mercoledì 22 aprile 2020

L' IMPORTANZA DELLA PIANTA DEL GIUNCO NELL' AREA DI THARROS

Di  Stefano Sanna
vedi anche :
L'ORO BIANCO DI THARROS 
THARROS-LAGUNA DI MISTRAS: IL PORTO DE " IS FASSONIS"  
Laguna di Mistras: il nuraghe sommerso




Con lo sviluppo tecnologico l’uomo si è  dovuto adattare ai ritmi della macchina. Velocità è 
 diventato  sinonimo di giovinezza, essere lenti significa sprecare  tempo; si ha sempre la sensazione di non riuscire a fare tutto, di avere poco tempo a disposizione. In realtà si ha poco tempo a disposizione per pensare e, soprattutto, per osservare quello che ci circonda: le meraviglie della natura . Lo scopo di questo breve articolo è suscitare nello spettatore la curiosità che gli permetta di fermarsi un attimo ad osservare.


Il Sinis è una terra ricca di misteri che avvolgono con un velo di fascino le splendide meraviglie naturali del luogo. Tradizioni locali o enigmi irrisolti, come la scoperta della staturia di Mont'e prama, offrono un valore aggiunto notevole per il visitatore che si appresta a scoprire questo lembo di terra di Sardegna dalla storia millenaria

In diversi articoli pubblicati in questo blog , ci siamo occupati dell' area di Mistras a ridosso della antica Tharros . Oggi parliamo di una pianta che cresce nell'area della laguna di Mistras,  che nel passato ha rivestito con molta probabilità un ruolo importante nell'economia della antica Tharros, ovvero il : giunco



Il Giunco pianta della famiglia delle Juncacee, deriva dal verbo Jungo, ossia “legare”. Per l’uso che da sempre la caratterizza di certo il giunco era ben noto agli abili artigiani di Tharros, che con molta probabilità lo utilizzavano per  confezionare cesti, realizzare sedie ,nasse per la pesca è allo stesso tempo commerciavano questi prodotti in tutta l' area del mediterraneo .Inoltre era utilizzato per legare i fasci di falasco per la costruzione delle antiche capanne che facevano parte del paesaggio costiero del Sinis fin dalle epoche più lontane.


CARATTERISTICA CAPANNA IN FALASCO NELLA PENISOLA DEL SINIS

Talmente era utilizzata la pianta del  giunco, che con molta probabilità per soddisfare la maggior richiesta, si è reso necessario la sua coltivazione  nell'area di Mistras . Come dimostrano le antiche foto satellitari che riprendono vaste aree coltivate a giuncheti .Un arte che sicuramente è stata tramandata fino ai primi del “900”

LE FRECCE ROSSE INDICANO I FILARI DI GIUNCHI A RIDOSSO DEL COLLE DI "SU MURRU MANNU "DI THARROS.
foto tratte da "Sardegna foto aeree"

FILARI DI GIUNCHETTI NELL' AREA DI MISTRAS







 poi con l' arrivo sul mercato del materiale sintetico questa arte si è persa .



Un 'altra pianta antichissima che cresce in abbondanza adiacente aTharros è la "Salicornia"



in passato, i marinai la portavano con loro durante i viaggi, perché grazie all’alto contenuto di vitamina C serviva a combattere lo scorbuto e a rafforzare il sistema immunitario.Utilizzata anche per la produzione del vetro infatti, grazie al suo alto contenuto di carbonato di sodio, veniva bruciata e la sua cenere fusa con la sabbia.

 
Oristano .Antiquarium Arborense: oggetti in vetro provenienti da Tharros e Cornus.













 




 





 

6 commenti:

  1. Quest'articolo mi ha emozionato,vedere le foto di questa campagna piena di giunchi,vedere la capanna mi ha portato indietro di anni quando a Cabras c'era il villaggio dei pescatori fatto di giunchi.Che dispiacere sapere che il villaggio è stato distrutto,non ne capisco,proprio,la motivazione.Non conoscevo la Salicornia,che bella immagine di quel campo!Quanti rimpianti per la mia splendida,affascinante e misteriosa Sardegna.!

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  2. Grazie, Stefano. Una bella cosa la tua e, se permetti, mi allargo.

    Il giunco, su ‘iuncu, cresce anche nel fiume e negli acquitrini del mio paese, spesso in compagnia e in pacifica convivenza col cugino Cyperus, cipero, sessini in sardo, un tempo molto usati e spesso in alternativa.
    Col sessini si intrecciavano delle cordicelle di media resistenza le quali, bisognava ricordarselo, avevano bisogno di essere bagnate per migliorarne la resistenza e l’elasticità.
    Tipico esempio la legatura in tre sezioni (una centrale e due laterali) dei fasci di Typha (spadua o spadula in sardo) con cui si organizzava una stuoia (sa stoia), su cui sedersi, ad esempio per fai farra, o per stenderla di notte per dormirci sopra, spesso in cucina vicino a su foxili, specialmente i maschi giovani e i servi.
    Con i giunchi invece si intrecciavano piccoli canestri per contere la ricotta. Non il formaggio, che avrebbe avuto una eccesiva rugosità nella crosta: per questo si usava sa ‘iscu (discu) di legno di castagno, scavato in un unico corpo e forato per far uscire su soru.
    Ma di giunchi affiancati e solidali era fatto il fondo de is cibirus o cilirius grussus, che servivano a purgai su cixiri, sa gintilla e altro prima di cuocerli, liberandoli della polvere e delle impurità minute, perché quelle più grossolane venivano tolte con le mani.
    C’era anche su ciliriu fini, il cui fondo era fatto da giunchi che erano stati spaccati e privati della polpa centrale, passandoli sotto il dorso di un coltello così che restasse solamente la buccia, la parte esterna che è quella resistente. Con queste listerelle di giunco si tenevano insieme sia le listarelle dei cibirus finis, che i giunchi interi dei cibirus grussus. Ma tutto su strexu de fenu, quello di qualità, era tenuto insieme dalle listarelle di giunco. E vedi se era una cosa di poco conto!

    C’era infine un modo di dire che prendeva a prestito la radice del giunco che, dal punto di vista culinario, non era considerata il meglio. Si diceva infatti, per rinfacciare ad una persona che era stato invitato a pranzo: e tanti chi t’hant a hai donau conca de ‘iuncu a prandi!

    Tutto un mondo, quello della Civiltà del Giunco che, come dici tu, Stefano, è andato a farsi … benedire.

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  3. Signor Francu,lei è un pozzo di scienza nella storia antica delle tradizioni sarde,che bello!

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  4. Grazie Francu, mi unisco al pensiero della Signora Grazia.

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  5. Bravo Stefano, sempre incisivo! E...hai, tra l'altro, dato un assist formidabile a Francu che altro non aspetta se non gonfiare la rete. Magari da fermo.

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  6. 'Bella che non è' Francu (e penso non comune) l'espressione antifrastica.

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