a quei 120 ricercatori del gruppo Lazaridis, non fossero affatto un gesto isolato né della sola Nature, ma facessero parte di un progetto di disgraziato respiro che, «nello specifico caso», abbiam visto messo in campo contro le vicende antiche dei Sardi dell’Isola di Sardegna!
Comprendiamo, caro lettore, come per quei certuni che han perso l’abitudine a “leggere”, questa ultima nostra onesta dichiarazione possa apparire ingenua se non ridicola!
Ove questo fosse il caso, e crediamo lo sia, dovremo sobbarcarci l’onere di andare alla ricerca delle prove che portino alla luce essere quella nostra rivelazione «veritiera al di là d’ogni ragionevole dubbio»!  Ed avremo il piacere, stimato lettore,  di andare ad operare proprio in “domo nostra”!
Solo ora per nostra colpa, ma anche in ragione del forte legame tematico che si è venuto creando, decidiamo di porre attenzione sul resoconto del lavoro di altro gruppo di genetisti.
Bene. Ogni persona nata od abitante in Sardegna che abbia una appena sufficiente preparazione umanistica, conosce perfettamente come il più rinomato despota della sarda cultura, fosse convinto, per averlo dichiarato fino alla morte, avvenuta nel 2012 all’età di 98 anni, che la Sardegna fu abitata a partire dal 2600 a.C. circa[8].
Il 2.8.13 su Science 341: 565-69, uscì un lavoro dal titolo “Low-Pass DNA Sequencing of 1200 Sardinians Reconstructs European Y-Chromosome Phylogeny”, di P. Francalacci e altri trent’otto ricercatori di undici Istituti diversi. Precisiamo che per motivi di chiarezza, nel prosieguo della nostra nota, chiameremo i suddetti autori: i “genetisti”. Nel sunto di questo lavoro, tali autori ci informano d’aver ricavato l’albero evolutivo della specifica porzione maschile del cromosoma Y. Ed anche, sostengono d’aver “calibrato” temporalmente lo stesso albero, “con l’ausilio di dati archeologici[9] provenienti dalla iniziale espansione della popolazione della Sardegna, avvenuta circa 7.700 anni prima d’ora”, però avvalendosi d’un dato (che noi documenteremo aver essi erroneamente rielaborato) proveniente da altrui lavoro appartenente ad un’area che nulla ha a che vedere con la genetica! 
Veniamo, in più informati, a conclusione della presentazione del suddetto articolo, essere stata la popolazione della Sardegna nel periodo nuragico, di cui si indica la durata fra 1700 e 500 a.C., poco più di 300.000 persone.
V’ha da dirsi che questo lavoro dei “genetisti” è un lavoro portato a compimento da consumati specialisti nel campo della Genetica. Come tutti gli specialisti, essi conoscono alla perfezione la loro materia e di ciò siamo loro grati perché, scientemente operando nel suo stretto ambito, essi possono risultare portatori di grandissime novità al progresso della conoscenza.
Anche gli archeologi sono degli specialisti. Anch’essi operando nel loro specifico campo, la Archeologia, nell’oculato utilizzo di tutte le metodiche desunte dall’esperienza e con l’uso di quelle tecniche di precisa pertinenza dell’area, si candidano quali portatori di conoscenza sulla sistemazione, non solo temporale, di alcuni eventi riferiti all’agire umano.
Ovviamente, tutti gli specialisti, di una qualsiasi disciplina, operano quotidianamente mossi da una specifica impostazione culturale che è propria ed esclusiva del modus operandi venutosi a formare nel loro campo.
Ma, detto in senso lato, le varie discipline in cui opera l’uomo di scienza, non sono solo il prodotto, e si fanno carico, di tutte le esperienze pregresse per giungere al risultato! Ci sono un’infinità di variabili che concorrono al suo raggiungimento! A seconda del momento, e dell’orientamento ideologico dominante in esso!
Per esempio: quello che costringe la storia, l’archeologia e la genetica che si occupano di Sardegna, a macchiarsi del «peccato originale», attraverso la cui distorta lente si immaginano, l’Abitante Antico della Sardegna, sempre inchiodato al posto di ULTIMO DELLA CLASSE!
Beh, caro attento lettore, ove a professare questa drogata teoria siano Ricercatori Universitari che conducono e portano a compimento un loro importante lavoro di ricerca in campo archeologico (o storico), sarà chiaro anche per te come, il conseguente risultato, avendo certificazione universitaria, sia universalmente ritenuto ineccepibile e da condividersi senza remora veruna!
Ed, ove ne ricorra la necessità, lo si prenda e lo si porti di peso, all’interno di altro lavoro specialistico, per esempio che attiene alla genetica! Cosa c’è di male? Nulla! Anzi non cogliere la “scientificamente valida” occasione può portare ad uno stallo, il progetto dei genetisti! Cosa c’è di male, si ripete? Nulla, ancora rispondiamo!  Se non fosse per la presenza ostativa di quel grosso MAcigno!
I DUE LAVORI SONO IMMORALE FRUTTO DEL PECCATO ORIGINALE!
Ed il conseguente risultato, nella sua globalità, poiché drogato anch’esso, non potrà avere la certifica di contenitore della verità!  M a i !

2 - disamina - sa ‘e unu

Molto bene sardo lettore, sono queste le godibili occasioni che ci caricano d’adrenalina!
È, la succitata, ennesima circostanza in cui dei genetisti, ovvero delle persone aventi nessuna preparazione in merito alla Storia Antica della Sardegna, vanificando oltretutto l’esito del loro lavoro, creano i presupposti per una diffusione a catena di erronee proclamazioni, nell’ambito della loro stessa disciplina! Reputiamo vieppiù colpevole, tale atteggiamento, in ragione del fatto che il comune buon senso, li vede come portatori della “nuova scienza” che, in quanto tale, è ritenuta priva delle invereconde negatività ed ascondimenti per troppi decenni propinatici da storici ed archeologi della Sardegna!
Pertanto, a ragione del limitato portato scientifico “che è posto all’origine” delle dichiarazioni da noi rilevate e contenute nel lavoro citato, desideriamo entrare nel più profondo, vivo merito degli aridi rigagnoli, la cui acqua stagnante non riuscì a dissetare i nostri, per altro verso, amati genetisti!
Partiamo, per semplicità nel riscaldare l’interesse, dall’ultimo punto da noi evidenziato: i 300.000 abitanti che, così credettero fermamente i “genetisti”, calcarono il suolo di Sardegna in quel considerevole arco di tempo, 1200 ANNI, compreso fra 1700-500 a.C.! E, immantinente, ci si chiede come sia stato mai possibile che, professionisti che fanno della ricerca e verifica metodica il loro esercizio quotidiano, ricopiassero quel passo e, senza cogitarvi sopra trenta secondi, lo riportassero integralmente nel loro lavoro! Perché, sarà oltremodo lecito chiedersi, e pertanto ci chiediamo: ammesso i Sardi contassero 3700 anni fa, circa 300.000 anime, quante centinaia di portentosi miracoli avrebbe dovuto compiere il loro Dio, per far si che, dopo il lunghissimo trascorrere di DODICI SECOLI, il conteggio desse sempre lo stesso risultato?
Ci viene riferito esser presa, questa chiara e fondamentale indicazione, dal testo che, anche noi qui, ricalchiamo in nota[10]. In tale testo, troviamo le pagine 80 e 81, riportare le indicazioni cui si riferiscono i genetisti; ne diamo il nucleo fondamentale:
«Si capisce che l’esistenza di migliaia di nuraghi[11] appartenenti a questa Fase III (1200-900 a.C., ndr), i quali per lo più presuppongono la presenza di altrettanti aggregati di dimora di sudditi in funzione del potere dei principi, fanno ascendere il loro numero a ben oltre quello del campionario citato (7000-8000, ndr). Le ristrutturazioni, avvenute in periodo di tempo successivi per cause naturali e umane, dei più antichi nuclei d’abitazione, non consentono di precisare la consistenza quantitativa delle case, le quali, nella definitiva stesura edilizia, variano nel numero dalle 40 (nuraghi semplici, ndr) alle 200 (nuraghi complessi, ndr): ciò che fa ipotizzare una popolazione da qualche centinaio (ovvero dieci per abitazione riguardo i primi, ndr) a un migliaio e più di individui (sempre dieci per ogni casa, riguardo i complessi, ndr). (e qui inizia il frastuono della grancassa, atta a confondere i semplici animi, ndr). In effetti, non c’è possibilità di verifica, come ci sfugge il calcolo dello stato demografico dell’isola che, se fosse valida la supposizione della presenza “d’una trentina di abitanti in media” (Ohibò! ndr) sui 7.000/8.000 nuraghi e dimore pertinenti, oscillerebbe tra le 200 e le 250 mila unità».
Notiamo con grande piacere filologico come, la “palesemente controversa” esternazione del Lilliu, che forse sarebbe più onesto definire “decisamente raffazzonata” e pertanto priva di alcun rilievo scientifico, lascerebbe allibito e muto, qualsiasi attento lettore che fosse veramente desideroso di ben comprendere ed acquisire certificata conoscenza in merito proprio alla secolare vexata quaestio! Invece, i “genetisti” si guardaron bene dal produrre almeno (ove non avessero avuto l’animo di entrare nel merito tecnico) una banale esegetica lettura dello scritto cui si riferiscono! Avrebbero evitato di commettere peccato grave che li porterà a patire l’inferno! Inoltre, da parte di cotali scienziati, non si capisce la scientifica ragione per cui si siano permessi di arrotondare, per eccesso, il dato fornito dal Lilliu! Già lo stesso Baruminese, pose in essere il suo arrotondamento al dato aritmetico deducibile (210.000 e 240.000), ma il permettersi da parte loro, sic et simpliciter, di elevare il dato fornito dalla loro “accreditata fonte” fino a 300.000 ci sembra, quanto meno, una imperdonabile metodologica caduta di stile! Ma, ben oltre essi nella loro incuria, sono arrivati! Infatti, il dato del Lilliu si attestava, mediando fra le due cifre, su 225.000 unità! Ma essi, drogandolo fino a farlo ascendere a 300.000, hanno posto in essere una autentica falsificazione! Che non possiamo accettare! Si è deciso di aumentare la popolazione della Sardegna registrata dalla loro fonte, del 33,3%! Hai ben compreso lettore attento? È come se, gli stessi scienziati, volendosi riferire alla popolazione attuale di 1.675.000 persone (dato anagrafico del 2011), decidessero di raccontarci che i Sardi abitanti la Sardegna siano invece: 2.232.000!  Ohi, ohi, ohi!
Ma, siamo ancora sulla superficie, senza aver fatto neanche un piccolo scavo per sondare la plausibilità delle parole del Lilliu. Non per nulla si definì, appena supra, essere quella cui si riferirono i genetisti, una sua “controversa” esternazione! Bene, ci siamo assunti il compito di svelare cosa esso volesse dirci nella realtà.
Ci siamo sobbarcati l’onere di rivedere, nel merito, gli scritti del Baruminese rilasciati nel trascorrere di cinque decenni, onde tirar fuori la verità sulla consistenza della popolazione della Sardegna che fu, dallo stesso, “realmente” scoperta! Abbiamo fatto ciò, con rigorosa attenzione, seguendo pedissequamente tutti i dati forniti dallo studioso, scartando però quelli addomesticati e quelli palesemente fuorvianti messi a bella posta, frutto questi, della sua negligente attenzione verso il proprio lavoro!
L’«onesto lettore» potrà deliziarsi nello scoprire ciò che sempre nascose il Lilliu Giovanni da Barumini, quì:
che è luogo ove si racconta che il Lilliu, da decenni, era arrivato allo stabilire certamente, essere la popolazione della Sardegna, «superiore ai 7 milioni di abitanti»!
Ohi, ohi, ohi! Poveri genetisti! Essi avrebbero dovuto prendere il VERO DATO cui era giunto il Baruminese Lilliu e, questo certamente valido, includere nel loro lavoro: «oltre 7 milioni di abitanti calcarono il suolo di Sardegna in quel considerevole arco di tempo, 1200 ANNI, compreso fra 1700–500 a.C.»!
I genetisti dalla sorte avversa, invece, si sono andati a fidare di ciò che ad essi “appariva” palese, nel pur infido e grottesco scrivere del mostro sacro della sarda cultura!
Non potevano immaginare che i dati che si apprestavano ad utilizzare erano, appunto, delle Mostruose Bugie! E, “moltissimo mal loro ne incolse”!
Si inizia ora il lavoro di analisi, nello stretto merito di ciò che ci compete, della nota dei “genetisti”.
Nel far ciò, ci riferiremo alla parte che essi racchiusero nel breve paragrafo “Contesto archeologico”, con il fine di evidenziare le ragioni che portarono, degli studiosi di genetica, ad «esternare dichiarazioni racchiuse in un mondo immaginario» che, ignorando la Reale Antichissima Storia della Sardegna, risulta incapace di accorgersi che i fatti che pone in sequenza RISULTANO ESSERE CAPOVOLTI, PERFINO!  La cui generatrice “categoria mentale”, qualsiasi persona con un minimo rigore logico, rileva di colpo!
(ja sikit)


note e riferimenti:


[1] Elenchiamo solo quelli evidentemente eclatanti! Italia, Sardagna, località sopra Trento, amministrativamente autonoma fino al 1930 ed oggi quartiere  inglobato nella municipalità del capoluogo: riteniamo sia denominazione data dai Sardi dell’Antichità (a ricordo della loro Sardegna), al luogo ove si stabilirono, da imprenditori, gli antenati di Oetzi. Svizzera, Piz Sardona, cima di m. 3056, che giace nel punto ove s’incontrano Grigioni, S. Gallo e Glarona, fornisce la denominazione al gruppo montagnoso (comprendente Vorab, Ringels-piz, Piz Sol) la quale poteva essere assegnata solo dai Sardi residenti nei suoi dintorni, che forse si conducevano per i loro affari, lungo il corso del Reno che appunto avvolge tutta la montagna e si fugge alfin verso Stoccarda, il luogo della Signora Similsarda; sempre in Svizzera è un toponimo, Sargans (a c. km 3 ad Ovest del punto di primo contatto del Reno col Liechtenstein) l’origine della cui radice si appalesa molto indicativa; abbiamo ivi, ancora un fiume che a noi rimanda, chiamato Sarine (Saane), che attraversa Friburgo. In Spagna e Francia, sono molte decine i toponimi, che rimandano alla Sardegna; vicino Barcellona è Cerdanyola (Serdaniola); ma in Catalogna è “una intera regione” conosciuta come Cerdanya ed avente a capoluogo Puig-cerdà, essa, posizionata sui Pirenei, è al confine con la Francia, ov’è sistemata un’altra  (nostra) regione che nomasi Cerdagne (avente pronuncia Serdagn). Per la Germania abbiamo reminiscenze che afferiscono al dizionario tedesco precedente gli anni Venti: sardaña  ≡ grazia; sardañosa ≡ graziosa; sardenar ≡ chiudere (oppure condannare); sardioque ≡ simpatia (oppure vivacità); sar ≡ con; serdañí ≡ leppa (in sardo). Andiamo in Ungheria e vediamo dei toponimi: Szekszàrd [si pronuncia Seksard]; Sarkoz [S(ci)arcos con s finale dolce]; Sarvar; Vaszar [Vasar]; Soroksar; Szarvas [Sarvas(c)]; Sar, Saar o Aba-Sar (nella provincia di Heves) con i resti del castello del re Aba Samuel (forse da identificarsi con la attuale Sirok); Sarbogard  km 20 ad Est lago Balaton, appena sotto il 47° parallelo; Sari a 10 km a SSE di Ocsa; Sard borgo a ONO di Kaposvar; Sarkad sulle rive del Koros Nero; Sard (in valaco Sardu) ai limiti della Transilvania; è frequente nelle campagne della grande estensione della “terra bassa”, cioè dell’Alfold la “csárda”, edificio che serve come luogo di ritrovo, locanda, mercato; ma non possiamo esimerci dal fare riferimento al ballo (sardo) ungherese che nomasi anch’esso csarda e si vocalizza con un suono che è a metà fra “sarda e sciarda”. L’elenco prosegue ora con singole indicazioni riguardanti soltanto “dieci” Paesi, fra i tanti, nei quali se ne riscontra almeno una. Russia, (così estesa da meritar la menzione di tre dei tanti), Serdobol o Sordabala sul Lago Ladoga; Sardtze-kamen sullo stretto di Bering; Serdoba Malaia sulle rive del fiume Serdoba, nella provincia di Saratov. Romania, Ariusd 15 km a N di Brasov, sposa anche culturale di Cuccuru Is Arrius, Cabras. India, fiume SardaSarjù (anche qui da “is arrius”?) che nasce nel Tibet col nome di Kali-Ganga, attraversa la frontiera del Nepal ed alla fine si getta nel Gogra ch’è affl. Sin. del Gange; la città di Sardhana o Sirdhana nella stessa provincia di Meerut. Malesia, Sardang o Serdang 20 km a S di Kuala Lumpur. Turchia, Sardeis, la città che poi fu di Creso. Grecia, Sardes, villaggio di Limnos. Bulgaria, Sardica, l’odierna Sofia. Jawa, Dempasar capoluogo di Bali. Costa Rica, Sardinal, fiume che nasce sulle colline del Congo (35 km a N di San José), affluente del SarapiquìMessico, Sierra de Sardinas  a circa 260 km ad O di Monterrey. Brasile, Sierra Sardinha nello stato di Minas Geraes (ora Gerais) situata nei 300 km che separano Joao d’el Rey e la località Ayuruoca, a S. Libia, Serdeles a N del Tadrart Acacus, circa 800 km dalla più vicina riva del Mediterraneo. Siria, Serdjilla località con resti d’antico insediamento 80 km SO Aleppo.

[3] È bene si precisi che: a) “Stuttgard” è appellativo rivolto ai resti della Signora vissuta circa 7000 anni fa, definita “Similsarda” dai genetisti, rinvenuta a Stoccarda, b) Oetzi, risalente a circa 5.300 anni fa, fu primo ad esser definito “Similsardo” dai genetisti, c) l’agricoltore svedese meridionale, ventenne, alto m. 1,65, trovato in una tomba megalitica in cui ravvedesi una TdG, a Gokhem Parish, conosciuto come Gok4 avente circa 5000 anni,  rinvenuto in un contesto che rimanda alla Cultura dei Vasi a Imbuto, fu anch’esso definito “Similsardo” dai genetisti.

[4] Perché discostantesi dall’opinione oramai accettata comunemente, soprattutto in area genetica, come anche risulta dalla posizione che continua a manifestarsi, da parte di decine di studiosi della stessa disciplina, che mandano in stampa i lavori appresso enumerati!

[5] Questa è la Prima, decisamente autorevole smentita, della di già fatiscente teoria dei genetisti di Nature!

[6] Questa è la Seconda, decisamente autorevole smentita, della di già fatiscente teoria dei genetisti di Nature!

[7] Questa è la Terza, decisamente autorevole smentita, della di già fatiscente teoria dei genetisti di Nature!

[8] G. Lilliu, 1963, La civiltà dei Sardi, dal Neolitico all’età dei nuraghi, ERI, Torino, p.19; ed. del 1988, La civiltà dei Sardi, dal Paleolitico all’età dei nuraghi, Nuova ERI, Torino, p.27; ed. del 2003, La civiltà dei Sardi, dal Paleolitico all’età dei nuraghi, Il Maestrale (Nu) / Rai Eri (To), p.28; edd. 2007/2011, Il Maestrale, Nuoro, p.28.

[9] Dienekes Ponticos, nel commento che registrò il 2.8.13, sul suo blog, così ebbe ad esprimere i suoi dubbi sul metodo: «The usefulness of "archaeological calibration" eludes me […]». Cioè: “la utilità della calibrazione archeologica mi sfugge”. Ed anche aggiunge che: “la discendenza della attuale popolazione della Sardegna, da quella iniziale espansione, oppure da un successivo fondatore, resta ancora da dimostrare”. Ma, questo è campo nel quale non possiamo né vogliamo entrare.
 
[10] G. Lilliu, 1982, La Civiltà Nuragica, Carlo Delfino, Sassari. Abbiamo consultato la ed. del 1987 che, precisa nel contenuto a quella del 1982, se ne discosta per la veste editoriale.

[11] Delle migliaia di nuraghi qui citati, il Baruminese ci riferì a partire dal 1988 in “la civiltà dei Sardi”, p.357, in questo modo: «Alla qualità eccellente dei nuraghi complessi, spesso fulcri di un sistema di torri minori, corrisponde l’incidenza quantitativa nel territorio regionale».

67 commenti:

  1. Signor Mikkelj,il suo articolo circostanziato è veramente interessante e mi chiedo come mai c'è sempre stato questo accanimento contro i sardi,tutto ciò è inspiegabile.

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    1. Aia iscruthu custu nikele (su 30 de Aprile) ca Sennora Grassia aiat postu una dimanda: Come mai c’è sempre stato questo accanimento contro i Sardi?
      Cara Sennora Grassia,
      bos dia pode' responnere in meda maneras!
      Ma, dezzido de bokke mandare custas paraulas! A l'iskides proitte? Ca Vois [nanki no' si deppet ponnere sa "V" addainanti de cussa paraula cando semus iscriende, peroe jeo mind'affutto e faco de goi, imbezzes de iscriere "Bois" (iscusade sa essida dae su Caminu Mannu)], fippo nande ca Vois, (ei custa est sa secunda orta), ades s'arte de mi ponner dimandas ki erettu m'iscrarint sa kistione!
      A boll’ammentades “su Buzinu”? Il plenipotenziario della Nostra Isola per conto del Regno di Sardegna (sic!), però tristemente sabaudo? Beh, a distanza di due secoli, i Sardi si ricordavano ancora molto bene di lui, facendolo oggetto di loro maledizioni! Anzi, essendo una maledizione, il solo nominarlo! Si ricorda di Pio IX che ne fece di cotte e di crude senza dover render conto ad alcuno? Beh, mi torna a mente ancora, che mio padre l’irroccaiat de goi: sos corros de pionono!
      Si ricorda del più recente e meno famoso Monti Mario? Credo non esista un solo abitante della penisola ed isole italiote, che almeno una decina di volte non gli abbia indirizzato i suoi accidenti!
      Diffattis, Sennora Grassia, sa zente, su Mundu, s’Istoria fakent de goi CONTRA A TOTTU CUSSOS KI ANT CUMANDADU! E, prus forte e prus longu e prus malu, est istadu su cumandu, prus afforte li resurtat s’incanimentu!
      mikkelj

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    2. Signor Mikkelj,appo cumpresu e meda grassie.

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    3. Signor Mikkelj,ho letto anche il commento del signor Maurizio,che è molto ottimista prospettando di fare un tavolo nazionale e riaprire gli archivi segreti.Mi sembra una proposta bella ma utopistica.Il popolo sardo,a pare mio,è molto contradditorio:da una parte è estremamente orgoglioso e dignitoso, dall'altra ingenuo perchè ha spesso eletto politici che si sono prostrati al potere nazionale ledendo gli interessi dei loro corregionali.

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  2. Come spiegare tanto accanimento sulla storia Sarda?

    Tempo fa un giornale riportava uno studio fatto in Cina: oltre il 90% dei cinesi non comprende come mai in un luogo bello come il Tibet tanta gente ogni tanto si ribelli e si faccia arrestare! Sono bastati solo 60 anni di normale scuola che tace una parte di storia ed ecco che ciò che a noi appare ovvio genera solo incredulità per i cinesi..... così come solo sorrisi ne ricavo quando cerco di spiegare i motivi dell indipendentismo sardo ad amici romani: "Ma li avete tutto: mare e buon cibo "mi dicono.E nessuno vuole allontanarsi da questi argomenti o sentire altre "fesserie"
    Parlare di Storia taciuta o peggio di "annessione forzosa" Sarda genera sarcasmo al limite del bullismo e della violenza psicologica.

    Ma.... Qui comincia un gioco di matriosche dove la questione Sarda forse è la più vecchia ed interna: per guardarla è obbligatorio "aprire" anche quella più recente dell'annessione meridionale, un vero genocidio, e ,a sua volta "aprire" la piu grande, vicina ed altrettanto sconosciuta....
    quella della totale messa "Sotto tutela" Italiana ad opera dei patti incondizionati di resa di guerra ancora tutt'oggi validi e per lo più sconosciuti.

    Insomma se l'Italia si è costruita inizialmente negando una parte di storia poi, in un triste gioco del destino, è stata essa stessa "terminata" nello stesso modo mancando di insegnare buona parte della storia del dopo guerra.... perché patti e trattati ratificati raccontano di un paese diverso....

    Cosa fare allora?
    Se storia Sarda e Meridionale sono "segreti" scelti dallo stato Italiano non è così per l'ultima Matriosca che ha inglobato è preso diritto su tutto. Non abbiamo più tutela nostrana su questi argomenti.
    Inoltre se apparentemente in un mondo globalizzato le istanze autonomiste sono probabilmente antistoriche è però certo che impedire anche che la storia venga raccontata perpetua una dolorosa "frattura psicologica" che giova solo all'ultimo detentore del potere che ha solo da guadagnarci in uno stato diviso perpetuamente su tutto : dalla storia, l'archeologia fino ai vaccini.

    Cosa fare allora?
    Credo esista una sola strada:
    Un tavolo mai fatto in Italia di riconciliazione Nazionale ad Archivi , anche segreti, totalmente aperti dove si parli liberamente di questione Sarda, Meridionale e sovranità nazionale post guerra senza cercare rivalse(quindi anche dei legami certi tra massoneria, stato e mafia diretti da oltre oceano per i lavori sporchi atti a mantenere lo status quo).
    Ma sia chiaro che la posta in gioco in un tale tavolo è una sola affinché funzioni : la totale immunità in cambio della storia taciuta

    Questa è la differenza tra la legge che cerca un colpevole è un tavolo di riconciliazione

    Lo scopo è ridare voce alla storia senza cercare colpevoli.
    La nostra storia è troppo ingarbugliata oramai per sperare che la ricerca la porti a galla per tutti. Certe verità resteranno solo di nicchia , tra esperti, e la frattura sempre aperta.

    L'unica speranza per superare questo "bullismo psicologico" in Italia è l'auspicio che ogni branca del sapere oggi derisa chieda di confluire in un tavolo di riconciliazione nazionale: dal medico, al politico ,passando per archeologi e anche detentori di cattedra....

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  3. redo sia l'unica speranza per dare pace alla coscienza negata senza cadere in lotte antistoriche ma..... un tavolo di riconciliazione è ancora più difficile da accettare da chi detiene il potere ed inoltre non è accumulando dati scientifici che se ne farà sorgere l'esigenza.
    L'esigenza di capire arriva prima di aver accumulato dati : è un atto di coscienza personale
    Coscienza e conoscenza vanno di pari passo ma in questa epoca di tanta informazione è chiaro che la coscienza non si forma con la conoscenza: è un'atto previo

    Una cosa è certa però : negare o distruggere la storia lascia un buco nella coscienza che spesso preme anche a distanza di secoli. Insomma il "nulla" lasciato dalla perpetua distruzione della storia ha una sua forma, come un buco nero, come un negativo, mantiene traccia di ciò che è stato tolto.
    La forma del nulla insomma...quella che preme sulle tempie e non dà pace a distanza di secoli...
    quella che, prima dei dati, fa sorgere la coscienza...quella che cerca di raccontare il torto subito senza cercare vendetta.

    Ecco perché non è antistorico , anzi è prioritario ri-raccontare la storia per superarla e ripartire da dove, fratturandosi, si è bloccata.

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  4. Perdonate qualche errore di ortografia

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  5. Letto l'articolo di Frau nell'unione di ieri?

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  6. L'articolo di Mikkelj è assolutamente circostanziato e documentato. Dovremmo tutti avere più tempo per studiare e documentarci allo stesso modo. Ma se per aver conoscenza occorre tanto tempo, per aver coscienza occorrerebbe tanto minor fatica. Leggendo, ci si rende ancora più conto della misura ENORME di quanto Storia e Politica (ed Economia, chiedo venia, ma è da aggiungere, laddove si nasconde la reale entità numerica di popolo semisconosciuto perché celato) siano strettamente connesse.
    E' scandaloso che le pubblicazioni su Nature ed altre, dopo aver scatenato il mondo alla ricerca dell'acquisto del DNA dei Sardi VIVENTI, abbiano troncato di netto i data precedentemente raggiunti con puro metodo sperimentale e di seguito li abbiano archiviati ed addirittura (o my God) cancellati. Ma CHI COMANDA riesce a negare anche tale misfatto.
    Il buco nero è materia densa. Passarci dentro, via parole, non è mission impossible.
    Dobbiamo denunciare il fatto, con i mezzi che possiamo.
    Personalmente, m'accingo, nelle prossime ore a farlo, laddove posso arrivare.
    Orni Corda

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  7. Frau? No, abito a Roma e non si trova l'Unione :D online c'è?

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  8. Beh, Sennora Grassia, triplo Maurizio, doppio Thor, Wild Tuareg! Quanti interventi! Accidentii!
    Ma, c'è un Personaggio che quì la fa da padrone! He, he!
    Lo vedi caro lettore? Stavolta ti ho trovato disattento!
    Pensa, tal Personaggio è quì sistemato fin dalle 13,21 del 29 di Aprile! Esso è celato lì dietro!
    E, ben chiaro, ogni minuto che trascorre, sento il suo “murrunzu”:
    E' IL MURETTO!
    mikkelj

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    1. Mi chiedo perchè doppio Mikkelj.......

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    2. Ca as faeddadu duas bortas, Bobbò.
      mikkelj

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  9. Signor Mikkelj,scusi i miei limiti,ma non capisco il suo indovinello;praticamente nessuno dei tre ha capito?

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  10. Signora Grazia, il muretto a cui accenna Mikkelj, è quello a secco al riparo del quale si spara(va) al nemico-vicino di pascolo.
    Vuol dire, più prosaicamente, che i lettori che non hanno commentato il suo post sono suoi peggiori nemici, quelli che si nascondono e tramano nel buio, appunto.
    In pratica, Mikkelj sta costruendo la sua schiera di nemici.
    Cosa che potrebbe essere giudicata come un sintomo di turba mentale da depressione, da esaltazione, o non so che altro, ma che in effetti risulta la strategia maggiormente in voga ieri, oggi e domani.
    Ha scritto Umberto Eco che la costruzione del nemico è il meccanismo perverso, sempre in auge e in continuo “work in progress”, a cui i governi ricorrono quando si tratta di scrollarsi di dosso la rabbia del popolo e possibili sedizioni…
    In effetti è una pratica quotidiana anche a livello individuale perché, secondo una massima antica, un uomo vale per quanti, e per quanto potenti, sono i suoi nemici.
    Perché il gioco funzioni, che i nemici siano veri o presunti, alla luce del sole o dietro un muretto, importerebbe poco o niente.
    Importante è contarli con le dita della mente.

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    1. Non posso commentare i post di Mikkelj,sono in fase di apprendimento ma seguo con grande e sacrale attenzione(a torto o ragione)Sul muretto(miagetta in tabarkino)mi ci siedo e cerco di essere il più possibile presente senza nascondermi.Non so se lo avervi ricevuto Mikkelj,ti avevo mandato delle immagini di bronzetti trovati in danimarca,che per aspetto sono molto simili a quelli Sardi e mi hanno fatto pensare alle tue teorie......

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    2. No, no' m'est lompidu nudda!
      mikkelj

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  11. Signor Francu,la ringrazio della sua spiegazione molto chiara ed esaustiva, anche se mi sento sempre più ignorante di fronte a lei.

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  12. Beh, lettore attento, hai visto? Siamo riusciti a snidare proprio il personaggio che eravamo ben certi non fosse celato dietro il “murrunzante muretto” (ma poi, comente si narat i’ sardu, muretto? Boh, abbisumeu ki no’ si narat!), confermandosi tal atto quale conferma clamorosa della mia uscita!
    Certo, quella del Francu (che s’è dimostrato, come di consueto «erpiùffigoderbigoncio» come dicono a Las Vegas) possiamo catalogare come uscita pro domo sua anzi, chiedo venia, come uscita «pro domo issoro»! Bellaguesta!
    Però devesi far notare come, il pur sornione Francu, abbia clamorosamente fallito la interpretazione coerente, della mia tal uscita! Anzi, poiché gli si riconosce una attenzione ai particolari ben puntuale, dirò che il Francu ha, scientemente, posto in essere un addomesticamento della interpretazione! Infatti, sappiamo bene come le risposte scritte ai Contributi di questo e dei precedenti salotti (Pintore e Monteprama), si fermino all’1 - 2 % dei visitatori! Pertanto non potevo rivolgermi a quel numero (risicato, certo) di commentatori né soliti né conosciuti per lo più, e continuamente variabili! Infatti, qualunque persona ponga in essere una qualsiasi azione, si è prima posto un concreto obiettivo ed anche, ove esso coincida con degli individui, corredato di nomi, cognomi ed esperienze! Ergo, mio obiettivo non poteva essere un insieme sempre variabile e pertanto sconosciuto di individui! Ma, molto ben ragionevolmente, quei pochissimi color che, in questo salotto, son semprissimo pronti a discettare in lungo e in largo, anche sciorinando saperi e dati, a commento di ogni genere di contributo! (ja sikit)

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  13. Poi, il Francu vedo gioisca del piacere d’andar fuori dal seminato! È ben padrone di farlo!
    Ma, tirare in ballo (molto qualunquisticamente) I NEMICI! Boh! Cosa ha a che fare ciò col presente contesto? Ricordo al Francu CHE IO REPUTO MAIMONI ANCHE CASA MIA! E FORSE PIU’ DELLO STESSO FRANCU! Altrimenti non starei qui a spremere le mie giornate per tirar fuori qualcosa PER FAR CRESCERE LA VERA CONOSCENZA DELLA SARDEGNA! Pur sapendo di scontrarmi murettisticamente con i contrari per “nuovo” partito preso!
    Ma, sai quante persone si dichiarano miei nemici, cada die su facebbookko? A decinee! Senza ch’io produca il minimo sforzo! Sol DICENDO COSE PRECISAMENTE DOCUMENTATE CHE SBATTONO VIOLENTEMENTE CONTRO IL LORO STANTIO SAPERE! Sapere stantio, si badi bene, della cui acquisizione NON SONO AFFATTO COLPEVOLI! Ovviamente!
    Ma, PROPRIO QUI’ invece, caro Francu! Perché mi sarei fatto, come tu dici, quei (due, tre) nemici?
    QUI’ SI PARRA’ LA TUA NOBILITATE!
    mikkelj
    I.A. - A Frà, la turba mentale te la potevi risparambià! Questa infelice tua, più che di un salotto, ritengo locuzione da zilleri! E poi: faffigo rifarsi all’Umberto,o,o,o? La prossima volta, mi farebbe piacere sentirti esprimere i tuoi propri pensieri! Credo tu ne sia molto ben capace! Ìstadi ene!

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  14. Mikkelj, il tuo articolo di denuncia di un certo modo di agire di una parte dell’Accademia ci fa intendere che lo spirito divulgativo è ben stretto nelle mani di chi ha, da una parte, il potere e la responsabilità di sbilanciarsi il meno possibile; dall’altra, di usare prudenza (forse troppa), per mantenere altissimo il livello scientifico,validando solo verità assolute … o quasi. Di certo questo modo di agire lega la scienza, rischiando di far impantanare la conoscenza nello “ovvio”. Per quanto mi riguarda, dopo aver letto questa parte del tuo articolo e non avendo letto alcunché degli studi a cui ti riferisci, ne traggo solo una conclusione (sicuramente affrettata, non documentata e forse banale perché ignorante).
    Dal punto di vista genetico, lo studio mette in evidenza una correlazione tra genomi extra insulari con genomi della popolazione sarda; non penso però, si sbilanci ad indicare il verso delle migrazioni; per tanto non capisco per quale motivo si debba sfoltire uno studio al quel modo, cassandone alcune parti; se non per pregiudizio.
    Visto dal tuo punto di vista, Mikkelj; avendo tu esposto dati che indicherebbero un verso di migrazione; il dubbio insinua una conclusione. Guardando i dati, non solo di carattere toponomastico, ma anche quelli che derivano dalla popolazione di pecore sarde nel continente (quella sarda è una delle razze di pecora più antiche d’Europa) e la popolazione estremamente elevata del popolo Sardo in età nuragica, partendo dai dati forniti da G.Lilliu e da te elaborati; nonché presumendo che già dal neolitico potesse esserci stata una “conquista” di mercati extrainsulari con l’ossidiana da parte di Sardi; ben si capisce che le possibilità di migrazione in un certo senso siano notevoli; benché si possa pensare che il genoma definito “similsardo”, non significhi altro se non che popolazioni arrivate in Sardegna abbiano qui cristallizzato il loro dna originario, modificandolo nel frattempo in altre parti del globo. Ecco che a questo punto si spiegherebbe il perché popolazioni del neolitico abbiano affinità con i sardi attuali. Ciò non contrasta comunque con la proliferazione di toponimi con radice “srd” di mezzo mondo, avvenuta presumo successivamente; ma qui entriamo in un campo difficilmente sostenibile a meno di non riuscire a riavvolgere il filo di Arianna.

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  15. Caro Sandro,
    innanzi d’ogni cosa tengo a precisare che TUTTI i sapientoni che nel passato vicino, lontano e lontanissimo, han creduto di accreditare i Sardi d'un arrivo da un più o meno lontano fuori: HANNO SEMPRE FALLITO CLAMOROSAMENTE!
    Nello specifico, tu anche dici: "[...] si possa pensare che il genoma definito “similsardo” non significhi altro se non che popolazioni arrivate in Sardegna abbiano qui cristallizzato il loro dna originario"! NO SANDRO! Infatti, questa è la disperata posizione dei "genetisti"! Disperata e controversa pur anco! Poffarbacco! [così faccio sorridere (almeno) il muto Gigi!]
    Ma, caro Sandro, è questo, argomento (davvero godurioso) che afferisce alle parti successive del testo che ho preparato per i Sardi di buona volontà (to' sembra ‘na parabola! Ma certo tu gradiresti un'ellisse!) che abbiano onesto desiderio (prima di credere) DI VENIRE A LEGGERE!
    Ben a proposito dell'insieme, colgo l'occasione della pecora da te offertami, presente a DODICI chilometri ad est di Gokhem, cioè “nello stesso luogo” della Svezia meridionale in cui insiste la tomba del Similsardo svedese, per ricordare come i "genetisti" che copincollano gli archeologi, vadano a sostenere, senza un briciolo di prova e, parrebbe dal tono, ben sicuri di potersi giocare nell’occasione i propri attributi che, senti, senti: «7.700 anni fa ebbe luogo una “iniziale” espansione della popolazione in Sardegna". Cheffigada! Beh, sentite: queste son le cose che riempiono d’orgoglio! Esistono dei così sopraffini ricercatori che dall’alto della loro scienza riescono produrci una radiografia così precisa della Nostra Storia? Andiamo un po’ a vedere.
    (ja sikit)

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  16. Tieni ancora presente, anche tu attento lettore, come i genetisti dichiarino «urbi et orbi» che: nel 1700 a.C. I SARDI ERANO 300.000! Ohibò! Ma, allora la iniziale espansione dovette aver luogo da una singola coppia! Eh si, quattromila anni per trecentomila persone, due coppie sarebbero state troppe! Ma guarda questi “genetisti”! Sono andati a nasconderci la scoperta della coppia di Adamo ed Eva sardi! Non ce lo avevan detto? Noo, non si faaa!
    Ma, non entro nel merito profondo per non svelare l'assassino. Ricordo invece che, i resti della pecora trovata a Karleby, furono datati a 5.500 anni fa, come detto nella didascalia! E allora? Dirà il solito abbisto seduto in platea. E ALLORA LE COSE STANNO PROPRIO COSI':
    il famoso modello (accettato da QUASI tutto il mondo scientifico, ma certo fatto proprio da archeologi sardi e genetisti del gruppo Francalacci, questi ultimi in onore del loro maestro) di espansione dell'agricoltura, messo a punto dal duo Ammerman - Cavalli-Sforza, canonizzava un avanzamento medio dell'agricoltura in: «un chilometro l'anno»! He, heee!
    Ora, si da il caso che la famiglia di Sardi [non una sola famiglia di Sardi, ma certo numerose famiglie (come insegna lo schema delle migrazioni) che aveavan già mandato in avanscoperta (gli scouts, li chiamano) dei soggetti per verificare la fattibilità del progetto di migrazione], oggi conosciuti come Similsardi svedesi, che si portò dietro il proprio gregge di pecore, DOVETTE PARTIRE DALLA SARDEGNA LA BELLEZZA DI 9.200 (diconsi novemiladuecento) ANNI FA! BELLISSIMO!
    E così, caro Sardolettore, abbiam gettato in discarica tutta la fatica deviante e nasconditrice dei "genetisti", dei genetisti e degli archeologi! Piccoli, grandi e grandissimi!
    Ammazzaghebbotta!
    Ma, e la coppia? Quella della iniziale espansione? Giogadevel’arlotto!
    mikkelj

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  17. Il fatto che l'uomo del Similaun sia geneticamente vicino ai Sardi attuali non significa che provenisse dalla Sardegna; e infatti, quando dal DNA attuale si passa a quello antico (tra neolitico e nuragico), le cose non stanno così: solo uno dei 21 genomi antichi analizzati si avvicina, ma in modo molto remoto, a quello di Oetzi-è un link che risale a oltre 20000 anni fa(Olivieri, A. et al. (2017) Mitogenome diversity in Sardinians: a genetic window onto an island's past. Molecular Biology and Evolution, doi:10.1093/molbev/msx082). Una cosa così, in attesa ovviamente di un maggior numero di genomi antichi, vuole dire che c'è un progenitore in comune.
    Il DNA mesolitico sardo (due individui) di recente pubblicato dice tra l'altro che questi due individui hanno poco o nulla a che fare con i neoltici della sardegna e con i Sardi attuali; e conferma i dati archeologici sul fatto che nel Neoltico ci fu una esplosione abitativa della Sardegna da parte di migranti che vi arrivarono (Modi, Alessandra, et al. "Complete mitochondrial sequences from Mesolithic Sardinia." Scientific Reports 7 (2017)). E questo è confermato dalle ossa degli archeomammiferi, durante l'island hopping del Neolitico e da diversi altri indicatori (9000-7000 a.C. e nel Mediterraneo già si navigava alla grande: parola di archeomammiferi).
    Quando i genetisti parlano di isolamento genetico, non vuole dire che la gente non si muoveva, non vuole dire isolamento geografico: vuole dire solo che la velocità di cambiamento o evoluzione chiamala come vuoi genetica è minore (non zero! solo minore); e questo, per la Sardegna come per altri luoghi, è vero -e tu non puoi negarlo, non puoi inventarti le leggi genetiche. Vi sono regioni geografiche in Sardegna dove si è conservato in parte il DNA di epoca nuragica mentre in altre regioni -sempre della Sardegna- non si è conservato per nulla; ma finora non mi risulta, e ripeto:dai dati disponibili, che via sia traccia di DNA nuragico altrove in DNA moderni. E questo accade per l'isolamento genetico di cui sopra, inteso come va inteso. Se invece è rimasto DNA nuragico in DNA antichi si vedrà quando ci saranno più dati disponibili: per ora non possiamo affermarlo. E per periodi precedenti il flusso genetico PRINCIPALE non ESCLUSIVO (perchè di lineare nella storia evolutiva non c'è nulla) non è dalla Sardegna verso fuori ma viceversa. Non c'è da stupirsi, perchè il FUORI è molto più grande e l'entropia è l'entropia: non puoi cambiare il II principio della termodinamica, finora non c'è mai riuscito nessuno a smentirlo.

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  18. Quanto al "taglio" della frase «Stoccarda è posta nello stesso insieme di cui fanno parte due antichi “agricoltori” (Oetzi e Gok4), suggerendo la presenza di una “meta-popolazione di Primi Agricoltori Europei” (EEF), simile ai Sardi d’oggigiorno» nella pubblicazione finale, non vuole dire nulla-perchè comunque il link ai genomi sardi attuali è rimasto nelle tavole e figure (didascalia di figura 1) e ribadito da diversi altri articoli. Principal component analysis di figura 1, didascalia: "Stuttgart clusters with other Neolithic Europeans and present-day Sardinians.": e si vedono la maggior parte dei quadratini verdi (Sardi attuali) nel cluster dove c'è anche Oetzi e altri neolitici europei Ma questa figura - che non nasconde proprio niente-non vuole dire quello che pensi tu: vuole solo dire che i tratti genetici dei Neolitici europei si sono conservati di più in Sardegna che altrove. Questa è una ricchezza infinita del genoma degli attuali Sardi, neppure significativamente intaccata dalle varie dominazioni o tentativi di esse.
    L'articolo è open access, per le persone cui possa interessare.
    https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4170574/

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  19. Esattamente, i Sardi sono simili geneticamente a tutti i campioni neolitici Europei per un motivo preciso, hanno conservato il DNA dei cosiddetti agricoltori neolitici meglio di ogni altra popolazione Europea.
    Gli agricoltori neolitici erano geneticamente omogenei dalla Grecia all'Irlanda e provenirono dall'Anatolia intorno al settimo millennio a.c, si sostituirono ai cacciatori raccoglitori mesolitici Europei che hanno poco da spartire geneticamente con gli Europei attuali, come confermano tutti gli studi più recenti.
    Proprio per questo motivo i Sardi attuali sono quasi indistinguibili dal punto di vista genetico dagli Europei del Neolitico, mentre sono diversi dai Mesolitici sia Sardi che del continente Europeo, che invece erano simili tra di loro.
    Il DNA "similsardo" ovvero Neolitici si trova prima in Anatolia e nell'area dell'Egeo, per poi diffondersi in tutta Europa.

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  20. Bene, bene, bene! Vedo che l’afonia sta scemando!
    Il fatto che esistano pubblicazioni recenti che tentino di sminuire la ormai ben delineata "figura" di Oetzi, come ho visto fare proprio nel lavoro di Olivieri et alii del 2017 [che mi lessi una sola volta appena uscì, ma in modo ben sufficiente da essermi palese che esso] NON E' ALTRO CHE LA PROVA DELL'AZIONE NASCONDITRICE A CARICO DELLA SARDEGNA, MA PORTATA AVANTI SU UN PIANO PIU' SOFISTICATO! Ma, sul lavoro di Olivieri et alii, ci tornerò con comodo e quando lo riterrò necessario a trarne il giusto sostegno per ciò che vado scoprendo, grazie alla «davvero pressapochistica» azione di alcuni genetisti! Perché per ora, siamo solo alla prima puntata della mia analisi sulle motivazioni pratiche che diedero la stura alla definizione del lavoro di Francalacci et alii, in questione!
    E comunque, cara Samamasarda, il focus su cui ho incentrato il mio commento a risposta di Sandro E' ESATTAMENTE QUESTO: Come mai i "genetisti" affermano che: «7.700 anni fa ebbe luogo una “iniziale” espansione della popolazione in Sardegna», ed invece:
    BEN DUEMILACINQUECENTO ANNI PRIMA I SARDI ERANO DI GIA’ PARTITI DALLA SARDEGNA PER RAGGIUNGERE LA SVEZIA MERIDIONALE?
    COSI’ COME AVEVANO GIA’ FATTO I SARDI CHE LASCIARONO LA SIMILSARDA IN CATALOGNA, I QUALI PARTIRONO DALLA SARDEGNA ADDIRITTURA DUE SECOLI PRIMA?
    Questo è il punto! Bando alle ciance! Se v’è un solo uno, fra tutti voi, compresa te cara Samamasarda, in grado di dare una risposta, io risponderò (con tutto il tempo che avrò necessità di prendermi) ad una vostra domanda!
    Fermo restando il fatto che dovremo (a Dio piacendo) visionare e discutere tutte le altre puntate del lavoro dei “genetisti”! E, vi assicuro che ne vedrete DI COTTE E DI BRUCIATE PERSINO!
    mikkelj

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    1. Casomai saranno 2500 anni dopo, visto che lo svedese sepolto in quella che tu ritieni una TdG è di 5000 anni fa. Ma vale per lui quello che vale per Oetzi: il suo DNA è simile ai Sardi moderni, il che vuole dire che i Sardi oggi hanno un DNA ancora simile ai Neolitici europei-ma diverso, diversità dovute al rate spontaneo di variazione del materiale genetico (mDNA). Non vuole dire certo che il tuo svedese era un sardo; magari lo era, ma non puoi certo dirlo dai dati disponibili.
      Quel 9200 che evinci da un ipotetico modello rimane un tuo desiderio; le famiglie di Sardi che partirono coi greggi di pecore, pure.
      E NON URLARMI, non sono sorda!(anche se posso immaginare che tu non sappia cosa significhi scrivere in lettere maiuscole sulla rete).

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    2. Samamasà!
      Mi sono accorto essere tu stata vittima d’un colpo di sonno!
      Infatti, fermo restando che la datazione degli ossi di pecora rimanda la presenza in Svezia dell’animale addomesticato ad un momento vicino ai 5.500 anni fa! Va da sé che il gregge di pecore fosse in Svezia da 500 anni prima che nascesse il Similsardo svedese, cioè Gok4!
      Ebbene, a questo punto tu dici: «Casomai saranno 2500 anni dopo, visto che lo svedese sepolto in quella che tu ritieni una TdG è di 5000 anni fa»! Maghevvordììì! Ed è, appunto questa, la conseguenza del colpo di sonno!
      E ti chiedo: vuoi, cortesemente, rileggere quello che ho scritto?
      Eccolo quì: «BEN DUEMILACINQUECENTO ANNI PRIMA (dei ridicoli 7.700 anni fa dei "genetisti") I SARDI ERANO DI GIA’ " PARTITI DALLA SARDEGNA" PER RAGGIUNGERE LA SVEZIA MERIDIONALE»!
      E mi spiego facendo, io, il conto della serva, tenendo presente: 1- la distanza approssimativa fra Sardegna e Svezia, 2- il “canonico” modello di espansione dell’agricoltura legalizzato dagli Ammerman – Cavalli-Sforza in km 1,0 per anno! Ebbene, si addiviene a questo meraviglioso risultato: per arrivare ad essere presenti in Svezia 5.500 anni fa, le pecore dovevano essere partite dalla Sardegna ALMENO 9.200 ANNI FA!
      Cioè appunto 2.500 anni PRIMA di quella ridicola data, stabilita da quei “genetisti” che copincollano quegli “archeologi”, indicata come momento in cui ebbe luogo la «iniziale espansione della popolazione in Sardegna»! Hai capito, Samamasà?
      7.700 anni fa, i Sardi dell’Antica Antichità erano da (ALMENO) 2.500 anni SOLITI ANDARE IN GIRO PER IL MONDO!
      Mentre, vediamo “archeologi” nonché “genetisti” avere la assurda pretesa di farci credere, QUASI FOSSIMO DEGLI ALLOCCHI, che la Sardegna 7.700 anni fa fosse quasi disabitata!
      mikkelj

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    3. Fin che non si trovano le prove il tuo rimane il conto della serva appunto. Fatto è che il DNA mesolitico della Sardegna -pubblicato poche settimane fa-mostra, chiaramente, che in Sardegna c'è discontinuità genetica tra mesolitico e neolitico (Modi, Alessandra, et al. "Complete mitochondrial sequences from Mesolithic Sardinia." Scientific Reports 7 (2017)doi: 10.1038/srep42869). Quando c'è un modello, per quanto sofisticato-che sia il tuo o quello di genetisti di fama mondiale- se arrivano i dati sperimentali che lo smentiscono o lo confermano o lo confermano in parte il dato vale più di mille modelli. E il dato quello è. Ma nonostante il dato, i ricercatori, che sono molto più modesti di te, scrivono: "Results must be interpreted with caution. A model of genealogical continuity in Sardinia since Mesolithic times appeared very unlikely. We could not discriminate between a model assuming a certain degree of admixture and one of complete replacement by Neolithic immigrants, but if admixture occurred the contribution of Mesolithic people was apparently very limited". Una caution da cui bisogna imparare! nessuno oggi è in grado di confermare quello che pensi e che dai per certo.

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    4. Samamasarda dichiara: "il tuo rimane il conto della serva"! Ti ringrazio infinitamente d'aver rilevato e fatto tuo il senso del mio discutere! Infatti, alla serva ed alle sue GENUINE dichiarazioni di basso profilo, SI PUO CREDERE! Agli scienziati, soprattutto di area archeologica e genetistica, sulla base di quanto si è scoperto nel mio scritto, MA SOPRATTUTTO su quanto si evidenzierà, DECISAMENTE NON SI PUO' PIU' CREDERE! Amen!
      mikkelj

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  21. Mi sono arrivate due telefonate di persone a me affezionate, che trattano lo stesso argomento:
    LA SPARIZIONE DAL MONTEPRAMABLOG, avvenuta ieri sera, del mio articolo: «la risibile presunzione dei genetisti, circa un antico isolamento della Sardegna»!
    Ora, è bene si dica che, questo articolo “rimase cristallizzato” nella prima pagina di Montepramablog, perché fu uno degli ultimi che videro la luce, prima che Samamasarda (a ragion veduta) decidesse di chiudere il tutto. Ed è lì rimasto per due anni. Ora mi accorgo che, non solo è sparito dalla prima pagina, ma non viene più dato disponibile, ad una ricerca sullo stesso sito! Ma, non basta! Si verifica che non siano più disponibili, neppure ad una mia ricerca nel sito, NESSUNO DEI MIEI TANTI CONTRIBUTI, che pur sono “mia esclusiva proprietà intellettuale”, conservati nell’archivio di Montepramablog!
    Per ora, voglio sol così commentare, parafrasando un antico adagio:
    «AHI, hai, ahi! Tempi duri per i troppo scienzi»!
    mikkelj

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    1. I tuoi articoli sono in archivio, ben conservati e tenuti come bozza; la proprietà intellettuale è tua, senza discussione. La facoltà di renderli visibili è invece della redazione del blog: 1/3 almeno dei post pubblicati in precedenza sono tornati in archivio-così come tutti i commenti- per motivazioni nostre e condivise tra i membri della redazione. La pubblicazione sulla piattaforma blogger è libera e gratuita, non sono mai stati firmati contratti nè in un verso nè nell'altro, nè fatte promesse di visibilità perpetua, nè sono corsi copyright agreements-anzi in fondo alla pagina c'è sempre stata, ben chiara, la frase "Copyright © Monte Prama".
      Se non li hai più te li metto in una cartella condivisa o te li rimando, senza problemi, così potrai ripubblicarli quando e dove vorrai.

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    2. Ti sono infinitamente grato fin d'ora, cara Samamasarda, della tua promessa di mandarmi tutti i contributi con i relativi commenti. Ti sarei anche grato se ottemperassi alla mia bisogna d'inviarmi anche i miei commenti a tutti i Contributi sui quali decisi di intervenire! Ti sono davvero grato di nuovo! mikkelj

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  22. Centu concas centu berritas..........ma con un unico obiettivo la storia dei Sardi.

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  23. Lei ha ragione,signor Thor ma se ci fossero meno concas e meno berittas,forse,la storia della Sardegna andrebbe più veloce.

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  24. salve a tutti/salude a totus!.. peccato che in questa discussione si trascurino completamente aplogruppi patriliniali e matriliniali riconosciuti internazionalmente come mutazioni sarde (D.O.C.), alludo particolarmente al "famigerato" M26-sardinian, ben conosciuto e invidiato (ma anche abusato)tra gli interessati alla genetica.
    ora, dai 6ooo anni di eta inizialmente fino a 15 anni fa, questo " unsang hero" navigatore sardo e stato ridatato da ricercatori internazionali ben noti ad una eta oltre i 20 000 anni! e viene considerato tra i piu antichi sottogruppi dell aplogruppo I ! ... Nella svezia , specialmente a sud, 25 000 minimo di maschi svedesi non sanno che il padre del padre del padre etc .. dei padri dei loro padri etc .. era nato in sardegna e tali stirpi arrivarono in svezia durante una delle tante diaspore`sarde conseguitesi nel corso di,chi lo sa, 15 000 anni!.. una delle ultime diaspore , quella che porto l agricoltura nella svezia insieme al rame delle miniere sarde di sardegna e le miniere sarde della Huelva e del Tirolo, arrivo` 4000 fa a detta di quanto annunciato da studiosi svedesi 5 anni fa!.. in norvegia, stranamente, niente M26, fin ora solamente qualche migliaio dell aplogruppo matriliniale U5b3 (?)anche questa mutazione sarda spesso compagna del M26! .. interessantemte da notare sempre nel sud della svezia di aplogruppi matriliniali egiziani ( T1, T2 ?..not sure )del delta e del medio egitto presenti anche in toscana e in sardegna !

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    1. Sardinia " Caput mundi " !!!????!!!! Chissa`se anche i Cinesi .. i Giapponesi e gli Australiani hanno una discendenza genetica Sarda.... !!!???!!! Come diceva il Lando buzzanca ..." Mi vien che ridere !! "

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    2. Intervento dell’amministratore: E’ preferibile evitare commenti di mera ilarità e dileggio, specialmente se non supportati da solide obiezioni.

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  25. Caro 84ddf30e etc. etc., ci fai capire qual'è il tuo nome ed il tuo cognome?
    Una delle regole di questo blog è proprio questa. Puoi comunicarlo anche via mail in privato se ti secca renderlo pubblico.

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    1. Naturalmente, se non ti palesi, cancellerò il commento.

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  26. to sandro , scusa , ma io non son riusciuto a trovare nessuno email !! .. pubblicare in questo blog sembra complicatissimo !!, mandami il tuo email per favore . ...( tgatg@hotmail.com )




    continuazione ( M26 )...
    ma .. e la Germania allora? la frequenza dell M26 in germania è simile a quella della Svezia , Padania, Inghilterra, (sarebbe a dire tra le piu basse che io conosca!), nonostante ciò un minimo di 200000/250000 maschi tedeschi discendono da un antico padre sardo se si conta solamente il M26, se poi si aggiunge un plausibile minimo di altri aplogruppi sia patriliniali che matriliniali ( sempre di provenienza sarda naturalmente-)allora si puo arrivare facilmente a un minimo 300000/350000 tedeschi discendenti da antichi padri e madri sarde! - la frequenza del M26 è piuttosto omogenea sia a nord che a sud della germania, il che dovrebbe indicare una presenza monlto antica
    Queste basse frequenze per quanto freghino poco o niente in queste terre , sono invece importantissime per tutti coloro che, sardi e non, vogliono conoscere o ricostruire il passsato dei sardi! .. la verita è che quasi nessuno nell europa occidentale o in Italia o in Numidia e dintorni "sfugge" da un minimo di DNA sardo nel proprio sangue a cause delle antiche diaspore che si sono susseguite dalla sardegna negli ultimi 15000 anni fin da quando la sardegna era unita alla corsica e da quando un terzo della corsica era coperta da un ghiacciaio .-
    - Al giorno d oggi , un minimo di 10 milioni di europei occidentali, Numidia e dintorni possono attribuire la loro discendenza ad antichissimi padri e madri sarde
    ( da continuare .. )
    tore



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    1. L'indirizzo lo trovi in contatti ed e-mail sulla colonna di destra.

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  27. Ringrazio Tore Canu, per la sua correttezza e l'autorizzazione a palesare suo nome e cognome.

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  28. nuovamente grazie Sandro.
    .. se possibile userei ganu, tore ganu , come nel sardo colloquiale del centro-nord dell isola.



    - piccole correzioni: patriliniare e matriliniare invece di patriliniale , matriliniale

    - si scrive < unsung hero > invece di < unsang hero >, < si pronuncia < ansang >


    l espressione "unsung hero" significa. l`eroe che non viene inneggiato nonostante le sue imprese eroiche

    L`eroe, in questo caso il M26-sardinian, è conosciuto come grande navigatore ed pare che sia strettamente connesso ai monumenti megalitici di tutta l`europa,
    ( buon a sapersi: questa
    é la ragione per cui nordicisti, eurocentricisti, neonazisti e specialmente certi gruppi di fantanazisti che si sono untruffolati nella new-age considerano un "anomalia" che il M26-sardinian sia presente in sardegna in tali quantita, loro stupidamente, si vedono come i "veri eredi" di tali momumenti e vedono i sardi come illegitimi abitanti dell isola!)


    Cavalli-Sforza, senza saperlo , senza volerlo,con il suo lavoro su M26 ha fatto un grandissimo dono alla ai sardi e alla sardegna, un dono che sta facendo molta luce sulla storia ma che ancora aspetta di essere apprezzato dai sardi !

    tore ganu





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  29. No, no, Tore Canu! Tu sei un bugiardo!
    Una mia approfondita kirca sul tuo conto, mi ha portato a scoprire chi realmente tu sia! Ha, ha! Altro che storie!
    TU NON SEI NEMMENO SARDO! MA CONTINENTALE!
    TU NON SEI NEMMENO MASCHIO! MA FEMMINA!
    He, he, questa non tel’aspettavi eh?
    Infatti, i tuoi nome e cognome sono:
    Ciliegina Sullatorta!
    Beccadeguesta!
    mikkelj

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  30. All'incredibile Mikkelj nu ghe scappe ninte..........cumplimenti.

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  31. magari fossi una ciliegina sull torta! mi sarei mangiato tutta la torta !

    salve Thor! tu forse sai gia che l`equivalente sardo del dio Thor si chiama Nannai, chiedilo a Francu che di questo ne sa ; in Canaan si chiamava Indara e in India si chiama tuttora Indra .

    Toreganu Sushiama
    (ama anche tokio e yokohama)

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  32. Salve Toreganu Sushiama(parente di Miyazaki?),non sapevo di nannai,ma dovevo pensarci......Del resto,con l'aiuto della scienza la storia Sarda sta prendendo un'altra piega e quei legami che sembravano impossibili sono quasi messi a nudo.Il mio thor voleva essere un salvatore cammuffato.......Grazie mi informerò su nannai e indara,con indra ci conoscevano

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  33. Beh, fakimus de goi [si mi lu permittis (Zee! No’ as a esser calbineri!) nessi pro como], di kerzo muttire: Tore Cariasa.
    E ti vorrei dire, nonostante l’assordante mutismo del gruppo che intorno sta pur a fronte di quanto da te comunicato, qualcosa di strettamente mio (cioè da me stesso ricavato a fronte del mio proprio “kircare”), a conferma di ciò che tu esprimi riguardo il Navigatore Sardo ovvero l’«unsung hero»! Le quali definizioni, stante la mia grande ignoranza, ero ben lontanissimo dal conoscere! Quì appresso esprimerò (per chi è appena giunto, ma anche per ribadirli) concetti che comunicai volte millanta in vari luoghi compreso il presente Salotto, dopo averli elaborati e presentati nella sede più consona ad esser conservati.
    Ebbene, dimostrai dodici anni addietro, come la Antichissima Marineria Sarda, lasciò traccia indelebile della propria dimestichezza nel navigare di lungo corso nell’arco di tempo che si conduce circa da 14.350 a 10.260 anni fa, andando a visionare le motivazioni che spinsero Erodoto di Alicarnasso a dichiarare più e più volte, la Sardegna essere “la più grande di tutte le isole”! Ovviamente, anche qui, saltando a piè pari “la ridicola presa di posizione dei cattedratici di tutto il globo, che dichiaravano essere quella dello Storico un’assunto sicuramente errato”, dimostrai come in quel lasso di tempo di quattromila anni, la Sardegna fosse realmente «la più grande di tutte le isole»! Ed ebbi a scrivere ciò, e pubblicare poi, nell’anno 2005, sulla rivista “Sardegna antica, culture mediterranee”. Ma, ebbi a ribadire costantemente, che in periodo precedente i 14.350 anni fa, la Marineria Sarda dovesse essere comunque ben attiva, anzi dovesse aver messo a punto e sperimentato la sua arte marinara da (plausibilmente) molti millenni, perché nulla ostava al realizzarsi di ciò, in considerazione della conformazione delle terre emerse per l’epoca ed anche in relazione alla temperatura superficiale del mare, nonché riguardo la diffusione dell’ossidiana che in altre parti del globo era trasportata a grandi distanze almeno da 30.000 anni fa! (ja sikit)

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  34. Feci anche presente, agli stralunati e sempre muti lettori dei vari luoghi nei quali ebbi ad esprimermi, come fosse ormai ora di gettare alle ortiche l’obsoleto modello che vede gli spostamenti dell’uomo avvenire soltanto via terra! A questo proposito rilevai che, come dice la nautica, i Sardi della più Antica Antichità, erano in grado di raggiungere le coste mediterranee della Fertile Mezzaluna, IN SOLI 20 GIORNI COMPRESE LE SOSTE! Ma, le mie parole che volevan preparare la via, caddero vittima del famigerato deserto! Eh sì! Nessuno vuole accettare che muoversi per mare era, nel lontano passato ed ancora oggi è, non solo molto più semplice, MA ESTREMAMENTE PIU’ VELOCE E REDDITIZIO! La qualcosa, porterà a riscrivere (disgraziati quei certuni!) la storia degli ultimi trentamila anni dei luoghi che si affacciano al Mediterraneo, per quanto compete alla nostra realtà!
    Porto due clamorosi, nonché sintomatici, esempi di questa pervicace volontà di non prendere in considerazione la navigazione, proprio nel prosieguo della stesura del presente lavoro. Anticipo che i due casi trattano di ossidiana sarda che arriva in continente (insieme a molto altro)!
    Ma, nessuno degli autori, di cui uno di chiara fama, si azzarda a parlare di navigazione d’altura in un caso, e neppure a prendere in considerazione la possibilità che fossero i Sardi (nell’altro in cui risulta impossibile qualunque altra eventualità) a portare in continente il prodotto che essi consideravano di loro esclusiva proprietà da 40.000 anni fa! Ritengo avvenisse ciò, un poco per ignoranza dell’argomento mai trattato, ma credo fermamente, molto dipendente da folle politica, meglio programma occultativo, da rispettare!
    Eh sì, dover ammettere una navigazione da Monte Arci fino in continente, avrebbe significato togliere i Sardi dal «loro proverbiale isolamento»! Ma, questo avrebbe significato infrangere le regole stabilite dagli ignoranti in Antichissima ed Antica Storia Sarda!
    Ed ancora oggi, siamo al punto di non arrivo:
    NESSUNO VUOLE INFRANGERE LE INSULSE REGOLE!
    Bene, nel pretendere, giusto a proposito, la consegna del “diploma per mia honesta missio”, bos saludo faithfully.
    mikkelj

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    1. I carlofortini,impiegavano circa 12 ore pre arrivare a Bona,Tunisi e penso che il navigare a vela antico,non si discostasse molto da quello dei miei vecchi.Non capisco quindi come possa sembrare cosí assurdo.............

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  35. Thor, e stato proprio Francu alcuni anni fa ha tirato fuori una
    strofa in sardo dove Nannai faceva rima con pigai (= portar via ) .. delle volte durante un temporale pieno di tuoni i genitori esortavano i bambini a comportarsi bene altrimenti < .. Nannai veniva col carro tuoneggiante a portarli via!>

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    1. Non è molto che seguo il gruppo,oppure mi era "scappata"la storia,tra l'altro diversa da quella che raccontavano a noi.

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  36. per amor di verita, bisognerebbe aver chiaro, stando ai differenti tipi di DNA riscontrati dappertutto,,che tutto il mondo antico navigava !, molti popoli del mediterraneo, popoli dell africa equatoriale, indiani , malesi ,polinesiani etc..
    anche nei posti piu disparati, in cima alle Ande , isole sperdute etc ..e si accoppiavano ovunque e con chiunque!( una vera indecenza !)
    <I tanto decantati vichinghi e celti furono gli ultimi tra questi popoli e lasciarono tracce di DNA solamente nel territorio nord-occidentale dell america !

    I popoli del mediterraneo occidentale pare siano tra i piu vivaci nel navigare gli oceani!
    - gli anatolici oggi si vantano di aver raggiunto qualche tribu indiana,infatti pare che sia vero ma figurano solo al quinto posto !
    I tanto decantati levantini (libanesi, drusi, palestinesi)pare figurino al terzo e quarto posto nella frequenza DNA lasciata in giro, malgrado il potentissimo lobbismo che li venera, adora e deifica come dei onnipotenti della navigazione !

    al secondo posto figurano greci, sardo-baschi e sardo-berberi !

    e al primo posto ?
    ... scusate ma ora sono stanco e vado a dormire !

    .. ma no, no me potho reposare !

    .. ma, un momento , voi forse volete sapere chi è al primo posto, vero ?

    .. probabilmente una citta legendaria il cui nome comincia con la - T -

    .. ma senz`altro un isola mitica il cui nome comincia con la - S -!!!


    Toreganu Amamoto
    ( ama anche auto,ballo e nuoto)








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  37. Amamoto?
    Ha, ha! Tando no' mi fippo irballande!
    Tottu custas dies pensande a Caleccunu ki di naraiat, isse ettottu:
    TORE CANU AMADORE!
    Amadore, per l'appunto! Colui che Ama! Il ballo, s'ardia, s'erbeke, su Sardu, l'M26 e via discorrendo!
    mikkelj

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  38. Sento il forte dovere a dare, qui, la più ampia soddisfazione al commento di Thor delle ore 12,14 del 14-5-17.
    Commento così fondamentale, in ordine alla discussione sull’antichissima abitudine dei Sardi ad andare, sontuosi col loro riccamente attrezzato naviglio, lunghesso il docile mar che li circonda, che per vedere il quale sfuggire alla tastiera di un “gran cattedratico”, attendere chissà quanti anni anta ancor doveremo! Noti pur l’italiota (colto o scolto che sia), ma certissimamente privo della anche più scarna storia, come moltissimi millenni appresso il suo nume medievale, così egregiamente ebbe a confermare sua perpetua, abissale mancante dimestichezza marinara: “Ahi serva italia, nave sanza nokkier in gran tempesta!” Ammazzaghebbotta!
    Onde offrire anche a te, Sardolettore, il godimento di tal Thorense soddisfazione, vorrò porre di seguito alcune mie considerazioni nel merito, partorite prima dell’AD 2008 presenti sul mio “kircandesossardos”.
    (si sta ivi discettando circa il tratto di mare che separa Sardegna ed Africa) * Nella globale valutazione della situazione delle terre emerse di tale area geografica, conviene dare anche un’indicazione di quella che certamente dovette essere un’altra direttrice sulla quale si andarono sviluppando scambi, spostamenti e conoscenze della marineria sardiana: quella che conduceva alla sponda dell’Africa che ai nostri giorni chiamasi Tunisia. Reputiamo anzi tale direttrice essere stata la prima (ma forse più o meno coeva a quella che collegava la Sardegna Paleolitica alla Liguria, essendo però quella tratta in perenne condizione di piena visibilità) ad essere teatro delle spericolate prove di navigazione dei primevi marinai Sardiani del Paleolitico, forse in competizione con quelli nordafricani. (ja sikit)

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  39. Infatti, su una rotta ancora più meridionale di quella che portava all’isola paleolitica che chiameremo Skerki, era certamente percorsa una via che conduceva, ancora indirettamente, al continente africano. Per questa ragione, con una direttrice nord-sud che si dipartisse a circa cinque miglia al largo di Capo Spartivento, quindici millenni addietro un Sardiano sarebbe giunto, dopo circa 67 miglia di navigazione, in una grossa isola di dimensioni più grandi dell’odierna Minorca (754 km2) che si posizionava attorno all’attuale piccola Ile de la Galite, e di lì percorrendo soltanto altre 8,5 miglia, sarebbe approdato direttamente in Africa, 3,5 miglia al largo dell’odierno Cap Serrat, in Tunisia. Ma, desideriamo sottolineare un aspetto molto importante in ordine alla antichissima possibilità di incontro avuta dalle genti sardiane e libiche.
    Oggi la distanza fra l’isoletta di La Galite (poco più grande dell’isola di Spargi nell’Arcipelago della Maddalena) e Capo Spartivento è pari a circa 77,8 miglia (144 km.), ed un Tunisino che stesse
    sulla sua cima, alta 391 m., potrebbe vedere la cima, prossima alla riva sarda, di un rilievo che fosse alto 329 m. Troviamo che in prossimità del Capo Spartivento, poco più a nord di esso (di circa 4 km.) è presente propio un rilievo di 363 m., il Monte Filau, da cui si può vedere la cima dell’isola di La Galite.
    Mettendoci nella condizione dell’ultimo Massimo Glaciale, risalente a circa 22.000 anni BP, in cui causa la regressione marina il livello del mare era di 150 m. al di sotto di quello attuale, troviamo che la distanza fra la cima di La Galite e la Sardegna a sud del Capo Spartivento, fosse pari a circa 67 miglia (125 km), essendo però la distanza fra il lembo settentrionale dell’isola e la Sardegna, pari a 50 miglia (92 km.) e la visibilità dalla cima di La Galite (in questo frangente alta 541 m.) fosse tale da rendere visibile una collinetta di 149 m. che si trovasse in prossimità della linea di riva in Sardegna. (Tav. 10 presente nel libro) (ja sikit)

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  40. Ebbene, l’attuale linea di costa sarda rappresentava proprio il punto d’arrivo del campo visivo del Libico che si fosse trovato sulla cima più alta di La Galite, mentre per un Sardiano sarebbe stata visibile la cima dell’isola africana, ove lo immaginassimo percorrere tutta la odierna litoranea compresa fra le rovine di Bithia e Capo Teulada.
    Le molteplici implicazioni e le conseguenze, anche solo relative alla sfera genetica, derivanti da questo straordinario fatto geomorfico, ci portano a credere, sulla base dei risultati fin qui acquisiti, che l’affacciarsi della prima conoscenza fra individui delle due diverse sponde possa farsi risalire certo ALMENO all’ultimo massimo glaciale. Durante tale periodo infatti, le condizioni sul Mediterraneo non erano così proibitive come si potrebbe credere, avendosi una temperatura dell’aria mediamente inferiore a quella attuale di 4,5 gradi centigradi.
    È di grande conforto, QUESTA NOSTRA CONSIDERAZIONE ad un lavoro del 1975, di A. Piazza et alii (in bibliografia) il quale rivelò che fra altre popolazioni del Mediterraneo, i Sardi sono imparentati geneticamente con agli Africani settentrionali. (qui è presente un mio leggero aggiornamento al testo originario)
    Ci rendiamo conto di trovare attoniti coloro che a vario titolo abbiano discettato e tuttora raccontino di un pesante isolamento della Sardegna dal resto del contesto CHE NOI REPUTIAMO INVECE AD ESSA MARGINALE! *
    mikkelj

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  41. Chiedo venia per lo: "agli(o) con"!
    Avrei voluto ingradientar con la cipolla! Non m'è riuscito!
    Sarà difficile immaginar Vostro Perdono?
    mikkelj

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    1. Mikkelj mi stava per scappare una battuta, ma ho fatto in tempo a trattenerla.

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    2. E me ne dispiace moltissimo, caro Sandro!
      Proprio dalle cose cui, spontaneamente, ci vien di dar la stura, possono sortir livelli d'attenzione e ampliamento della disamina, che altrimenti rimarrebbero tristemente nascosti! E poi, considera quanto coraggioso io mi professi!
      Vai, rendici partecipi di pensier tuo!
      mikkelj

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    3. Mikkelj, non vorrei che qualcuno possa pensare che tu abbai voluto trovare parentela genetica tra i Sardi (regno animale) e agli Africani settentrionali (regno vegetale).

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  42. Risposta al commento di Thor del 14.5.17 ore 12,14.
    Ei, Bobbò! Custa es’ kistione ki NEMOS la rispondet! Troppu mannas e verdaderas, sas paraulas tuas sunt! Custos istudiados mannos, sunt mesurande galu kin su mettrooo! Il procedere di Agricoltura e addomesticamento Animale e Vegetale! Ohi, ohi, Thor. Che bastonata hai loro inferto!
    Ed io, a mia volta, commento la tua saggissima considerazione, proprio così!
    He, he, he!
    EVVIVA LA SEMPLICE E SPONTANEA VERITA’!
    Vedi caro Thor? Questa è l'ennesima dimostrazione che segnala da ogni dove, come gli "scienziati" NON SIAN CAPACI PIU' DI FARE IL CONTO DELLA SERVA!
    Come, d’altro canto, ebbe a dimostrarci più su la nostra (per molti versi amata) Samamasarda!
    Ella, prese al balzo la palla servitale, per rimarcare che "per l'appunto, il conto della serva è una degenere modalità di analizzare i dati"!
    Come vedete, cari Thor e Sardolettore, quella e questa, rappresentano la patente dimostrazione di come gli scienziati, una volta scelta la tangente da cavalcare, valutatane la solidità secondo i propri parametri, partano per la stessa in groppa a quegli incontrollabili fantasmi che li lanciano solidamente contro il Monte del Senso Pratico! Ch’è sempre fermo la in mezzo a frantumare i sogni degli sprovveduti! Sia ch’essi sbandierino uno, dieci o nessun Pezzo di Carta!
    Ovviamente, il deserto nel quale isolati essi stanno, è testimone e raccoglitore di parole come le mie la cui eco, infranta sul loro negare ad ogni costo, rimbalza nel deserto stesso tuttavia!
    Talvolta, fertilizzando poche oasi che divengon cariche di fresca e nuova vita!
    mikkelj

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  43. Caro Mikkelj,
    vedo che non hai perso la punta della penna!
    Ho letto con interesse le tue considerazioni sugli studi di genetica.
    Non posso dir niente in quanto non sono esperto.
    Posso però dirti che condivido, di massima, le tue considerazioni sulla necessità di riscrivere la storia della Sardegna. Aggiungo che occorrerebbe riscrivere tutta la storia dell'umanità prendendo in considerazione alcuni elementi spesso sottovalutati o appositamente ignorati.
    Uno di questi elemento l'ho trovato in un commento (non ricordo di chi), sulla non linearità della evoluzione. Condivido a pieno!
    L'evoluzione non è lineare, non credo lo sia mai stata, se non per brevi periodi e per motivi di semplificazione di calcolo.
    Devo dire che avendo già letto i tuoi articoli precedenti, molte cose mi sono familiari, però approfitto per chiederti direttamente il tuo pensiero in merito alla popolaione sarda nel tempo, ribadisco, il tuo pensiero in merito, non quello di altri.
    Inoltre, una mia piccola riflessione: oggi come oggi, sia nei paesi che nelle città, le abitazioni non sono mai dello stesso tipo. Vi sono abitazioni costruite con materiali differenti e, di conseguenza, di durata differente. Vi sono inoltre eventi, naturali e non, che modificano anche profondamente la fisionomia di paesi e città. Se riportiamo queste considerazioni che ritengo siano incontrovertibili, all'epoca (se di epoca può parlarsi) nuragica, immagino che intorno al nuraghe vero e proprio vi siano state delle case o capanne in pietra e poi, più esternamente, delle capanne in legno o altri materiali che potrebbero essere andate distrutte col tempo.
    Inoltre, il numero degli abitanti di un centro nuragico, dovrebbe tener conto anche di coloro che, come ancora accade nei nostri paesi, abitavano nelle campagne.
    Questo significa che il numero di 30 abitanti è probabilmente un numero scelto a caso come quello di 200 o di mille, letto in altre occasioni. C'è mai stato qualche serio tentativo di stimare il numero dei Sardi? Riferito ad una specifica epoca? Che tenga conto del fatto che se non vi è un minimo numero di "abitanti" che si aggregano tra loro, difficilmente si sarebbero potute realizzare opere quali, per esempio, il nurage Is Paras di Isili? Solo per citarne uno!
    In merito alle considerazioni sulla dimensione della Sardegna, in diversi testi antichi vi sono accenni alla creazione del mediterraneo, avvenuta non milioni di anni fa ma in tempi relativamente recenti (vedi Lucio Anneo Seneca per esempio: questioni naturali,libro VI, cap. 30). Uno sconvolgimento che sembrerebbe essere stato molto noto, talmente noto da non meritare di essere riportato nel suo libro.
    Se si prendessero per vere, come io ritengo si dovrebbe fare in molti casi, le osservazioni degli antichi studiosi, la Sardegna doveva per forza essere diversa da come la conosciamo, forse non era neanche un'Isola!
    Ma purtroppo, come hai ben detto tu, Mikkelj, la gente ha perso l'abitudine di leggere (e io aggiungo che spesso, tra coloro che leggono, sono in pochi a riflettere sul significato delle parole!).
    Spero che i miei commenti non siano fuori luogo, in ogni caso nessuna mia affermazione vuol essere in nessun caso offensiva per nessuno, anzi, scrivo solo per amor di Verità!
    A presto.

    Alessandro

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    1. Caro Alessandro, mi dovrai perdonare se ancora non son riuscito a strutturare una risposta che porti giusta soddisfazione alla tua richiesta: "approfitto per chiederti direttamente il tuo pensiero in merito alla popolazione sarda nel tempo". Non è tanto la complessità della tematica che mi trattiene, quanto l'interiore respingimento dell'impegno cui dovrei sottopormi in questa fase "congiunturale". D'altro canto osservo come, fra le tante centinaia di lettori che quì si son susseguiti, non ne abbiamo sentito alcuno, che sia stato in grado di risponderti. Come al solito, da parte mia, lo farò in cinque minuti, quando "kircande" mi avvertirà esser giunto il momento!
      Scusami ancora! mikkelj

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