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domenica 1 maggio 2016

L'esercito di terracotta

di Atropa Belladonna

Marzo 1974: in una zona ricca di campi coltivati  alcuni agricoltori stanno lavorando a meno di 2 km da una collina artificiale, una delle tante sotto cui si trova un’emergenza archeologica di grosse dimensioni, non scavata. Emergono alcuni frammenti di statua; non sono i primi, per decenni in quella regione si era parlato di pezzi di statua, frammenti di ceramica, manufatti in bronzo. Sono però i primi frammenti che attraggono l’attenzione di alcuni archeologi, per una serie di fortunate circostanze.

No, non siamo a Monte Prama, Cabras, nonostante l’incredibile coincidenza della data e delle circostanze di ritrovamento: marzo1974, agricoltori al lavoro, pezzi emersi già prima di quella data, all’erta del mondo archeologico.

Siamo invece nel cuore della Cina, distretto di Lintong della città di Xi’an  (provincia di  Shaanxi). Quei pezzi trovati per caso nel 1974 sono l’avanguardia di una scoperta straordinaria; è l’esercito di terracotta a guardia della «città dei morti» del primo imperatore della Cina, un tiranno unificatore di 7 stati e colui che pose il primo mattone della grande muraglia: Qin Shi Huang, salito al trono dello stato di Qin nel 246 a.C., riuscì a unificare i 7 stati dopo una lunga guerra e nel 221 si proclamò imperatore. Morì nel 210 e fu sepolto nella tomba – una piramide a gradoni- che ancora oggi non è scavata, all’interno della città dei morti, dentro la collina artificiale (fig. 1). 

giovedì 10 marzo 2016

“Antichi Agricoltori Europei simili agli abitanti di Sardegna”! esclamano i genetisti

di Mikkelj Tzoroddu

* Nel continuo discutere della Sardegna e dei suoi abitanti, tutto l’universo delle persone che se ne occupa, dimentica ed ignora che, quando i Sardi permisero ai Romani di venire in Sardegna, la popolazione della Sardegna risultava essere pari a circa SETTEMILIONI DI PERSONE!

giovedì 3 marzo 2016

Aspetti dell’elemento igneo nel simbolismo legato alla morte.

di Matteo Corrias
 

Nel IV libro dei Fasti (vv. 681-682), Ovidio informa di una pratica rituale, ai nostri occhi barbaramente bizzarra, inserita nel contesto dei Ludi Ceriales con i quali si concludevano, il 19 aprile, gli otto giorni dei Cerialia, la celebrazione maggiore in onore di Cerere: delle volpi erano lasciate libere nel Circo massimo con il dorso ardente per le fiaccole che vi erano state legate («vinctis ardentia taedis terga»). La notizia è proposta già dal poeta come una curiosità di cui sarebbe interessante individuare la causa, e la cui spiegazione è infatti affidata, nei versi seguenti, al racconto di un vecchio di Carsòli, che riferisce la pratica della corsa delle volpi incendiate all’atto di un giovane contadino che, per punire una volpe colpevole di aver ucciso e divorato alcuni volatili nel cortile di casa sua, le legò della paglia attorno al corpo, le diede fuoco e la lasciò libera per i campi di grano, che ne furono incendiati e completamente distrutti. Ecco dunque quella che dovrebbe essere l’eziologia della cruenta pratica: «utque luat poenas, gens haec Cerialibus ardet, quoque modo segetes perdidit ipsa perit» (vv. 711-712).

martedì 22 dicembre 2015

Eccezionale scoperta a Ghilarza. La terza immagine scolpita di Eleonora d’Arborea?

di Gigi Sanna (dedicato a Francesco Cesare Casula)
Un Dono di Natale a tutti gli amici del Blog e della Sardegna


Prima San Gavino Monreale (nel cosiddetto ‘pantheon’ degli Arborea) e poi Mogoro (casa medioevale Atzori) . Ora tocca a Ghilarza (chiesa di San Serafino) offrire  un’altra scultura (un volto collocato al di sopra dell’albero deradicato) raffigurante, con buona probabilità,  il viso sfregiato della famosa juighissa dei Sardi Eleonora d’Arborea.
 

sabato 12 dicembre 2015

La Sardegna paraninfa della pace

di Giovanni Masala Dessì

Recensione del volume: Vincenzo Bacallar Sanna, La Sardegna paraninfa della pace e un piano segreto per la sovranità 1712-1714, a cura di Sabine Enders, Stoccarda 2011, traduzioni dal tedesco e dal francese di Cesarina De Montis e di Giuanne Masala;

lunedì 9 novembre 2015

REGORDUS SCARESCIUS

de Francu Pilloni



S'annu passau, o cand'est chi fudi, heus fattu festa, chini nd'hat tentu gana, po is 150 annus de s'Unidadi de s'Italia.
Si seus scarescius de unu fattu importanti, chi menescit de essi regordau: a dì de hoi, su noi de Totisantus de 155 annus a hoi, Peppinu Garibaldi hiat pigau una navi a Napuli e fut partiu po torrai a domu sua a Sa Maddalena.