domenica 27 settembre 2015

ASTRI DI SETTEMBRE

di Angelo Ledda
A coloro che sono Luce
Su brincu. Disegno penna su carta, 10x10 cm, 2015

La maschera non si addice alla donna, non dechet a sa femina...
La donna è già animale-dio: est capra: bestia dal salto, 
da una sponda all'altra, da una rupe all'altra.
Deborda dal solco tracciato e sconfina.
La donna è maschera per se stessa, senza vestizione, senza rito...
Il suo corpo è ciclico, un perenne moto di marea. 
Corpo fluido in continuo mutamento: 
ha un'esperienza organica del flusso del sangue, del ritmo del tempo.

(Bachisio Bandinu)

46 commenti:

  1. Che bel disegno e che bella poesia! Sempre argomenti interessanti in questo blog.Complimenti.

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    1. Grazie a lei signor Angelo e tanti auguri per la sua piccola Maria,la nascita di un figlio è una gioia immensa.

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    2. Cara Grazia, devo essere stato troppo complicato nello scrivere e me ne scuso. Mi riferivo a Maria Lai, la grande artista, una grande donna, nata il 27 settembre del 1913 a Ulassai, scomparsa nel 2015.

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    3. Che gaffe! Però è servita,perchè andrò su Google a conoscerla,non ne so niente.Quante persone belle ha creato la Sardegna! Non faccio l'elenco perché sarebbe troppo lungo.Sapete che vi dico? Non scandalizzatevi,per piacere:anche dei grandi banditi che si sono ribellati alle ingiustizie.

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    4. Grazie Grazia, Su Brincu è il salto, quello della capra, ma anche da una dimensione all'Altra. Ho pubblicato nella mia pagina Facebook questo disegno il 24, quello stesso identico giorno di un diverso anno in cui Gianfranco Pintore e Placido Cherchi, debordanti dal solco tracciato, finirono di percorrere la ripida e fragile scala per legarsi agli astri. In questo stesso giorno nasceva Maria Lai, il cui debito grafico vuole essere evidente.

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  3. Questo ha sempre ingenerato paure nell’uomo, la supremazia della donna nel vivere quotidiano, nel vivere il proprio corpo anche con dolore. Quello che manca al maschio, vivere col dolore ciclico e vincerlo, tanto che lei, la donna, combatte l’immane dolore del travaglio, il culmine della sofferenza e lo batte, dimenticandolo subito dopo.
    Com’è possibile tutto questo se non con l’aiuto dell’essere supremo? Ecco, la paura di essere escluso da questo rapporto stretto col divino, ha portato il maschio ad appropriarsi con la forza bruta di un primato che non gli spetta.
    I Talebani insegnano.

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    1. Si Sandro, la penso come te!

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    2. Noi abbiamo una donna che nemmeno i talebani distruggerebbero:Aba Losi

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  4. Grazie Angelo, penso che con questo post -sia dal titolo che dalla dedida-tu abbia pensato, nel tuo solito modo garbato, anche a Gianfranco.

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  5. Grazie Angelo, ci voleva.
    Penna su carta, 10x10 cm: quanto poco basta.
    E ce lo siamo già detto: anche Maria Lai, Gianfranco Pintore, Placido Cherchi e quanti ciascuno ha di più vicini; le capre nell'accezione opposta a quella di Sgarbi ma poi, volendo, anche le capre proprio in quella accezione se siamo noi a riconoscerci in queste, per come talvolta siamo (in azioni od omissioni), dimentichi della luce (che comunque è lì) di coloro che sono Luce.

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  6. A proposito di capre,mi viene in mente uno dei tanti ricordi meravigliosi della Sardegna:Nel 1963,con un'amica siamo andate sul monte diOliena,uno spettacolo dantesco e sentivamo il tintinnare di campanelle ma non vedevamo le capre perché erano mimetizzate dal bianco della montagna.Che posto stupendo!

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    1. Bella questa immagine. Mi ha sempre colpito questa capacità delle capre di mettersi in posti stranissimi, pericolosissimi, sfidanti il pericolo...di non farsi mai addomesticare del tutto. Sono imprevedibili :-)

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  7. Cari amici,poichè non riesco a non esternare le mie emozioni,vi devo dire che oggi sono veramente contenta perché vedo che Gianfranco è sempre con noi.Grazie,grazie a tutti voi ed al signor Angei che ha creato questo blog.

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    1. Non ho creato nulla, Signora Grazia, ho solo preso in consegna un testimone.

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    2. Ha ragione signor Angei,la prima artefice è stata la grande Aba,comunque lei è riuscito a prendere "in consegna un testimone" e non è poco.

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    3. E va bene, senza nulla togliere ai meriti di Atropa (che già non erano pochi prima e che ancora vediamo accumularsi, così come si potrà dire per Sandro), mi assumo la parte poco creativa di finire il salmo in gloria: anche Atropa (con Romina soprattutto) aveva raccolto un testimone. Sembrerà retorico puntualizzarlo in questa discussione, ma in certe occasioni si peccherebbe a volerla scansare troppo, la retorica.

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  8. Gli errori servono per imparare e conoscere:ho letto la vita di Maria Lai,che donna eccezionale!Mamma mia che donna coraggiosa e forte! La Sardegna ci regala persone eccezzionali e uomini che non dovrebbero essere reputati tali per le nefandezze che hanno fatto.Noi sardi non abbiamo mezzi termini o siamo splendidi o siamo innominabili.

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  9. Ricordate di riproporre tutte queste belle considerazioni anche per l'otto marzo, così ci risparmiamo tutte quelle sulla "luna nera".
    Ma, se la donna è capra, quest'ultima, per Cicito Masala, era "occhi di zolfo", cioè l'immagine del diavolo.
    Anche così, però, il legame col trascendente rimane, in quanto ci siamo messi d'accordo nel chiamare "dio" tutto ciò che ci è a favore e "diavolo" quello che non ci garba.
    In effetti, ancora però, i maschi restano sempre dei bambini nei rapporti con le donne, nel senso che mettono in atto comportamenti irrazionali, quali l'more, l'odio, la violenza, la sopraffazione e la sottomissione. Tutti aspetti del comportamento che derivano dalla non conoscenza della donna, della supposta e immaginata diversità, una ignoranza frutto dei tabù per quanto riguarda la madre, altra negligente e menefreghista per quanto riguarda le sorelle, le amiche e tutte le altre, salvo qualche eccezione che però viene elaborata, come dire?, fuori commercio.
    Mi riferisco, in questo caso, alle prostitute le quali, a volerci vedere più chiaro e più addentro, cercano di farsi passare come fossero tua zia, o qualcosa di simile, perché hanno imparato l'arte di nascondersi comunque ai tuoi occhi.
    E però, se la donna partoriente combattesse il dolore, non nascerebbe neonato. Essa invece subisce e si arrende al dolore, perché capisce che non c'è via di scampo. E quindi ci troviamo di fronte a una eroina per forza e non per scelta.
    Ciò che, però, non toglie nulla ai meriti della donna.
    Queste mie considerazioni sono impilate su tanti "però", non perché mi ci sia affezionato in modo particolare,ma perché potrebbe succedere che, continuando a rotolare in discesa, uno dietro l'altro, con le belle cose che ho letto più su, ci si ritrovi tutti a fondo valle da dove, però, è difficile vedere l'alba e pure il tramonto.
    Capiterebbe allora che sia l'alba che il tramonto ce li dovremmo far raccontare dagli altri,fossero pure i Greci (mi viene in mente Omero), e allora diventerebbero favole, miti, quando però sappiamo che sono fenomeni reali e quotidiani. Insomma, se si parla di donne, di quelle che abbiamo vicino, di quelle che conosciamo, non stiamo parlando di aurore boreali.
    Sono sicuro, signora Grazia, che quello che dico la farà ricredere sul mio conto. E me ne dispiaccio.

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    1. Signor Francu,lei lo sa che lei per me è un mito ed i miti non si discutono.Appena ho letto il suo nome mi sono illuminata d'immenso,non si offenda ma lei mi fa ridere perché la sua ironia unita alla sua cultura mi piace e mi ripiace.L'unica cosa che le chiedo:non mi nomini l'8 marzo.Proprio perché amo le donne(non tutte la boschi la odio),questa è una data,anche se ha origini nobili ,successivamente è deteriorata.Al mio compagno che,per provocarmi mi dice di festeggiare questa data ,io rispondo che la festeggerò quando ci sarà la festa dell'uomo.l'uomo,per ragioni storiche è sempre in festa,anche per colpa della sudditanza delle donne(in questo momento sono un po' superficiale,ma non posso addentrarmi).L'8 marzo,insomma è un contentino che si concede alle donne,quindi la odio.

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  10. La donna è sempre stata mediamente più equilibrata dell’uomo, tant’è che si dice che se fossero le donne a detenere il potere (quello vero), non ci sarebbero più guerre.
    Già in antico si creò una divinità femmina che facesse da tramite col divino maschio, evidentemente sto parlando di Tnt o Tanit come vuolsi chiamare; ella essendo femmina aveva la testa sulle spalle, tant’è che quei piccoli terrestri che cercavano di capire il carattere e i modi di fare di B‛l o Ba‛al, come vuolsi chiamare, proprio a lei si rivolsero per tradurre loro i messaggi divini; e lei Tanit, si prese la briga di fare da mediatrice e pure psicologa dell’animo umano. Pare che ai sacerdoti dicesse: «Non preoccupatevi di lui, in apparenza è un toro feroce, ma in fin dei conti è un asino che gira, gira, gira, senza fermarsi mai. Attenti però a rivolgervi a Lui, mai in questi termini, solo io posso chiamarlo “asino”!» e questa la dice lunga sul potere femminile. J

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    1. Sarò breve!!??,Ho sempre pensato che gli uomini sono,quasi tutti,degli emeriti s.....zi ma,nello stesso tempo degli sprovveduti perché si fanno imbecherare da certe donne,che quando decidono di essere cattive e maligne,non le supera nessuno.Le donne sono più sagge degli uomini perché hanno avuto il tempo,nonostante il duro lavoro manuale,di meditare e rimeditare.Sono autonome,le vere donne,ma da quando hanno deciso di sostituirsi agli uomini(vedi la politica) non mi sembra che abbiamo dato ottimi esempi(escluso la Bonino,e poche altre),mi riferisco alla servile Finocchiaro,e a tutte le veline di renzi che superano le veline di Silvietto(a,questo punto mi sembra una mammola di fontre a renzino)Oddio,sono andata proprio fuori tema e mi scuso col signor Angei che ha fatto un discorso più elevato del mio.Quando parlo di politica i miei freni inibitori straboccano.

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  11. Che le donne siano costituzionalmente più equilibrate degli uomini, si nota a prima vista, almeno quando il lato B è tale da far da contrappeso al seno.
    Quanto alle guerre evitate ed evitande, diobono!, se quella più famosa fu combattuta per merito o colpa di una certa Elena di Troia che era stata prima di Sparta, racconta il mito che fu una mela e l'inimicizia di tre donne divine a scomporre una pace che uomini finti matti non riuscirono ad evitare.
    Tuttavia è certo, e unanimemente condiviso, che il campo di azione e di confronto preferito dalla donna non sta sui pianori e nei grandi spazi aperti, ma in quelli più appartati delle camere da letto e in cucina, dove si confezionano oscure pozioni dolci e quelle amare, qualche volta volutamente insapori ma tali da avere un preciso scopo ed effetto. Chiedere a Caterina de' Medici, se ve la trovate a portata di udito, meglio e consigliato se tramite le cuffie del cellulare.
    Se la Storia non c'insegna nulla, perché studiarla?
    In questo pomeriggio uggioso di pioggia, una pioggia che ho capito indifferente e slegata anche dai furti del Governo, del nostro Governo voglio dire che è posizionato a Oriente della Sardegna mentre le nuvole vengono da Occidente, dall'Atlantico passando per la Spagna, cosa che mi fa credere che neanche fuori dall'Italia i Governi siano troppo onesti, insomma in questo pomeriggio di pioggia che inaugura l'autunno astronomico, ecco che si può parlare di tutto, mettere in fila due o trecento parole senza dire niente. Senza aver voluto dire niente, è meglio dire, perché comunque, se il perder tempo a chi più sa più spiace, mi trovo nella condizione di poterlo perdere il mio tempo piovoso, grazie al fatto che poco so e vieppiù perché ancor meno m'importa se poi trapasso nella categoria di quelli dediti al consumismo, almeno del mio tempo imperfetto, se non dei beni mercantili.
    E che le donne siano autonome è opinione corrente, sia quando lavorano e non sono schiave della famiglia, ancora di più quando il marito o il padre le hanno messo a disposizione due domestiche e un terrone che porti a pisciare il cane fuori di casa, rada il prato, poti le rose e accudisca al cavallo.
    Qualche volta diventano molto autonome allorché invedoviscono, anche se spesso se ne lamentano e a ragione, non avendo più nessuno da incolpare che un Governo ladro, fosse pure per la poggia uggiosa pomeridiana di fine settembre o del ritardo della pensione di reversibilità.

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  12. Lei non si smentisce mai, signor Francu,ma questo commento è insuperabile,direi strepitoso.La pioggia sarda lo ha ispirato veramente tanto.E' inutile che le dica che ho riso di cuore.:Troppi complimenti le faranno male? Qui giornata di pieno sole ma sono a casa perché sto preparando il pane frattau ad amici che apprezzano la Sardegna ed il suo cibo.Ad ogni modo questo piatto è proprio maleducato perché appena fatto va mangiato,menomale ad altri faccio gli gnocchetti sardi.W La Sardegna.

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    1. Signor Piero ha perfettamente ragione e me ne scuso,le prometto che non accadrà più.Ho solo la giustificazione di un grande rimpianto per la mia terra che mi fa restare attaccata a questo blog in maniera poco corretta ed invadente.Chiedo,di nuovo,scusa.

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    2. Col nuovo articolo di Aba si ritorna ad un più alto livello,in effetti io l'avevo reso"intimistico" cosa che non deve essere.

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    3. Grazie Piero Giuseppe del commento. Il messaggio è esplicito però mi è difficile cogliere a chi o cosa sia realmente diretto.
      La critica non mi è chiaro se è riferita al post in oggetto, di cui sono autore, o ai commenti. O forse è più in generale al taglio del blog?
      I commenti sono aperti a tutti e chiunque, dunque, può esprimersi ed anche, come spesso avviene, allargare il discorso e i ragionamenti pur nel rischio di andare off topic.
      Tutto ciò quando avviene a me (che pure non sono un gran commentatore) piace molto.
      Tutto ciò è nello spirito (o nella volontà) di questo, come di molti blog, e pertanto questo cambia, si muove e si trasfigura anche e soprattutto grazie a ciò che i lettori e i commentatori scrivono, con la propria sensibilità, conoscenza o semplicemente curiosità e volontà di opinione.
      Anche e soprattutto questo sono stati i blog di Pintore e Monte Prama.
      Pertanto l'invito può essere anche quello che laddove si voglia uscire da un taglio "intimistico" non resta che commentare, se si ha voglia, e spostare l'attenzione su altro. Non si mancherà l'appuntamento. E si troveranno argomenti per tutti, questo lo si potrà riscontrare facilmente. Se ne mancheranno altri saranno e sono ben accetti i contributi. Sandro Angei lo ha sempre detto e voluto.

      D'altronde in questo stesso post, si può facilmente osservare, ci sono tre linee di commento. Una che viaggia nella direzione del testo che segue, quello di Bandinu, una che chiama in causa titolo e dedica, l'altra il disegno vero e proprio. Le assicuro che il triplo taglio è assolutamente voluto.
      I livelli di lettura pertanto sono diversi.
      Certo è vero che il disegno che mostro può essere "intimistico" (come può non esserlo?) e certo è ancora vero che può dirsi anche “onirico”, pubblicato ai lettori alla mezzanotte quando in pochi l'avranno visto per primo...ma a prescindere dalla discutibile qualità di quel disegno (modesto direi) resta pur sempre un omaggio ad alcune personalità del nostro mondo contemporaneo che ci hanno lasciato. Che Maria Lai, Pintore e Placido Cherchi siano affare "intimo" certo può esserlo, ma converrà con me che sono anche affare "pubblico". Che male c'è a ricordarli? E che male c'è a farlo nel modo più leggero che mi sia riuscito? E ancora che male c'è a farlo tra un post che ha parlato di cippi e di scultura, di archeoastronomia e simbolismi, di genomi e flussi migratori?
      Ma io ho colto in questo messaggio un invito a migliorarci e mi piacerebbe discuterne. Per questo non posso che ringraziarla.

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    4. Signor Ledda,sicuramente il signor Piero Giuseppe nel considerare il blog troppo "intimistico" si riferiva a me,che,in effetti,ho un po' troppo trasceso.Il suo disegno,che ho già salvato in una cartella nominata Sardegna,è bellissimo e non può non piacere.Maria Lai,che,grazie alei,ho avuto il piacere di scoprire non è un affare "intimo",ma un arricchimento culturale enorme,il signor Placido Cherchi è stato un grande uomo,di Giangranco Pintore non aggiungo nulla perché sono troppo implicata affettivamente.Siccome sono donna ed in quanto tale un po' malignetta,so che lei aveva capito già tutto,ha voluto solo essere un gran signore e la ringrazio come ringrazio il signor Francu,anche se so di essere indiffendibile.

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    5. Cara Grazia...mi dia pure del tu!

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    6. Grazie,lo farò al prossimo cpmmento,mi auguro,di una tua opera grafica.

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  14. Quel "quasi", Piero Giuseppe, è un evidente segno di benevolenza, non meno di quel grazie (che per parte mia ricambio).
    Potrebbero dirsi diverse cose: che la presente discussione commemorativa di Gianfranco Pintore (ed altri) è un test troppo sensibile per la misura dell'intimismo; che per esempio i post che va pubblicando a puntate Sandro Angei non saranno troppo lontani da altri che hai apprezzato nel tempo; che se parli in questo modo conoscerai verosimilmente la storia di tre blog iniziati l'uno con la chiusura dell'altro e avrai seguito gli assestamenti tra l'uno e l'altro, in particolare in quest'ultimo periodo.
    Ecco, su questi assestamenti ci stiamo interrogando credo tutti, nel mentre che però non vogliamo fermarci per eccesso di diffidenza e sfiducia, direi, in noi stessi (un noi ardito, certamente, che ora azzarda comprendere quanti qui stiamo contribuendo con articoli e commenti ma anche, per cominciare, quanti ancora si aspetta facciano ritorno). Comprensibile il tuo pungolo, speriamo non ottenga solo un giro di pareri che potrebbe alla fine sembrarti, come già queste righe, ancora un intimistico guardarci l'ombelico.
    Quello che fai verrà apprezzato solo quando smetterai di farlo, recita una massima. A volte sarai prevalentemente criticato per avere smesso di farlo, va pure tenuto presente.

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    1. Vedo che il mattino ha già portato una risposta migliore. Ma il tuo campanello, Piero Giuseppe, magari sarà utile.

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  15. Piero Giuseppe Pintus, ti è sfuggito il fatto che a volte si scrivono le cose proprio per testare il grado di tolleranza degli amici che leggono?
    Se qualcuno reagisce, si capisce che non tollera la cosa, senza quel quasi espresso pudicamente per non ingolfarsi troppo in un giudizio perentorio.
    Bene, ora si suppone di sapere di che pasta sei fatto, ma non per questo ci priveremo di scrivere, come post o a commento, quanto ci piace, fosse pure intollerabilmente intimistico. Cosa che, fra l'altro, a leggere i codici civile, penale, morale o estetico, non passa come reato.
    Anzi, di tanto in tanto va pure di moda!
    Tutto il resto è noia, cantava il Califfo.

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  16. Mi fa piacere che qualcuno si sia mosso fuori dal normale coro, per dire qualcosa, anche critico, ma questo non basta al blog.
    Aspettavo dei commenti, anche feroci su alcuni articoli, nulla di tutto questo. Forse perché sono articoli troppo stupidi? Oppure sono troppo difficili da capire? O forse solo “banali”.
    Questo blog è nato sui corpi ormai cristallizzati di altri due blog, con l’intento di divulgare anche nuove idee, vedere le problematiche legate al mondo archeologico da un altro punto di vista; verificare se tutto quello che si afferma e vero o frutto di mera fantasia, suscitare dibattito, anche acceso nei limiti del tollerabile ed infine fa crescere in ognuno che legge, magari la voglia di studiare, scrivere e pubblicare. Nulla di tutto questo, perché?
    Pensavamo di suscitare attenzione in coloro che si fregiano di essere archeoastronomi! Dove sono andati a finire costoro? Per certi versi, è più figo parlare e scrivere di lunistizi maggiori settentrionali, che di banali equinozi e solstizi e di tutta l’iconografia che parla sempre e in modo esasperato del SOLE a tutte le latitudini e longitudini!
    Detto questo, proverò “forse” in futuro, a studiare pure questa benedetta luna, cercando di capire con quale “accidenti” di metodo, abbiano fatto quei sacerdoti astronomi a definire con un’approssimazione di 1/20 di grado, la posizione di quei circoli di pietra del pozzo di Santa Cristina, per definire il momento esatto del lunistizio maggiore. Forse qualcuno si è già cimentato in questo?
    Questa è la sfida col passato: capire il metodo usato da quelle genti per realizzare quello che noi oggi scopriamo o presumiamo di aver scoperto. Senza questo passo fondamentale le ipotesi rimangono tali. E quando parliamo di scoprire il metodo, naturalmente intendiamo: senza ricorrere a strumentazioni fantascientifiche per l’epoca o extraterresti o quant’altro.
    Questo metodo di studio per me rientra nella categoria “Archeologia sperimentale”.
    E’ facile affermare che nel nuraghe Santa Barbara di Villanova Truschedu al solstizio d’inverno il sole proietta l’immagine di un toro dentro il monumento; è scontato che ciò sia vero, ma senza individuare il metodo esecutivo adottato da quelle genti per realizzare quello spettacolo, si espone il fianco a chi afferma che ciò è solo frutto di mera coincidenza.
    In qualità di ricercatore di calzini spaiati, è questo l’obiettivo che mi sono prefisso.

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    2. Benedetto Piero Giuseppe, ma visto che apprezzi e rifletti e studi e "provi", almeno un esempio di domanda o problematizzazione (quanto meno ora che avresti voluto spiegarti) non ti è venuto? O pensi verrebbe giudicato inopportuno? O solo, vergognosamente, apprezzi?
      Ti scuoto, è vero, ma è per scrollarti qualche frutto; perché da quello si giudica l'albero, e perché se il frutto non cade non se ne avranno i semi.
      Muovere una domanda, intendiamoci, non richiede (qui) essere in grado di dimostrare che in una tesi ci sia un vizio, è sufficiente anche solo segnalare che una dimostrazione, un passaggio, una deduzione, non ci sono sembrati convincenti e ci sembrano meritare un di più di motivazioni; voglio dire che non si tratta qui di sfidare te, come chiunque, a schienare nessuno.
      Quanto al tuo chiasso in mezzo al sacro rito, come hai visto è stato trattato civilmente. Come si tollera il "chiasso" si tollerino i "riti" (ognuno, se vuoi, è sciocco a modo suo, almeno agli occhi degli altri).

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  17. Stupidi? Difficili?( a quanto pare no,li ho capiti anche io),banali? Non penso proprio signor Angei."Ricercatore di calzini spaiati",la prego continui ad ammaliarci con i suoi studi,sarò un'allieva presente e diligente.

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  18. Signor Angei,siccome lei è il padrone di casa di questo blog(sarò "intimistica") e poiché odio ogni forma di ipocrisia, è tutta la notte che medito questo discorso,non voglio assolutamente partecipare alle discussioni facendomi violenza e,sopratutto,essere accettata a tutti i costi,allora vorrei un chiarimento.Sono una persona fatta un po' male,non ho la cultura che avete voi,sono una persona talmente emotiva che potrei definirvi tutti:lei è una persona colta e gentile,il signor Francu è il mio maestro che mi incute timore ma,in quanto sardo,mi capisce e mi accetta come sono,il signor Ledda è come se fosse un cugino ritrovato,il signor Masia,anche lui,mi incute timore ma è una persona comprensiva,il signor Mikkelj mi incute un timore, ogni oltre limite, ma mi affascina il suo rigore e la sua cultura,Aba,è una sorella che mi è stata vicina in un momento tristissimo ed anche se è superiore a me anni luce,sento che mi vuole bene perché sono la sorella di Gianfranco.So di essere di disturbo in questo blog perché i miei interventi sono alquanto modesti ;se devo andare via me dico con sincerità.Anche se sembro invadente,mi creda,non mi piace esserlo e soprattutto non voglio che i miei interventi facciano scadere la qualità del blog.Mi scuso ma avevo bisogno di un chiarimento e la prego di non aver pena per me.Ho subito,da piccola,lo strappo dolorosissimo dalla mia terra,posso,ormai,accettare anche questo strappo.Con stima per tutti voi anche per il signore che mi ha,giustamente,criticato.

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    1. Signora Grazia, qui non si manda via nessuno (a parte gli anonimi) e non si critica nessuno dal punto di vista ai cui Lei allude. La cultura arriva dove può, il buon senso è quello che ci deve guidare, l’amore in senso lato deve essere forza trainante. Ognuno esprime quello che è, da quel che dice o scrive si capisce lo stato e le inclinazioni d’animo e questo vale per tutti.
      Signora Grazia, per quanto mi riguarda Lei potrebbe far di cognome, Casu, Brambilla o Esposito, il fatto che il suo cognome sia Pintore, mi dice solo che ha radici sarde, il fatto che sia sorella di Gianfranco, ci ricorda quel che lui ha voluto e ci ha insegnato, il fatto che Lei abiti a Firenze ci insegna a tutti noi che benché oltre il mare, la Sardegna è sempre davanti ai suoi occhi.
      Non si preoccupi di certe critiche, che comunque non erano rivolte a Lei. Continui a seguirci e commentare come ha sempre fatto. Noi siamo qui ad aspettarla e se un giorno, se mai le pungesse vaghezza, saremo ad Elmas ad attenderla.

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  19. Rispondo in ritardo al commento di Pietro Giuseppe Pintus, condividendo quanto espresso da Francesco nel suo ultimo intervento aggiungo…
    Caro Pietro Giuseppe, il blog come ha detto Angelo Ledda il 28 settembre è aperto a tutti, se i commentatori sono pochi, forse è dovuto alla difficoltà di inserirsi in un certo argomento, vuoi perché non ti interessa oppure perché non ritieni di essere tu all’altezza o viceversa lo snobbi perché lo ritieni poco scientifico o insulso se non addirittura cretino, ma queste possono rientrare nelle considerazioni personali di ognuno di noi.
    Se tu ritieni che certi articoli siano interessanti o per lo meno suscitino in te una qualche curiosità, perché non intervieni dicendo la tua? Anche contro, bada bene; le critiche avverse fanno parte del dialogo, per tanto le accettiamo per stare con i piedi per terra e migliorarci.
    Maymoni non è Monte Prama, è la sua continuazione in un’atmosfera molto diversa dal primo “Monte Prama”, dove in molti si dibatteva e ci si scontrava pure. Quando “Monte Prama” è stato fatto oggetto di attacchi virulenti, tanto da chiudere i battenti, Maymoni ha ereditato un pesante clima di silenzio, dettato dalla paura di essere contagiati.
    E’ questa la verità, chi si schiera con Gigi Sanna sarà perseguitato! Da chi?! Sarebbe facile la risposta… da un miserabile etc. etc.. No, non è così… sarà perseguitato dall’indifferenza e dal mutismo di chi ha paura di esporsi! Dall’indifferenza dettata dalla paura di essere contagiati ed essere esposti alla berlina da parte di un personaggio sporco di LEZZO!
    Io non mi faccio intimorire da un cialtrone qualsiasi che ricava guadagni dalle stupidaggini che scrive, perché cari miei, ogni volta che accedete al sito dell’ignominato, lo state arricchendo! State danno un contributo alla mediocrità; perché di questo stiamo parlando, e non perché l’ignominato sia mediocre, anzi nella suo intento ha colpito nel segno, i mediocri sono tutti quelli che sorridono alle amenità scurrili che quello scrive, che fanno colore e che fanno parte del gergo “mediocre” comune, che l’ignominato capendolo, elargisce a piene mani.
    Siccome riteniamo di non far parte della mediocrità, continuiamo per quanto possibile a pubblicare, sperando che prima o poi il senso di cooperazione rinasca in tutti noi. Che le persone che amano la Sardegna e la sua cultura, apprezzino gli sforzi che stiamo facendo.
    I risultati ci sono a quanto pare e l’imprimatur apposto dall’Università di Sassari, che sarà ribadito nel nuovo seminario a partire dal prossimo 16 ottobre, ne è la conferma, tanto che eminenti figure scientifiche avallano ciò che Prof. Sanna sta sostenendo da anni. Persone che hanno la lucidità di vedere lontano, nel perseguire il loro obiettivo e il coraggio di infischiarsene delle superfetazioni montate ad arte per screditare.

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    2. Nessun rimprovero nei suoi confronti, mai ho pensato che lei potesse entrare in quella storia, né usarla come bersaglio polemico e ancora meno che facesse o stia facendo chiasso; ho solo voluto spiegare il perché (dal mio punto di vista), in questo blog commentano i "soliti". Non se la prenda e se gradisce continui a stare con noi.

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    3. Sandro, non te la prendere, perché succede anche altro nel mondo.
      Il sig. Pintus è convinto di aver fatto tanto chiasso in questo blog, prendendo per rimbrotti le parole sin troppo rispettose di Francesco, di Angelo e le tue, facendo star male la signora Grazia che si è sentita colpevole del reato di intimismo, mentre l'interessato ha ben altra spiegazione per tale vocabolo, come scrive più sopra:

      “Intimistico” per me voleva dire due cose semplici semplici.
      1. Su Maymoni, da quando è nato (e salvo errore), scrive e commenta un gruppo ristretto di persone – forse non più di dieci persone.
      2. I commenti sono spessissimo lodi e complimenti; poi ci sono quelli che a me sembrano pure esercitazioni letterarie, e infine gli svarioni (tra i quali comprendo i miei interventi).

      E come se non bastasse a costringerci a prendere in seria considerazione l'esistenza concreta degli svarioni intimistici, ci ha fatto intendere che l'intimismo ha anche una scala di misura, manco fosse un terremoto: si chiamerà la scala Pintus, secondo la quale il blog ormai si piazza al penultimo grado, e cioè "quasi intollerabile"?
      Per ventura il signore ha promesso che chiude. Anzi, invita a farlo anche a te.
      Di fronte a tante buone ragioni, io al tuo posto ci farei un pensierino, nella speranza che l'eventuale determinazione non superi il tollerabile nella scala dell'intimismo.

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    4. Mi rendo conto che dovrei stare zitta ma,quando si colpisce una persona che stimo è come se si colpisse me.Signor Pintus ,lei ha scritto in maniera corretta ma,alla fine,ha fatto uno scivolone consigliando al signor Angei di chiudere anche lui.Si rende conto che se si fosse fermato prima,l'avremmo considerato un signore?

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