di Francu Pilloni
Alla vista pare proprio un romanzo, sebbene non sia solamente un romanzo, ma un cammino lungo il quale sento di aver imboccato decisamente la via che porta a Occidente.
In primo luogo è un racconto di vita, di qualche mese di vita
di un uomo alle prese con questioni e problemi più grossi di quanto sia
abituato a sopportare, di quanto sia disposto ad affrontare.
C’è di notevole che il personaggio principale, un maschio di mezz'età, pur afflitto da cento contraddizioni, in pratica sottopone ad autoanalisi se stesso col rigore del professionista, congiunto all’autocomprensione di uno che si vuole bene, comunque e in ogni caso.
Se non altro, risparmia sulla parcella dello psicologo e non si lagna dei risultati.
C’è di notevole che il personaggio principale, un maschio di mezz'età, pur afflitto da cento contraddizioni, in pratica sottopone ad autoanalisi se stesso col rigore del professionista, congiunto all’autocomprensione di uno che si vuole bene, comunque e in ogni caso.
Se non altro, risparmia sulla parcella dello psicologo e non si lagna dei risultati.
