venerdì 25 agosto 2017

Pietra su pietra - settima parte

Il ciclo virtuale di
vita, morte e rigenerazione

di Sandro Angei
e Stefano Sanna 




Nuraghe Crabia di Bauladu

   Nuraghe Crabia è accessibile da un viottolo che si dirama dalla ex S.S. 131 all’altezza di Bauladu.
   Arrivati alla torre, proseguendo in direzione Nord Ovest, già a poca distanza dal nuraghe si incontrano i primi cumuli di pietra di forma circolare; le dimensioni variano dai 2.00 m ai 3.00 m di diametro e la loro altezza dai 70 cm a 1.50 m; proseguendo ancora e percorrendo in lungo e in largo l’intera area ci si imbatte infine in un limite geografico che fisicamente divide il sito in due parti ben distinte: il rio Funtana e si
capisce infine che:
-       la maggior parte dei cumuli (probabilmente un centinaio e forse più) è dislocato a Est del rio Funtana
-       un’area di grande estensione ben recintata, sempre a Est del rio, in cui è presente una capanna nuragica con recinto antistante, è priva di qualsivoglia cumulo.
-       i cumuli arrivano fino al ciglio del pendio che conduce al rio Funtana: non vanno oltre benché ci sia spazio.
-       La maggior parte dei cumuli sono di piccole dimensioni: non superano i due metri di diametro.
-       Nessun cumulo è presente a Sud di nuraghe Crabia.
-       A Ovest, superato il rio Funtana, ci sono solo 10 cumuli, tutti imponenti: 6 di grandi dimensioni (6,00-13.00 m di diametro), 4 di dimensioni modeste (3 e 4 m di diametro). Tutti e dieci i cumuli hanno un’altezza che varia da i 2.00 m ai 2.50 m; l’altezza denota immediatamente la differenza da quelli posti a Est, tanto che i primi assomigliano più ad altari che a tumuli.
-       Dalla sommità dei cumuli E, F, G, M, N si può vedere la sommità del nuraghe Crabia.

La sensazione che si ha percorrendo il luogo a Est del rio Funtana è quella di essere in una necropoli e che quei mucchi di pietre siano dei tumuli a protezione del defunto. Anche in questo sito registriamo la medesima caratteristica notata a Zerrei, Zroccu, e Santa Marra; ossia, la depressione nella parte superiore di alcuni cumuli, che a questo punto ci fanno supporre che tale caratteristica sia dovuta alla riduzione di volume in conseguenza della consunzione e disgregamento di un corpo umano ivi sepolto.
   Ragione di questo si ha in alcuni passi della Bibbia[1]; e nell’attuale usanza ebraica di posare dei piccoli ciottoli sulle tombe dei propri cari; però a prescindere da queste, si hanno altre notizie riportate da Diodoro Siculo nel libro V, dove al cap. 9° scrive riferito alle isole Ginnesie (Baleari) “… E’ pure singolare, ed affatto strana l’usanza loro nei mortorj. Mettono entro un’urna le membra del cadavere prima rotte e batture con legni; e vi pongono sopra un gran mucchio di pietre.

   Ma altri indizi, se non prove, adduciamo in tal senso, dal momento che negli Annali dello “Instituto di corrispondenza archeologica” Vol. 3° anno 1832 leggiamo che era consuetudine in Sardegna di usare questo sistema di tumulazione.[2] A ragione di ciò esiste nella lingua Sarda logudorese un termine: “molimentu”, con la variante nuorese di “mulumento” che indica un mucchio di pietre sotto cui è sepolto qualcuno.
   Quanto riferito potrebbe dare spiegazione alla domanda senza risposta che Paolo Melis nel suo “Civiltà nuragica” lascia in sospeso: “Chi veniva sepolto nelle tombe di giganti? La domanda è ancora tema di dibattito fra gli studiosi. L’ipotesi tradizionale vede, nelle tombe di giganti, le sepolture collettive di tutto un villaggio, senza distinzione di rango e senza che nei corredi funerari ci fosse un qualsivoglia intento di ostentazione sociale. Questo, tuttavia, può anche essere vero per le tombe più antiche, non a caso le più grandi e capaci di ospitare numerose sepolture; è tuttavia ragionevole pensare che, nel corso della sua evoluzione, la società nuragica abbia finito con il vedere l’emergere di alcuni gruppi familiari sul resto della tribù (delle aristocrazie ante litteram), per i quali non è certo ipotizzabile l’uso di un rituale funerario collettivo indistinto: in questa fase, probabilmente, le tombe di giganti divengono vere e proprie sepolture familiari, o di “clan”, anche se in tal caso diventa difficile spiegare quali fossero le sepolture della gente comune”.[3]
   Ecco che allora si fa strada l’idea che questi cumuli di pietre (non tutti), siano in realtà delle tombe, forse per gente comune, da seppellire non certo nelle tombe dei giganti ma, con decoro, in tumuli come questi.

   Superato il rio Funtana, il territorio posto a Ovest di esso non è più costellato da innumerevoli mucchi di pietre ma di soli 10 imponenti cumuli ben sistemati nel paramento esterno e di dimensioni molto maggiori di quelli ubicati a Est.

L’aspetto archeoastronomico
   Dopo l'escursione, tornato a casa, visito sulla terra di Google le campagne di Bauladu poco prima lasciate; individuo 26 cumuli; tutti quelli a Ovest del rio Funtana e quelli ben visibili e liberi da vegetazione posti a Est del rio (in questa plaga tanti altri sono nascosti dalla vegetazione). Con mia grande sorpresa mi accorgo che molti di questi (18 cumuli), formano degli allineamenti rettilinei:
-       3 allinamenti composti da 4 cumuli
-       5 allinemaneti composti da 3 cumuli


Immagine elaborata tratta da Google Earth
la linea gialla individua il rio Funtana

Vediamoli in dettaglio questi allineamenti, fornendo lunghezza, azimut e altezza all’orizzonte locale:
-       1° A-B-C-D Az. 161° 24’ Alt 0° 48’ lunghezza 516 m, a est del rio Funtana
-       2° E-F-G-H  Az. 198° 20’ Alt. 0° 32’ lunghezza 391 m, a ovest del rio
-       3° I-J-K-D Az. 110° 09’ Alt. 1° 40’ lunghezza 645 m, a cavallo del rio
-       4° M-N-C Az. 63° 31’ Alt. 5° 49’ lunghezza 441 m, a cavallo del rio
-       5° O-P-H Az. 157° 37’ Alt. 1° 48’ lunghezza 319 m, a ovest del rio
-       6° I-Q-R Az. 90° 06’ Alt. 4° 23’ lunghezza 458 m, a cavallo del rio
-       7° P-F-B Az. 84° 50’ Alt. 4° 38’ lunghezza 493 m, a cavallo del rio
-       8° I-S-E Az. 55° 20’ Alt. 4° 37’ lunghezza 290 m, a ovest del rio
-       9° M-nuraghe Crabia Az. 120° 38’ lunghezza 432 m, a cavallo del rio

Come possiamo intuire dalla Fig.1 e dedurre dagli azimut rilevati, il 1° e il 2° allineamento sono contraddistinti da una peculiarità; la bisettrice dell’angolo compreso tra l’allineamneto A-B-C-D (161° 24’) e l’allineamento E-F-G-H (198° 20’) è di 179° 52’ 30”, che differisce di soli 0° 07’ 30” dalla direzione del mezzogiorno; ciò potrebbe significare che i due orientamenti siano legati alla levata e al tramonto di un medesimo astro; e se ciò si dimostrerà vero, il dato denoterebbe intenzionalità di orientamento astronomico dei due allineamenti.
Fig.1

   Altra peculiarità la riscontriamo nei due allineamenti E-F-G-H e P-F-B (Fig.2)  che si intersecano nel cumulo F; ulteriore peculiarità dell’allineamento P-F-B è che i tre cumuli giacciono su altrettanti allineamenti: cumulo “P” fa parte dell’allineamento O-P-H; il cumulo “B” fa parte dell’allineamento A-B-C-D.
Fig.2

Ulteriore peculiarità che denota intenzionalità, la riscontriamo nell’allineamento I-Q-R (Fig.3), orientato esattamente al sorgere del sole agli equinozi con un azimut d i 90° 06’. L’intenzionalità sta nel fatto che questo è un orientamento ottenuto per via geometrica; ossia non ha un riscontro all’orizzonte locale, in quanto in quella direzione l’altezza è di 4°23’. Gli orientamenti geometrici (rituali?) sono noti all’archeoastornomia ed uno di essi lo abbiamo incontrato e verificato nel sito di "Is circuìtus". Perché l’orientamento è così perfetto, benché non abbia un riscontro nella realtà dei luoghi? La risposta è quanto mai semplice dal punto di vista astronomico: perché quello degli equinozi è l’unico orientamento che si possa ottenere pervia geometrica in qualsiasi periodo dell’anno con l’aiuto del sole e di conseguenza è l’unico orientamento che possiamo definire veramente sacro.

Fig.3

Infine diamo un dato di carattere statistico dell’intero sistema (Fig.4):
-       3 allineamenti con 4 cumuli
-       7 allineamenti con 3 cumuli
-       1 cumulo “I” fulcro di 3 allineamenti
-       7 cumuli sono punti di vista degli allineamenti
-       9 sono in totale gli allineamenti

Fig.4

   Tutti gli allineamenti sono stati individuati prendendo quale riferimento il baricentro dei cumuli di varia forma, che va da quella circolare[4] e/o ovoidale, alla forma di ¼ di cerchio; qui sotto elencati:
-       A: Quarto di cerchio raggio 3.25 m
-       B: circolare diametro 3.00 m
-       C: circolare diametro5.00 m
-       D: circolare diametro 3.00 m
-       E: circolare diametro 7.50 m
-       F: ovoidale asse maggiore 10.00 m asse minore 8.00 m
-       G: circolare diametro 8.00 m
-       H: circolare diametro 4.00 m
-       I:circolare diametro 6.00 m
-       J: circolare diametro 6.00 m
-       K: circolare diametro 4.00 m
-       M: ovoidale asse maggiore 13.50 m asse minore 11.00 m
-       N: ovoidale asse maggiore 12.00 m asse minore 8.00 m
-       O: circolare diametro 4.00 m
-       P: circolare diametro 4.00 m
-       Q: circolare diametro 3.50 m
-       R: a forma di “D” asse maggiore 5.00 m asse minore 4.00 m
-       S: circolare diametro 3.00 m.
-       T: circolare diametro 4.50 ,
-       U: ovoidale asse maggiore 3.00 m, asse minore 2.50 m
-       V: circolare diametro 2.00 m
-       W: circolare diametro 3.00 m

La verifica astronomica

 Una verifica col programma Stellarium ha dato i seguenti risultati per le coordiante, qui sotto riportate, dei singoli allineamenti:
    -   1° A-B-C-D Az. 161° 24’ Alt 0° 48’ orientato nel 1150 a.C. alla levata di     Acrux[5] magnitudine 1.25 stella α della costellazione della Croce del sud.
         La levata eliaca avveniva i primi giorni di novembre (il primo novembre Acrux       sorgeva alle ore 6:08)
-       2° E-F-G-H  Az. 198° 20’ Alt. 0° 32’ orientato nel 1150 a.C. alla calata di Acrux[6]. La calata eliaca della stella avveniva pochi giorni prima del solstizio d'inverno.
-       3° I-J-K-D Az. 110° 09’ Alt. 1° 40’ orientato nel 1150 a.C.  alla levata di Antares[7] magnitudine 1.05. Stella α della costellazione dello scorpione.
         La levata eliaca avveniva i primi giorni di novembre (il primo novembre
        Antares sorgeva alle ore 6:20)
-                4° M-N-C Az. 63° 31’ Alt. 5° 49’ orientato all’alba del solstizio d’estate[8]
-       5° O-P-H Az. 157° 37’ Alt. 1° 48’ orientato nel 1150 a.C.  alla levata di Hadar[9]
     Magnitudine 0.55. Stella β della costellazione del Centauro.
   La levata eliaca avveniva circa 10 giorni dopo la levata eliaca di Acrux e        Antares.
-           6° I-Q-R Az. 90° 06’ Alt. 4° 23’ orientamento rituale agli equinozi.
-       7° P-F-B Az. 84° 50’ Alt. 4° 38’ orientato nel 1150 a.C. alla levata di          Procione[10], magnitudine 0.40. Stella α della costellazione del Cane minore.
         La levata acronica della stella avveniva pochi giorni prima del solstizio         d'inverno.
    -    8° I-S-E Az. 55° 20’ Alt. 4° 37’ orientato nel 1150 a.C. alla levata di Polluce[11]
Magnitudine 1.15. Classificata stella β della costellazione dei Gemelli benché essa sia più brillante di Castore.
La levata acronica della stella avveniva all'inizio della terza decade di novembre.
     -   9 M-nuraghe Crabia Az. 120° 38’ Alt. 0°58' orientamento rituale all’alba del
        solstizio d’inverno. Nel 1150 a.C. l'alba locale avveniva ad un azimut di
        122°25'. Il dato ammette due ipotesi:
 1a: l'orientamento è fortuito;
 2a: l'orientamento fu delineato in modo geometrico. Sin noti inoltre  una ulteriore
      coincidenza: il cumulo M è anche punto di vista all'alba del sosltizio d'estate                  (allineamento M-N-C).

   Una ulteriore verifica, oltre a quelle registrate nelle note da 2 a 8, consistente nella ricerca di eventuali corrispondenze per altre date, ha restituito sporadiche corrispondenze su altri oggetti stellari; ma di certo non con sequenza costante come quella individuata per il 1150 a.C.. In particolare nel 1450 a.C. si registrano le seguenti corrispondenze:
-       1° allineamento con Rigil Ken
-       2° allineamento con Rigil Kent
-       3° nessuna corrispondenza
-       5° allineamento con Fomalhaut
-       7° allineamento compatibile con Spica
-       nessuna corrispondenza
Come si vede nel 1450 a.C. troviamo di fatto 3 corrispondenze effettive, essendo il 1° e il 2° allineamento in mutuo rapporto.
   C'è da considerare però, al di là della corrispondenza per la data del 1450 a.C., che non si registra altrettanta corrispondenza con le date di visibilità delle stelle, dato che la levata eliaca di Rigil Kent era visibile circa 30 giorni prima del solstizio d'inverno, ma Fomalhaut si rendeva visibile solo a metà aprile e Spica a metà ottobre. Mentre abbiamo una corrispondenza sequenziale pressoché univoca di levata eliaca e/o acronica delle stelle individuate nel 1150 a.C..
 In ragione di ciò si rafforza l’ipotesi che in effetti il periodo da prendere in considerazione sia proprio il 1150 a.C.; non fosse altro perché gli eventi astronomici avvenivano secondo una logica successione temporale:
-       inzio di novembre (inizio prima decade) avveniva la levata eliaca di Acrux e Antares
-       dieci giorni dopo (inizio seconda decade) avveniva la levata eliaca di Hadar
-       all'inizio della terza decade avveniva la levata acronica di Polluce
-   Pochi giorni prima del solstizio d'inverno avveniva la levata acronica[12] di Procione
secondo una sequenza temporale dedicata all'avvento del solstizio d'inverno, giorno di rigenerazione del toro solare.
   In ragione di ciò possiamo dire con sufficiente sicurezza che:
-       gli allineamenti 1° e 2° sono in effetti orientati a levata e calata di Acrux nel 1150 a.C.,
-       si può ipotizzare la data di costruzione di questi allineamenti (1150 a.C.) e probabilmente quella del nuraghe Crabia ad essi strettamente connesso.
-       L'allineamento “M- nuraghe Crabia” sembrerebbe un allineamento rituale al solstizio d'estate; in quanto il suo azimut: 120° 38’, si avvicina in modo abbastanza preciso al dato ottenuto per via sperimentale basato sulla costruzione del triangolo equilatero mediante le ombre. Non si scordi che nel nuraghe Crabia ancor oggi si può assistere alla manifestazione ierofanica taurina al solstizio d’inverno; e non penso che ciò sia frutto di mera coincidenza. L’ipotesi che il nuraghe sia stato costruito nel 1150 a.C., prende forza dal fatto che esso è parte del mirabile congegno astronomico; l’ipotesi è supportata dallo studio del sito di Narbolia dove evidentemente si svolgeva un rito simile (riti che, guarda caso, coinvolgevano due nuraghe con lo stesso nome “Crabia”, che presentano caratteristiche costruttive differenti ma che recano al loro interno una celletta estremamente “nascosta” nel Crabia di Bauladu, insospettabile in quello di Narbolia[13]).
-       Tornando al sito di Bauladu: gli allinamenti individuano la direzione reale all'alba del solstizio d'estate e due direzioni calcolate geometricamente: alba del solstizio d’inverno e alba degli equinozi. I restanti allineamenti sono orientati verso il sorgere di stelle fisse, tutte di prima grandezza di magnitudine compresa tra 0.40 e 1.25; solo nel caso di Acrux è individuata anche la direzione di calata. La caratteristica degli allineamenti, per tanto, è quella di rimarcare il sorgere degli astri con evidente allusione alla rinascita.
-       Si rafforza inoltre l'ipotesi che le stelle oggetto di osservazione fossero intese quali messaggeri divini. Abbiamo visto che a Goronna le stelle Adhara, Acrux e  Gcrux annunciavano nel momento della loro calata, l'avvento del solstizio d'inverno; mentre a Santa Marra lo stesso evento era preannunciato dalla calata e successiva levata di altre due stelle: Arturo e Vega. Qui nel sito di Crabia di Bauladu sempre l'avvento del solstizio d'inverno era preannunciato simultaneamente da Acrux e Antares (1° decade di novembre), seguivano Hadar (2° decade) e Polluce (3° decade); infine Procione annunciava l'imminente arrivo dell'evento.

   Ricapitolando possiamo schematizzare il sistema astronomico di nuraghe Crabia di Bauladu, secondo una sequenza temporale così concepito:
-       Inizio 1° decade di novembre: allineamento A-B-C-D levata eliaca di Acrux
-       Inizio 1° decade di novembre: allineamento I-J-K-D levata eliaca di Antares
-       Inizio 2° decade di novembre: allineamento O-P-H levata eliaca di Hadar
-       Inizio 3° decade di novembre: allineamento I-S-E levata acronica di Polluce
-     Inizio 2° decade di dicembre: si assisteva nella stessa nottata alla levata  di Acrux e successivamente, poco prima dell'alba alla sua calata (allineamento E-F-G-H.)
-       preludio al 21 dicembre: allineamento P-F-B levata acronica di Procione.
-       21 dicembre: allineamento M-nuraghe Crabia - solstizio d'inverno
-       21 marzo: allineamento I-Q-R - equinozio di primavera
-       21 giugno: allineamento M-N-C - solstizio d'estate
-       23 settembre: allineamento I-Q-R - equinozio d'autunno

   Il cerchio si chiude e ricomincia il ciclo; lo stesso ciclo che abbiamo individuato a nuraghe Marra, con la differenza che lì (il ciclo), è materializzato da due cerchi, benché virtuali; qui a Crabia di Bauladu nessun cerchio è materializzato[14], non di meno esso esiste in modo concettuale. In ragione di ciò possiamo azzardare l'ipotesi che il cerchio non sia solo simbolo della luce, inteso quale forza vitale, ma sia anche simbolo della rigenerazione ciclica.[15]

  Alla luce di quanto esposto dal punto di vista astronomico, possiamo avanzare l’ipotesi che i 7 cumuli: A, E, I, M, O, P e H, siano una sorta di altari osservatorio (essendo ognuno di essi punto di vista del rispettivo allineamento), dai quali celebrare riti legati in particolar modo al solstizio d'inverno, preannunciato dalla levata di  stelle significative, secondo una ipotizzabile  progressione temporale anulare ciclica: solstizio d'inverno, equinozio di primavera, solstizio d'estate, equinozio d'autunno. 

 Ci piace far riferimento ancora all’altare di Tel Megiddo in Israele , datato al 3000 a.C., che, per modalità costruttive e dimensioni, è accostabile ai nostri; ma come abbiamo avuto già modo di scrivere, è solo un accostamento a livello formale alle strutture che andiamo comparando, avendo dimostrato che quelli sardi parrebbero esprimere una sofisticata valenza astronomica.



Altare di Tell Megiddo in Israele ca 3000 a.C.


Bauladu - muridina M

Bauladu - muridina M - la freccia indica nuraghe Crabia

Bauladu - muridina M - particolare


    In ragione di ciò siamo portati a  credere che questi 10 cumuli siano altari, sacrificali forse, come si ipotiza per quello di Tell Megiddo, adibiti a cerimoniali legati a rinascita e rigenerazione nell’ambito di riti funebri che si consumavano nei tumuli al di là del rio Funtana. Per tanto nel sito sembrerebbe ci siano due tipi di cumuli ben distinti, i primi destinati ad altare cerimoniale, gli altri a sepolcro di tumulazione dei defunti… altri ancora, quelli recenti, se ce ne sono, opera di spietramento.

***

Toponomastica

   Gran problema pone il toponimo “Crabia” che è presente in almeno tre siti in Sardegna: nuraghe Crabia di Bauladu, nuraghe Crabia di Narbolia e nuraghe Crabia in agro di Aidomaggiore. A primo acchito si è portati ad accostare il toponimo al sardo “craba” inteso come “capra". Il termine “craba”, “crabia” etc., è condiviso da 47 nuraghe in tutta la Sardegna; potrebbe esserci, però, una soluzione diversa, da prendere con moltissima prudenza e da considerare “solo” come una delle possibili interpretazioni, che qui proponiamo, e non certo per sfoggiare la nostra ignoranza in ambito semitico, quanto per sollecitare semitisti e/o conoscitori e parlanti lingue semitiche (nella fattispecie l'ebraico) ad intervenire ed eventualmente correggere o confutare la nostra proposta. 
   Cerco nel vocabolario di Ebraico e trovo la radice קַרַא  (kara՚) che significa "chiamare, nominare, recitare, leggere ad alta voce"; ha pure il significato di "incontrare, proclamare".
  Ancora nel vocabolario trovo la parola בִּאָה (biah), che ha il significato di “ingresso[16], viene dalla radice בּוֺא (bi՚a)  che significa “venire, entrare”.
   Per tanto si potrebbe auspicare che Crabia sia un nome composto dalla radice קַרַא e da בִּאָה oppure בּוֺא ossia קַרַא בִּאָה (kara՚ biah) o  קַרַא בּוֺא (kara՚ bi՚a).[17] Il nome si adatta perfettamente alla funzione del nostro nuraghe, che presenta una particolarissima celletta sopra il corridoio di ingresso, accessibile da una scala posta nella nicchia di destra della camera. Questa celletta potrebbe aver avuto funzione oracolare, alla quale il fedele era “chiamato ad avvicinarsi”; e potrebbe giustificare il nome di questo nuraghe, così come potrebbe giustificare quello di nuraghe Crabia di Narbolia, vista la strana posizione di quella nicchia così elevata dal suolo che abbiamo documentato nella terza parte dell'articolo; che fosse pure quella una celletta con funzione oracolare? Le similitudini che riscontriamo in questi due nuraghe ci inducono a pensare che ciò possa avvicinarsi alla verità dei fatti, a meno di voler classificare il tutto quale mera coincidenza: stesso nome, entrambi punto di mira dell'orientamento all'alba del solstizio d'inverno da un altare formato da un cumulo di pietra e infine, appunto, una celletta nascosta.

Segue…


Note e riferimenti bibliografici:


[1]  ad esempio Giosuè 7, 26

[2] In Annali dell’ Instituto di corrispondenza archeologica Vol. 3° anno 1832 primo e secondo fascicolo pag. 20 nuova scoperta di Alcuni toli sepolcrali a pag. 21 si legge: “… Piacquemi la riflessione a tal proposito emessa dall’erudito Peiron, di un ravvicinamento per analogia di costume fra gli edifizi anzidetti (nuraghe ndr) della Sardegna, e quei mucchi di pietre che furon gettate su i corpi di alcuni personaggi distinti nei fasti della Bibbia, tra i quali si nomina Ascalonne e Acan (vedi Giosuè 7, 26); uso non del tutto abbandonato neppure ai dì nostri in Sardegna (mio il sottolineato). Ivi per testinonianza del prelodato Petit-Radel probabilmente notata dall’archeologo  insigne Cav. Della Marmora, si raccolgono ugualmente dei mucchi di pietre, ove l’azzardo fa incontrare qualche abbandonato cadavere. Ma il Ch. Petit-Ravel protesta, che i citati esempi della Bibbia non hanno,  a suo sentimento, verun rapporto colle solenni e pacifiche sepolture, come quelle che hanno fatto eregere gli edifizi delle Nuraghe.”
Se ciò non bastasse ci viene in soccorso pure Raffaele Pettazzoni che in “La religione primitiva in Sardegna” scrive “… Del resto, fino ai giorni nostri pare siasi continuato in Sardegna l’uso di accumulare pietre sopra un cadavere sul posto stesso ove per caso lo si rinveniva.”

[3] P. Melis Civiltà nuragica Delfino editore 2003 a pag. 38.

[4] Abbiamo già dato ampia spiegazione in nota (1) di “Pietra su Pietra – sesta parte”.

[5] Nessun riscontro stellare per il suo reciproco di 341° 24’ Alt. 3° 30’

[6] Nessun riscontro stellare per il suo reciproco di 18° 20’ Alt. 1° 21’

[7] Si registra l’allineamento per il suo reciproco di 290° 09’ Alt. 1° 54’ con la calata di Matar  della costellazione di Pegaso di magnitudine 2.90, per tanto una stella non certo di prima grandezza. Inoltre il tramonto eliaco avveniva agli inizi di febbraio e il tramonto acronico agli inizi della terza decade di agosto.

[8] Nessun riscontro per il suo reciproco di 243° 30’ perché per un’altezza dell’orizzonte pari a 0° il sole tramonta al solstizio d’inverno a 239° circa: ben 4° 30’ di differenza; per tanto difficilmente è possibile associare questo evento all’orientamento.

[9] Nessun riscontro per il suo reciproco di 337° 37’ Alt. 3° 48’

[10] Nessun riscontro per l’angolo reciproco 264° 50’ Alt. 0° 01’

[11] Si registra l’allineamento per il suo reciproco di 235° 20’ Alt. 0° con la calata di Wezen  della costellazione del Cane maggiore di magnitudine 1.80. Però la calata eliaca di questa stella avveniva agli inizi della terza decade di aprile, mentre il tramonto acronico avveniva i primi giorni di novembre.

[12] Per levata acronica si intende il sorgere di una stella in concomitanza del tramoto del sole.

[14] Viste le distanze in gioco, allineamenti mediamente lunghi 440 m, sarebbe stato inverosimile tracciare circonferenze di tale grandezza.

[15] Di certo è solo una ipotesi che però da una risposta al fatto che nel sito di nuraghe Crabia di Bauladu il cerchio è materialmente mancante.

[16] V.T. Ez. 8,5

[17] La costruzione del nome e il relativo significato è equiparabile a quello di ben noti vocaboli ebraici, ad esempio “beth-el” in ebraicio: בּית אל, che significa “casa del dio”. Da: http://www.tyndalearchive.com//TABS/Gesenius/index.htm

3 commenti:

  1. Caro Sandro, ho visto molte volte John Wayne seppellire sotto la sabbia i morti dei suoi film, sopra i quali componeva una struttura di pietre per preservare il cadavere dalle volpi e dai corvi. Non per questo la metodologia era una evoluzioni delle tombe dei giganti.
    In verità Melis propone una impalpabile soluzione che dà addito ad altre domande che non trovano risposte in quello che si dà per accertato sino ad ora, cioè le tombe dei giganti come luogo di sepoltura comunitario.
    Ma se ipotizzi che la gente comune venisse posta sotto una muridina, pensi che ci fosse una muridina per ciascuno o si metteva alla luce ogni volta il cadavere vecchio per giustapporgli uno nuovo?
    Che poi la muridina si sia incassata al centro a causa della diminuzione di volume del cadavere ivi sepolto, suppongo che con i calcoli eatti la depressione potesse essere al massimo di un millimetro, visto quanto era stato costipato con uno o due metri di pietra sopra.
    Quanto agli allineamenti, non so che dire: se li hai trovati, ci sono. Mi riservo però di pensare che le stelle sono tante, milioni di milioni, come dice la pubblicità, ma a noi interessa solamente quella.
    La data del 1150 per la costruzione del nuraghe va contro quanto si afferma (vedi quanto detto da Aba nel recente articolo) e che cioè parrebbe che già da quel periodo non si tirava su nessun nuraghe.
    So che è facile lasciarsi prendere dall'entusiasmo, specialmente quando i conti sembrano tornare, ma io ricordo sempre un detto di mia nonna: Eh, totus is chi assimbillant a babbu m'indiddus bitteis a domu?

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    1. Non so quanti scheletri possano esserci sotto una muridina, fatto sta che in altre parti fuori dalla Sardegna si trovano scheletri sotto le loro muridinas. La soluzione al quesito è nelle mani degli archeologi, solo loro possono scavare.

      Le stelle sono miliardi di miliardi, ma quelle che noi vediamo sono molto meno e quelle di prima grandezza ancor meno: poco più di venti; e quelle visibili poco prima dell'alba o poco dopo il tramonto in concomitanza di particolari periodi dell'anno ancor di meno.

      Per quanto riguarda il periodo di costruzione del nuraghe è solo una ipotesi; e pur ammettendo la preesistenza della torre alla creazione dell'orientamento, ciò non inficia comunque il mio studio.

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  2. Mi sono ricordata di questo post quando ho portato a mia madre un paio di fichi d'India pensando che le avrebbe fatto piacere mangiarle. Ma no, lei FiuCrabia ne ha mangiato abbastanza in vita sua, Adesso basta. Ecco, mi ha sorpreso questo modo di chiamare i fichi d'India, e a pensarci bene, le ha sempre chiamate così.

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