giovedì 27 agosto 2015

Un sintomatico "buco temporale" negli scarabei regali sardi

A volte uno cammina sparato e ha le fette di prosciutto sugli occhi, così si lascia scappare chissà quali favolose occasioni. Per fortuna ogni tanto cadono, le fette. La necropoli di Monte Prama è databile oggi, come abbiamo visto, tra Bronzo Finale e Primo Ferro (fig. 1). E non perchè lo diciamo noi appassionati, ma perchè lo dice l'archeologia, unendo dati archeometrici, analisi formali e dati di scavo. C'è una cosa che francamente finora mi era completamente passata sotto il naso: il buco nei nomi di faraoni egizi sugli scarabei rinvenuti in Sardegna, quelli di tipo denominato "egizio e egittizzante" (1). Tralasciamo pure il nome regale di Thutmosis III (1479–1425 a.C., XVIII dinastia) perchè è poco diagnostico cronologicamente (2a). Tralasciamo pure a malincuore anche lo scarabeo del cuore di Thutmose IV (1400 e il 1390 a.C.) (3a), trafugato chissà quando e chissà perchè dalla tomba del faraone. Iniziamo da terre solide: il nome regale di Amenhotep III (1388–1351 a.C., XVIII dinastia), quello di Seti I (1290-1279 a.C., XIX dinastia), quello di Ramesses II (1279-1213 a.C., XIX dinastia) e poi (2b)? Dopo il nome regale di Ramesses II,  scritto su scarabei considerati coevi al sovrano, in Sardegna c'è una sorta di intervallo temporale-per quanto riguarda gli scarabei con nomi regali-che sembra durare almeno fino alla XXIII dinastia (IX secolo a.C.) se non fino alla XXVII (VI sec. a.C.): il successivo nome regale documentato, per lo meno per quanto ne sappia io, è Pedubasti che compare per la prima volta con un sovrano della XXIII dinastia che regnò nell'ultimo quarto del IX secolo. Per questi scarabei la Scandone, su basi stilistiche, privilegia però una datazione alla XXVI dinasta  (664–525 a.C.) (1). 
Abbiamo quindi un buco documentario, uno iato se preferite, che va dalla fine del XIII sec. a.C. fino ad almeno gli ultimi decenni del IX o ai primi del VII.  Secondo la Scandone il "buco" va dalla XIX alla XXVI dinastia  ed è più che possibile che in questi scarabei tardi Pedubasti rappresenti, come altrove, onomastica privata e non sia riferito direttamente al sovrano (1).
In altre parole in Sardegna l'attestazione certa di nomi regali di sovrani egizi sugli scarabei si arresta in Sardegna a Ramesses II (1279-1213 a.C., XIX dinastia). La possibile attestazione del nome regale di  Siamun(986–967 a.C.) o di Ramesses X (1111-1107) sullo scarabeo di S'Arcu 'e is Forros non ha ricevuto finora conferme (2c).
I nomi regali cessano, sugli scarabei regali sardi in concomitanza con l'inizio degli attacchi dei "Popoli del Mare" all'Egitto, ben documentati per l'epoca di Merenptah (1213-1203 a.C.) e di Ramesses III (1186-1155 a.C.) (2d, e). Quest'ultimo dovette affrontare la temibile coalizione nella battaglia documentata sulle mura di Medinet Habu e probabilmente combattuta per mare e per terra nei pressi del delta del Nilo (4). Tra il 1250 e il 1200 insediamenti temporanei come quello di Pyla-Kokkinokremos a Cipro, dove tra le altre cose si rinvenne nel 2010 un vasetto comune nuragico, vengono ascritti ai "Popoli del Mare e chissà? forse servirono da basi per rafforzare la coalizione e preparare gli attacchi. Gli Sherden avevano già combattuto a Kadesh, a fianco di Ramesses II (1279-1213 a.C.), nel 1274 ed erano comparsi in tre "lettere di Amarna" dirette al faraone Amenhotep III (1388–1351 a.C.) e/o Akhenaten (1350-1334) da Rib-Hadda re di Byblos (EA81, EA122, EA123) (4).
Nel 1207 come nel 1177 l'Egitto ebbe ragione degli attaccanti, ma venne indebolito e non sarebbe mai più stato lo stesso. Gli Sherden stanziati, menzionati soprattutto in epoca ramesside tarda in decine e decine di documenti, si integrano nella società egizia a diversi livelli, ma mantengono (almeno in diversi casi) la loro identità e il loro appellattivo di "genti straniere". E' perfino testimoniato un loro dio, cui Ramesse V  (1149-1145 a.C.) dona un pezzo di collina (2f).   Uno dei documenti che colpisce di più sono le parole di Ramesses III, "pronunciate" nel Papiro Harris quando il sovrano è già morto e dalla Terra del Silenzio prega coloro che vivono di accettare suo figlio come nuovo sovrano; tra i viventi cui si rivolge vi sono anche gli Sherden che abitano in Egitto, a testimonianza che il loro status non era certo quello di schiavi o di membri irrilevanti della società: "[..]così dice il re  Usermaatre Meriamun, il grande dio, ai dignitari, ai capi della terra, alla fanteria, ai soldati che guidano i carri, agli Sherden, alle truppe ordinarie, a ogni cittadino della Terra d'Egitto[..](Papiro Harris, vd. 2d).


Nessun archeologo e nessun storico giurerebbe sull'affermazione gli Sherden erano sardi o gli Sherden erano sardi nuragici;  però nessuno con un minimo di testa giurerebbe sulla negazione di queste proposizioni: soprattutto dopo il rinvenimento di un vasetto nuragico a Pyla-Kokkinokremos (2e) e dopo la datazione della necropoli di Monte Prama, che la proietta in epoca ramesside e/o subito dopo (fig. 1).
Ma forse questa brusca interruzione sui nomi regali negli scarabei egizi della Sardegna vuole dire qualcosa? Si vede bene, dalla figura 1, che il "buco" documentario inizia quando iniziano gli attacchi dei "Popoli del Mare" all'Egitto, alla fine del XIII secolo. Forse è una coincidenza o forse no, ma credo valesse la pena riportare il dato.

(1) G. Matthiae Scandone, Scarabei e scaraboidi egiziani ed egittizzanti del Museo Nazionale di Cagliari, Roma Consiglio Nazionale delle ricerche, 1975.
(3) A. Belladonna, maimoniblog.blogspot.it, a.  Il più lungo testo egizio della Sardegna?, 7 giugno 2015; b. Monte Prama, le sepolture raccontano: storie del Bronzo Finale/Primo Ferro, 23 maggio 2015
(4) Eric H. Cline, 1177 BC: The Year Civilization Collapsed,  (Princeton University Press), 2014

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