mercoledì 15 aprile 2020

LA STORIA NEGATA. BISOGNA RIMODULARE SCIENTIFICAMENTE LA STORIA DELLA SARDEGNA, DELL'ITALIA E DEL MEDITERRANEO.


  di gigi sanna


   

Il resto della statua massacrata del primo 'gigante' sardo (XII secolo a.C.)  con lo stupendo  sigillo 'specimen' (matrice per gli altri sigilli 'memoriali') infisso, una volta,  nella sua spalla. 

  Se oggi prendiamo in mano non solo i manuali scolastici ma anche la saggistica specifica circa la storia della Sardegna, d'Italia e del Mediterraneo, notiamo che c'è uno sfasamento tra i dati scientifici che si sono acquisiti in questi ultimi anni e le conoscenze più o meno consolidate risalenti agli studi storici dell'Ottocento e del Novecento. I manuali scolastici ad esempio stentano a dare come scientificamente acquisito il dato archeologico della statuaria nuragica, un fenomeno grandioso in sé e non perché quella grandezza sia enfatizzata da una pubblicistica non allineata. Le statue sarde vengono 'rimosse', non sfondano nella comunicazione e non trovano albergo spazio - temporale adeguato. Quasi fossero un fenomeno periferico, marginale, pressoché insignificante per una certa storia che ha dato già i significati che tutti devono apprendere perché resi certi e definitivi dalla scienza 'nazionale' (e non solo nazionale). E chi dalla periferia osa porre la prua contro la consolidata certificazione, non la accetta come valida, diventa reo di lesa maestà 'scientifica'. Il centro ti concede la tua 'piccola' storia, non l'annulla completamente ma a patto che essa non disturbi più di tanto il quadro 'chiaro' del consolidato. I 'Giganti'? 'Chiamateli pure popolarmente così, se volete. Per noi statue misteriose di principi o re distrutte non si sa da chi e quando'. Ma sono artisticamente e formalmente un unicum! 'Prendiamoci tempo per dire perché'. E nel frattempo? 'La storia d'Italia non cambia per nulla perché non c'è un'altra storia da scrivere'.
Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere 'a succutu' perché ai dati archeologici si sono aggiunti da tempo i dati epigrafici. Nessuno riesce a contrastarli se non con atteggiamenti (persino riconducibili al crimine) che nulla hanno a che fare con la conoscenza e la scienza. Anzi con atteggiamenti che mostrano tanto più debolezza quanto più sono moralmente biasimevoli. Comportamenti che, complice una certa antropologia deviata in senso ideologico (e persino partitico) vanno contro la persona, contro i ricercatori e gli studiosi e non contro le 'cose' ricercate e trovate. Grazie ai dati epigrafici oggi sappiamo molto di più sui 'Giganti'. Di alcuni conosciamo i nomi, si hanno i sigilli ' patenti di identità', i memoriali individuali e non collettivi che portano dritti dritti ai celebri memoriali della Bibbia e agli ordini di Yhwh circa i paramenti di Aaronne.
  Di tutti si hanno le date del loro soggiorno terreno, del loro lunghissimo regno di mezzo millennio e forse più. C'è un post Lilliu circa la storia della Sardegna che si manifesta sempre di più con tutta la sua non contrastabile 'oggettivita'. Eppure...niente di niente! Solo le classiche teste di struzzo sprofondate il più possibile sotto metri e metri di sabbia. Perché se le cose stanno veramente così la Sardegna degli autonomisti, degli indipendentisti, dei sardisti radicali, della panfantaarcheologia sarda è tutta una balla, una accusa vergognosa senza fondamento a cui bisognerebbe rimediare con decise prese di posizione.
   Dolorose certo per taluni ma necessarie perché di necessità assoluta vive (o dovrebbe vivere) la scienza. Una scienza che dovrebbe stimolare da subito una revisione della storia e una sua non irrilevante 'rimodulazione' sia per quanto riguarda il Mediterraneo sia la stessa penisola italiana. Ci sono, tra l'altro (il tanto altro) il semitico e l'indoeuropeo assieme da mettere alle origini della storia italiana, c'è la Sardegna come grande protagonista di civiltà da inserire alle origini della civiltà mediterranea, tra gli egiziani, i cananei, i siri, gli israeliti, gli egei, i micenei.

2 commenti:

  1. Mi sento come Mosè.
    Nel senso che mi trovo a pregare di vivere tanto a lungo per vedere la fine della traversata del deserto e vedere così la terra promessa.
    Sulla terra dove scorreva latte e miele Mosè non ci mise piede, ma la vide da lontano, da sopra un'altura.
    Dici che continueremo ad arrampicarci?

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  2. Dice bene Professore:“l'accusa di panfantaarcheologia sarda è tutta una balla” perché è facile accusare con apostrofamenti altosonanti, ma vuoti di argomentazioni, alle orecchie della massa se si ha una patente in mano. A questi patentati è giunto il momento di chieder conto del perché di questi apostrofamenti. Non ci basta la risposta al quesito con un “perché lo dico io”. La popolazione, che ormai ha raggiunto un ragguardevole livello culturale, vuole spiegazioni precise e circostanziate. Spiegazioni che devono basarsi sullo studio, anche approfondito, della tesi rigettanda. Se si vuol battere l'avversario è necessario conoscerlo. Come? Iniziando ad acquisire e studiare quei “pallosi” alfabeti “protosinaitici”, protocananaici e ugaritici, per poi passare all'analisi di quelle “pallose” epigrafi “guazzabugliose”, usando la parte razionale e logica del cervello, spremendo nel contempo quella parte di cervella che il buon Dio ci ha riservato per la fantasia. Quella fantasia, che non è sinonimo di “aver la testa tra le nuvole”, ma è sinonimo di creatività e arguzia. Quella creatività e quell'arguzia che mettiamo nel risolvere un rebus della settimana enigmistica, benché possa essere questo estremamente difficile e complesso.

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