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martedì 17 dicembre 2019

Pozzo sacro di Funtana coberta archetipo del pozzo di Santa Cristina

Parte seconda
Fig. 7
di Sandro Angei


Vedi: parte prima 

3. - Pozzi sacri a confronto
Quando mi accinsi a studiare il pozzo sacro di Santa Cristina, trovai una metodologia costruttiva di quel monumento basata sull'utilizzo di un'unità di misura, “sa stiba1, di un mòdano2 polifunzionale (così lo definimmo) e di un metodo di orientamento misto, di carattere astronomico-geometrico3. Insomma un criterio potenzialmente capace di “standardizzare” un metodo costruttivo.
E' giunto il momento di verificare questo “standard costruttivo”; e proprio il pozzo sacro di Funtana coberta ci dà l'occasione di metterlo alla prova.
Abbiamo realizzato una sezione del pozzo che grossomodo coincide con l'asse della scalinata4; abbiamo, altresì, “preso” il mòdano e abbiamo cercato di capire se ci fosse una qualche corrispondenza architettonica legata a quello strumento.

martedì 31 dicembre 2019

Funtana coberta svela le unità di misura

Parte quinta
Le unità di misura
di Sandro Angei


Il pozzo di Funtana coberta fu realizzato, alla stregua di quello di Santa Cristina, con l'uso di una unità di misura univoca: sa stiba, diversa da quella usata nel pozzo di Santa Cristina ma legata a quella da un rapporto matematico (dovuto al caso?! Chissà!); tant'è che la stiba di Santa Cristina è stata individuata da noi della lunghezza di 43 cm, quella di Funtana coperta sembra equivalere al rapporto di 2/3 di quella 1, pari cioè a 28,67 cm. Infatti lo spessore del 12° anello (tenuto conto di tutte le imperfezioni della pietra squadrata in maniera grossolana) si avvicina a questa misura2. Un dato che ha riscontro nel diametro, a livello del pavimento, del vano voltato ad ogiva che è pari a 12 stibe di 28,67 cm (3,44 m)3.

venerdì 2 novembre 2018

Nota a margine di un recente articolo di Sandro Angei. Santa Cristina di Paulilatino: nessuna santa martirizzata ma solo una antichissima 'funtana' nuragica del tutto singolare per concezione. Quella sì davvero 'santa'.


 

di G. Sanna

 
 La chiesetta medioevale di Santa Cristina
La chiesetta campestre di Santa Cristina di Paulilatino fu costruita, con ogni probabilità nel XII secolo dai Camaldolesi ma è probabile che le origini di essa fossero bizantine (1). La venerazione per questa santa, anzi santissima stando al terribile martirio (2), non trova però, stranamente, luogo nel resto della Sardegna   se si esclude la Santa Cristina di Bonarcado costruita per compensazione e ad imitazione di quella paulese (3). Il martirologio romano e quello geronimiano danno notizie quanto mai diverse e contrastanti sulla nascita e sulla morte della santa facendo pensare che in realtà la santa italica o fenicia sia una santa farlocca, andando ad accrescere così quella sarda la schiera dei santi isolani inesistenti oppure presi in prestito dai ‘santi’ nuragici (4). La leggenda della vergine orrendamente seviziata più volte e gettata in un lago o addirittura, nella versione sarda popolare, nel pozzo che prenderebbe nome dalla ‘santa’, è indizio che la devozione ‘ab antiquo’ fosse ben altra e che riguardasse sì il pozzo sacro attiguo alla chiesetta medioevale ma nessuna vergine martirizzata.

lunedì 22 novembre 2021

Il pozzo di Santa Cristina: una obiezione


di Sandro Angei

      Qualche giorno fa un amico ha avanzato una obiezione relativa al pozzo di Santa Cristina.

     Lo ha fatto in privato pensando che la stessa domanda formulata in pubblico potesse mettermi in difficoltà.

    Dal punto di vista umano ringrazio l’amico per la sua sensibilità, ma da ricercatore non farò altrettanto, perché non devo e non posso presumere a priori che quel che dico e scrivo sia verità assoluta. Per tanto nel momento in cui espongo pubblicamente uno studio devo, e sottolineo DEVO, rispondere alle obiezioni, perché queste mettono alla prova la tesi formulata. Sono le obiezioni ad offrirci la possibilità di avvicinare la verità dei fatti, rispondendo ad esse in modo efficace e convincente, oppure potrebbero farci capire di essere in un vicolo cieco nel momento in cui non riusciamo a rispondere a queste in modo adeguato.

venerdì 20 dicembre 2019

21 aprile nel pozzo sacro di Funtana coberta... e la Luna passò senza traccia lasciare

Parte terza
interno del pozzo sacro di Funtana coberta

di Sandro Angei


5. - I dati architettonici e quelli astronomici

Nel 1° capitolo abbiamo puntualizzato l'eccellente descrizione che il Taramelli fece del pozzo sacro, non tralasciando di notare l'anomalia del 12° anello. Qualcosa ancora però vi è da dire di questo anello. Appena ci si affaccia all'interno della camera si nota subito la foggia e posizione di tre conci posti proprio difronte all'ingresso e incastonati nel 12° anello. Sono questi, tre conci che abbiamo denominato “α, β e γ” (Fig.13), il primo e il terzo sono simili di lunghezza, il concio β, è più corto dei primi nel rapporto approssimativo di 3/4. Altra caratteristica è che i conci α e β sono di calcare quarzifero mentre il concio γ è di scisto nero, così come i gradini della scala. Il resto del pozzo è realizzato con conci di

domenica 29 gennaio 2023

Il pozzo sacro di Santa Cristina, un mistero nel mistero. MA CHE MISTERO!

 


di Sandro Angei

Tre settimane fa - sabato 7 gennaio 2023 – nell'Unione e Sarda è comparso un articolo a firma di Mauro Pili intitolato: - Il mistero nuragico “lunare” di Santa Cristina.

Il titolo reboante, avvia un articolo che, in fin dei conti, è un inno a tre ricercatori, perché nulla spiega e nulla risolve.

Un titolo, quello dell'articolo, che si può intendere in due modi.

Potremmo pensare che dopo lo studio e pubblicazione del libro del Prof. Arnold Lebeuf (uno dei tre ricercatori citati), vi sia ancora un gran bel mistero che aleggia sul pozzo sacro di Santa Cristina. Un mistero legato a quella luna, il cui moto complicatissimo per chi lo vede dalla Terra, non lo annovererei tanto a cuor leggero tra le conoscenze di quel popolo antico o, per lo meno, è difficile dimostrare come quegli astronomi abbiano escogitato un metodo per fissare dentro il pozzo di Santa Cristina il moto lunare. Un metodo, afferma Lebeuf, capace di prevedere le eclissi.

In sostanza il Prof. Lebeuf deve spiegarci per bene come avveniva l'osservazione del moto lunare all'interno del pozzo sacro e come, soprattutto, arrivarono a capire quegli astronomi il complicato moto lunare che, mi ripeto, era finalizzato alla previsione delle eclissi e quindi motivo fondante del monumento.

Ma quel “titolo” si può intendere, magari più malignamente, come un mistero legato non al “nuragico” ma alla “Luna” ossia: cosa c'entra la luna col pozzo di Santa Cristina?

giovedì 14 marzo 2019

Il pozzo di Santa Cristina, un pozzo di scienza: 1° parte



di Sandro Angei

vedi: 21 aprile al pozzo di Santa Cristina

Riassunto

Lo studio si ricollega ad un mio precedente lavoro sul pozzo di Santa Cristina; lì proposi il carattere solare del monumento, portando quali argomenti del mio assunto una serie di prove che coniugavano un evento astronomico, palesato da due ierofanie luminose, con l'aspetto sacro e calendariale che quelle manifestazioni esprimevano.
In questo studio mi prefiggo di dimostrare la concreta fattibilità del monumento. Per arrivare a questo obiettivo ho dovuto indagare affondo l'edificio, sin nelle sue minime caratteristiche, alla ricerca di dati eclatanti che potessero reggere la fatidica "prova del nove". Ho dovuto riscoprire accorgimenti di pratica manualità, lì dove oggi risolviamo i problemi con l'ausilio della teoria che interpreta i fatti sperimentali; nonché dare risposte a quesiti che man mano si presentavano; ad esempio:
- unità di misura
- proprietà astronomica del sole e utilizzo di un mòdano
- divisione di una lunghezza in un qualsivoglia numero di parti uguali
- orientamento geografico della scalinata senza bussola e senza strumenti topografici di 
  precisione.
- individuazione esatta dell'ombra

lunedì 8 aprile 2019

Ha inizio l'ottavo corso di epigrafia nuragica e archeoastronomia nuragica


Programma del corso

Mercoledì 17 aprile
1 lezione. Inaugurazione del corso.
ore 18:00 Archeoastronomia - Vediamo quel che vedevano gli antichi; il percepito è sempre lo stesso. Differenze tra osservazione attiva e osservazione passiva.

ore 19:00 Definizione di scrittura nuragica. I documenti. Luoghi di rinvenimento

Giovedì 25 aprile
2. Lezione:
ore 18:00 Archeoastronomia - Il pozzo delle meraviglie - 1° lezione multidisciplianare sul pozzo sacro di Santa Cristina.

ore 19:00 L'alfabeto nuragico. Il 'protocananaico'  e la scrittura in mix.

Sabato 4 maggio
3. Lezione in gita a Santa Cristina
ore 18:00 Archeoastronomia - Il pozzo delle meraviglie - 2° lezione multidisciplianare sul pozzo sacro di Santa Cristina.

ore 19:00 La 'griglia di Sassari' . L'agglutinamento (legatura).

Giovedì 9 maggio
4. Lezione
ore 18:00 Archeoastronomia - Il pozzo delle meraviglie - 3° lezione multidisciplinare sul pozzo sacro di Santa Cristina.

 ore 19:00 I numeri in nuragico. Numeri sacri e simbologia. L'iterazione del segno.

Giovedì 16 maggio
5. Lezione
ore 18:00 Archeoastronomia - Il pozzo delle meraviglie - 4° lezione multidisciplinare sul pozzo sacro di Santa Cristina.

ore 19:00 Il concetto di 'variatio'. La 'variatio' nelle tavolette sigillo di Tzricotu di Cabras.

Giovedì 23 maggio
6.  Lezione
ore 18:00 Archeoastronomia - Il pozzo delle meraviglie - 5° lezione multidisciplianare sul pozzo sacro di Santa Cristina.

ore 19:00 La scrittura 'metagrafica'. La cosiddetta Tanit. La scrittura della luce con la luce.

Giovedì 30 maggio
7 Lezione
ore 18:00 Archeoastronomia - Il pozzo delle meraviglie - 6° lezione multidisciplianare sul pozzo sacro di Santa Cristina. 

ore 19:00 La lingua e la scrittura nuragica organiche alla sacralità del Dio e ai suoi nobili figli tori celesti Giganti.


Dove ci incontriamo

Saremo ospiti nei locali della villa in campagna di don Efisio Carta vicino alla basilica di NS del Rimedio.




Tutti gli interessati potranno iscriversi al corso gratuito
inviando una @mail ai seguenti indirizzi:

mercoledì 10 ottobre 2018

Le geometrie del pozzo di Santa Cristina


Le misure, i numeri,
i cerchi, il glandoide, il segno del culto  dell'acqua

di Sandro Angei

Salvador Dalì - L'aurora
   Ho scelto "L'aurora" di Salvador Dalì, quale immagine iniziale, perché nel suo insieme ritroviamo nel dipinto surrealista tutti gli elementi primordiali della vita nascostamente enfatizzati nel pozzo di Santa Cristina. L'unica differenza (a parer mio) sta nel diverso significato da attribure alla figura geometrica ovoidale che nel nostro sito non evoca l'uovo ma un elemento legato alla taurinicità androide della divinità solare.

2. Alcune misure e alcuni numeri
Il pozzo di Santa Cristina è orientato in modo che la direzione

martedì 7 settembre 2021

Sant'Anastasia tende la mano a Santa Cristina e Santa Cristina spiega la presenza del pozzo delle offerte posto all'interno della chiesa di Sant'Anastasia.

Il pozzo di Sant'Anastasia

Il pozzo di Santa Cristina

di Sandro Angei


 Qualche tempo fa mi dedicai al pozzo di Sant’Anastasia di Sardara per completare (per così dire) il lavoro lasciato a metà dall’architetto Borut Juvanec scopritore in quel pozzo di una ierofania che si manifestava il 21 aprile. Quella stessa data che in seguito, in modo del tutto autonomo, io scoprii nella porta del sole di Murru mannu in

martedì 20 novembre 2018

Quando "CORBELLERIA" ti scoppia in mano...!

di Sandro Angei

Se ben ricordate, il 21 ottobre ho pubblicato un 👉articolo in risposta (e qui si capisce la definizione di “seconda parte” del titolo) allo scritto di uno stimato 👉archeoastronomo che, con baldanza e grado superiore di superiorità (scusate il bisticcio di parole), ha cercato di infirmare (?) la mia ipotesi ricostruttiva del tempietto aereo del pozzo di Santa Cristina.
  In verità, la mia è una ricostruzione virtuale tesa a salvare quel che si può della tesi di A. Lebeuf, non certamente per avanzare ipotesi da ritener vere in senso assoluto 1.

domenica 15 dicembre 2019

Funtana coberta di Ballao


Sottoponiamo alla prova il "metodo Santa Cristina”

di Sandro Angei

Parte prima

Riassunto
Scopo di questo studio è provare che le tecniche utilizzate per la costruzione del pozzo di Santa Cristina rispondono ad un metodo costruttivo comune a più monumenti.
Si è dell'idea che molte costruzioni di età nuragica legate in qualche modo al culto (uno dei culti), seguissero un unico principio costruttivo1, benché ogni tempio nella sua veste esteriore sia unico. Per tanto cercheremo di verificare se le stesse procedure usate per la realizzazione del pozzo di Santa Cristina, possano in qualche modo essere state usate nel tempio di Funtana coberta.
Faremo uso del mòdano2 e del metodo di orientamento geometrico-topografico3 che descrive il dato astronomico a Santa Cristina, nonché, cercheremo di individuare l'unità di misura – sa stiba4 – di questo pozzo sacro.

domenica 7 ottobre 2018

21 aprile al pozzo sacro di Santa Cristina 1

Antefatti,
quel che si sa del monumento,
studi effettuati ed obiezioni
di Sandro Angei



Fig.1
Sommario
Il presente saggio intende dimostrare che il pozzo di Santa Cristina fu costruito per celebrare un rito legato ad una data ben precisa: il 21 di aprile.
Cercheremo di dimostrare che questo pozzo sacro fa parte di una categoria di templi dedicati ad un medesimo rito e lo faremo comparando il monumento ad altri edifici già studiati e documentati.
Cercheremo, tramite la ricerca bibliografica, di inquadrare la data del 21 di aprile.
Saremo possibilisti (in parte e con riserva) verso la tesi del Prof. A. Lebeuf sul carattere lunare del tempio1; al riguardo ipotizzeremo la possibilità di celebrare il rito lunare similmente a quelli solari nel medesimo edificio.
Avanzeremo una chiave di lettura del toponimo, che a nostro giudizio è legato al rito che si celebrava in età nuragica in quel pozzo sacro.
Avanzeremo una “lettura” del recinto che circonda il pozzo sacro... e altro ancora.

lunedì 29 ottobre 2018

Luce, acqua e olio nel pozzo di Santa Cristina per un raccolto copioso


Particolari costruttivi a confronto
inquadramento cultuale e culturale del 21 aprile
il toponimo e le sue implicazioni cultuali
di Sandro Angei


21 di aprile 2018


11. Monumenti diversi, caratteristiche diverse, orientamenti diversi. Concetto di base sempre lo stesso
Dal punto di vista tecnico nel pozzo sacro di Santa Cristina si ripresentano i particolari che, a quanto pare, contraddistinsero l'architettura luminosa in età nuragica. La ierofania di luce è costruita con elementi architettonici fisicamente disgiunti tra loro, distanti anche svariati metri l'uno dall'altro1, che in modo “miracoloso” concretizzano una immagine e la veicolano in un determinato modo2. La ierofania nel caso del nuraghe Santa Barbara di Villanova Truschedu indica un luogo ben preciso legato all'evento: l'altare3; nel caso della porta riturale di Murru mannu in Tharros indica la data rituale direttamente con la dimensione della ierofania: il triangolo equilatero4; nel caso del pozzo di Sant'Anastasia di Sardara la duplice ierofania si manifestava con ogni probabilità sulla parete del tempieto superiore e contemporaneamente nel bacile. 

giovedì 22 ottobre 2020

Il pozzo sacro di Is Pirois - seconda parte


di Sandro Angei

Vedi  Il pozzo sacro di Is Pirois - prima parte

 4. Il metodo “Santa Cristina”

   Appurato il dato oggettivo della presenza del foro apicale nella cupola del pozzo e attribuita una precisa funzione all'edificio soprastante; possiamo proseguire il nostro studio per dire innanzitutto che quell'azimut di 141°41', secondo noi è il risultato di un calcolo geometrico basato sempre sul noto metodo scoperto nel pozzo di Santa Cristina e testato in quello di Funtana coberta di Ballao.


   Naturalmente è uguale il metodo ma non la costruzione geometrica che varia continuamente; nessun pozzo è uguale ad un altro, e questo lo abbiamo già sperimentato nel pozzo di Ballao, dove la costruzione geometrica dell'orientamento avviene in senso antiorario.

   Analizziamo innanzitutto quale fosse il principio che dettava l’orientamento della scalinata del pozzo sacro, perché da questo si capirà quale sia il vero orientamento.


   A Santa Cristina notiamo che i raggi solari entrano all’interno del pozzo seguendo lo stesso percorso che segue l’uomo che scende al bacile lustrale secondo un azimut di 153°8’. Lo stesso succede a Funtana coberta con la scalinata orientata ad un azimut di 240°43’. Pertanto possiamo dire che la direzione della scalinata nei due pozzi coincide con quella che assume il sole quando è in asse a quelle, perché il sole entra dalla scalinata.

domenica 25 ottobre 2020

Il pozzo sacro di Is Pirois - terza parte


di Sandro Angei 

6. La funzione del pozzo sacro

    Abbiamo appurato che il monumento, benché orientato secondo le note specifiche geometriche, non poteva manifestare la ierofania nel modo classico, ossia luce riflessa che penetra e si manifesta all'interno della camera attraverso la scalinata, come avviene nel pozzo di Santa Cristina e di Funtana coberta; inoltre nulla ci induce a pensare che la manifestazione luminosa fosse legata in modo stringente alla illuminazione di un caratteristico particolare architettonico come avviene nel pozzo di Santa Cristina (concio alfa del 12° anello). Per tanto a quale altra funzione poteva essere dedicato il pozzo di Is Pirois?


   Di primo acchito, e rifacendoci alla particolarità della riflessione luminosa che entra dall'oculo ed esce, per così dire, dalla scalinata, ho pensato ad un rito dal sapore spettacolare, forse anche verosimile, che però abbiamo deciso di descrivere solo in nota perché poco, anzi nulla, ha di scientifico12.

***

  In nota (12) abbiamo esposto una ipotesi sui generis, ma una seconda ipotesi, ben più plausibile, prende in considerazione l'uso della manifestazione ierofanica per uno scopo di natura più pragmatica

mercoledì 16 novembre 2022

Cinque minuti di fermo immagine nel pozzo di Santa Cristina -- 1° parte.


di Sandro Angei
vedi 11° parte aggiunta

 Pensavo di essere arrivato al capolinea e invece mi ritrovo ancora a scrivere del pozzo sacro di Santa Cristina.

 Ancora ne scrivo perché un aiuto inaspettato ho ricevuto dal Prof. Arnold Lebeuf circa un particolare architettonico che, benché non mi sia sfuggito, a suo tempo non lo valutai nella sua giusta importanza [1].

Mi riferisco alla risega “rientrante” che possiamo notare tra un anello e l'altro della cupola ogivale che copre il bacile del pozzo sacro e tra un corso e l'altro della restante struttura, comprese le pareti inclinate della scala d'accesso al bacile.

Un po' di tecnica costruttiva

sabato 11 gennaio 2020

Funtana coberta - riflessioni sul rito


Parte sesta

ancora "Il pensatore di A. Rodin"

di Sandro Angei
Ipotesi sul sentimento religioso nel rito del pozzo sacro di Santa Cristina

Con la quinta parte finisce lo studio sul pozzo di Funtana coberta di Ballao. Lì in ultimo abbiamo scritto: “Ancora, però, rimane un senso di celata insoddisfazione, un certo-non-so-ché, che, a parer mio e non solo mio, è scopo principale di tutto il rituale concepito da quelle antiche genti.
***
   Perché edificare un pozzo come quello di Funtana coberta e secoli dopo quello di Santa Cristina, facendo ricorso a tecniche ingegneristiche di così alto livello?! L'aruspicina Sarda, se così possiamo chiamarla (che non ha nulla a che vedere con quella Etrusca, e questo a scanso di equivoci e inopportuni, se non faziosi fraintendimenti), non avrebbe avuto bisogno di tale e tanta infrastruttura monumentale per essere attuata, bastava un semplice responso da parte del sacerdote/sacerdotessa; invece no! E' stato concepito un tale apparato scenografico da far invidia ai migliori registi di teatro: perché?!

sabato 28 dicembre 2019

Il pozzo sacro di Funtana coberta e i problemi di intasamento.


Parte quarta

Fig. 23 - Immagine da Google Earth elaborata
Ipotetico tracciato sotterraneo della presunta canaletta di troppopieno

di Sandro Angei


8. - Il problema della canaletta di troppopieno

All'inizio dello studio abbiamo avuto modo di scrivere che il livello all'interno del pozzo sacro non è stabile, e in ragione di ciò possiamo pensare che il sistema di troppopieno ipotizzato, non sia più funzionante per motivi naturali o dovuti all'intervento dell'uomo.

domenica 6 giugno 2021

Il mito dei misofallici.


di Sandro Angei

    E' sconcertante l'avversione mostrata da taluni soggetti rappresentanti l'autorità accademica circa la descrizione e/o lo studio di particolari reperti archeologici mostranti gli organi genitali; e questo perché un certo "credo" impegnato nel sollecitare uno stile di vita  casto nello spirito quanto nel corpo, nei secoli ha di fatto aborrito tutto ciò che ruota attorno al sesso, rifacendosi al pensiero di Sant'Agostino. Pensiero largamente frainteso, e forse volutamente, di un sant'uomo che voleva per lui quel che altri hanno inteso fosse da allargare all'intera comunità. In un tale clima, ciò che "l'asceta" ripudiava quale veicolo della tentazione satanica, veniva e viene preso, ancor oggi in modo bigotto, quale esempio integerrimo da seguire dall'intera comunità; per tanto tutto ciò che comportava la tentazione della carne era, ed è ancor oggi, visto da taluni come