di Giovanni Masala
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sabato 24 ottobre 2015
giovedì 3 settembre 2015
L'INAFFERRABILE VISIONE
di Angelo Ledda
A Francu,
mastru fungudu
![]() |
| Foto 1: volto di "Pugilatore" di Monte Prama. Si osservino gli occhi perfettamente concentrici (Foto di Giacomo Mulas) |
Per
Bernardini quelli dei Giganti di Monte Prama sono occhi che
accentuano
la loro carica sovrumana e simbolica:
“occhi congelati, che certo non guardano il mondo degli uomini ma
fissano il tempo del mito” [1], ma a mio parere, quei doppi cerchi perfetti - oltre ad essere
lì a dirci che gli scultori non avevano affatto in mente una rappresentazione "realista" - paiono piuttosto occhi
allucinati. (foto 1)
È
questo il termine che impiega Lilliu per descrivere gli occhi di
alcuni bronzi figurati [2] e lo riprendo qui nel suo pieno senso etimologico.
martedì 14 luglio 2015
Classico e Anticlassico: la forma ritmica della storia culturale europea (parte 2)
di Angelo Ledda
vedi prima parte
Alla stregua delle Avanguardie Storiche del primo Novecento [1] l'arte pre-classica venne considerata una sorta di avanguardia da rimettere in cammino perché ritenuta depositaria di valori e matrice per la ricerca di un linguaggio universale:
“Pirro Marconi propose il termine 'anticlassico'; altri sperimentarono più tardi 'aclassico' o 'eteroclassico' (…) Una sorta di avanguardia artistica antica che poteva esser resa ancora “attuale” e perciò proposta a modello per l'arte contemporanea (…) Il 'classico' come era stato costruito nei secoli precedenti non bastava più perché esso potesse alimentare il 'moderno' doveva produrre dal suo seno fecondi anticorpi, percorsi alternativi, suggerimenti sperimentali; doveva evocare e legittimare anche il primitivo e l'anticlassico, accogliere in sé non solo il centro ma anche i margini, persino le deviazioni dell'arte antica. Doveva insomma mettersi in sintonia con le Avanguardie” (Settis, 2004)
vedi prima parte
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Foto 1. l'ampliamento della Gipsoteca canoviana di Possagno
opera di Carlo Scarpa del 1957
|
Alla stregua delle Avanguardie Storiche del primo Novecento [1] l'arte pre-classica venne considerata una sorta di avanguardia da rimettere in cammino perché ritenuta depositaria di valori e matrice per la ricerca di un linguaggio universale:
“Pirro Marconi propose il termine 'anticlassico'; altri sperimentarono più tardi 'aclassico' o 'eteroclassico' (…) Una sorta di avanguardia artistica antica che poteva esser resa ancora “attuale” e perciò proposta a modello per l'arte contemporanea (…) Il 'classico' come era stato costruito nei secoli precedenti non bastava più perché esso potesse alimentare il 'moderno' doveva produrre dal suo seno fecondi anticorpi, percorsi alternativi, suggerimenti sperimentali; doveva evocare e legittimare anche il primitivo e l'anticlassico, accogliere in sé non solo il centro ma anche i margini, persino le deviazioni dell'arte antica. Doveva insomma mettersi in sintonia con le Avanguardie” (Settis, 2004)
mercoledì 24 giugno 2015
Il 'monstrum' di Pompei: un allestimento di Francesco Venezia
di Angelo Ledda
“La tradizione è la custodia del fuoco,
non l'adorazione della cenere”.
Gustav Mahler
![]() |
| FOTO 1: Calco da Pompei. Immagine da questo sito: http://www.artsblog.it/post/127514/mostre-napoli-2015-pompei-e-l-europa-1748-1943 |
Il
25 Maggio il Ministro ai Beni Culturali e per il Turismo Dario
Franceschini ha inaugurato la mostra “Pompei e l'Europa 1748-1943” suddivisa in due itinerari complementari:
mercoledì 3 giugno 2015
A quando la caduta del tabù?
Se lo chiede Maria Antonietta Mongiu in questo post, pubblicato su Sardegna Soprattutto e pubblicato su L'Unione Sarda del 20.05.2015
Quegli antichi graffiti su pietra [di Maria Antonietta Mongiu]
By sardegnasoprattutto/ 20 maggio 2015
Quegli antichi graffiti su pietra [di Maria Antonietta Mongiu]
By sardegnasoprattutto/ 20 maggio 2015
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